{"id":67071,"date":"2019-12-13T00:00:00","date_gmt":"2019-12-13T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2019\/12\/13\/lo-sfruttamento-nel-carrello-della-spesa\/"},"modified":"2019-12-13T00:00:00","modified_gmt":"2019-12-13T00:00:00","slug":"lo-sfruttamento-nel-carrello-della-spesa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2019\/12\/13\/lo-sfruttamento-nel-carrello-della-spesa\/","title":{"rendered":"Lo sfruttamento nel carrello della spesa"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/5058_recensione_piccinelli.jpg\" alt=\"5058_recensione_piccinelli.jpg\" \/><br \/>\n<br \/>Il tema dell&rsquo;analisi della produzione e della filiera che sta dietro ad un certo prodotto che mettiamo nel carrello quando decidiamo di recarci presso un supermercato della Grande distribuzione organizzata (Gdo), &egrave; gi&agrave; stato sviscerato e problematizzato da diverse pubblicazioni scientifiche e della pubblicistica. Tra di essi c&rsquo;&egrave; certamente da segnalare il valido e puntuale saggio di Fabio Ciconte e Stefano Liberti, pubblicato quest&rsquo;anno.<\/p>\n<p>Entrambi giornalisti e saggisti, hanno dato alle stampe per Laterza il volume denominato <em>Il grande carrello &#8211; chi decide cosa mangiamo<\/em>, andando ad indagare il comportamento pervasivo della Gdo nelle abitudini alimentari delle italiane e degli italiani. Tra le questioni sviscerate con dovizia di particolari vi &egrave; quella dell&rsquo;illusione del consumatore che acquista un prodotto marchiato dalla grande catena presso cui si &egrave; recato per fare la spesa con l&rsquo;illusione che sia un qualcosa di diverso da quello poco distante sull&rsquo;altro scaffale. &laquo;<em>Finiamo<\/em> &#8211; si legge in una parte del saggio &#8211; <em>per comprare prodotti diversificati nel marchio e nel marketing ma in realt&agrave; identici, perch&eacute; in un universo di grandi concentrazioni &egrave; facile imporre un&rsquo;omologazione al ribasso<\/em>&raquo; (<em>Il grande carrello<\/em>, p. 57, Laterza).<\/p>\n<p>E questo &egrave; del tutto vero se pensiamo alla fase che il mondo globalizzato sta vivendo da decenni: la compressione dei diritti e dei salari si riflette anche sulla produzione e sul modo di acquistare i prodotti  dai produttori da parte della Gdo. Interessante e condivisibile &egrave; il punto che i due autori terminano il discorso sulle aste e, in particolar modo, sul comportamento dell&rsquo;azienda Eurospin il cui comportamento ha favorito una &laquo;<em>guerra fra poveri: da una parte gli agricoltori che non ci stanno pi&ugrave; dentro; dall&rsquo;altra i consumatori, che vogliono spendere sempre meno [&hellip;] l&rsquo;asta al doppio ribasso &egrave; l&rsquo;ultima frontiera della trasformazione del cibo in commodity [&hellip;] Senza voler stabilire un legame diretto tra aste al doppio ribasso e sfruttamento nei campi, &egrave; indubbio che questa prassi favorisce lo sfruttamento, perch&eacute; crea un collo di bottiglia che impedisce agli agricoltori di fare reddito e li obbliga in un certo senso a cercare mezzi alternativi per rimanere nei costi<\/em>&raquo; (<em>Il grande carrello<\/em>, p. 68, Laterza).<\/p>\n<p>&Egrave; una correlazione intima e conseguente, invece, quella del legame fra aste al doppio ribasso e sfruttamento nei campi: &egrave; il caso di porre questa relazione come necessaria in un&rsquo;analisi di critica complessiva &#8211; e particolare &#8211; nei confronti del sistema capitalista nella fase attuale di crisi di sovrapproduzione. Il capitalismo ha necessit&agrave; di porre ai limiti della schiavit&ugrave; una parte consistente della popolazione al fine di mantenere il proprio <em>status<\/em> non solo per se stesso e per le classi sociali pi&ugrave; alte ma, paradossalmente, soprattutto per il proletariato e sottoproletariato. L&agrave;, dove la scure del sistema pi&ugrave; iniquo e ingiusto del Mondo ha colpito