{"id":67379,"date":"2020-08-01T00:00:00","date_gmt":"2020-08-01T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2020\/08\/01\/le-giornate-dellentrismo-le-vere-ragioni-delluscita-di-scr-da-riconquistiamo-tutto\/"},"modified":"2020-08-01T00:00:00","modified_gmt":"2020-08-01T00:00:00","slug":"le-giornate-dellentrismo-le-vere-ragioni-delluscita-di-scr-da-riconquistiamo-tutto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2020\/08\/01\/le-giornate-dellentrismo-le-vere-ragioni-delluscita-di-scr-da-riconquistiamo-tutto\/","title":{"rendered":"Le giornate dell&rsquo;entrismo. Le vere ragioni dell&rsquo;uscita di SCR da Riconquistiamo Tutto"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/5437_entrismo.jpg\" alt=\"5437_entrismo.jpg\" \/><br \/>\n<br \/>Riconquistiamo Tutto (RT), l&rsquo;opposizione CGIL, perde i pezzi. I compagni di Sinistra Classe Rivoluzione (SCR, circa un quarto dei voti complessivi all&rsquo;ultimo congresso) fondano una nuova corrente (area), che sar&agrave; chiamata &ldquo;Giornate di Marzo&rdquo;, anche se a sentire Paolo Brini, uno dei tre leader, non si capisce bene se in qualche modo sar&agrave; collaterale a RT o del tutto in opposizione anche alla pi&ugrave; vecchia opposizione. Pi&ugrave; probabile che sar&agrave; una costola di RT.<\/p>\n<p><strong>FULMINE A CIEL SERENO?<\/strong><\/p>\n<p>La scelta viene definita da RT &laquo;improvvisa e inaspettata&raquo;. Eppure come Partito Comunista dei Lavoratori, a dicembre 2019, nella risoluzione politica del CC, a proposito dell&rsquo;opposizione CGIL, scrivevamo:<\/p>\n<p>&laquo;<em>&Egrave; inoltre importante tener presente il composito quadro politico dell&rsquo;Area (pur nelle sue ridotte dimensioni), in cui oltre met&agrave; dei quadri sindacali e dei gruppi dirigenti non appartiene a nessuna delle organizzazioni di matrice trotskista che l&rsquo;egemonizzano, <strong>come la dinamica impressa da SCR, che ha avviato processi evidenti di sganciamento<\/strong> (a partire dalle sue oggettive posizioni di relativa forza in alcune grandi fabbriche, categorie e territori, anche con diversi funzionari) pur non mettendo per ora politicamente o organizzativamente in discussione l&rsquo;Area. (grassetto nostro)<\/em>&raquo;<\/p>\n<p>Da dicembre a oggi la dinamica si &egrave; accelerata, con alcuni membri di SCR come Iavazzi spesso e volentieri <em>desaparecidos<\/em> alle riunioni, o con silenzi imbarazzanti laddove SCR vanta una presenza significativa, come nella sanit&agrave;. In breve, l&rsquo;uscita di SCR &egrave; tutto fuorch&eacute; inaspettata. Nessuno poteva prevedere il giorno e l&rsquo;ora, tanto meno il nome fantasioso e surreale, ma certo l&rsquo;uscita oggi rappresenta semplicemente l&rsquo;ufficializzazione di un dato di fatto. Chi &egrave; rimasto stupito o colto di sorpresa, semplicemente non ha visto pi&ugrave; in l&agrave; del suo naso e ha sbagliato analisi.<\/p>\n<p>Purtroppo non &egrave; la prima volta che succede. La verit&agrave; &egrave; che l&rsquo;opposizione CGIL arriva alla sua seconda grande frattura interna senza averne mai discusso al suo interno. Invece di denunciarlo prontamente, il problema o non &egrave; stato visto dal gruppo dirigente o &egrave; stato taciuto sperando che non si avverasse.<\/p>\n<p>Anche l&rsquo;uscita di Bellavita arriv&ograve; senza uno straccio di discussione vera, dalla base ai vertici, nonostante se ne parlasse da tempo dietro le quinte delle discussioni ufficiali. Eppure, ora che se ne vanno un po&rsquo; tra gli scherni, possiamo anche ricordare il merito maggiore di SCR. Ai tempi di Bellavita i compagni di SCR furono i pi&ugrave; solerti a lanciare l&rsquo;allarme contro la sua deriva &ldquo;uscista&rdquo;, deriva che denunciarono ben prima della repressione in FCA e della destituzione di Bellavita che ne acceler&ograve; la frattura definitiva con la CGIL.