{"id":67074,"date":"2019-12-14T00:00:00","date_gmt":"2019-12-14T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2019\/12\/14\/libert-di-stampa-in-italia-il-monopolio-del-capitale\/"},"modified":"2019-12-14T00:00:00","modified_gmt":"2019-12-14T00:00:00","slug":"libert-di-stampa-in-italia-il-monopolio-del-capitale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2019\/12\/14\/libert-di-stampa-in-italia-il-monopolio-del-capitale\/","title":{"rendered":"Libert&agrave; di stampa in Italia: il monopolio del capitale"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/5061_agnelli_repubblica.JPG\" alt=\"5061_agnelli_repubblica.JPG\" \/><br \/>\n<br \/>La notizia &egrave; del 30 novembre: John Elkann ha &#8220;scalato&#8221; il gruppo Gedi. La CIR Group spa (Compagnie Industriali Riunite), holding della famiglia De Benedetti, aveva confermato: &laquo;Ci sono in corso discussioni con Exor [la holding lussemburghese degli Agnelli-Elkann] per una possibile operazione di riassetto&raquo;; oppure, come ha scritto La Repubblica, quotidiano di punta del gruppo, &laquo;la holding CIR &egrave; in trattativa con Exor per vendere la quota di controllo di Gedi&raquo;. Senza contare il fatto che John Elkann &egrave; gi&agrave; vicepresidente del gruppo.<br \/>\n<br \/>Le vicende familiari di due lignaggi del tutto rilevanti del capitalismo italiano si riflettono sulle sorti dell&rsquo;informazione nazionale.<br \/>\n<br \/>L&#8217;interlocuzione tra le parti &egrave; cominciata, a quanto pare, a causa di litigi familiari dei De Benedetti. Secondo la ricostruzione del Messaggero, oltre al tentativo di scalata degli Agnelli-Elkann ci sarebbe anche l&rsquo;interesse di pi&ugrave; parti, come il fondo Peninsula di Luca Cordero di Montezemolo e Flavio Cattaneo, cos&igrave; come del gruppo che fa capo a Vincent Bollor&eacute;, a cui si rimanda all&rsquo;articolo del 2017 di Marta Gatti pubblicato sulla rivista Nigrizia.<\/p>\n<p>GIGANTE GEDI: TRE QUOTIDIANI E UN CROGIOLO DI TESTATE<\/p>\n<p>Numeri e nomi a parte, il Gruppo Gedi ed Exor hanno per diverso tempo rispettivamente confermato il reciproco interesse nella fase di interlocuzione in atto. Gi&agrave; prima della scalata della Giovanni Agnelli BV, questa era azionista per il 6,9% di Gedi. Al momento, come riportato da Repubblica in un articolo del 29 novembre, il capitale ordinario della societ&agrave; era cos&igrave; suddiviso: &laquo;Cir 43,78% (pari al 45,753% della quota sul capitale volante), Exor 5,992% (pari al 6,262 della quota volante)&raquo;.<br \/>\n<br \/>Il gruppo editoriale in oggetto, tuttavia, non &egrave; solo &laquo;Repubblica&raquo;, &laquo;La Stampa&raquo; e &laquo;Il Secolo XIX&raquo;, che di per s&eacute; rappresenterebbe una fetta imponente dell&rsquo;informazione, o come si &egrave; soliti dire in questi decenni disgraziati, del &ldquo;mercato dell&rsquo;informazione&rdquo;. Rappresenta, tuttavia, anche una porzione imponente del flusso di notizie (senza calcolare tutti gli inserti dei quotidiani prima citati) che passano attraverso i giornali e periodici a diffusione nazionale e a pubblicazione settimanale, mensile o bimestrale, quali: &laquo;Il Tirreno&raquo;, &laquo;Il messaggero&raquo; (Udine), &laquo;Il Piccolo&raquo; (Trieste) , &laquo;La Provincia&raquo; (Pavia), &laquo;Il Mattino&raquo; (Padova), &laquo;La Gazzetta di Mantova&raquo;, &laquo;La Nuova Ferrara,&raquo;, &laquo;La