{"id":67417,"date":"2020-10-04T00:00:00","date_gmt":"2020-10-04T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2020\/10\/04\/uniti-nella-crisi-uniti-nella-lotta\/"},"modified":"2020-10-04T00:00:00","modified_gmt":"2020-10-04T00:00:00","slug":"uniti-nella-crisi-uniti-nella-lotta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2020\/10\/04\/uniti-nella-crisi-uniti-nella-lotta\/","title":{"rendered":"Uniti nella crisi, uniti nella lotta!"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/5513_repressione.jpg\" alt=\"5513_repressione.jpg\" \/><br \/>\n<br \/>&laquo;Proletari di tutto il mondo, unitevi!&raquo; &egrave; il grido con cui si chiude <em>Il Manifesto del partito comunista<\/em> di Engels e Marx del 1848. Ed &egrave; il grido che  risuona straordinariamente attuale e che deve informare l&rsquo;agenda del ciclo di lotte che talune citt&agrave; hanno gi&agrave; visto apririsi. <\/p>\n<p>La pandemia da Covid&ndash;19 ha unificato nella miseria e nell&rsquo;oppressione la classe proletaria a tutti gli strati, a tutte le generazioni, a tutte le latitudini.<br \/>\n<br \/>In Italia, la classe operaia industriale subir&agrave; il taglio di un milione di posti di lavoro, secondo lo sfrontato annuncio del feld-presidente di Confindustria Carlo Bonomi (responsabile, &egrave; d&rsquo;obbligo ricordarlo, dell&rsquo;espansione del focolaio virale in Lombardia, e tuttavia indisturbato, al posto di comando, nel legiferare ancora altra disperazione per i poveri produttori di plusvalore, suo e dei suoi pari: fotografia perfetta della giustizia nel regime borghese!).<\/p>\n<p>I lavoratori del servizio sanitario nazionale, a causa dell&rsquo;abolizione, varata proprio nel culmine della pandemia e della farisaica retorica degli &laquo;<em>eroici medici<\/em>&raquo;, dell&rsquo;Imposta Regionale sulle Attivit&agrave; Produttive (IRAP), attraversano calvari senza fine di licenziamenti e, per converso, di sovraccarico di lavoro sulle spalle di sempre meno maestranze;<br \/>\n<br \/>I lavoratori dei trasporti e della logistica, anch&rsquo;essi licenziati, privatizzati e senza stipendio da mesi.<br \/>\n<br \/>I docenti e il personale ATA nelle scuole, falcidiati all&rsquo;estremo per diretta conseguenza dei tagli al welfare, disossato sull&rsquo;altare del pagamento del debito pubblico verso le banche e che lievita ancora pi&ugrave; alto, grazie proprio alla minaccia di quel recovery fund propagandato da governo e stampa come &#8220;la rivoluzione copernicana&#8221;, &#8220;la fine dell&rsquo;austerit&agrave; a tutti i costi&#8221;, &#8220;il crollo del tab&ugrave; della stabilit&agrave;&#8221;.<\/p>\n<p>E tutto quel sottobosco capillare di lavoro interinale, stagionale, precario, a chiamata, a cottimo, con perpetua scadenza mensile, dov&rsquo;&egrave; asfissiato e supersfruttato il proletariato giovanile, presso predonesche s.r.l. sorte proprio grazie alle agevolazioni che il Jobs act ha prodigato a padroni e padroncini, e dove non v&rsquo;&egrave; ombra di sindacalizzazione, n&eacute; pu&ograve; esservi, senza il rischio di ritrovarsi col contratto non rinnovato gi&agrave; dal mese dopo aver tentato la minima azione, nel pieno rispetto della legge.<\/p>\n<p>Il coronavirus ha fatto emergere tutti i virus di cui era gi&agrave; minato il tessuto sociale durante l&#8217;invocata &#8220;normalit&agrave;&#8221;, e ha portato a una dose di carburante ancora pi&ugrave; forte nelle vene dello scellerato meccanismo di rapina che &egrave; l&#8217;ordine capitalistico.<br \/>\n<br \/>Del fatturato in calo durante il lockdown i padroni si rifanno per due volte: la prima per recuperare il profitto perso, la seconda per fronteggiare la recessione e la competizione di norma, ma alzando il tiro, forti del pretesto della pandemia.<br \/>\n<br \/>Pure, se un certo peso non si pu&ograve; non attribuire alle narrazioni, non i soli pretesti e giustificazionismi letterari bastano a difendere i padroni dal malcontento operaio.<br \/>\n<br \/>I lavoratori non si lasciano marcire sul lastrico perch&eacute; la stampa di regime proclama sia giusto cos&igrave;. Sono le istituzioni e sono le forze armate predisposte dallo Stato per questo preciso fine a difendere realmente, materialmente i padroni nella lotta di classe.<\/p>\n<p>Ma se i padroni sono forti delle loro motivazioni e dei loro mezzi materiali, i proletari devono esserlo della loro analisi del presente, del loro programma risolutorio e della forza materiale dell&rsquo;unit&agrave;.<br \/>\n<br \/>&Egrave; con l&rsquo;unit&agrave; che si possono occupare le fabbriche, &egrave; con l&rsquo;unit&agrave; che si possono bloccare i trasporti, &egrave; con l&rsquo;unit&agrave; che si possono condurre e formulare forme di sciopero adeguate presso le strutture sanitarie e allargare la lotta alla solidariet&agrave; dei pazienti, dei loro familiari e amici.<br \/>\n<br \/>Questo e tutto il resto pu&ograve; la forza dell&#8217;unit&agrave;!<\/p>\n<p>Mai come in questa fase, nei quasi 75 anni di storia della Repubblica, il proletariato &egrave; stato cos&igrave; unito sotto i bombardamenti economici. E mai come in questo momento sarebbe allora sbagliato eludere questa unit&agrave; oggettiva e non mobilitarla a una marcia e a una lotta comune.<br \/>\n<br \/>Parcellizzare la classe, municipalizzare la crisi, selezionare le lotte a favore di una categoria su un&rsquo;altra, &egrave; la prassi, politica e sindacale, pi&ugrave; irragionevole e perdente in partenza.<br \/>\n<br \/>In questa epocale crisi sanitaria ed economica di proporzioni globali, causata e aggravata dai padroni, sono gli stessi padroni a unire stretto il proletariato con un filo conduttore di sfruttamento e disoccupazione, di debito pubblico e smantellamento di diritti.<br \/>\n<br \/>Riconoscere l&#8217;unione dell&#8217;offensiva di cui i proletari sono bersaglio significa almeno essere all&rsquo;altezza della strategia di guerra del nemico. E per vincerlo, bisogna giungerne al di sopra.<\/p>\n<p>Salvo Lo Galbo<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&laquo;Proletari di tutto il mondo, unitevi!&raquo; &egrave; il grido con cui si chiude Il Manifesto del partito comunista di Engels e Marx del 1848. 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