<br \/>\n<br \/>Quante volte abbiamo sentito o letto, negli scritti di SCR, che era necessario un chiarimento in Area, per capire se dovevamo concentrarci sulla battaglia interna in CGIL oppure andar dietro agli ammiccamenti all&rsquo;uscita e alla costruzione di un improbabile nuovo sindacato? Quante volte hanno avvertito che sottotraccia, consciamente o inconsciamente, qualcuno spingeva per la frattura? <a href=\"https:\/\/sindacatounaltracosa.org\/2016\/05\/13\/rilanciamo-la-battaglia-di-opposizione-in-cgil\/\">Ecco cosa scrivevano<\/a> in un ordine del giorno presentato e non accettato all&rsquo;ultima assemblea con Bellavita:<\/p>\n<p>&laquo;<em>La discussione sull&rsquo;uscita dalla CGIL &egrave; una discussione presente da tempo. Non come discussione esplicita in trasparenza ma nei corridoi tra pochi intimi. I presentatori di questo ordine del giorno da oltre un anno, cio&egrave; dal seminario di Bellaria della primavera 2015, con documenti scritti a pi&ugrave; riprese hanno chiesto che la discussione sull&rsquo;uscita dalla CGIL fosse esplicitata e si potesse cos&igrave; chiarire politicamente questo punto. Per mesi ci &egrave; stato risposto, dal portavoce e da tutti gli altri componenti dell&rsquo;esecutivo, che stavamo dicendo cose non vere e che nessun compagno aveva in mente di uscire, negando l&rsquo;evidenza. Come sempre i fatti hanno la testa dura e i nodi prima o poi vengono al pettine. Con la differenza che se avessimo fatto questa discussione un anno fa avremmo potuto tenere un dibattito utile e costruttivo e soprattutto in trasparenza.<\/em>&raquo;<\/p>\n<p>Eppure anche allora il gruppo dirigente che, oggi come allora, &egrave; egemonizzato da Sinistra Anticapitalista (SA), Eliana Como in testa, non colse nulla di questa dinamica e arriv&ograve; sostanzialmente impreparato agli eventi, anzi avallando tutti gli ammiccamenti continui di Bellavita all&rsquo;uscita, salvo poi non seguirlo quando dagli ammiccamenti pass&ograve; direttamente a metterli in pratica.<br \/>\n<br \/>Oggi che la storia si ripete praticamente paro paro, facciamo lesa maest&agrave; se ci domandiamo sommessamente: ma questi &ldquo;nostri&rdquo; dirigenti interni all&rsquo;Area sono all&rsquo;altezza del compito?<\/p>\n<p><strong>AUTOREFERENZIALI O ENTRISTI?<\/strong><\/p>\n<p>Colti di sorpresa dall&rsquo;uscita di SCR, i dirigenti di RT hanno spiegato che la scelta di SCR &egrave; dettata dall&rsquo;autorefenzialit&agrave; e dall&rsquo;irresponsabilit&agrave;. Inoltre, a seguire il dibattito sui social, in particolare le prese di posizione della portavoce Eliana Como, la scelta &egrave; figlia del settarismo di gruppo eccetera.<br \/>\n<br \/>Ora, che SCR sia settaria, autocentrata, e abbia creato una nuova area &ldquo;proiezione della loro organizzazione politica&rdquo; &egrave; assolutamente vero. Tuttavia l&rsquo;autoreferenzialit&agrave;, l&rsquo;irresponsabilit&agrave;, eccetera, sono solo un aspetto del problema, e in definitiva spiegano tutto e spiegano niente. <em>Primo<\/em>, perch&eacute; se SCR &egrave; autoreferenziale oggi che se ne va, ieri che stava dentro era forse <em>non<\/em> autoreferenziale? Da sempre SCR &egrave; autoreferanziale e settaria, come mai quindi esce proprio oggi? &Egrave; questo che va spiegato.