Nuova Venezia&raquo;, &laquo;Il Corriere delle Alpi&raquo; (Belluno), &laquo;La Sentinella&raquo; (Ivrea), &laquo;La Tribuna&raquo; di Treviso, &laquo;La gazzetta di Modena&raquo;, la &laquo;Gazzetta di Reggio&raquo; (Reggio Emilia)&raquo;; &laquo;L&rsquo;Espresso&raquo;, &laquo;National Geographic&raquo;, &laquo;Mind&raquo;, &laquo;Limes&raquo; &laquo;Le Scienze&raquo;, &laquo;MicroMega&raquo;, &laquo;Travellers&raquo; passando per le testate nazionali digitali come &laquo;Huffington Post Italia&raquo;, &laquo;Mashable Italia&raquo;, &laquo;Business Insider&raquo; e il portale &laquo;Kataweb&raquo;, senza contare le emittenti radiofoniche (Deejay, Capital, m2O). Un impero dell&rsquo;informazione che pu&ograve; vantare 648,7 milioni di euro di ricavi.<\/p>\n<p>RCS: L&#8217;OCCHIO DEL CAIRO<\/p>\n<p>Andando ad esaminare gli azionisti di un altro colosso dell&rsquo;informazione italiana, che da anni si contende il primato con Gedi, notiamo che l&rsquo;azionista di maggioranza &egrave; Urbano Cairo col 59,831%, seguito da Mediobanca e da Diego Della Valle (rispettivamente aventi il 9,930% e il 7,624%), non meno importanti gli ultimi due azionisti: Unipol (4,891%) e la China National Chemical Corporation (4,732%).<br \/>\n<br \/>Il gruppo Rcs, tuttavia, rappresenta anche un colosso transnazionale, detenendo &laquo;El Mundo&raquo;, &laquo;Expansi&ograve;n&raquo; e &laquo;Marca&raquo;, cos&igrave; come gestendo le seguenti pubblicazioni quotidiane a diffusione nazionale e digitale: &laquo;Corriere della Sera&raquo; (con relativi inserti &laquo;Economia&raquo;, &laquo;La Lettura&raquo;, &laquo;Corriere Salute&raquo;, &laquo;Corriere Innovazione&raquo; e la Tv Corriere Tv), &laquo;Diritti e risposte&raquo;, &laquo;La Gazzetta dello Sport&raquo;, &laquo;Buone notizie&raquo;, &laquo;Il rumore della memoria&raquo; e il portale di Milena Gabanelli &laquo;Dataroom&raquo;.<br \/>\n<br \/>Le testate locali che fanno capo al gruppo sono: &laquo;Corriere di Bergamo&raquo;, &laquo;Corriere di Bologna&raquo;, &laquo;Corriere di Brescia&raquo;, &laquo;Corriere Fiorentino&raquo;, &laquo;Corriere Milano&raquo;, &laquo;Corriere Roma&raquo;, &laquo;Corriere del Mezzogiorno&raquo;, &laquo;Corriere Torino&raquo;, &laquo;Corriere Veneto&raquo; senza contare i periodici cartacei e digitali (1).<br \/>\n<br \/>Ultimo dato importante, l&rsquo;apertura della casa editrice Solferino, parte del gruppo stesso, <em>&ccedil;a va sans dire<\/em>.<\/p>\n<p>Se ci limitassimo a prendere in esame solamente i casi pi&ugrave; grandi dei gruppi industriali legati all&rsquo;informazione, ci si renderebbe presto conto che la libert&agrave; d&rsquo;informazione &egrave; del tutto legata al profitto e ad interessi che tutto concernono tranne quello che dovrebbe guidare un quotidiano o un periodico. Fornire, cio&egrave;, una lettura di quel che accade, dare una propria interpretazione sui fatti, fornire la base per la formazione di una propria opinione in lettori che non sempre sono &ldquo;addetti ai lavori&rdquo; di quel che accade nelle stanze della politica o dei retroscena legati a questo o quel personaggio politico, e avviare un dibattito che sia il pi&ugrave; aperto e scevro dalle posizioni da &ldquo;tifoseria&rdquo; di questi ultimi venti\/trent&rsquo;anni. <\/p>\n<p>La funzione della carta stampata &egrave;, nel corso degli anni, diventata del tutto altra rispetto a come la si intendeva negli anni &rsquo;80 o &rsquo;90, o come poteva essere quella di partito, quando questi non erano semplicemente dei comitati elettorali permanenti e attenti solo alla mediaticit&agrave; del piatto di pasta mangiato dal leader su Instagram o della foto con il tenero asinello postata su Facebook.