{"id":67280,"date":"2020-05-03T00:00:00","date_gmt":"2020-05-03T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2020\/05\/03\/laltro-virus-stato-deccezione-controllo-sociale-sospensione-della-democrazia\/"},"modified":"2020-05-03T00:00:00","modified_gmt":"2020-05-03T00:00:00","slug":"laltro-virus-stato-deccezione-controllo-sociale-sospensione-della-democrazia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2020\/05\/03\/laltro-virus-stato-deccezione-controllo-sociale-sospensione-della-democrazia\/","title":{"rendered":"L&rsquo;altro virus: stato d&#8217;eccezione, controllo sociale, sospensione della democrazia"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/5294_police_coronav.jpg\" alt=\"5294_police_coronav.jpg\" \/><br \/>\n<br \/>In tutto il mondo i governi adottano misure sempre pi&ugrave; stringenti per contenere la pandemia da coronavirus: accentrando i poteri, rafforzando la sorveglianza digitale e introducendo limitazioni alla mobilit&agrave; e alla libert&agrave; di espressione. In un momento di paura e di smarrimento, ampie fette della popolazione accettano provvedimenti che, in condizioni normali, risulterebbero intollerabili. Alcune di queste misure sono un concentrato di ipocrisia: in Italia si sanzionano i cittadini che superano i duecento metri oltre la propria abitazione, mentre in nome del profitto si consente la circolazione di milioni di lavoratori comandati per eseguire produzioni per nulla essenziali; si fanno alzare in volo i droni per scovare i runners, ma non si chiudono nemmeno le fabbriche che sorgono laddove si concentra maggiormente il focolaio dell&rsquo;infezione.<\/p>\n<p><strong>IL MODELLO UNGHERESE<\/strong><\/p>\n<p>Con il pretesto dell&rsquo;emergenza sanitaria alcuni leader approfittano di questa fase eccezionale per abusare del proprio potere e rinforzarlo a dismisura. Il contrasto della pandemia rischia cos&igrave; di favorire una tendenza autoritaria che, in nome dell&rsquo;eccezionalit&agrave;, sospende le garanzie democratiche e alimenta una spirale repressiva tesa a neutralizzare ogni possibile contestazione all&rsquo;ordine costituito.<\/p>\n<p>Emblematico &egrave; ci&ograve; che &egrave; avvenuto in Ungheria, dove il primo ministro Viktor Orb&aacute;n si &egrave; attribuito i pieni poteri, che gli consentiranno d&rsquo;ora in avanti di governare per decreto senza rendere conto a nessuno. Le norme approvate dalla destra nazionalpopulista definiscono una cornice semidittatoriale: chiusura del parlamento, blocco delle elezioni e facolt&agrave; di sospendere o cambiare le leggi gi&agrave; in vigore. Il tutto a tempo indeterminato. Inoltre, la legge introdotta lo scorso 30 marzo prevede pene severissime per chi violasse il coprifuoco e diffondesse &ldquo;notizie false&rdquo;. A questo proposito solo le &#8220;fonti ufficiali&#8221; potranno esprimersi sull&rsquo;andamento della pandemia. Visti i precedenti, &egrave; facile prevedere che i soggetti passibili di questa sanzione, che prevede il carcere, saranno individuati tra coloro che oseranno avanzare qualsiasi critica nei confronti della politica, sanitaria e non, del governo magiaro.<\/p>\n<p>A stretto giro di posta anche la Slovenia ha, in modo edulcorato, ricalcato il modello magiaro. Il premier Janez Jan&scaron;a, conferendosi i poteri speciali, ha costituito un presidio di comando che togliendo alla sanit&agrave; la gestione dell&rsquo;emergenza, ha messo in mora la stessa Costituzione del paese, che non contempla un simile stravolgimento.<\/p>\n<p>La deriva reazionaria che si sta sviluppando in questa parte d&rsquo;Europa governata da esecutivi di destra e di estrema destra non giunge inaspettata, &egrave; il frutto di anni di avvelenamento politico, sociale, civile e culturale. L&rsquo;avanzata dei sovranisti si &egrave; nutrita di un mix demagogico fatto di muri innalzati, di barriere inaccessibili, di protezionismo arcigno e di chiusura delle frontiere. Queste misure hanno alimentato l&rsquo;illusione che il nazionalismo possa, in qualche modo, meglio difendere le comunit&agrave; locali dai venti gelidi della crisi. Dopo decenni di crescita, la contrazione economica ha generato insicurezza, frustrazione e paura della povert&agrave;. La d&eacute;b&acirc;cle del movimento operaio e delle sue organizzazioni ha agevolato questo processo regressivo, perch&eacute; non trovando ostacoli sul suo cammino, la deriva reazionaria s&rsquo;&egrave; imposta modificando i caratteri stessi della societ&agrave;.