{"id":67344,"date":"2020-06-03T00:00:00","date_gmt":"2020-06-03T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2020\/06\/03\/rizzo-togliatti-e-zuckerberg\/"},"modified":"2020-06-03T00:00:00","modified_gmt":"2020-06-03T00:00:00","slug":"rizzo-togliatti-e-zuckerberg","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2020\/06\/03\/rizzo-togliatti-e-zuckerberg\/","title":{"rendered":"Rizzo, Togliatti e Zuckerberg"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/5366_rizzo_megafono.jpg\" alt=\"5366_rizzo_megafono.jpg\" \/><br \/>\n<br \/>2 giugno, Festa della Repubblica. Il PC manifesta perch&eacute; &laquo;la Repubblica deve tornare ai lavoratori&raquo;. Quale Repubblica? Quella della Costituzione del 1948. Ma si pu&ograve; &ldquo;dare ai lavoratori&rdquo; una repubblica borghese? Nel tentativo di sposare la tradizione riformista con la nuova propaganda &ldquo;socialista&rdquo;, il PC rimuove ogni domanda scomoda. L&#8217;importante &egrave; il comizio del Segretario Generale, il resto &egrave; dettaglio. E Marco Rizzo ha sfoderato il 2 giugno tutto il suo armamentario, che &egrave; molto interessante approfondire.<\/p>\n<p>Intanto ci ha colpito la conclusione del comizio: &laquo;<em>Come &egrave; successo dopo la seconda guerra mondiale, saranno i comunisti che salveranno il nostro paese<\/em>&raquo;. Il PCI di Togliatti salv&ograve; in realt&agrave; il capitalismo italiano a braccetto di De Gasperi, su mandato di Stalin, e con l&#8217;appoggio di Secchia. Marco Rizzo nell&#8217;area di governo c&#8217;&egrave; gi&agrave; stato con Prodi e D&#8217;Alema, votando l&#8217;introduzione del lavoro interinale, il record delle privatizzazioni in Europa, la parificazione tra scuola pubblica e scuola privata, i bombardamenti su Belgrado. Di certo non ha &laquo;salvato&raquo; i lavoratori, semmai ha beneficiato i capitalisti. Ci preoccupa si candidi ad altri &ldquo;salvataggi&rdquo; futuri&#8230; del &laquo;<em>nostro paese<\/em>&raquo;. <\/p>\n<p><strong>IL MEGAFONO DELLA PICCOLA BORGHESIA<\/strong><\/p>\n<p>Ma l&#8217;aspetto pi&ugrave; rilevante del suo comizio &egrave; l&#8217;impostazione generale. Non una frase dal sen fuggita, ma la ragione sociale che Rizzo ha scelto e la confezione ideologica con cui l&#8217;ha avvolta.<\/p>\n<p>Mentre gli interventi prima di lui, dei suoi compagni e compagne di partito, hanno toccato bene o male le condizioni del lavoro salariato, il Segretario Generale si &egrave; fatto megafono della piccola borghesia proprietaria vittima della globalizzazione: commercianti, piccoli imprenditori, artigiani, liberi professionisti, albergatori e padroncini della ristorazione&#8230; Il popolo delle partite Iva che per decenni ha dichiarato al fisco meno di quanto dichiarato dai propri dipendenti (spesso in nero) e che oggi &egrave; colpito dalla grande crisi. &laquo;<em>Sono ventidue su ventisette i paesi europei che hanno detto che i turisti italiani non possono entrare&#8230; Il segnale che volevano dare era quello contro il turismo italiano, lo capite? Perch&eacute; se l&#8217;italiano non pu&ograve; andare in un altro paese, &egrave; chiaro che i turisti stranieri non vengono in italia!<\/em>&raquo; dichiara Rizzo, &laquo;<em>abbiamo un governo incapace!<\/em>&raquo;, che consuma i pantaloni per inginocchiarsi a Bruxelles.<\/p>\n<p>Da questa denuncia del tradimento patrio, una lunga dissertazione sull&#8217;onnipotenza della globalizzazione, secondo cui le grandi multinazionali hanno pi&ugrave; poteri degli stati, la UE &egrave; il braccio tentacolare delle multinazionali, il governo italiano sarebbe servo della UE (non &egrave; chiaro se &ldquo;tedesca&rdquo; o &ldquo;americana&rdquo;), bisogna salvare la piccola borghesia da questo &ldquo;governo di incapaci che prende ordini dalla UE&rdquo;.