<br \/>\n<br \/><em>Secondo<\/em>, dalla vicenda Piaggio alle altre storture interne dell&rsquo;Area, di autoreferenzialit&agrave; e di interesse di gruppo sono in tanti che potrebbero essere accusati, a cominciare dalla stessa portavoce e dal suo partito Sinistra Anticapitalista. In breve, l&rsquo;accusa di autoreferenzialit&agrave; &egrave; una spiegazione molto superficiale e pure molto pericolosa, perch&eacute; alla fin fine punta il dito contro l&rsquo;ingerenza dei partiti all&rsquo;interno del sindacato, come se quello fosse il male. L&rsquo;accusa contro l&rsquo;ingerenza dei partiti &egrave; tanto pi&ugrave; incomprensibile se si pensa che viene da dirigenti sindacali che militano da anni in un partito. Fossero dirigenti anarchici, o comunque cani sciolti, a dire queste cose, non sarebbe che la logica conclusione di un approccio apartitico; al contrario, che tesi sostanzialmente anarchiche vengano difese e portate avanti da militanti di partito &egrave; uno dei sintomi della profonda involuzione dell&rsquo;Area e della sua arretratezza.<\/p>\n<p>Per noi l&rsquo;ingerenza non solo non &egrave; un male, ma &egrave; un bene, perch&eacute; evidentemente i lavoratori non hanno solo problemi economico-sindacali, ma hanno innanzitutto un problema politico. La coscienza di classe, almeno per chi ha la tessera di un partito, &egrave; precisamente la coscienza della necessit&agrave; del partito rivoluzionario. Pi&ugrave; si innalza, pi&ugrave; la coscienza &egrave; coscienza di partito.<br \/>\n<br \/>Costruire il sindacato di classe in Italia, come altrove, &egrave; quindi sostanzialmente costruire la cinghia di trasmissione col partito. E per cinghia di trasmissione, lo diciamo per i critici pi&ugrave; pedanti e noiosi, intendiamo il rapporto pi&ugrave; stretto tra sindacato e partito, non certo la subordinazione cieca dell&rsquo;uno all&rsquo;altro. Ne segue che gli strali contro gli intergruppi partitici non sono che la demagogia di chi vorrebbe ricostruire sindacato e coscienza di classe, tagliandola. In breve, di chi parla di coscienza di classe avendone poco meno di un briciolo.<\/p>\n<p>Il problema dei partiti interni all&rsquo;Area, con particolare riferimento ai tre principali gruppi trostkisti (PCL, SA, SCR), non &egrave; l&#8217;autoreferenzialit&agrave; di gruppo, ma il fatto che dentro l&rsquo;Area, lo si voglia o meno, lo si nasconda oppure no, ogni partito porta con s&eacute; la sua personale visione della lotta di classe e del conflitto, quindi della costruzione del partito rivoluzionario o anticapitalista che dir si voglia e del relativo sindacato di classe. Come diciamo da anni, il guaio &egrave; che questa visione &egrave; tenuta regolarmente sottotraccia, quando invece dovrebbe uscire allo scoperto per una sana battaglia di egemonia. Perch&eacute; tanto, in ogni caso, anche nascondendola, l&rsquo;egemonia di un partito (in questo caso SA) c&rsquo;&egrave; sempre.<\/p>\n<p>Infine &egrave; bene ricordare che senza l&rsquo;ingerenza dei partiti l&rsquo;opposizione CGIL manco esisterebbe. L&rsquo;attuale sinistra sindacale interna a CGIL, infatti, non nasce da chiss&agrave; quali lotte epocali della classe, ma precisamente dalla resistenza dei militanti pi&ugrave; politicizzati al pluridecennale riflusso delle lotte. Prendersela coi partiti non ha quindi alcun senso.<\/p>\n<p>I tre gruppi menzionati nascono da uno stesso ceppo, ma non sono fotocopie. Hanno differenze grandi e piccole che spesso riescono a trovare un amalgama e a convivere, ma a volte, specie nei momenti critici, emergono in maniera dirompente. Si pu&ograve; gridare al tradimento, al regalo alla maggioranza, ma forse sarebbe bene che, prima di condannarle, queste differenze fossero comprese e poi affrontate liberamente in Area con una discussione.