{"id":67504,"date":"2020-11-23T00:00:00","date_gmt":"2020-11-23T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2020\/11\/23\/per-abbattere-la-violenza-patriarcale-e-capitalista-ci-vuole-la-rivoluzione-socialista\/"},"modified":"2020-11-23T00:00:00","modified_gmt":"2020-11-23T00:00:00","slug":"per-abbattere-la-violenza-patriarcale-e-capitalista-ci-vuole-la-rivoluzione-socialista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2020\/11\/23\/per-abbattere-la-violenza-patriarcale-e-capitalista-ci-vuole-la-rivoluzione-socialista\/","title":{"rendered":"Per abbattere la violenza patriarcale e capitalista ci vuole la rivoluzione socialista!"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/5584_25_nov.jpg\" alt=\"5584_25_nov.jpg\" \/><br \/>\n<br \/>Quest&#8217;anno la giornata mondiale contro la violenza sulle donne cade nel pieno della crisi sanitaria, che si innesta nella fase di lunga crisi economica avviata nel 2008, approfondendola e aggravandola nelle sue conseguenze sociali.<br \/>\n<br \/>Le donne delle classi subalterne <a href=\"https:\/\/www.pclavoratori.it\/files\/index.php?obj=NEWS&amp;oid=6479\">stanno pagando un prezzo enorme<\/a> per questa crisi a tutti i livelli della loro condizione generale.<\/p>\n<p>Questa &egrave; dominata, prima di tutto, dall&rsquo;incertezza del lavoro e del salario, elementi imprescindibili di autonomia.<br \/>\n<br \/>I contraccolpi hanno investito il vasto settore del lavoro precario, nel quale le donne sono la maggioranza, come lo sono nei settori fortemente in crisi, il turismo e i servizi (soprattutto ricettivi, ristorativi, culturali e di assistenza sanitaria e domestica).<br \/>\n<br \/>In Italia si sono persi rispetto all&rsquo;anno scorso 274.000 posti di lavoro occupati da donne (dati ISTAT di agosto 2020), e c&rsquo;&egrave; un forte incremento di donne inattive, specialmente nelle fasce giovanili (+8,5%).<br \/>\n<br \/>D&rsquo;altra parte anche per le donne occupate, ma temporaneamente in cassa integrazione, &egrave; venuta meno la certezza del salario (in ogni caso generalmente basso, anche per la grande diffusione del part time, molto spesso involontario), estremamente ridotto ed erogato con forti ritardi dall&rsquo;INPS, quando non anticipato dal datore di lavoro.<br \/>\n<br \/>Nei settori che si trovano a contatto con il Covid-19 &ndash; nella sanit&agrave; pubblica e privata, nell&rsquo;assistenza domestica &ndash; o in relazione con il pubblico, come nel commercio e la grande distribuzione, le lavoratrici subiscono invece un sovraccarico di lavoro e una elevata esposizione al contagio, spesso sprovviste di adeguate misure di sicurezza.<\/p>\n<p>La situazione altalenante delle scuole e la condizione di vulnerabilit&agrave; delle persone anziane ha determinato un maggiore carico di lavoro sulle spalle delle donne, sulle quali grava il maggiore peso delle attivit&agrave; di cura, peggiorato dai tagli e dalla privatizzazione e aziendalizzazione dei servizi sanitari e sociali.<\/p>\n<p>In questo quadro lo smart working si sta strutturando come una forma di ulteriore sfruttamento, veicolato attraverso la mistificazione di una possibile (ed evidentemente normale e doverosa nell&rsquo;ottica capitalistica) conciliazione tra il lavoro produttivo e il lavoro riproduttivo, con il risultato di confondere i confini dei due ambiti, aumentandone la durata e l&rsquo;intensit&agrave; di entrambi. Inoltre ci&ograve; condanna le donne a rinchiudersi nella sfera privata dell&rsquo;ambiente domestico, che molto spesso non &egrave; uno spazio sicuro.<br \/>\n<br \/>Questo &egrave; confermato dall&rsquo;aumento dei casi di violenza domestica, registrati con un incremento delle richieste di aiuto del 119,6% (dati ISTAT marzo-giugno 2020), che i centri antiviolenza e le case rifugio, colpiti dai tagli delle risorse e dalle difficolt&agrave; operative causate dall&rsquo;emergenza, hanno faticosamente seguito.<\/p>\n<p>Tra le diverse forme di violenza che le donne stanno subendo in forma aggravata in questa fase di emergenza sanitaria c&rsquo;&egrave; il contrasto all&rsquo;accesso all&rsquo;interruzione volontaria di gravidanza (IVG), gi&agrave; di norma ostacolato dalla pratica nelle strutture sanitarie dell&rsquo;obiezione di coscienza. In questi ultimi mesi in molti ospedali si &egrave; verificata la sospensione o la riduzione del servizio, mentre in diverse regioni nei consultori e negli ambulatori non viene somministrata la pillola abortiva RU486. Esemplari sono stati il caso dell&rsquo;Umbria, dove la giunta di centrodestra guidata dalla presidente Tesei aveva abrogato una delibera che permetteva di praticare l&#8217;aborto farmacologico in day hospital, rendendolo possibile solo con un ricovero di tre giorni, rendendo l&rsquo;interruzione di gravidanza pi&ugrave; traumatica e invasiva; e il pi&ugrave; recente caso del Piemonte, dove a inizio settembre, su iniziativa di un consigliere di Fratelli d&rsquo;Italia, &egrave; stata emessa una circolare che vieta l&rsquo;aborto farmacologico direttamente nei consultori, riservandone l&rsquo;attuazione solo negli ospedali, e attiva l&rsquo;ingresso dei movimenti per la vita nelle strutture dove si pratica l&rsquo;interruzione di gravidanza.