<br \/>\n<br \/>&Egrave; la visione del mondo di Diego Fusaro, in versione nazionalpopolare. La classe operaia scolora nel &ldquo;popolo&rdquo;, il popolo &egrave; il mondo delle classi medie tradite dalle banche che non fanno credito, le banche si risolvono in una finanza anonima e indistinta del capitale globale. Gli stati nazionali evaporano, inclusi gli stati imperialisti.<\/p>\n<p><strong>UNA RAPPRESENTAZIONE FALSATA DEL MONDO<\/strong><\/p>\n<p>&Egrave; una rappresentazione del mondo che non ha nulla a che vedere con Marx, men che meno con Lenin, ma soprattutto con la realt&agrave;. Che oggi vi siano al mondo multinazionali gigantesche non deve spiegarcelo Rizzo. Ma sono tutt&#8217;altro che multinazionali senza Stato. Facebook, Apple, Google, Amazon non sarebbero divenute tali senza disporre della potenza statale dell&#8217;imperialismo USA che ne difende gli interessi nel mondo, inclusa la colossale evasione fiscale. Cos&igrave; come Alibaba e Huawei non avrebbero accumulato le loro immense fortune senza disporre del sostegno della potenza statale cinese (che Rizzo da un anno a questa parte considera &ldquo;socialista&rdquo;).<br \/>\n<br \/>La lotta a coltello tra Stati Uniti e Cina per l&#8217;egemonia su scala planetaria sarebbe incomprensibile senza capire le radici statali dei rispettivi imperialismi.<br \/>\n<br \/>Lo stesso vale su scala europea. Volkswagen si avvale dello stato tedesco, Renault del sostegno dello stato francese, FCA dell&#8217;aiuto, generoso, dello stato italiano. L&#8217;Unione Europea non &egrave; altro che il patto di concertazione degli stati imperialisti del continente, nel nome del comune interesse sul mercato mondiale e per sottrarsi alla tenaglia tra USA e Cina. In questo patto ci sono anche contraddizioni e tensioni (tra Francia e Italia in Nord Africa, tra Italia e Germania nei Balcani, tra Spagna, Francia e Italia in America Latina&#8230;), come le reciproche concessioni a vantaggio dei rispettivi monopoli, paradisi fiscali inclusi. Il vero interesse comune &egrave; lo sfruttamento dei rispettivi proletariati.<\/p>\n<p>In questo quadro l&#8217;Italia partecipa della UE non perch&eacute; serva della Germania, ma nel suo proprio interesse imperialista.<br \/>\n<br \/>Tutte le misure antioperaie varate dall&#8217;Unione Europea sono state concordate dalla borghesia italiana nell&#8217;interesse proprio. Il grosso del debito pubblico italiano sta nella pancia delle banche italiane, non delle banche tedesche. I tagli alla sanit&agrave; per pagare gli interessi sul debito sono stati dettati da Unicredit e Banca Intesa, ben pi&ugrave; che dalla Bundesbank. La precarizzazione del lavoro negli ultimi trent&#8217;anni (da quella votata da Rizzo fino all&#8217;abolizione dell&#8217;articolo 18) ha ingrassato innanzitutto i capitalisti tricolore, non Bruxelles. Oggi Recovery fund e &ldquo;nuovo&rdquo; MES sono grandi operazioni di indebitamento per coprire di miliardi la borghesia italiana, la stessa che invoca la cancellazione dell&#8217;IRAP a spese dei salariati, e della sanit&agrave;. <\/p>\n<p><strong>POPOLO CONTRO FINANZA O PROLETARI CONTRO I CAPITALISTI?<br \/>\n<br \/>L&#8217;AMBIGUIT&Agrave; RICERCATA CON LA CULTURA DELLE DESTRE<\/strong><\/p>\n<p>Un partito comunista non dovrebbe forse denunciare controcorrente questa verit&agrave; ai propri salariati, contro l&#8217;europeismo liberale ma anche contro il sovranismo reazionario? Marco Rizzo fa l&#8217;opposto. Fa il verso alla propaganda nazionalista ritoccandola con tinte sociali. Non i salariati contro i capitalisti, innanzitutto i propri. Ma l&#8217;Italia contro Bruxelles, il popolo contro la finanza, la nazione contro &ldquo;la globalizzazione&rdquo;.