{"id":67510,"date":"2020-11-26T00:00:00","date_gmt":"2020-11-26T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2020\/11\/26\/maradona-o-larte-di-dribblare-loblio\/"},"modified":"2020-11-26T00:00:00","modified_gmt":"2020-11-26T00:00:00","slug":"maradona-o-larte-di-dribblare-loblio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2020\/11\/26\/maradona-o-larte-di-dribblare-loblio\/","title":{"rendered":"Maradona o l&#8217;arte di dribblare l&#8217;oblio"},"content":{"rendered":"<p>Da <a href=\"https:\/\/prensaobrera.com\/sociedad\/maradona-o-el-arte-de-gambetear-al-olvido\/\">Prensa Obrera<\/a><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/5590_photo_2020-11-26_19-16-42.jpg\" alt=\"5590_photo_2020-11-26_19-16-42.jpg\" \/><br \/>\n<br \/>Pensare alla cultura popolare argentina senza il calcio &egrave; impossibile. Pensare al calcio argentino senza Maradona &egrave; un esercizio altrettanto impossibile. Il miglior giocatore di calcio della storia del mondo si &egrave; distinto per il suo incomparabile talento e le sue capacit&agrave; di leadership, raramente conosciute. Con un pallone tra i piedi, Maradona ha dimostrato che il calcio non &egrave; solo un business, che le piccole squadre possono alzarsi in piedi e sfidare le grandi star.<\/p>\n<p>Quando non era con la palla tra i piedi, per&ograve;, si &egrave; ritrovato molte volte sotto i parametri del discutibile, facendo parte di una classe operaia che &egrave; cresciuta rapidamente in termini monetari, le cui contraddizioni appaiono frontalmente. E Diego, come tanti, non ha potuto superarle. Hanno gestito la sua vita. Ci&ograve; non giustifica e non giustificher&agrave; molte cattive abitudini e comportamenti, cos&igrave; come affermazioni misogine e irresponsabilit&agrave; totali che devono essere respinte, ma che implicano l&#8217;analizzare in modo ineccepibile il contesto della realt&agrave;, perch&eacute; altrimenti si cadrebbe in una critica astratta. Diego &egrave;, prima di ogni altra cosa, semplicemente, una contraddizione.<\/p>\n<p><strong>EL BARRILETE COSMICO<\/strong> (1)<\/p>\n<p>Nato a Villa Fiorito nel 1960, Maradona ha iniziato ad incantare i paddock del Conurbano fin da piccolo. Cos&igrave; giovane che all&#8217;et&agrave; di 15 anni ha debuttato nella prima di &ldquo;Argentinos Juniors&rdquo;, il &ldquo;seme del mondo&#8221;, dopo una sublime performance in &#8220;Cebollitas&#8221;. Con il club di <em>La Paternal<\/em> ha iniziato a mostrarsi come un giocatore diverso, che di solito si dice &#8220;un crack&rdquo;: uno di quelli che spacca il campo. Ha segnato cinque gol tra il 1978 e il 1980 (due nel Nacional, tre nel Metropolitano). Nel corso della sua carriera ha combinato una deliziosa padronanza del pallone con un dribbling sagace e velocissimo, che si &egrave; mescolato a una indiscutibile capacit&agrave; di guida e personalit&agrave; individuale. Un giornalista sportivo una volta ha affermato che Maradona era l&#8217;equivalente della fusione tra Lionel Messi e Juan Rom&aacute;n Riquelme. Per quanto la metafora non sia molto precisa, raffigura Diego come la tempesta perfetta di fronte all&#8217;obiettivo rivale: abilit&agrave; individuale e capacit&agrave; di assistere e migliorare il collettivo.<\/p>\n<p>Era un&#8217;apparizione stellare con lampi luminosi. Una volta, ad esempio, il grande portiere del Boca Hugo Gatti disse che vedeva il giovane Maradona &#8220;<em>gordito<\/em>&#8220;, cio&egrave; paffuto, cicciottello. Come a dire <em>&laquo;Sei grasso, caro Maradona, dove credi di andare?&raquo;<\/em>. Diego gli ha risposto con quattro reti sul campo del V&eacute;lez. Maradona &egrave; stato escluso dalla lista finale di giocatori che C&eacute;sar Luis Menotti ha portato ai mondiali del 1978, quando Diego aveva 17 anni. Ha avuto la sua vendetta poco dopo nel Mondiale giovanile, il primo vinto dall&#8217;Argentina.<\/p>\n<p>Maradona ha portato il suo talento nel <em>barrio<\/em> del Boca nel 1981, in cui &egrave; emerso come campione del Metropolitano con prestazioni lucide e indimenticabili, come quella in cui ha battuto il River Plate ad aprile, con la <em>Bombonera<\/em> piena e Tarantini disteso a terra. La sua importanza lo ha portato alla sua prima esperienza di Coppa del Mondo della prima squadra nell&rsquo;edizione del 1982 in Spagna, dove non solo non &egrave; riuscito a brillare, ma &egrave; stato addirittura espulso.