{"id":67525,"date":"2020-12-09T00:00:00","date_gmt":"2020-12-09T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2020\/12\/09\/sciopero-del-pubblico-impiego-i-padroni-e-il-governo-ci-vogliono-divisi\/"},"modified":"2020-12-09T00:00:00","modified_gmt":"2020-12-09T00:00:00","slug":"sciopero-del-pubblico-impiego-i-padroni-e-il-governo-ci-vogliono-divisi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2020\/12\/09\/sciopero-del-pubblico-impiego-i-padroni-e-il-governo-ci-vogliono-divisi\/","title":{"rendered":"Sciopero del pubblico impiego. I padroni e il governo ci vogliono divisi"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/5614_200037708-86e02a0b-2120-4417-bad7-54032811280c.jpg\" alt=\"5614_200037708-86e02a0b-2120-4417-bad7-54032811280c.jpg\" \/><br \/>\n<br \/>Le principali organizzazioni sindacali, CGIL, CISL e UIL, hanno proclamato per oggi, 9 dicembre, lo sciopero nazionale dei lavoratori della Pubblica Amministrazione. I mass media borghesi sono insorti contro la protesta di quelli che considerano dei privilegiati di fronte alle centinaia di migliaia di lavoratrici e lavoratori che hanno perso il lavoro, perch&eacute; precari o stagionali o non coperti dagli ammortizzatori sociali, e alle altre centinaia di migliaia in cassa integrazione e con la minaccia del licenziamento una volta scaduto il blocco governativo. Da che pulpito viene la predica: proprio dai cantori per decenni della virt&ugrave; dei tagli e del risparmio nel settore dei servizi pubblici, a cominciare dalla sanit&agrave;.<\/p>\n<p>Questi scribacchini e presunti manager hanno incessantemente tessuto le lodi del blocco del turnover con la conseguenza della riduzione drastica degli addetti ai servizi, solo parzialmente sopperita da un precariato impiegato sempre pi&ugrave; massicciamente, e del dimagrimento nel tempo degli stipendi e dei salari. Questi tagli hanno aggravato la crisi colpendo la scuola e i trasporti fino alla loro drammatica disorganizzazione oggi sotto gli occhi di tutti, e hanno contribuito in maniera decisiva a provocare il disastro sanitario con le decine di migliaia di contagiati e di morti giornalieri. Tuttavia, proprio loro, con una incredibile faccia di bronzo rinfacciano ai lavoratori pubblici il diritto di vedersi rinnovato il contratto, garantite le misure di sicurezza sul lavoro, largamente e criminalmente spesso disattese proprio dal Governo, di vedersi riconosciuto almeno il recupero salariale dopo anni di discesa, e di vedere rimpolpati gli organici con la stabilizzazione dei precari e con massicce nuove assunzioni per non essere costretti a turni massacranti o a lavorare in condizioni di estrema disorganizzazione anche a scapito della qualit&agrave; del servizio per l&rsquo;utenza.<\/p>\n<p>Non &egrave; naturalmente una predica innocente: corrisponde alla necessit&agrave; del padronato, e del suo procuratore d&rsquo;affari, il Governo, di scatenare la guerra tra i salariati per nascondere i loro crimini nella gestione della crisi sanitaria ed economica, le enormi regalie incassate sotto forma di massicce defiscalizzazioni, di autentiche truffe nell&rsquo;attivazione abusiva della cassaintegrazione straordinaria in deroga, quando non stanziamenti diretti per la ripresa della speculazione capitalista.<\/p>\n<p>Nel frattempo, alcuni colossi imprenditoriali realizzano utili faraonici proprio grazie alla pandemia (dall&rsquo;e-commerce fino al settore farmaceutico) e le banche promettono di distribuire lauti dividendi (Banca Intesa).<br \/>\n<br \/>Nella PA lavorano persone indispensabili alla erogazione normale e straordinaria dei servizi pubblici, senza i quali oggi il nostro paese non avrebbe neppure gli strumenti pi&ugrave; elementari per affrontare la crisi che mette a repentaglio le condizioni di vita della grandissima maggioranza della popolazione.<\/p>\n<p>Di fronte alla necessit&agrave; di sguarnire gli uffici, le strade e i trasporti collettivi per fermare la crescita dei contagi, molte di queste persone hanno dovuto lavorare presso le proprie abitazioni, spesso in condizioni di scarsit&agrave; di spazi per la contemporanea presenza di congiunti e figli in didattica a distanza, oltrech&eacute; mettendo a disposizione della Amministrazione Pubblica i propri mezzi (connessioni dati e mezzi informatici). Nell&rsquo;emergenza, con questa modalit&agrave; di lavoro, hanno garantito ore e ore di lavoro suppletivo pur di sopperire alla disorganizzazione a loro lasciata da Governo e amministrazioni locali, e alle pressanti domande di una popolazione giustamente spaventata.