<br \/>\n<br \/>In una fase di crisi, le politiche reazionarie e repressive, la violenza e il controllo dello Stato, cercano di avere la meglio sulla nostra libert&agrave; di scelta, e necessitano di una radicale risposta, come dimostrano la mobilitazione delle donne polacche, e in Argentina quella della Campagna nazionale per il diritto all&#8217;aborto, sostenuta dai partiti della sinistra marxista rivoluzionaria, che sta in questi giorni riempiendo le piazze, mentre &egrave; stato depositato un disegno di legge al Congresso dal presidente peronista Alberto Fernandez.<\/p>\n<p>Di fronte all&rsquo;aggravarsi di tutte le forme di violenza che le donne subiscono, &egrave; necessaria una mobilitazione femminista a livello internazionale su basi anticapitaliste e rivoluzionarie, all&rsquo;interno di un movimento unitario di tutta la classe oppressa e sfruttata, e attraverso la costruzione di un fronte che unisca la lotta contro tutte le oppressioni di genere alle lotte per il lavoro, per la casa, per la difesa dell&rsquo;ambiente e a quelle antifasciste.<\/p>\n<p>Una lotta con rivendicazioni chiare e radicali:<\/p>\n<p>&bull;   <a href=\"https:\/\/www.pclavoratori.it\/files\/index.php?obj=NEWS&amp;oid=6122\">difesa del lavoro<\/a>, strumento di autonomia e di autodeterminazione, rivendicando il blocco permanente dei licenziamenti e la cancellazione di tutte le leggi che hanno precarizzato la condizione lavorativa e che hanno sottoposto le donne alla dipendenza familiare, a ricatti, abusi e molestie nei luoghi di lavoro. Cancellazione di appalti e privatizzazioni, fonte di lavoro precario;<\/p>\n<p>&bull;   ripartizione del lavoro tra tutte e tutti, con la riduzione dell&rsquo;orario di lavoro a parit&agrave; di paga; 30 ore per tutti, pagate 40, con l&rsquo;introduzione di un salario minimo intercategoriale di 1500 euro;<\/p>\n<p>&bull;   <a href=\"https:\/\/www.pclavoratori.it\/files\/index.php?obj=NEWS&amp;oid=6124\">difesa del salario<\/a>, rivendicandone la copertura al 100% e rivendicando un salario garantito in caso di disoccupazione o inoccupazione. Contro ogni ipotesi di reddito universale o di autodeterminazione slegato dal lavoro;<\/p>\n<p>&bull;   cancellazione delle controriforme delle pensioni e ritorno al sistema retributivo;<\/p>\n<p>&bull;   nazionalizzazione senza indennizzo e sotto controllo delle lavoratrici e dei lavoratori delle imprese che chiudono, inquinano e delocalizzano;<\/p>\n<p>&bull;   patrimoniale di almeno il 10% sul 10% pi&ugrave; ricco della popolazione e cancellazione del debito pubblico verso le banche, e nazionalizzazione di queste ultime;<\/p>\n<p>&bull;   servizi sociali pubblici e sotto il controllo dei lavoratori e delle lavoratrici e delle utenti per i servizi legati alla cura. Fine della pratica della sussidiariet&agrave; privata. La prospettiva deve essere la <a href=\"https:\/\/www.pclavoratori.it\/files\/index.php?obj=NEWS&amp;oid=6129\">socializzazione del lavoro di cura<\/a>;<\/p>\n<p>&bull;   <a href=\"https:\/\/www.pclavoratori.it\/files\/index.php?obj=NEWS&amp;oid=6128\">aborto libero, sicuro e gratuito<\/a>; accesso all&rsquo;aborto farmacologico; contraccezione gratuita e garantita;<\/p>\n<p>&bull;    abolizione dell&rsquo;obiezione di coscienza e consultori pubblici e laici;<\/p>\n<p>&bull;    <a href=\"https:\/\/www.pclavoratori.it\/files\/index.php?obj=NEWS&amp;oid=6144\">autorganizzazione dell&#8217;autodifesa femminista<\/a> con il potenziamento di centri di aiuto e ascolto; fondi ai centri antiviolenza e case di tutela per donne maltrattate, organizzati da donne e per donne, senza nessun finanziamento a enti o case famiglia religiose o private;<\/p>\n<p>&bull;    <a href=\"https:\/\/www.pclavoratori.it\/files\/index.php?obj=NEWS&amp;oid=6142\">eliminazione di tutte le leggi securitarie<\/a> che violano i diritti delle donne immigrate; lotta al caporalato e alle forme di schiavismo cui sono soggette le lavoratrici; lotta alla tratta e allo sfruttamento della prostituzione.<\/p>\n<p>Dentro questo sistema economico e sociale non &egrave; possibile la liberazione delle donne dalle diverse forme di violenza e oppressione. In una societ&agrave; di sfruttamento, in una societ&agrave; divisa in classi, non saremo mai libere.<br \/>\n<br \/>Solo con il rovesciamento di questo ordine sociale innestato sul capitalismo e il patriarcato, solo con una rivoluzione socialista potremo spezzare le catene dello sfruttamento e della violenza, e liberare noi stesse e l&rsquo;umanit&agrave; intera.<\/p>\n<p>Partito Comunista dei Lavoratori &#8211; Commissione donne e altre oppressioni di genere<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quest&#8217;anno la giornata mondiale contro la violenza sulle donne cade nel pieno della crisi sanitaria, che si innesta nella fase di lunga crisi economica avviata&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[14],"tags":[],"class_list":["post-67504","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-prima-pagina","entry","simple"],"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/67504","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=67504"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/67504\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=67504"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=67504"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=67504"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}