{"id":67320,"date":"2020-05-14T00:00:00","date_gmt":"2020-05-14T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2020\/05\/14\/pioggia-di-miliardi-per-i-capitalisti-elemosine-per-i-lavoratori\/"},"modified":"2020-05-14T00:00:00","modified_gmt":"2020-05-14T00:00:00","slug":"pioggia-di-miliardi-per-i-capitalisti-elemosine-per-i-lavoratori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2020\/05\/14\/pioggia-di-miliardi-per-i-capitalisti-elemosine-per-i-lavoratori\/","title":{"rendered":"Pioggia di miliardi per i capitalisti, elemosine per i lavoratori"},"content":{"rendered":"<p>Con il decreto rilancio Confindustria va di nuovo all&#8217;incasso<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/5321_decreto-governo.jpg\" alt=\"5321_decreto-governo.jpg\" \/><br \/>\n<br \/>&laquo;Con il Presidente di Confindustria Carlo Bonomi ci siamo confrontati spesso&raquo;. Le parole del ministro Patuanelli danno la chiave di lettura del &#8220;decreto rilancio&#8221;, un decreto scritto in larga misura da Confindustria. Per le imprese una pioggia di miliardi, per il resto spiccioli e avanzi.<\/p>\n<p><strong>CONFINDUSTRIA VA ALL&#8217;INCASSO<\/strong><\/p>\n<p>Gli industriali ottengono di tutto e a mani basse. Innanzitutto viene soppressa l&#8217;IRAP per la <em>tranche<\/em> di giugno. Quattro miliardi regalati a tutte le imprese che stanno dentro un fatturato di 250 milioni. In piena emergenza sanitaria si amputa la principale base fiscale d&#8217;appoggio della sanit&agrave; pubblica. Uno scandalo. Aggravato dal fatto che la regalia riguarda indistintamente tutte le imprese, anche quelle &ndash; non poche &ndash; che si sono arricchite in questi mesi di crisi (farmaceutico, digitale, parte dell&#8217;alimentare&#8230;). Confindustria ha ottenuto un acconto (il 40% del gettito IRAP), ora chiede che la prossima Legge di stabilit&agrave; cancelli integralmente la tassa. <\/p>\n<p>A questo si aggiungono il credito d&#8217;imposta del 60% per le imprese sotto i 5 milioni, contributi a fondo perduto in base al volume del fatturato, una detrazione del 30% per gli aumenti di capitale dai 5 ai 50 milioni, altri 6 miliardi di risorse pubbliche per le PMI sotto i 250 dipendenti attraverso il fondo pubblico Invitalia, chiamato a comprare i titoli di debito delle aziende in questione, da ripagare in sei anni.<br \/>\n<br \/>Attenzione: &ldquo;Se le aziende manterranno i livelli occupazionali il rimborso del debito avverr&agrave; senza interessi&rdquo;. Dunque il decreto gi&agrave; annuncia di fatto la prossima fine del blocco dei licenziamenti. Se licenziare o meno lo decider&agrave; il padrone in base alle proprie convenienze. E non c&#8217;&egrave; l&#8217;articolo 18 a fare barriera.<\/p>\n<p>Il governo non dimentica certo le grandi imprese, sopra la soglia dei 250 milioni di fatturato. Qui opera la Cassa Depositi e Prestiti, opportunamente rimpinguata con un volume patrimoniale a regime di 50 miliardi. La Cassa provvede alla ricapitalizzazione delle grandi aziende in difficolt&agrave; attraverso l&#8217;acquisto diretto di pacchetti azionari, ma restando al di fuori del consiglio di amministrazione aziendale per non violare il recinto della propriet&agrave;. Insomma, un puro soccorso assistenziale ai capitalisti coi soldi di tutti, cio&egrave; dei lavoratori. <\/p>\n<p>&laquo;<em>Per le imprese intanto ci sono oltre 20 miliardi in questo decreto. La cosa pi&ugrave; importante ora &egrave; agire sulla fiducia: lo Stato deve lasciare libere le imprese<\/em>&raquo;, dichiara orgoglioso il ministro Patuanelli (La Repubblica, 14 maggio). Non sappiamo se i capitalisti ricambino la fiducia. Ma certo la fiducia del governo verso i capitalisti non poteva essere pi&ugrave; incondizionata di cos&igrave;. Una pioggia di miliardi a tutti.<br \/>\n<br \/>&ldquo;Dobbiamo salvare le imprese&rdquo; recita il credo generale. Ma se per salvare i capitalisti sono necessarie, ancora una volta, immense risorse pubbliche, perch&eacute; non nazionalizzare le aziende e porle sotto controllo operaio? Sarebbe ad un tempo una misura di risparmio e di razionalit&agrave; sociale.  La vera lotta agli sprechi che piace tanto a Confindustria avrebbe finalmente una traduzione vera.<\/p>\n<p><strong>GLI AVANZI PER I LAVORATORI E LE LAVORATRICI<\/strong><\/p>\n<p>La verit&agrave; &egrave; che fuori da questa soluzione anticapitalista e rivoluzionaria c&#8217;&egrave; posto solo per le elemosine, come mostra bene il resto del decreto. Avanzi, scarti, frattaglie, tra mille paletti e restrizioni. Le briciole che cadono dal tavolo dei padroni.<\/p>\n<p>Una cassa integrazione centellinata per non sforare i limiti di spesa. Nessuna soluzione per i moltissimi cassaintegrati in deroga che non hanno visto ancora un centesimo e che non sanno come campare. L&#8217;anticipo del 40% della cassa da parte dell&#8217;INPS per le domande prossime, il resto &ldquo;attendere&rdquo;.<br \/>\n<br \/>Quanto al reddito di emergenza di ultima istanza rimane una miseria di 400 euro, un obolo penoso di carit&agrave;, meno di un miliardo di euro.<br \/>\n<br \/>Infine la regolarizzazione sbandierata dei lavoratori irregolari taglia fuori l&#8217;edilizia e la logistica, centinaia di migliaia di sfruttati, i due terzi della platea potenziale, mentre il terzo beneficiato (braccianti, colf, pescatori) ottiene una precaria regolarizzazione a tempo, alla quale per di pi&ugrave; pu&ograve; accedere solo chi sopravvive al setaccio di mille condizioni. Un decreto fatto non per i lavoratori e i loro diritti, ma per Coldiretti e Confagricoltura, che cercano braccia, non persone.<\/p>\n<p>Le burocrazie sindacali sembra non abbiano nulla da dire, anche se non hanno toccato palla. Si accontentano di fare da tappeto per gli incontri fra Bonomi e governo.<\/p>\n<p>Costruire una iniziativa indipendente di classe e di massa attorno ad una piattaforma indipendente &egrave; pi&ugrave; che mai una esigenza centrale e prioritaria.<\/p>\n<p>Partito Comunista dei Lavoratori<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con il decreto rilancio Confindustria va di nuovo all&#8217;incasso &laquo;Con il Presidente di Confindustria Carlo Bonomi ci siamo confrontati spesso&raquo;. 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