<\/p>\n<p>&Egrave; sopratutto la natura di SCR ad averla fatta uscire da RT, la sua particolare concezione della costruzione del partito rivoluzionario e della relativa cellula sindacale. Mentre SA (al momento) e PCL, pur con tutte le differenze tra loro, sono partiti che bene o male provano a costruire autonomamente le loro forze, non cos&igrave; SCR, che solo apparentemente pu&ograve; essere definita una forza autonoma. SCR viene spesso definito partito, ed anzi l&rsquo;accusa principale mossa agli scissionisti &egrave; di aver anteposto i loro interessi di partito all&rsquo;interesse dell&rsquo;Area, ma &egrave; singolare che SCR un vero e proprio partito non lo sia. SCR, infatti, sezione italiana della TMI (Tendenza Marxista Internazionale), il cui fulcro &egrave; rappresentato dal teorico britannico Alan Woods e dal sito inglese <em>In Defence of Marxism<\/em>, si costruisce da oltre trent&rsquo;anni col cosiddetto &#8220;entrismo&#8221;.<\/p>\n<p>L&rsquo;entrismo, per Trotsky, era una tattica che un piccolo partito marxista poteva praticare per un determinato e breve tempo. Si entrava appunto nell&rsquo;ala sinistra di un partito riformista (socialdemocratico) per guadagnare militanti e visibilit&agrave;, e uscirne poco dopo accresciuti spaccando il partito riformista stesso.<br \/>\n<br \/>Con <a href=\"https:\/\/www.marxists.org\/archive\/grant\/1959\/03\/entrism.htm\"><span style=\"color: #000080;\">&ldquo;Problemi dell&#8217;entrismo&rdquo;<\/span><\/a>, un testo del 1959, Ted Grant, il teorico britannico fondatore della TMI (padre spirituale di Alan woods e suo predecessore), rivoluziona (o controrivoluziona?) l&rsquo;entrismo, che diventa di lungo periodo e sostanzialmente infinito. Da allora la TMI, e le sue costole come SCR, si costruiscono regolarmente dentro i partiti riformisti (e a volte pure stalinisti) facendone da perno sinistro vagamente marxista. Questa svolta strategica condiziona tutta la loro tattica, sia politica che sindacale.<\/p>\n<p>Non solo. La loro Internazionale &egrave; la pi&ugrave; classica delle Internazionali cosiddette &ldquo;frazione&rdquo;, cio&egrave; un&rsquo;Internazionale costruita tutta con sezioni omologhe in ogni nazione. Nessun gruppo diverso dal loro &egrave; ammesso dentro. Nessuna Internazionale &egrave; mai stata costruita in siffatta maniera, nemmeno la III di Lenin, che pure, con una rivoluzione alle spalle come quella d&rsquo;Ottobre, poteva forse aver qualche pretesa in tal senso. Oggi che i trotskisti sono al lumicino, e nessun gruppo ottiene chiss&agrave; quali risultati, prudenza suggerirebbe di non considerarsi gli unici eredi di Lenin e Trotsky. Invece un&rsquo;Internazionale siffatta, che si guarda allo specchio e dice: &laquo;Io sono il Marxismo Dio tuo, non avrai altro marxismo all&rsquo;infuori di me&raquo;, &egrave; il pi&ugrave; evidente segnale del loro settarismo e del pericolo di scissioni quando, come nel caso dell&rsquo;opposizione CGIL, la loro visibilit&agrave; &egrave; in pericolo. Per un marxismo da narcisi, il volto dell&#8217;entrismo deve essere sempre ben scoperto.<\/p>\n<p>Quando per sessant&#8217;anni stai dentro a un altro partito (come ad esempio la TMI nel <em>Labour Party<\/em> inglese), non sei pi&ugrave; tanto autonomo, di fatto sei la frazione &ldquo;marxista&rdquo; di un partito riformista. &ldquo;Marxista&rdquo; lo mettiamo tra virgolette, perch&eacute; l&rsquo;entrismo infinito &egrave; sostanzialmente in contraddizione col marxismo, e porta i compagni che lo praticano a delle vere e proprie forzature per farlo stare dentro alla teoria leninista e trotskista come sua naturale evoluzione.