{"id":67454,"date":"2020-10-17T00:00:00","date_gmt":"2020-10-17T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2020\/10\/17\/la-seconda-ondata-e-il-fallimento-del-governo\/"},"modified":"2020-10-17T00:00:00","modified_gmt":"2020-10-17T00:00:00","slug":"la-seconda-ondata-e-il-fallimento-del-governo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2020\/10\/17\/la-seconda-ondata-e-il-fallimento-del-governo\/","title":{"rendered":"La seconda ondata e il fallimento del governo"},"content":{"rendered":"<p>Non doveva pi&ugrave; accadere, e invece sta di nuovo accadendo sotto i nostri occhi. Tutto &egrave; rimasto come prima, al di l&agrave; di chiacchiere e promesse che non nascondono il fallimento e l&#8217;impotenza di un intero sistema. Non se ne esce se non rovesciandolo da cima a fondo<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/5530_seconda_ondata.jpg\" alt=\"5530_seconda_ondata.jpg\" \/><br \/>\n<br \/>A giugno erano 8966, ora sono 9251. Sono i tracciatori dei contatti del coronavirus sull&#8217;intero territorio nazionale. Stando a un numero quotidiano di nuovi contagi giunto ormai a 10000, questo infimo gruppo di tracciatori dovrebbe telefonare, registrare, monitorare 160000 persone ogni giorno. Invece ne coprono complessivamente 1300 circa. In questi numeri sta la misura e la natura del dramma in corso: il crollo della prima linea di resistenza a fronte della seconda ondata dell&#8217;epidemia. In questi numeri sta anche la responsabilit&agrave; del governo, che per sei mesi ha annunciato &ldquo;nulla sar&agrave; pi&ugrave; come prima&rdquo; e invece ha lasciato immutata la condizione di fondo del Servizio Sanitario Nazionale sotto ogni aspetto, con un effetto domino a cascata.<\/p>\n<p><strong>NON DOVEVA PI&Ugrave; ACCADERE MA ACCADE<\/strong><\/p>\n<p>Non doveva pi&ugrave; accadere, e invece sta di nuovo accadendo sotto i nostri occhi. La stessa stampa borghese &egrave; attonita di fronte al disastro.<br \/>\n<br \/>Il virus dilaga in misura esponenziale, anche nei luoghi relativamente risparmiati dalla prima ondata (Milano citt&agrave;, Campania).<br \/>\n<br \/>La medicina territoriale &egrave; inesistente e non pu&ograve; far da filtro.<br \/>\n<br \/>Il famoso sistema Immuni si &egrave; rivelato un fiasco, inapplicabile su molti cellulari, disattivo di fatto quando applicato.<br \/>\n<br \/>Non ci sono tamponi se non in misura inadeguata, nonostante il governo abbia ridotto da due ad uno i test necessari per l&#8217;uscita dalla quarantena.<br \/>\n<br \/>Non ci sono i medici che fanno i test, perch&eacute; solo il 25% dei medici di base si &egrave; detto disponibile a farli.<br \/>\n<br \/>Mancano sedi e luoghi protetti dove i test possano essere fatti in condizioni di sicurezza per medico e paziente, e questo spiega l&#8217;indisponibilit&agrave; dei medici.<br \/>\n<br \/>Non ci sono luoghi protetti per l&#8217;isolamento di decine di migliaia di positivi, spesso reclusi in abitazioni sovraffollate che diventano nuovi veicoli di contagio.<br \/>\n<br \/>Le unit&agrave; mediche che dovrebbero controllare i malati in casa (Unit&agrave; Speciali di Continuit&agrave; Assistenziale) sono in numero irrisorio (14 medici USCA in tutta Milano!), sicch&eacute; decine di migliaia di malati non solo vivono sequestrati in casa ma sono privi di assistenza medica. <\/p>\n<p>Tutto questo disastro si riversa fatalmente sugli ospedali, con una massa di positivi, o sospetti tali, che si ammassa presso i Pronto Soccorso, quale unica sede di assistenza. I Pronto Soccorso a loro volta crollano sotto la pressione della massa, dirottando migliaia di persone su altri ospedali limitrofi, o chiudendo le porte a malati non Covid, con un effetto domino inevitabile. Intanto il crescente numero dei ricoveri Covid, seppur ancora inferiore a quello di marzo, allunga ulteriormente i tempi di trattamento di altre patologie, con decine di migliaia di malati oncologici, reali o possibili, ormai parcheggiati in liste d&#8217;attesa infinite o che si vedono respingere persino la prenotazione degli esami necessari. Mentre anche le terapie intensive si trovano nuovamente minacciate, oltre a essere spesso prive di ventilatori e personale necessari.