{"id":67247,"date":"2020-04-13T00:00:00","date_gmt":"2020-04-13T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2020\/04\/13\/la-recita-su-mes-allombra-del-coronavirus-2\/"},"modified":"2020-04-13T00:00:00","modified_gmt":"2020-04-13T00:00:00","slug":"la-recita-su-mes-allombra-del-coronavirus-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2020\/04\/13\/la-recita-su-mes-allombra-del-coronavirus-2\/","title":{"rendered":"La recita su MES all&#8217;ombra del coronavirus"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/5239_mes_recita.jpg\" alt=\"5239_mes_recita.jpg\" \/><br \/>\n<br \/>Dice un vecchio adagio che le falsit&agrave; sono verit&agrave; incomplete. In questo senso la performance di Conte, Salvini e Meloni attorno agli accordi stipulati a Bruxelles rappresentano un&#8217;ampia collezione di falsit&agrave; belle e buone, recitate con appassionata disinvoltura, e anche per questo massimamente ipocrite.<\/p>\n<p>Il Presidente del Consiglio ha magnificato i risultati strappati a Bruxelles nell&#8217;&rdquo;interesse dell&#8217;Italia&rdquo;. Sfrondato della retorica nazionalista e interclassista, non ha tutti i torti. Il capitalismo italiano qualcosa ha ottenuto, nell&#8217;ultimo mese, in sede europea. Prima l&#8217;onda d&#8217;urto continentale del coronavirus ha costretto la Commissione Europea a sospendere il Fiscal Compact e i relativi adempimenti, offrendo un margine di manovra pi&ugrave; ampio al governo italiano. Poi la BCE ha stanziato 750 miliardi di acquisti di titoli pubblici (e obbligazioni private) contribuendo in modo determinante a tener bassi i tassi di interesse in Italia, a ulteriore vantaggio degli spazi di spesa del governo. Ora l&#8217;Eurogruppo vara altre linee di credito, con cifre apparentemente importanti: &ldquo;cento miliardi a sostegno degli ammortizzatori sociali&rdquo; (SURE); &ldquo;duecento miliardi erogati dalla Banca Europea degli Investimenti&rdquo;; 240 miliardi del Meccanismo Europeo di Stabilit&agrave; (il famigerato MES) &ldquo;senza condizionalit&agrave; per le spese sanitarie dirette e indirette&rdquo;. Cui si aggiunge l&#8217;allusione al prossimo possibile varo dell&#8217;European Recovery Fund, quale anticipazione degli eurobond.<\/p>\n<p><strong>IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO FA IL BARO<\/strong><\/p>\n<p>Giuseppe Conte, al netto del distinguo sul MES, ha esibito come trofeo l&#8217;insieme di queste cifre per dare l&#8217;idea di &ldquo;un risultato storico&rdquo;. Ma ha barato clamorosamente. <\/p>\n<p>Non solo e non tanto perch&eacute; le cifre esibite riguardano in realt&agrave; l&#8217;intera Unione Europea e non la sola l&#8217;Italia, che ne riceve una minima quota parte (ad esempio 15 miliardi per gli ammortizzatori che coprono di fatto, con l&#8217;aria che tira, un solo mese di cassa integrazione). Quanto soprattutto per il fatto che non si tratta di erogazioni, ma per lo pi&ugrave; di fondi creditizi: fondi che prima si formano con versamenti degli Stati membri, poi emettono titoli sul mercato finanziario, infine ripagano gli acquirenti dei titoli. Tutte operazioni a debito: finanziate da risorse pubbliche a beneficio di profitti privati. Soldi presi in ultima analisi dal portafoglio dei lavoratori, attraverso il fisco, e girati alla fine nel portafoglio dei capitalisti. <\/p>\n<p>Il MES &egrave; uno di questi fondi, con una differenza. Mentre gli altri vanno ancora costituiti e finanziati (sia il fondo SURE per gli ammortizzatori che l&#8217;aumento di capitale di 25 miliardi deciso per la BEI), il MES dispone gi&agrave; di un fondo proprio di 450 miliardi, attivabile nell&#8217;immediato. &Egrave; un fondo intergovernativo, l&#8217;Italia controlla la parte del fondo proporzionale al contributo che ha offerto per la sua formazione (sempre pagato dai salariati). In base all&#8217;accordo raggiunto, il MES mette a disposizione una linea di credito di 240 miliardi su scala continentale sino a un massimo del 2% del Pil dello Stato membro richiedente. Il 2% del Pil italiano &ndash; nel caso l&#8217;Italia volesse ricorrere al MES &ndash; sono circa 36 miliardi. Questa cifra verrebbe prestata &ldquo;senza condizionalit&agrave; e per le spese sanitarie dirette e indirette!