<br \/>\n<br \/>Quella svolta strategica di Ted Grant, per esempio, viene definita dai dirigenti di SCR come svolta tattica, per minimizzare davanti ai loro seguaci la loro sostanziale rottura col metodo di Trotsky. Tuttavia, una vera e propria tattica &egrave; qualcosa di contingente, non una specie di prassi &ldquo;a priori&rdquo;, come &egrave; nei fatti l&rsquo;entrismo di SCR-TMI.<\/p>\n<p>L&rsquo;entrismo porta chi lo fa a far regolarmente pressione perch&eacute; i dirigenti riformisti del partito in cui si &egrave; entrati si spostino a sinistra. Naturalmente, l&rsquo;entrismo ha anche un altro scopo: costruire se stesso, la propria frazione, fino a diventare abbastanza grande da uscire e correre da solo. Ma poich&eacute; il tempo per una tale crescita &egrave; pressoch&eacute; infinito &ndash; anche per l&rsquo;insanabile contraddizione che mentre costruisci te stesso contribuisci pure alla crescita dei partiti riformisti, la futura uscita appare pi&ugrave; come il programma massimo per la domenica dei socialdemocratici.<\/p>\n<p>Nei fatti, la spinta a sinistra dei dirigenti riformisti &egrave; il succo concentrato dell&rsquo;entrismo. Quando questo avviene, come nel caso di Corbyn, di Tsipras o di Ch&aacute;vez, per cause tra l&rsquo;altro totalmente indipendenti dal gruppo entrista, troppo piccolo per averlo determinato, l&rsquo;entrismo diventa nei fatti il tifoso pi&ugrave; indiavolato del partito riformista. Naturalmente, poich&eacute; in generale &ndash; fatte salve queste contraddizioni insanabili &ndash; TMI-SCR ha un marxismo nel complesso robusto, gli entristi sono in grado anche di segnalare pi&ugrave; di una contraddizione nei programmi riformisti dei leader sostenuti.<br \/>\n<br \/>Ma essere intrappolati in un partito che non &egrave; veramente il loro, e che in quel momento ha un programma spostato a sinistra, rende pressoch&eacute; impossibile ai compagni entristi non essere, a questo o a quel livello, risucchiati dalla dinamica riformista. &Egrave; cos&igrave; che il militante rivoluzionario pu&ograve; aprire i loro giornali sedicenti marxisti e trovare roboanti meraviglie come &ldquo;Per il trionfo di Corbyn!&rdquo; che &egrave; come se la Pravda di Lenin avesse titolato &ldquo;Tutto il potere a Kerenskij&rdquo;, oppure slogan patetici come &ldquo;Portare a termine la rivoluzione di Ch&aacute;vez!&rdquo;, come se il succo del problema in Venezuela non fosse proprio che Ch&aacute;vez la rivoluzione non ha mai voluto farla, e di conseguenza il processo &egrave; inesorabilmente tornato indietro. Portare davvero a termine l&rsquo;opera di Ch&aacute;vez, se le affermazioni avessero davvero un senso, significherebbe accettare l&rsquo;involuzione di Maduro. Chi fa le rivoluzioni a met&agrave;, come Ch&aacute;vez, infatti, si scava la fossa di Maduro, proprio come avrebbe detto pi&ugrave; o meno Saint Just (nota: abbiamo ricostruito i titoli a memoria, senza bisogno della precisione scientifica di una citazione millimetrica. Il lettore pi&ugrave; scettico scorra i siti della TMI-SCR e trover&agrave; bizzeffe di titoli analoghi, e avr&agrave; solo l&rsquo;imbarazzo della scelta per trovare quello pi&ugrave; adatto per darci ragione).<\/p>\n<p><strong>GLI &#8220;ENTRISTI&#8221; IN CGIL<\/strong><\/p>\n<p>A livello sindacale, la concezione eternamente entrista del partito, revisionata, si manifesta con un&rsquo;oscillazione continua tra rottura coi burocrati riformisti e tentativi di ricomposizione, sempre in chiave entrista, cio&egrave; mai in piena fusione o capitolazione ma sempre con demarcazione frazionista per spingere a sinistra i dirigenti.