<\/p>\n<p><strong>UN PERICOLO ALL&#8217;ORIZZONTE<\/strong><\/p>\n<p>Ci&ograve; che sta avvenendo in questa parte d&rsquo;Europa indica un potenziale pericolo che potrebbe estendersi: lo smottamento in direzione post-democratica e autoritaria del continente; lo stato d&rsquo;emergenza che si muta rapidamente in stato d&rsquo;eccezione.<br \/>\n<br \/>Le difficolt&agrave; nell&#8217;affrontare un&rsquo;emergenza sanitaria che rivela sempre pi&ugrave; chiaramente il completo fallimento dei governi capitalisti, incapaci persino di assicurare le mascherine al personale sanitario, pu&ograve; suggerire agli stessi l&rsquo;adozione di una governabilit&agrave; marcatamente autoritaria; l&rsquo;inveramento di una democrazia immunodepressa che si nutre di uno stato d&rsquo;eccezione permanente.<\/p>\n<p>A maggior ragione nel momento in cui la crisi sanitaria si combina con quella economica, moltiplicando lo shock sulla popolazione. Nei prossimi mesi le ricadute sociali saranno pesanti.<br \/>\n<br \/>Il Fondo Monetario Internazionale prevede per l&rsquo;anno in corso un impatto devastante della pandemia sull&rsquo;economia mondiale, con un calo consistente del PIL, mentre l&rsquo;agenzia delle Nazioni Unite prevede un incremento &laquo;drastico e devastante&raquo; dei licenziamenti e delle riduzioni dei salari e dell&rsquo;orario di lavoro. A questo proposito, l&rsquo;autorevole rivista statunitense The Nation nel suo numero di marzo scrive: &laquo;La combinazione dei salvataggi plutocratici e della precariet&agrave; crescente, insieme al pericolo per l&rsquo;incolumit&agrave; fisica della classe lavoratrice &egrave; esplosiva. &Egrave; difficile non vedere come tutto ci&ograve; possa durare senza una rottura dell&rsquo;ordine sociale&raquo;. Nella nuova, inedita fase che si sta aprendo, le classi dominanti sono consapevoli che neanche i regimi pi&ugrave; consolidati in apparenza sono al riparo dalla lotta di classe, che prima o poi si pu&ograve; riaffacciare e presentare il conto.<\/p>\n<p>Proprio per contrastare le prevedibili reazioni dei lavoratori, e per prevenire lo sviluppo di movimenti antisistemici in grado di incrinare lo status quo capitalista, le classi dominanti possono trovarsi nelle condizioni di dover ridefinire i propri strumenti: adeguando le forme istituzionali al nuovo contesto di crisi concentrata e accelerata che si sta affermando; affinando i dispositivi repressivi, rendendo pi&ugrave; pervasive le forme di controllo sociale.<\/p>\n<p>Questa ricalibratura degli strumenti di dominio avviene su un terreno gi&agrave; arato. Nell&rsquo;ultimo trentennio, sullo sfondo del crollo dell&rsquo;Unione Sovietica e della sconfitta dell&rsquo;ultimo ciclo di lotte operaie, la borghesia ha ristabilito un nuovo paradigma sociale, che vede una drastica riduzione dell&rsquo;autonomia di classe dei lavoratori, e una concentrazione di potere e di ricchezza al vertice della piramide sociale. Da questo processo sono emerse anche le tendenze strutturali che hanno progressivamente investito i sistemi politico-istituzionali. In quest&rsquo;ottica di governance, la demonizzazione delle lotte sociali e l&rsquo;affermazione di una contesa politica che si svolge attorno ad un&rsquo;agenda dai margini discrezionali molto limitati &egrave; diventata una legge politica inscalfibile.<br \/>\n<br \/>In questo quadro nella stessa Unione Europea si teorizza ormai apertamente la necessit&agrave; di passare a una democrazia post-parlamentare, perch&eacute; i problemi posti dalla globalizzazione sarebbero ormai tanto complessi da richiedere una crescente dose di delega ai gestori amministrativi.