<br \/>\n<br \/>Il vero elemento di scandalo non sta nel fatto di incunearsi anche nelle contraddizioni tra piccola borghesia e capitale, perch&eacute; anche un partito rivoluzionario dovrebbe farlo. Sta nel fatto di assumere in proprio la rappresentazione del mondo della piccola borghesia reazionaria, e dunque di concorrere a subordinare ad essa i proletari. <\/p>\n<p>La stessa critica che Rizzo ha fatto durante il comizio alle destre di Salvini e Meloni conferma clamorosamente tutto questo. Salvini e Meloni non sono accusati di sostenere gli interessi dei capitalisti italiani (cancellazione dell&#8217;IRAP, liberalizzazione degli appalti, mano libera sul lavoro&#8230;) ma di non tutelare l&#8217;interesse nazionale dell&#8217;Italia in Europa e di limitarsi ad una &ldquo;opposizione di cartone&rdquo;. Non si denuncia il loro sovranismo, ma <em>l&#8217;incoerenza nel perseguirlo<\/em>.<br \/>\n<br \/>Il vero sovranista sono io: questa &egrave; l&#8217;essenza del comizio del 2 giugno. Il resto segue. Inclusa la contestazione della regolarizzazione dei migranti (invece di denunciare i suoi limiti), o la derisione pubblica delle ragioni di genere (invece di denunciare la loro distorsione borghese): una contrapposizione dei diritti sociali ai diritti democratici che &egrave; propria storicamente della cultura reazionaria, e su un altro versante della vulgata staliniana. Non certo della tradizione leninista: se solo si pensa che l&#8217;URSS di Lenin e di Trotsky fu il primo paese al mondo a introdurre la libert&agrave; dell&#8217;aborto e i diritti degli omosessuali, poi cancellati da Stalin negli anni Trenta.<\/p>\n<p><strong>LO SCIOPERO DEI SALARIATI DI FACEBOOK E L&#8217;INFORTUNIO DI RIZZO<\/strong><\/p>\n<p>Ma come spesso succede, le rappresentazioni retoriche roboanti inciampano su fatti minuti. Cos&igrave; &egrave; accaduto a Rizzo con Trump e Zuckerberg.<br \/>\n<br \/>Di cosa si tratta? Molto semplice. Volendo sostenere la teoria di Fusaro della globalizzazione delle multinazionali che inghiottirebbe gli Stati, Rizzo ha voluto strafare: &laquo;<em>Ma voi avreste mai immaginato John Fitzgerald Kennedy che si chinava o doveva discutere con una qualunque azienda del suo paese? Oggi il presidente Trump, per quanto ci possa fare schifo, deve stare a discutere con Twitter<\/em>&raquo;.<br \/>\n<br \/>Persino Trump dunque &egrave; accusato da Rizzo di&#8230; capitolare alla globalizzazione. Di non essere, insomma, sufficientemente sovranista. Sennonch&eacute;, disgraziatamente, il giorno stesso accade che Mark Zuckerberg, a capo di Facebook, rifiuta di intervenire contro il post reazionario di Trump rivolto ai manifestanti (&ldquo;se saccheggiate noi spariamo&rdquo;), nell&#8217;intento di salvaguardare le relazioni con il Presidente. E dichiara di &ldquo;provare una reazione visceralmente negativa per la retorica incendiaria&rdquo; dei manifestanti. A questo punto seicento salariati di Facebook entrano in sciopero esprimendo disappunto e vergogna per la posizione di Zuckerberg, e solidariet&agrave; con le manifestazioni in corso.<\/p>\n<p>Ecco, questo piccolo fatto riporta le cose alla realt&agrave;: i pi&ugrave; grandi capitalisti si tengono stretti i propri stati imperialisti di riferimento e i loro presidenti di turno, ma devono fare i conti, prima o poi, coi propri salariati. Non col &ldquo;popolo&rdquo;, ma con la classe. Accade non solo alla General Motors, ma anche a Facebook. Col permesso di Fusaro e di chi lo ricopia. Anche quando si definisce comunista.<\/p>\n<p>Partito Comunista dei Lavoratori<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>2 giugno, Festa della Repubblica. Il PC manifesta perch&eacute; &laquo;la Repubblica deve tornare ai lavoratori&raquo;. Quale Repubblica? Quella della Costituzione del 1948. 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