<br \/>\n<br \/>Quando ai tempi di Bellavita lo scontro in FCA tra la minoranza e la maggioranza CGIL si fece particolarmente aspro, con l&rsquo;esclusione burocratica di alcuni compagni dell&rsquo;Area dalla possibilit&agrave; di elezione, chi non ricorda le lamentele di SCR per una critica pi&ugrave; prudente? Una rottura troppo marcata con l&rsquo;ala sinistra della maggioranza genera sempre il mal di pancia nei compagni entristi, perch&eacute; rischia di compromettere il loro lavoro di costruzione &ldquo;entrista&rdquo; del partito e del sindacato.<br \/>\n<br \/>Il voto favorevole alla piattaforma dei metalmeccanici non rappresenta l&rsquo;adesione al modello contrattuale fatto di welfare e deroghe, come scrive il comunicato RT (se cos&igrave; fosse, l&rsquo;astensione sarebbe una mezza adesione, ma non &egrave; affatto cos&igrave;. E se non abbiamo mezzo aderito noi astenendoci, non vediamo perch&eacute; debbano aderivi in toto loro, votandola. Spesso e volentieri il voto determina quello che sei, ma non sempre: a volte la realt&agrave; &egrave; pi&ugrave; complessa di un s&igrave; o di un no), ma la ricaduta nella loro eterna speranza illusoria: lo spostamento a sinistra dei riformisti.<\/p>\n<p>Tutte le piattaforme varate prima del Covid da CGIL-CISL-UIL si sono caratterizzate per richieste salariali importanti, o per lo meno in rottura con l&rsquo;indice IPCA, notevolmente pi&ugrave; alte. Per gli entristi era il segnale che aspettavano. &#8220;La burocrazia si sposta a sinistra! Evviva! Bisogna sostenerla e incalzarla perch&eacute; si sposti ancora pi&ugrave; a sinistra con la pressione dei lavoratori&#8221;. Cos&igrave; pensano gli entristi, e per questo hanno votato a favore della piattaforma metalmeccanica. Non per adesioni immaginarie ad analisi sbagliate di RT.<\/p>\n<p>Dal momento del loro sostegno critico (o acritico?) alla burocrazia virata o presunta virata a sinistra, l&rsquo;entrismo entra in un&rsquo;ulteriore contraddizione con s&eacute; stesso. Incalzare e spingere a parole i dirigenti a sinistra diventa in pratica per lo pi&ugrave; minimizzare le differenze e non entrare troppo in contrasto con la burocrazia. L&rsquo;accusa sacrosanta che RT rivolge ai compagni di SCR di non aver praticamente proferito parola proprio durante le giornate di marzo tanto strumentalizzate, proviene non solo da quello che abbiamo riportato, e cio&egrave; dallo stato avanzato e gi&agrave; in atto da un anno del loro progressivo abbandono di RT, ma proprio dal fatto che &egrave; anche da un anno che avendo intravisto chiss&agrave; quale spostamento a sinistra della burocrazia, SCR, votando a favore delle piattaforme, &egrave; entrata in stato di semiparalisi.<\/p>\n<p>Chiunque abbia lottato gomito a gomito con SCR &ndash; e le testimonianze in proposito sono parecchie &ndash; spesso ne &egrave; uscito disgustato: &laquo;sono degli opportunisti!&raquo;. &Egrave; una frase che abbiamo sentito mille volte, anche da nostri compagni, e in questa lamentela &egrave; riassunta tutta la contraddittoriet&agrave; di SCR, che mentre spinge alla lotta, rischia sempre di essere risucchiata dalla burocrazia quando questa si sposta a sinistra. Non crediamo che la parola &ldquo;opportunisti&rdquo; sia appropriata, perch&eacute; se fossero opportunisti veri e propri sarebbero gi&agrave; da tempo con la maggioranza. Molte volte hanno sostenuto battaglie che opportunisti non si sarebbero sognati di sostenere (nella FILT di Milano o nel recente accordo in Ferrari che ha portato al pagamento del 100% dei salari durante la quarantena). La parola giusta &egrave; proprio &ldquo;entristi&rdquo;, con tutto il carico di contraddizioni che abbiamo fin qui delineato e che SCR si porta dietro.