<\/p>\n<p>Inoltre, sul piano pi&ugrave; strettamente coercitivo, gli stravolgimenti operati sono stati profondi: dalle legislazioni antisciopero vigenti in molti paesi europei al tentativo di criminalizzare le lotte introdotto in Italia con il decreto sicurezza, passando per il tentativo di costituzionalizzare lo stato d&rsquo;emergenza in Francia. Tutto ci&ograve; disegna un quadro normativo teso a salvaguardare in ogni modo l&rsquo;accumulazione capitalista. Non a caso in Ungheria, appena ottenuti i pieni poteri, Orb&aacute;n ha dato piena attuazione alla riforma del mercato del lavoro, ribattezzata &ldquo;legge schiavit&ugrave;&rdquo;, che prevede fino a quattromila ore di straordinario, circa un&rsquo;ora e mezza di lavoro in pi&ugrave; al giorno che pu&ograve; essere pagata anche tre anni dopo.<\/p>\n<p><strong>VERSO UNO STATO D&#8217;ECCEZIONE PERMANENTE?<\/strong><\/p>\n<p>La natura dell&rsquo;attuale crisi e la sua dimensione globale fanno s&igrave; che oggi le scelte politiche che si realizzano per salvaguardare gli assetti di potere (a differenza di altri episodi di crisi ciclica del capitalismo) si consumino all&rsquo;interno di una cornice emergenziale che rischia di diventare un&rsquo;ordinaria e non revocabile prassi di governo.<br \/>\n<br \/>Le misure di controllo imposte in questi giorni, il presidenzialismo de facto e la blindatura della societ&agrave; potranno tornare utili per inibire le lotte, e garantire una governabilit&agrave; posta al riparo da qualsiasi possibile contestazione che provenga dal mondo del lavoro. Inoltre, in questa fase emergenziale, il cosiddetto &ldquo;capitalismo della sorveglianza&rdquo; pu&ograve; conoscere un nuovo stadio di avanzamento, visto che i sistemi di monitoraggio continuo della popolazione per segnali biometrici, che si stanno sperimentando al fine di proteggere la salute pubblica, potrebbero diventare permanenti ed essere utilizzati per scopi differenti.<\/p>\n<p>&Egrave; possibile che l&rsquo;uscita dalla crisi sanitaria, quando si verificher&agrave;, produrr&agrave; una profonda ristrutturazione dei rapporti all&rsquo;interno della societ&agrave;, rendendo il distanziamento una normalit&agrave; che accentua l&rsquo;individualismo delle persone in una separatezza tra s&eacute; e gli altri, impedendo cos&igrave; il ricongiungimento delle domande sociali e l&rsquo;individuazione del nemico comune.<br \/>\n<br \/>Questi temi, cos&igrave; rilevanti e cos&igrave; interconnessi con le attuali dinamiche operanti nel tessuto sociale del paese, dovranno essere al centro della riflessione e dell&#8217;avanguardia e della sinistra di classe. Nella dire un forte e chiaro no alla gestione capitalista della crisi sar&agrave; necessario ricondurre la battaglia in difesa degli spazi democratici con la critica a questo criminale modello capitalista, che funge da incubatore e propulsore della riduzione della democrazia e del peggioramento delle condizioni di vita delle classi subalterne.<br \/>\n<br \/>Importante sar&agrave; capire le tendenze principali che si stanno producendo, ma soprattutto sar&agrave; fondamentale rilanciare una concreta dinamica di lotta, perch&eacute; da questa crisi si esce soltanto tornando ad organizzarsi sul posto di lavoro e sul territorio. Solo tornando a lottare per difendere le nostre condizioni di vita si pu&ograve; scongiurare il futuro di sofferenza sociale e di miseria, che le classi dominanti stanno preparando.<\/p>\n<p>Piero Nobili<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In tutto il mondo i governi adottano misure sempre pi&ugrave; stringenti per contenere la pandemia da coronavirus: accentrando i poteri, rafforzando la sorveglianza digitale e&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[46],"tags":[],"class_list":["post-67280","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-interventi","entry","simple"],"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/67280","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=67280"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/67280\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=67280"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=67280"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=67280"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}