&rdquo;, sottolineano con enfasi il PD e lo stesso Conte per attribuire un intento sociale e caritatevole al MES. Ma &egrave; un inganno. <\/p>\n<p>Innanzitutto perch&eacute; le spese sanitarie &laquo;dirette e indirette&raquo; (espressione voluta proprio dall&#8217;Italia) possono comprendere di tutto, anche il finanziamento delle spese aziendali dei padroni in fatto di &ldquo;sicurezza&rdquo; nei luoghi di lavoro, un bel vantaggio per i profitti. Ma soprattutto perch&eacute; ogni creditore vuole indietro i soldi prestati. La vera condizione di ogni prestito &egrave; per definizione questa, al netto degli interessi previsti. E per pagare un debito bisogna essere nelle condizioni di farlo. Per questo l&#8217;accordo europeo prevede che alla fine dell&#8217;emergenza sanitaria gli Stati dovranno rafforzare i fondamentali economici, coerentemente con le regole fiscali della UE. Detto in parole povere, dovranno mettersi nelle condizioni di pagare i creditori. E per pagare i creditori, le terapie d&#8217;urto sono gi&agrave; state sperimentate: sulla pelle dei sistemi sanitari, delle pensioni, dell&#8217;istruzione.<\/p>\n<p><strong>SALVINI E MELONI, UNA MENZOGNA PER DUE<\/strong><\/p>\n<p>Ma le bugie di Conte sfigurano di fronte alla faccia di bronzo di Salvini e Meloni.<br \/>\n<br \/>Com&#8217;&egrave; noto, Salvini e Meloni si scagliano contro il MES denunciandolo come cappio al collo della sovranit&agrave; nazionale. Conte li  accusa di compromettere l&#8217;interesse dell&#8217;Italia al tavolo negoziale europeo? Loro accusano Conte di tradire l&#8217;Italia svendendola alla Germania e condannandola al ruolo della Grecia. Una sciocchezza, purtroppo ripresa a pappagallo da ambienti sovranisti &ldquo;di sinistra&rdquo;.<\/p>\n<p>In primo luogo l&#8217;Italia non &egrave; la Grecia. La Grecia &egrave; un paese semidipendente. L&#8217;Italia &egrave; la seconda potenza industriale d&#8217;Europa. Il debito greco era nella pancia delle banche tedesche, francesi e&#8230; italiane. Il debito italiano &egrave; prevalentemente in pancia alle banche tricolori. I creditori dell&#8217;Italia sono innanzitutto le italianissime Banca Intesa e Unicredit, quelle del salotto buono, le stesse banche rapinatrici che controllano parte importante del debito estero di Romania, Bulgaria, Serbia, Albania, in concorrenza con le banche tedesche.<br \/>\n<br \/>Il MES &egrave; una creatura degli imperialismi europei, Italia inclusa. Se anche l&#8217;Italia un domani ricorresse al fondo comune intergovernativo del MES, come ha fatto a suo tempo l&#8217;imperialismo spagnolo, non cesserebbe  per questo di essere un paese imperialista, creditore verso altri paesi. Semplicemente attingerebbe alla cassa di resistenza comune del capitale finanziario continentale di cui &egrave; membro onorario, impegnandosi a ripagare il debito a questa cassa comune a spese dei propri salariati. Non &egrave; in gioco <em>la sovranit&agrave;<\/em> dell&#8217;Italia, ma <em>gli interessi dei lavoratori e delle lavoratrici<\/em>, quelli che Salvini e Meloni vogliono abbindolare sventolando la bandiera tricolore.<\/p>\n<p>Ma la faccia di bronzo di Salvini e Meloni sta soprattutto nel fatto che il MES &egrave;&#8230; (anche) roba loro. Conte lo ha ricordato con un riferimento impreciso (Meloni ministro nel 2012) e Meloni, &laquo;indignata&raquo;, lo ha accusato di falso. Ma la controaccusa &egrave; pi&ugrave; falsa dell&#8217;accusa. &Egrave; vero, Meloni nel 2012 non era ministro, perch&eacute; al governo c&#8217;era Monti. Ma Meloni stava nella maggioranza del governo Monti (a differenza della Lega), e dunque ne condivideva le responsabilit&agrave; politiche: non solo il sostegno alla legge Fornero, ma anche il varo del MES.<br \/>\n<br \/>Di pi&ugrave;. Il MES costituisce l&#8217;evoluzione del precedente Fondo Europeo di Stabilit&agrave; Finanziaria (FESF), entrambi preparati e decisi a livello europeo nel 2010-2011, quando l&#8217;Italia era governata da Berlusconi, e Giorgia Meloni era ministro della giovent&ugrave;. La ministra Giorgia Meloni &egrave; stata dunque pienamente corresponsabile di quel MES che oggi denuncia come sventura biblica, assieme allo smemorato Matteo Salvini, allora eurodeputato della Lega, parte attiva del governo del Cavaliere, e poi sostenitore del pareggio di bilancio nella Costituzione (relatore Giorgetti).<\/p>\n<p>Che dire? I politici borghesi sono tutti parte della stessa ciurma di mentitori seriali. &Egrave; l&#8217;unica via per cercare di ottenere il voto dei lavoratori e al tempo stesso continuare a frodarli. Ma prima o poi il gioco pu&ograve; saltare. E allora per bari e bugiardi possono prepararsi brutte sorprese.<\/p>\n<p>Partito Comunista dei Lavoratori<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dice un vecchio adagio che le falsit&agrave; sono verit&agrave; incomplete. 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