<\/p>\n<p>A riprova di quanto andiamo dicendo, aggiungiamo che quando c&rsquo;era ancora Cremaschi, e la &#8220;Rete 28 Aprile&#8221; si riform&ograve; dopo la confluenza disastrosa ne &#8220;La Cgil che vogliamo&#8221; in vista del congresso che riconferm&ograve; Camusso (2014), SCR conflu&igrave; con noi nell&rsquo;opposizione. Un po&rsquo; strano per degli opportunisti. E tuttavia, da veri entristi, la loro speranza fino all&rsquo;ultimo era stata che Landini sfidasse Camusso facendosi paladino di un&rsquo;unica opposizione. In quel caso loro avrebbero sostenuto il documento Landini, sempre in modo critico e con demarcazioni da &ldquo;entristi marxisti&rdquo;. Poi Landini abbracci&ograve; Camusso, e SCR si rassegn&ograve; al documento alternativo de &#8220;Il sindacato &egrave; un&rsquo;altra cosa&#8221;, che divenne &#8220;Riconquistiamo tutto&#8221;.<\/p>\n<p>L&rsquo;uscita di Cremaschi prima e di Bellavita poi hanno progressivamente minato l&rsquo;opposizione. Nel 2018, dopo il congresso CGIL, la perdita di un membro nel direttivo nazionale, pur nel quadro di una complessiva tenuta dell&rsquo;opposizione, hanno sancito la progressiva dissoluzione di RT. Anche prima dell&rsquo;uscita di SCR, le prospettive di RT erano poca cosa; la possibilit&agrave; tra un paio d&rsquo;anni di presentare al congresso CGIL un documento alternativo erano legate a un mezzo miracolo. Sempre pi&ugrave; impalpabile, RT si sta trasformando in un fantasma. Il rischio, per i compagni di SCR, era che all&rsquo;interno di un&rsquo;Area in disfacimento, anche la &ldquo;cellula entrista&rdquo;, cos&igrave; vitale per loro per la costruzione settaria del partito e del sindacato di classe, fosse sempre meno visibile. La nascita della nuova opposizione &ldquo;Giornate di marzo&rdquo; risponde proprio a questa esigenza di visibilit&agrave; narcisistica.<\/p>\n<p>Facciamo anche notare che in Rifondazione Comunista fecero la stessa cosa: quando Rifondazione cominci&ograve; a ridursi fino praticamente a scomparire, SCR la dichiar&ograve; morta e usc&igrave;. In effetti l&rsquo;entrismo, per aver senso, deve essere fatto in qualche gruppo o partito significativamente pi&ugrave; grande. Quando la cellula entrista rischia di diventare simile o addirittura pi&ugrave; grande del gruppo stesso in cui si sta dentro, l&rsquo;entrismo cessa di avere senso ed esce. Ed esce, esattamente come in Rifondazione, senza un bilancio. O meglio esce con un bilancio degli altri, Rifondazione o RT, ma mai il proprio, come tutte le sette. Perch&eacute; un bilancio degli altri &egrave; facile farlo, il proprio un po&rsquo; meno. L&rsquo;Area &egrave; morta, hanno detto, non ha combinato niente! Bene, ne prendiamo atto, ma voi compagni di SCR che strabilianti successi avete ottenuto? Non &egrave; dato sapere. Quindi il bilancio di SCR tocca farlo a noi, tanto pi&ugrave; che &egrave; semplicissimo: Rifondazione &egrave; morta, RT &egrave; in coma, e anche SCR non si sente tanto bene&#8230;.<\/p>\n<p>L&rsquo;uscita di SCR da RT &egrave; sostanzialmente tutta qui. Si pu&ograve; condannare finch&eacute; si vuole questa scelta, specialmente nel metodo, per la mancanza di rispetto verso i vecchi compagni, manco avvisati per correttezza. Tuttavia bisogna anche provare a giudicarla dal loro punto di vista. Ebbene, &egrave; giusta la scissione dal punto di vista della concezione &ldquo;entrista&rdquo; della lotta di classe? &Egrave; difficile valutare. D&rsquo;istinto diremmo di no, o per lo meno che &egrave; molto prematura anche per degli entristi, stante che SCR &egrave; pur sempre un mezzo fantasma anche lei, come tutta l&rsquo;estrema sinistra. Tuttavia il fatto che abbiano rotto e contemporaneamente offerto il fronte unico a quel che resta di RT dimostra che scelta puramente settaria e di interesse di gruppo non &egrave;. Anzi, il fronte unico dimostra che hanno ragionato per la classe, non