<br \/>\n<br \/>Di fronte alla volont&agrave; di soppressione del finanziamento pubblico all&rsquo;editoria, che certamente ha generato casi tutt&rsquo;altro che onorevoli riguardo al suo utilizzo, l&rsquo;informazione dell&rsquo;Italia del 2000 rappresenta il prodotto della transnazionalizzazione delle imprese che traggono profitto dall&rsquo;informazione e che gestiscono quotidiani e periodici in base all&rsquo;utile che ne ricavano.<br \/>\n<br \/>I giornali diventano, cos&igrave;, delle veline che molto spesso riempiono le proprie pagine di retroscena e di interviste ben calibrate a personaggi in cerca di ribalta, o che devono porre in essere il proprio pensiero in articoli che spesso non arrivano al concetto e si limitano a rimanere sulla superficie delle cose.<br \/>\n<br \/>Il pensiero diventa unico, ed &egrave; quello del capitalismo e dei suoi alfieri. Con buona pace di Giorgia Meloni, che ritiene come il pensiero unico sia quello LGBT. Il quotidiano resta un vettore di notizie, le quali debbono, necessariamente, possedere &#8220;notiziabilit&agrave;&#8221;, altrimenti non presentano alcun margine di interesse da parte di chi la pubblica. E se non possiede interesse (leggi: possibile ritorno di profitto) per chi la pubblica, automaticamente non &egrave; da proporre al lettore.<\/p>\n<p>L&rsquo;interesse delle aziende transnazionali ad avere un proprio gruppo editoriale sta nel fatto che, pi&ugrave; o meno, i maggiori gruppi industriali di ogni paese hanno un legame con il mondo dell&rsquo;informazione: la compenetrazione tra aziende, holding, banche, societ&agrave; assicurative e quant&rsquo;altro, rende estremamente complicato il districarsi del lettore tra le pagine dei giornali e tra le notizie proposte: discernere la veridicit&agrave; dei fatti con quanto accaduto nella realt&agrave; (vedi Arthur Schopenhauer, &ldquo;Velo di Maya&rdquo; e affini), formarsi un&rsquo;opinione che non sia gi&agrave; nell&rsquo;alveo di quelle gi&agrave; pre-confezionate dai quotidiani nazionali (e anche locali, come abbiamo visto) &egrave; molto complicato, per non dire impossibile. <\/p>\n<p>L&rsquo;interconnessione degli interessi dei gruppi industriali nel creare profitto l&agrave; dove ci dovrebbe essere un interesse pubblico sovrasta qualsiasi buona intenzione, di cui la strada del capitalismo (non gi&agrave; del proverbiale inferno) &egrave; lastricatissima: le grandi acquisizioni da parte di aziende transnazionali o holdings rappresentano il volto pi&ugrave; spietato della distorsione delle coscienze nel nostro paese. Non pi&ugrave; formazione, bens&igrave; aprioristica distorsione.<br \/>\n<br \/>A questo si affiancherebbe il dibattito relativo al ruolo del giornalista, stante la situazione attuale, ma questa &egrave; un&rsquo;altra storia.<\/p>\n<p>(1)  http:\/\/www.rcsmediagroup.it\/pagine\/brands\/#i-periodici<\/p>\n<p>Marco Piccinelli<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La notizia &egrave; del 30 novembre: John Elkann ha &#8220;scalato&#8221; il gruppo Gedi. 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