pi&ugrave; di tutto e pi&ugrave; di tutti, ovvero i diritti legati al mondo del lavoro, ai servizi pubblici e alla salute, quello del cibo &egrave; un fattore che non pu&ograve; essere sottoposto a <em>defaillances<\/em>, il capitale non pu&ograve; permetterselo. <\/p>\n<p>&Egrave; storicamente, e letterariamente (si pensi all&rsquo;episodio dell&rsquo;assalto ai forni contenuto nei &ldquo;Promessi Sposi&rdquo; del Manzoni), diffuso che il popolo affamato si pone di traverso ancor di pi&ugrave; al potere costituito che lo opprime che fino a poco tempo prima creava le condizioni affinch&eacute; la classe subalterna fosse ancora pi&ugrave; tale e permanesse nella sua condizione di indigenza. Il capitale ha dunque il compito di creare tanto il consenso quanto il dissenso: attraverso lo sfruttamento proto-schiavile di una fascia determinata di persone, quali immigrati irregolari impiegati nel lavoro bracciantile, riesce a mantenere la facciata del costo contenuto dei prodotti agli occhi del proletariato e del sottoproletariato. Da un lato permette a vaste fasce di persone di approvvigionarsi a costi oggettivamente bassi; dall&rsquo;altra fa in modo che la rabbia sociale prodotta dalla mancanza del lavoro, dalla compressione dei salari, dalle tasse sempre pi&ugrave; alte, si scarichi verso quella parte di popolazione (perlopi&ugrave; composta da immigrati irregolari) che popola periodicamente i ghetti del foggiano fuori dai centri urbani (che un tempo si sarebbero chiamate baraccopoli), in Campania o in Calabria. <\/p>\n<p>Il proletariato, infatti, avendo come unico orizzonte il fine del mantenimento del proprio nucleo familiare a costi piuttosto contenuti, non bada &#8211; necessariamente &#8211; alla filiera o al come un tale prodotto riesce ad arrivare sugli scaffali del supermercato a lui pi&ugrave; vicino, tanto pi&ugrave; se &egrave; uno che gli fa spendere poco per ottemperare al compito della spesa.<\/p>\n<p>Contenere il cosiddetto malcontento popolare almeno da un punto di vista alimentare, evitando che il costo dei prodotti pi&ugrave; cari a strati pi&ugrave; bassi della popolazione lievitino, &egrave; il compito attuale del capitale: una porzione sempre pi&ugrave; ingente di popolazione, bersaglio della campagna elettorale e degli slogan come &#8220;prima gli italiani&#8221;, &egrave; quella che accetta condizioni semischiavili di lavoro e al contempo il ricatto &#8211; da parte di padroni italiani, s&rsquo;intende &#8211; della denuncia alle autorit&agrave;, dunque il conseguente rimpatrio, qualora dovesse alzare la testa. <\/p>\n<p>Incanalare l&rsquo;odio sociale contro soggetti pi&ugrave; fragili &egrave; diventato, oramai, sport nazionale dell&rsquo;Italia del XXI secolo: cercare di contenere la rabbia sociale e nel frattempo avallare chi indica quegli sfruttati nell&rsquo;ambito della politica e delle campagne elettorali sempre pi&ugrave; esautorate di ogni reale contenuto politico, &egrave; la lotta del capitale. Stanare chi indica e creare coscienza di classe contro gli indicatori &egrave; il compito dei comunisti.<\/p>\n<p>Marco Piccinelli<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il tema dell&rsquo;analisi della produzione e della filiera che sta dietro ad un certo prodotto che mettiamo nel carrello quando decidiamo di recarci presso un&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[46],"tags":[],"class_list":["post-67071","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-interventi","entry","simple"],"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/67071","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=67071"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/67071\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=67071"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=67071"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=67071"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}