<\/p>\n<p>Questa vera e propria catastrofe sanitaria non &egrave; una condanna del destino. &Egrave; il prodotto di 37 miliardi di tagli alla sanit&agrave; pubblica degli ultimi dieci anni, della trasformazione degli ospedali in aziende attente pi&ugrave; al fatturato che alle cure, della riduzione delle piante organiche ospedaliere, del massiccio allargamento della sanit&agrave; privata, la stessa che copre ormai il 50% delle prestazioni grazie ai fondi sottratti alla sanit&agrave; pubblica, e che in Borsa moltiplica i propri dividendi.<\/p>\n<p><strong>IL FALLIMENTO SANITARIO DEL GOVERNO<\/strong><\/p>\n<p>Crollata la diga delle chiacchiere e delle promesse, il governo non sa pi&ugrave; che fare. Non pu&ograve; e non vuole ricorrere a nuovi lockdown generalizzati dopo il crollo economico pauroso del 2020: tutti i governi d&#8217;Europa hanno stretto un accordo di ferro su questo; ma non riesce a gestire in forma ordinata e protetta la convivenza col virus, in attesa di un vaccino che non sar&agrave; disponibile a livello di massa per larga parte del 2021 (secondo l&#8217; ipotesi pi&ugrave; ottimista), tra scoperta, validazione, produzione, distribuzione di massa. <\/p>\n<p>Preso dal panico, il governo oscilla tra misure simboliche dagli effetti improbabili (le raccomandazioni sulle frequentazioni domestiche) e la tentazione di concentrare l&#8217;affondo sull&#8217;anello debole della catena: l&#8217;istruzione pubblica. Un&#8217;istruzione pubblica gi&agrave; colpita al pari della sanit&agrave; da decenni di tagli, classi pollaio, precariato cronico, e ora minacciata da nuovi lockdown col relativo ricorso alla didattica a distanza: quella che nell&#8217;ultimo anno ha discriminato di fatto il 30% degli studenti delle famiglie pi&ugrave; povere.<br \/>\n<br \/>In questa direzione si &egrave; mosso il governo campano, in un luogo in cui la chiusura della scuola &egrave; spesso l&#8217;apertura al degrado della strada. Nella stessa direzione muovono ora altri governi regionali, in particolare nel Nord, pressati dalla crisi del trasporto urbano: se non ci sono bus e metropolitane in numero sufficiente, se il trasporto degli studenti a scuola diventa fonte di contagio, la soluzione &egrave; semplice. Non predisporre altri mezzi di trasporto, ma chiudere, in tutto o in parte, le scuole. Del resto, le fabbriche &ldquo;non possono chiudere&rdquo;, come l&#8217;esperienza di marzo dimostra, neppure in presenza di focolai epidemici abnormi, la bergamasca insegna. Se i Bonometti e i Bonomi misero un veto criminale gi&agrave; allora, immaginiamoci oggi di fronte al crollo economico. Invece si possono chiudere le scuole, magari mantenendo in piedi un concorso grottesco. E tutto questo per cosa? Per coprire con misure tampone il fallimento di un intero sistema. Lo stesso sistema che ovunque &egrave; incapace di affrontare la pandemia se non al prezzo di nuove ingiustizie, inuguaglianze, umiliazioni.<\/p>\n<p><strong>MISURE NECESSARIE E URGENTI DI FRONTE AL COLLASSO SANITARIO<\/strong><\/p>\n<p>La verit&agrave; &egrave; che non esiste soluzione progressiva possibile dell&#8217;emergenza sanitaria in atto senza misure di rottura. Non il ritorno alla &ldquo;normalit&agrave;&rdquo;, quella che ci ha portato dove siamo ora, ma il ribaltamento radicale della &ldquo;normalit&agrave;&rdquo; degli ultimi quarant&#8217;anni.