per s&eacute; stessi. Certo, hanno ragionato per la classe nei limiti di SCR, cio&egrave; con la testa cocciuta e settaria degli entristi. Ma questo sono, e non si pu&ograve; pretendere che siano altro. Chi ha ragionato per s&eacute; stessa e non per la classe &egrave; al contrario la portavoce Como, che alla proposta di fronte unico cos&igrave; risponde:<\/p>\n<p>&laquo;<em>I compagni che sabato hanno improvvisamente deciso di uscire da RT per costituire una nuova Area, ieri ci hanno scritto: &laquo;&Egrave; una scelta che assumiamo senza alcuna polemica e nella chiarezza che saremo sempre disponibili a sviluppare fronti comuni su singole battaglie nell&rsquo;organizzazione, e azioni di fronte unico quando ci ritroveremo nelle lotte dalla parte delle lavoratrici e dei lavoratori&raquo;.<\/em><br \/>\n<br \/><em>&laquo;Senza polemica&raquo; &#8230; Suvvia! Non si rompe un lavoro collettivo di punto in bianco, senza mai discuterne e senza nemmeno una telefonata per poi dire &laquo;senza polemica&raquo;. E guardate, fa un po&rsquo; ridere anche la disponibilit&agrave; al &laquo;fronte unico&raquo;: avete prodotto l&rsquo;ennesima inutile, pulviscolare e ridondante divisione per poi proporre il fronte unico!? <\/em><br \/>\n<br \/><em>Lo dico, con amarezza, soprattutto per alcuni delegati che ho sempre stimato. Per&ograve; &egrave; proprio il caso di voltare pagina e guardare avanti<\/em>.&raquo; (testo corretto di refusi e impropriet&agrave; da social, nda)<\/p>\n<p><a href=\"..\/files\/index.php?obj=NEWS&amp;oid=6668\">Abbiamo appena visto<\/a> come &egrave; finita col fronte unico alla prima uscita della nuova opposizione nel CC FIOM. Tralasciando per&ograve; per un attimo l&#8217;esordio con doppio capitombolo delle due opposizioni, in questa risposta c&rsquo;&egrave; senz&rsquo;altro molta rabbia e delusione della compagna Como. Tuttavia, anche senza questo, c&rsquo;&egrave; tutto lo spirito e i limiti della portavoce, che resta forse la miglior oratrice dell&rsquo;Area, ma &egrave; pressoch&eacute; nulla in materia di comprensione di teoria politica, e questo porta tutti i suoi ragionamenti ad avere sempre respiro corto, mai in grado di una elaborazione dalle prospettive pi&ugrave; ampie. Nella risposta di Como c&rsquo;&egrave; insomma la sua consueta impostazione tutta ripiegata sul personale, ed &egrave; per questo che &egrave; grave, perch&eacute; di fronte a una scissione cos&igrave; importante e dannosa rispondere in base agli umori personali significa non essere all&rsquo;altezza della situazione, come in tutti i momenti cruciali dell&rsquo;Area.<\/p>\n<p>Nonostante la fuga in avanti della portavoce, RT dovr&agrave; per forza guardare di lato, cio&egrave; al centro, dove si schiereranno le &ldquo;Giornate di Marzo&rdquo; (anche se loro spacciano l&rsquo;uscita per una uscita da sinistra). Perch&eacute; il fronte unico non &egrave; questione personale, non si fa o non si fa in base a quanto si &egrave; offesi, si fa in base all&rsquo;interesse di classe. E dove sar&agrave; possibile, pur tenendo conto della loro semiparesi da burocrazia spostantesi a sinistra, coi compagni della nuova area daremo battaglia. Perch&eacute; le &ldquo;Giornate di Marzo&rdquo; non si schierano con la maggioranza, come pensa qualcuno che ipotizza chiss&agrave; quale accordo sottobanco. Non serve la dietrologia per comprendere la nascita della nuova opposizione. Basta capire la differenza tra le giornate di marzo e le giornate dell&rsquo;entrismo.<\/p>\n<p>Lorenzo Mortara<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riconquistiamo Tutto (RT), l&rsquo;opposizione CGIL, perde i pezzi. 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