<\/p>\n<p>Diego successivamente &egrave; andato in Europa: ha vissuto una brutta prima esperienza a Barcellona per arrivare nel 1984 a una delle migliori esperienze calcistiche che gli occhi di chiunque abbiano visto. Il Napoli di Diego, a tutt&#8217;oggi unico campione nell&rsquo;Italia di allora, trova in Maradona un San Gennaro terreno, capace di realizzare i sogni che i napoletani non sapevano nemmeno di avere. Ha vinto due campionati di Serie A, una Coppa Italia, una Supercoppe e una Coppa Uefa (ora &ldquo;Europa League&rdquo;). Il suo brillante passaggio in Italia ha accompagnato le sue memorabili prestazioni con la nazionale. In primo luogo, il suo elisir di calcio all&rsquo;edizione dei mondiali Messico &rsquo;86, forse la migliore prestazione di qualsiasi giocatore in una Coppa del Mondo (inclusa la &ldquo;Mano di Dio&#8221; e il miglior gol di tutti i tempi). Poi Italia &rsquo;90, dove ha condotto l&#8217;Argentina di Bilardo alla finale di Coppa del Mondo e al secondo posto con una caviglia grande come una pallina da tennis.<\/p>\n<p>La sua carriera negli anni &#8217;90 &egrave; andata sostanzialmente deperendosi, tra squalifiche per doping e un ritmo calcistico diverso dal suo. Diego ha giocato a Siviglia e al Newell&#8217;s prima di tornare in Nazionale, su richiesta di Alfio Basile e del popolo argentino, per salvarla e portarla a USA &#8217;94, a seguito di un sofferto playoff con l&#8217;Australia. La sospensione contro la Nigeria &egrave; stata un colpo letale. Maradona si ritirer&agrave; anni dopo al suo amato Boca nel 1997, con pi&ugrave; affetto sugli spalti che per le buone prestazioni dimostrate.<\/p>\n<p>Come allenatore, dopo un&#8217;esperienza frustrante a Mandiy&uacute; de Corrientes e Racing tra il 1994 e il 1995 (quando non ha potuto giocare a causa della sanzione), Diego ha contribuito a guidare la squadra nazionale nella fase preliminare di Coppa del Mondo 2010 in Sud Africa, al-Wasl e al-Fujairah negli Emirati Arabi Uniti; i Dorados del messicano Sinaloa, ed &egrave; stato fino ad oggi responsabile del Gimnasia y Esgrima La Plata. Nonostante non sia mai stato considerato un allenatore brillante, in tutti i campi di calcio argentini dove &egrave; andato, il &ldquo;Lupo&rdquo; Diego ha ricevuto l&#8217;apprezzamento di migliaia di persone. Come se la frase di Victor Hugo venisse rievocata per sempre e si ripetesse nel bel mezzo della coppa del Mondo del 1986: <em>&laquo;Barrilete cosmico, da che pianeta vieni?&raquo;<\/em><\/p>\n<p><strong>LE TRUPPE DI SUA MAEST&Agrave; CADONO<\/strong><\/p>\n<p>La sua prestazione calcistica non basterebbe a spiegare il fenomeno Maradona in termini socio-culturali. Diego non solo ha giocato a calcio in modo decisivo, ma ha anche rappresentato lo standard della classe operaia che, in un campo di calcio, si stagliava di fronte ai padroni. Maradona &egrave; stato quello che non ha potuto dimostrare molto a Barcellona, perch&eacute; era una squadra con molti altri buoni giocatori. Fu lui a dimostrare, per&ograve;, che il Sud Italia valeva la pena, come se i napoletani, che non pregavano pi&ugrave; San Gennaro, non dovessero pi&ugrave; chiedere il permesso all&#8217;alta borghesia milanese e torinese di sognare il grande calcio. Il Sud e i poveri esistono, ed &egrave; in parte grazie a Diego, in onore di quel gruppo rock argentino che un giorno ha gridato: <em>&laquo;Le truppe di Sua Maest&agrave; stanno cadendo \/ e il nord dell&#8217;Italia ricca sta cadendo&raquo;.<\/em> Diego &egrave; poesia.<\/p>\n<p>Lo stesso vale per la nazionale. L&rsquo;undici di Bilardo ha ribadito il motto &#8220;Maradona e altri dieci&#8221;, a far capire che non esiste e non esister&agrave; pi&ugrave; qualcuno di cos&igrave; importante all&#8217;interno di un campo da &ldquo;far gravitare&rdquo; e attrarre attorno a s&eacute; tutta la squadra. Maradona ha reso notevole una squadra opaca, con poche figure, ma la cui prestazione ha trovato non solo nobilt&agrave; ma anche brillantezza. Il modello &rsquo;86 dell&#8217;Argentina ha l&#8217;impronta di una squadra gigante cresciuta davanti a Diego, che ha fatto molto pi&ugrave; di un gol con la mano: sei dribbling in una giocata contro gli inglesi, due gol al Belgio e un assist a Burruchaga per siglare l&rsquo;obiettivo pi&ugrave; importante della storia (fece anche un gol tecnicamente meraviglioso contro l&#8217;Italia, NdT). Maradona divenne leggenda.