{"id":67426,"date":"2020-09-19T00:00:00","date_gmt":"2020-09-19T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2020\/09\/19\/torna-la-serie-a-con-4-miliardi-in-meno\/"},"modified":"2020-09-19T00:00:00","modified_gmt":"2020-09-19T00:00:00","slug":"torna-la-serie-a-con-4-miliardi-in-meno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2020\/09\/19\/torna-la-serie-a-con-4-miliardi-in-meno\/","title":{"rendered":"Torna la Serie A, con 4 miliardi in meno"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/5493_1546596692_d6dc89a5621cc0d576fa70d78ed93d94.png\" alt=\"5493_1546596692_d6dc89a5621cc0d576fa70d78ed93d94.png\" \/><br \/>\n<br \/>La pandemia colpir&agrave; anche e soprattutto il calcio. A stimarlo &egrave; stato Andrea Agnelli, presidente della Juventus e dell&rsquo;Eca (European club association), nonch&eacute; amministratore di Exor, la holding olandese che detiene il 63,77% della societ&agrave; bianconera (1): <em>&laquo;Possiamo stimare la decrescita in circa 4 miliardi di euro nei prossimi due anni, e, secondo la FIFA, il 90% di queste perdite impatter&agrave; sui club&raquo;<\/em>, lo ha dichiarato a margine dei lavori d&rsquo;apertura della 24&deg; assemblea generale dell&rsquo;Eca.<\/p>\n<p><em>&laquo;Le stime &ndash; ha proseguito la nota di Agnelli diffusa alla stampa e pubblicata sul sito della stessa Juventus &#8211; dicono che il valore complessivo del mercato si ridurr&agrave; del 20-30% e ci&ograve; dimostra come sia evidente che ci sia meno denaro in circolazione. Dobbiamo essere molto attenti a come gestiamo le prossime stagioni, perch&eacute; se &egrave; vero che a livello quantitativo assoluto quanto &egrave; accaduto impatter&agrave; maggiormente sui grandi club, chi ne soffrir&agrave; di pi&ugrave; in termini proporzionali e percentuali saranno le societ&agrave; piccole e medie&raquo;<\/em>.<\/p>\n<p>Il sistema del calcio milionario, cos&igrave; come tutti gli altri settori dell&rsquo;economia di mercato toccati e colpiti dalla pandemia da Covid-19, manifesta le proprie storture e criticit&agrave; dell&rsquo;assetto economico-finanziario che sta alla base di tutte le societ&agrave; professionistiche. Basta un minimo fattore, o uno imprevisto come il virus in atto, e le contraddizioni vengono a galla facendo inceppare il meccanismo. Basti pensare a quanto scritto da <span style=\"color: #0000ff;\"><a href=\"https:\/\/www.lastampa.it\/sport\/calcio\/2019\/04\/17\/news\/la-juve-crolla-in-borsa-l-eliminazione-dalla-champions-fa-bruciare-500-milioni-di-euro-1.33696088\"><span style=\"color: #0000ff;\">La Stampa<\/span><\/a><\/span> di Torino all&rsquo;indomani della sconfitta sub&igrave;ta dalla squadra bianconera contro l&rsquo;Ajax nell&rsquo;aprile dello scorso anno: <em>&laquo;La sconfitta della Juventus contro l&rsquo;Ajax in Champions League travolge i bianconeri in Borsa. Nelle prime battute di contrattazione le azioni della societ&agrave; bianconera hanno fatto segnare un calo del 25%, bruciando 500 milioni di euro di capitalizzazione, scendendo da 1,7 miliardi a 1,2. Dopo essere stato sospeso dalla seduta, il titolo &egrave; rientrato nelle contrattazioni cedendo oltre il 20%&raquo;<\/em>. <\/p>\n<p>Ci sar&agrave; una perdita piuttosto consistente di 4 miliardi nei prossimi due anni, dunque, ma a quanto pare non sembra esserci un&rsquo;alternativa nei piani della finanza calcistica da ora in poi. Tralasciando per un attimo le piccole e medie societ&agrave; citate da Andrea Agnelli nella nota diffusa alla stampa, &egrave; bene focalizzarsi per un momento proprio sulla Juventus. La societ&agrave; bianconera, in effetti, rappresenta agli occhi del mondo un&rsquo;azienda moderna e volta al mercato, capace di ingaggi milionari e di permettersi la costruzione di uno stadio di propriet&agrave;. Quest&rsquo;ultimo rappresenta un nodo gordiano di molti investimenti transnazionali dei capitalisti nelle squadre italiane: lo stadio della Roma (serie A) e quello di Venezia (serie B) insegnano, rispettivamente propriet&agrave; ex-Pallotta ed ex-Tacopina. Ex perch&eacute; il progetto dello stadio non &egrave; andato in porto.