{"id":67558,"date":"2021-01-10T00:00:00","date_gmt":"2021-01-10T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2021\/01\/10\/la-strage-ferroviaria-di-viareggio\/"},"modified":"2021-01-10T00:00:00","modified_gmt":"2021-01-10T00:00:00","slug":"la-strage-ferroviaria-di-viareggio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2021\/01\/10\/la-strage-ferroviaria-di-viareggio\/","title":{"rendered":"La strage ferroviaria di Viareggio"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/5655_cassaz_viareggio.jpg\" alt=\"5655_cassaz_viareggio.jpg\" \/><br \/>\n<br \/>Nessuno pu&ograve; dimenticare cosa avvenne a Viareggio nella notte tra il 29 e 30 giugno 2009, poco prima della mezzanotte.<br \/>\n<br \/>Ci fu l&#8217;ennesima strage ferroviaria, con 15 morti immediati e circa 30 feriti gravemente ustionati. Diciassette di loro moriranno successivamente in modo atroce, portando il totale dei morti a 32.<br \/>\n<br \/>Una cisterna di gas liquido che viaggiava su un carrello del treno merci deragli&ograve; in prossimit&agrave; della stazione di Viareggio; nel rovesciamento la cisterna urt&ograve; un paletto, si squarci&ograve; e il gas fuoriusc&igrave;. Il gas si sparse per alcune centinaia di metri mentre diventava miscela con l&#8217;ossigeno e, sembra innescato dalla candela di un motorino che transitava nella strada a fianco, esplose con fiamme ovunque orizzontalmente e verticalmente.<br \/>\n<br \/>Furono colpiti alcuni che transitavano al momento e chi, vista l&#8217;ora, stava dormendo nelle case pi&ugrave; vicine, lato monte, in via Ponchielli.<br \/>\n<br \/>A causare il disastro, come dir&agrave; l&#8217;istruttoria, una serie di concause: l&#8217;alta velocit&agrave;, nonostante l&#8217;attraversamento della stazione; un assile &#8220;difettoso&#8221; che ha ceduto e fatto deragliare il vagone; il picchetto che non doveva esserci e che ha squarciato la cisterna.<\/p>\n<p>Ci sono stati due gradi di giudizio, a Lucca e a Firenze, che avevano individuato responsabilit&agrave; nei massimi dirigenti di Ferrovie dello Stato e Rete Ferroviaria Italiana. Venerd&igrave; scorso, a Roma, la Cassazione ha capovolto le sentenze.<br \/>\n<br \/>Questo sotto &egrave; quanto comunica l&#8217;area di minoranza CGIL &#8220;Il sindacato &egrave; un&#8217;altra cosa&#8221; della Toscana:<\/p>\n<p><em>L&rsquo;8 gennaio la IV sezione della Corte di Cassazione ha emesso il suo verdetto.<br \/>\n<br \/>Le societ&agrave; sono assolte, l&rsquo;omicidio colposo &egrave; prescritto per l&#8217;esclusione dell&#8217;aggravante della violazione delle norme sulla sicurezza nel lavoro, le condanne annullate con rinvio alla Corte d&#8217;Appello di Firenze, anche per l&#8217;ex Ad della holding FS e di RFI, cavaliere del lavoro, mah&#8230;uro Moretti.<br \/>\n<br \/>Assoluzioni, prescrizioni, annullamenti! Ribaltate le sentenze di 1&deg; grado del 31 gennaio 2017 a Lucca e d&rsquo;Appello del 20 giugno 2019 a Firenze.<br \/>\n<br \/>Innanzitutto, esprimiamo la nostra solidariet&agrave; ai familiari delle 32 vittime e ai gravissimi ustionati di quella tragica e maledetta notte del 29 giugno 2009.<br \/>\n<br \/>Denunciamo una sentenza vergognosa che colpisce sindacati, delegati RLS\/RSU e attivisti sindacali impegnati nella dura lotta per la sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro.<br \/>\n<br \/>Non aver riconosciuto l&rsquo;aggravante della violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro rappresenta un precedente preoccupante, inquietante e pericoloso, teso a mettere in discussione la legislazione vigente su sicurezza e salute nei luoghi di lavoro. E&rsquo; una sorta di istigazione per le societ&agrave;, le imprese, le aziende, a non tenere in seria e debita considerazione le problematiche inerenti e rilevanti per la sicurezza subordinandola, come sempre, ai conti, ai ricavi, ai profitti.<br \/>\n<br \/>Proponiamo alle realt&agrave; sindacali, in primis alla CGIL (della quale siamo iscritti e attivisti), in ogni luogo di lavoro, in ogni azienda, a sostenere questa battaglia politica-sindacale con azioni e forme di lotta (volantinaggi, assemblee, presidi, manifestazioni) sino alla proclamazione di scioperi, per rispondere adeguatamente a un vulnus giudiziario, a fianco di chi &egrave; stato calpestato persino il dolore e la determinazione come ai familiari delle vittime e alla citt&agrave; di Viareggio.<\/em><\/p>\n<p>e questo il pronunciamento, poche frasi ma significative, dei familiari delle vittime:<\/p>\n<p><em>Daniela Rombi, vicepresidente del Comitato Familiari, madre di Emanuela, 21 anni, mota dopo 40 giorni di agonia:<br \/>\n<br \/>&#8220;Cercavamo Giustizia, ma abbiamo trovato la Legge&#8221;.<br \/>\n<br \/>&#8220;Abbiamo osato combattere il potere&#8230; ci ha bastonato&#8230; ma noi ci siamo gi&agrave; rialzati! Viareggio (e non solo) &egrave; in piedi insieme a noi, a testa alta! Ci saremo fino in fondo, tutti insieme!&#8221;<\/em><\/p>\n<p>Che fare noi, oltre ad essere vicini e presenti a sostenere ogni altro momento di lotta?<br \/>\n<br \/>Questi anni di tenace lotta dell&#8217;associazione dei familiari (fatta anche del rifiuto di facili indennizzi, facili per l&#8217;azienda) hanno portato alla creazione di una forte e solidale rete tra tutte le realt&agrave; che rappresentano casi di stragi sul lavoro (come per ThyssenKrupp) e per lavoro (come nel caso dell&#8217;amianto usato nei treni e in Eternit), e hanno messo a fuoco due vergogne che richiedono di essere rimosse dalle lotte:<\/p>\n<p>1. la mancanza di una vera politica che renda il lavoro sicuro e la sicurezza non mercificabile (le sentenze hanno smascherato il cinismo dei CdA che soppesava, nella pianificazione industriale, la vita dei lavoratori e lavoratrici) con i dividendi da distribuire.<\/p>\n<p>2. l&#8217;ancora pi&ugrave; vergognosa azione di punizione praticata ai danni dei lavoratori e lavoratrici che hanno osato e osano denunciare il rischio per la salute e la vita. Fedelt&agrave; aziendale, la chiamano. In virt&ugrave; della cosiddetta fedelt&agrave; all&#8217;azienda, chi lavora deve inchinare la testa, ubbidire, e non fiatare neanche di fronte a rischi di crimine.<\/p>\n<p>Va ricordato che &egrave; una realt&agrave; prepotentemente emersa durante la pandemia di Covid con le denunce degli operatori sanitari.<\/p>\n<p>Il secondo punto mi fa pensare alla sentenza del Procuratore Marco De Paolis, quando demol&igrave; l&#8217;impianto difensivo per le stragi nazifasciste. &laquo;Nessuno si pu&ograve; trincerare, di fronte ad rischio di crimine contro l&#8217;essere umano e, quindi, contro l&#8217;umanit&agrave;, dietro l&#8217;alibi dell&#8217;ubbidienza&raquo;.<\/p>\n<p>Domenico Marsili, Partito Comunista dei Lavoratori &#8211; sezione di Lucca e Versilia<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nessuno pu&ograve; dimenticare cosa avvenne a Viareggio nella notte tra il 29 e 30 giugno 2009, poco prima della mezzanotte. 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