<br \/>\n<br \/>E lo dimostr&ograve;, se fosse ancora necessario, anche quattro anni dopo. Diego ha sub&igrave;to un infortunio a causa del quale la maggior parte dei mortali, degli esseri umani, non avrebbe neanche potuto camminare; ma port&ograve; l&#8217;Argentina in finale. In semifinale c&#8217;&egrave; stata la memorabile situazione in cui l&#8217;Argentina ha giocato una partita d&rsquo;azzardo (fortuna o verit&agrave;) con l&#8217;Italia proprio a Napoli, terra promessa di Maradona. Diego ha chiesto alla sua gente di incoraggiarlo, e l&#8217;Argentina &egrave; passata ai rigori. In finale, la maestria italiana si &egrave; dovuta mettere in panchina a guardare Maradona e l&#8217;Argentina giocare una finale della Coppa del Mondo. Hanno fischiato l&#8217;inno, hanno fatto il tifo per la Germania Ovest, ma loro non c&#8217;erano. Maradona fin&igrave; per piangere con una medaglia d&#8217;argento, ma lui era l&igrave;.<\/p>\n<p>Diego ha sfidato il potere, non solo per aver messo in discussione il fatto che il Vaticano di Giovanni Paolo II avesse &laquo;tanto oro&raquo; mentre il mondo moriva di fame, ma anche per aver messo in discussione la gestione della FIFA, comandata da Joao Havelange e Julio Grondona. Non cost&ograve; poco: quando l&#8217;Argentina stava preparandosi al mondiale del 1994, la FIFA &egrave; letteralmente scesa in campo per cercare un caso di doping. Diego se n&#8217;&egrave; andato a causa della decisione politica di Havelange, forse pi&ugrave; preoccupato di vedere il Brasile come campione durante il suo mandato. Quella con la Nigeria &egrave; stata l&#8217;ultima partita di Diego con la nazionale. <\/p>\n<p>Negli anni Novanta, Diego ha cercato senza molto successo di riunire i giocatori preoccupati per le ingiustizie del mondo al fine di formare un &#8220;sindacato dei giocatori&#8221;. Non ha avuto successo. &Egrave; <a href=\"https:\/\/youtu.be\/HxjuMPMC4gM\">apparso in TV <\/a> a dichiarare che stava dalla parte dei pensionati.<\/p>\n<p>Maradona, tuttavia, non &egrave; stato esente da situazioni semplicemente indifendibili. I suoi &ldquo;ludici&rdquo; legami con la mafia napoletana, ad esempio, evidenziano una complessa relazione con il potere, incluso il famoso &laquo;voglio essere il vicepresidente di Carlos Menem&raquo;, quando Diego fu sedotto dalla politica &ldquo;pizza e champagne&rdquo; anni &#8217;90. A ci&ograve; si aggiungono segnali di degrado che trovavano l&#8217;espressione pi&ugrave; evidente nella misoginia, presente in frasi come &laquo;<em>Pel&eacute; debut&oacute; con un pibe<\/em>&raquo; (Pel&eacute; ha perso la verginit&agrave; con un uomo) ma che sono ben altra cosa dalle cause della violenza di genere e delle molestie sessuali.<\/p>\n<p>Diego ha attraversato nella sua vita le contraddizioni e i vizi di una classe operaia oppressa fino allo sfinimento da un sistema il cui motore &egrave; il profitto e lo sfruttamento da parte di una minoranza. Questo tuttavia non pu&ograve; metterlo nella posizione di vittima, anzi, al contrario. Ma hanno e avranno la giusta condanna coloro che, come il capo della commissione femminile del Boca, non hanno voluto onorarlo a marzo alla <em>Bombonera<\/em>.<\/p>\n<p>Se ne va il miglior giocatore di tutti i tempi, una leggenda. Il ragazzo che ha fatto tutto dal nulla su un prato verde, quello di calcio. Un destino di architetto dell&#8217;impossibile che la sua fama non esime da responsabilit&agrave; oggettive ma grazie al quale oggi in ogni lacrima di ogni strada c&#8217;&egrave; un&#8217;aspirazione. Maradona sar&agrave; memoria e ricordo. Dribbler&agrave; per sempre l&rsquo;oblio.<\/p>\n<p>(1)  Victor Morales, il cronista del <em>gol del siglo<\/em>, spiegava recentemente a &laquo;Il Mattino&raquo; che il soprannome &ldquo;<em>barrilete cosmico<\/em>&rdquo;, aquilone cosmico, glielo avevano affibbiato prima del mondiale messicano <em>&laquo;perch&eacute; cambiava idea e, proprio come un aquilone, non si riusciva a capire dove andasse&raquo;<\/em> (NdT).<\/p>\n<p>Santi Nu&ntilde;ez<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da Prensa Obrera Pensare alla cultura popolare argentina senza il calcio &egrave; impossibile. Pensare al calcio argentino senza Maradona &egrave; un esercizio altrettanto impossibile. Il&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[14],"tags":[],"class_list":["post-67510","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-prima-pagina","entry","simple"],"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/67510","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=67510"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/67510\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=67510"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=67510"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=67510"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}