<\/p>\n<p><strong>EXOR, IL BILANCIO &Egrave; IN ROSSO: -69 MILIONI DI EURO<\/strong><\/p>\n<p>Ancora una stagione in perdita: dopo i -39,9 milioni registrati al 30 giugno 2019 e i -19,2 milioni del 2018, la holding degli Agnelli-Elkann ha registrato un -19 milioni a seguito del semestre gennaio-giugno 2020 (<strong><span style=\"color: #0000ff;\"><a href=\"https:\/\/www.exor.com\/sites\/default\/files\/2020\/document-documents\/2020%20HALF-YEAR%20FINANCIAL%20REPORT_0.pdf\"><span style=\"color: #0000ff;\">vedi qui<\/span><\/a><\/span><\/strong>), a cui vanno sommati i -50,3 milioni di perdita nei mesi da luglio a dicembre 2019.<\/p>\n<p>Terzo risultato negativo in tre anni nonostante il mezzo miliardo di plusvalenze incassate da Juventus Fc negli anni che vanno dal 2015 al 2020. Non a caso nell&rsquo;assemblea straordinaria del 24 ottobre 2019 il Cda di Juventus Fc Spa ha deliberato un aumento di capitale per 300 milioni di euro previsto per &laquo;gli esercizi 2019\/2020 &ndash; 2023\/2024&raquo; finalizzato a: &laquo;finanziare gli investimenti utili al mantenimento della competitivit&agrave; sportiva; &#8211; sostenere la strategia commerciale per l&#8217;incremento dei ricavi e della visibilit&agrave; del brand Juventus nei mercati internazionali; &#8211; rafforzare la struttura patrimoniale della Societ&agrave;&raquo;. Un aumento di capitale che dovr&agrave; essere entro il 30 settembre 2020 e mediante &laquo;emissione di azioni ordinarie&raquo;.<\/p>\n<p><strong>NESSUNA INVERSIONE DI ROTTA<\/strong><\/p>\n<p>Il sistema che &egrave; andato costruendosi nel corso degli anni &egrave;, sostanzialmente, insostenibile ed irreale: plusvalenze, cartellini e diritti tv fanno in modo che le cifre annuali di societ&agrave; e federazioni si gonfino &ndash; letteralmente &ndash; senza possedere una pur minima base concreta legata a quel patrimonio. <\/p>\n<p>Il mantra recitato dai proprietari delle societ&agrave; calcistiche permane quello del &ldquo;fin qui tutto bene&rdquo;, come la storia di quel tale che si butta da un grattacielo e ad ogni piano dice &ldquo;fin qui tutto bene&rdquo;, salvo poi essere messi alle strette da una partita persa in ambito internazionale, come citato; da un piccolo scricchiolio anche solo accennato del mercato; o, come in questo caso, da una pandemia. <\/p>\n<p>Il &ldquo;migliore dei sistemi economici possibili&rdquo;, in realt&agrave;, si posa su un castello di carte costruito in piena bora triestina.<br \/>\n<br \/>Nessuno poteva prevedere una crisi sanitaria di proporzioni globali come questa che stiamo attraversando, tuttavia i fattori imprevisti &ndash; quali che siano &#8211; sembrano non toccare n&eacute; lambire le previsioni dei profitti delle societ&agrave; calcistiche e delle loro finanziarie che vi sono alle spalle. <\/p>\n<p>Tutto sta nel continuare &ndash; pi&ugrave; o meno spensieratamente &ndash; a fare quel che si &egrave; sempre fatto. Aspettando il cataclisma.<\/p>\n<p>(1) Cos&igrave; come partecipazioni in FCA (Fiat), Cnh Industrial e Ferrari; in ambito editoriale in &ldquo;The Economist&rdquo; e nel Gruppo GEDI; nel calcio (Juventus) e poi anche in altri settori come quello delle assicurazioni (PartnerRe).<\/p>\n<p>Marco Piccinelli<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La pandemia colpir&agrave; anche e soprattutto il calcio. 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