<\/p>\n<p><strong>Immediato reclutamento di 100000 unit&agrave; del personale medico e infermieristico<\/strong>. Non coi vergognosi contratti a termine, usa e getta, della primavera scorsa, ma con assunzione a tempo indeterminato e l&#8217;ampliamento di tutte le piante organiche. Tracciamenti, test, laboratori, medicina territoriale, terapie intensive, trattamento ospedaliero di tutte le gravi patologie, fine delle liste d&#8217;attesa, richiedono un raddoppio dell&#8217;investimento nella sanit&agrave; pubblica, a partire da un grande piano di assunzioni. Altro che numero chiuso a Medicina.<\/p>\n<p><strong>Riapertura dei 200 ospedali soppressi nell&#8217;ultimo decennio e immediata requisizione, senza indennizzo, delle strutture della sanit&agrave; privata<\/strong>, per ampliare e riorganizzare i pronto soccorso, i reparti ospedalieri, i trattamenti sanitari, le sedi e gli strumenti della diagnostica. La salute non &egrave; merce, via il profitto dalla sanit&agrave;!<\/p>\n<p><strong>Nazionalizzazione, senza indennizzo, della grande industria farmaceutica, e controllo pubblico sulla produzione dei dispositivi individuali<\/strong> (mascherine), dei test rapidi, dei vaccini antinfluenzali, tutti a somministrazione gratuita. Una famiglia povera di quattro persone non pu&ograve; spendere tra 200 e 500 euro al mese di sole mascherine FFP2. La protezione della vita non pu&ograve; dipendere dalla classe sociale di appartenenza.<\/p>\n<p><strong>Requisizione del grande patrimonio immobiliare necessario (spesso di propriet&agrave; delle banche e delle assicurazioni) per consentire l&#8217;isolamento<\/strong> protetto in quarantena per i positivi, l&#8217;ampliamento dei presidi sanitari territoriali, il tetto massimo dei 15 alunni per classe, che oggi &egrave; anche una misura sanitaria.<\/p>\n<p><strong>Gratuit&agrave; e universalit&agrave; del servizio sanitario<\/strong>, finanziate dall&#8217;abbattimento delle spese militari e dalla tassazione progressiva dei grandi patrimoni, a partire da una patrimoniale straordinaria del 10% sul 10% pi&ugrave; ricco. Paghi chi non ha mai pagato, non la salute o il lavoro.<\/p>\n<p><strong>Requisizione immediata delle compagnie di trasporto private<\/strong>, sull&#8217;intero territorio nazionale, per riorganizzare il trasporto locale di pendolari e studenti in condizioni di sicurezza. Bus, metropolitane, treni regionali possono non essere fonte di contagio se si impone il controllo pubblico sull&#8217;intero sistema dei trasporti.<\/p>\n<p><strong>Controllo operaio sulle condizioni di sicurezza dei lavoratori<\/strong>: nelle fabbriche, nella logistica, nei trasporti, negli ospedali, nelle scuole, e ovunque. Perch&eacute; il primo presidio sanitario &egrave; il controllo dei lavoratori sulle condizioni del proprio lavoro.<\/p>\n<p>Questo non &egrave; un insieme di consigli al governo dei capitalisti, che ha fallito sul fronte sanitario, o ai governi regionali che vogliono chiudere le scuole. &Egrave; una piattaforma di lotta per il movimento operaio, da portare in ogni organizzazione di classe e di massa, come in ogni ambito di avanguardia politica e sindacale. Con un elemento di coscienza da introdurre ovunque: queste misure, necessarie e urgenti, reclamano un altro ordine di societ&agrave;. Una societ&agrave; in cui a comandare siano i lavoratori e le lavoratrici, non i capitalisti e i loro politicanti.<\/p>\n<p>Partito Comunista dei Lavoratori<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non doveva pi&ugrave; accadere, e invece sta di nuovo accadendo sotto i nostri occhi. 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