<\/p>\n<p>La maggioranza, oltre a far fronte alle esigenze del tutto legittime dell&rsquo;utenza, deve vedersela con una dirigenza di stato spesso non all&rsquo;altezza, confusa nell&rsquo;opaco &ldquo;mondo di mezzo&rdquo;. Deve scontrarsi con forme clientelari nella conduzione degli uffici pubblici, con &#8220;premialit&agrave;&#8221; del tutto discrezionali da parte dei dirigenti, sovente tanto vicini agli interessi privatistici nella conduzione della PA da incappare in forme conclamate di corruzione. Contro queste lavoratrici e questi lavoratori oggi si vuole sollevare l&rsquo;indice della riprovazione sociale.<\/p>\n<p>Le maggiori organizzazioni sindacali non li tutelano. Le direzioni burocratiche di CGIL, CISL e UIL sono da anni vicini alla dirigenza, con cui spesso collaborano, e pertanto lontani dal rappresentare le loro esigenze pi&ugrave; elementari. Garantiscono la pace sociale ai manager pubblici, che fanno professione di efficienza mentre spesso coltivano il conflitto d&rsquo;interesse. Oggi sostengono il Governo e propongono un patto al padronato, spingendosi per questo fino al punto di aver avallato un Protocollo truffa sulla sicurezza che non garantisce a sufficienza ai lavoratori, pubblici e privati, n&eacute; i dispositivi sanitari (le mascherine) n&eacute; la sanificazione degli ambienti di lavoro.<\/p>\n<p>La lotta delle lavoratrici e dei lavoratori pubblici &egrave; sacrosanta. Per questo il PCL ne sostiene ogni forma di mobilitazione, compresa quella odierna. Ma lo sciopero indetto oggi da CGIL, CISL e UIL &egrave; insufficiente, fin dalla sua preparazione, e nel coinvolgimento dell&rsquo;opinione pubblica. Ci&ograve; che serve &egrave; altro: un vero sciopero generale che raccolga la mobilitazione degli altri settori in attesa del rinnovo contrattuale come i metalmeccanici, e le centinaia di vertenze contro la chiusura o ridimensionamento di fabbriche o interi distretti produttivi.<\/p>\n<p>Non possono essere le attuali direzioni burocratiche delle maggiori organizzazioni sindacali, CGIL, CISL e UIL, legate al carro governativo e decise ad un accordo complessivo con il padronato nell&rsquo;interesse della continuit&agrave; dello sfruttamento capitalistico e di una PA al suo servizio, a lanciare una mobilitazione generale e unitaria del mondo del lavoro, l&rsquo;unica in grado di contrastare i costi della crisi che i capitalisti e i loro servi vorrebbero far pagare ai salariati e alle classi popolari, e capace di aprire una fase sociale nuova nel nostro paese.<\/p>\n<p>Per questo, ovunque collocati, le militanti e i militanti del Partito Comunista dei Lavoratori sono impegnati per una direzione alternativa delle mobilitazioni di lavoratrici e lavoratori, a partire da una direzione alternativa del sindacato pi&ugrave; grande, la CGIL. Una direzione che si adoperi per la costruzione del pi&ugrave; ampio fronte unitario della classe lavoratrice, che unisca le lotte e le rivendicazioni di tutti i settori del mondo del lavoro dipendente, pubblico e privato, stabile e precario, dell&rsquo;industria, dei servizi, della PA, e di tutti i settori proletari in un&rsquo;unica vertenza generale sorretta dalla pi&ugrave; ampia mobilitazione unitaria, per uno sciopero generale prolungato e di massa. <\/p>\n<p>Il PCL mira a questo obbiettivo, ed &egrave; impegnato con i propri militanti a costruire e sostenere i diversi percorsi di lotta, per la loro generalizzazione e unificazione, a partire dal percorso segnato dall&rsquo;assemblea nazionale dei lavoratori e lavoratrici combattivi, che ha individuato per il 29 gennaio una giornata di sciopero generale, e per il giorno seguente una manifestazione nazionale di lotta.<\/p>\n<p>Partito Comunista dei Lavoratori &#8211; Commissione sindacale<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le principali organizzazioni sindacali, CGIL, CISL e UIL, hanno proclamato per oggi, 9 dicembre, lo sciopero nazionale dei lavoratori della Pubblica Amministrazione. 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