{"id":67566,"date":"2021-01-19T00:00:00","date_gmt":"2021-01-19T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2021\/01\/19\/renzi-e-turigliatto\/"},"modified":"2021-01-19T00:00:00","modified_gmt":"2021-01-19T00:00:00","slug":"renzi-e-turigliatto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2021\/01\/19\/renzi-e-turigliatto\/","title":{"rendered":"RENZI E TURIGLIATTO"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/5668_Schermata_a_2021-01-19_20-43-44.png\" alt=\"5668_Schermata_a_2021-01-19_20-43-44.png\" \/><br \/>\nAnno nuovo, estrema sinistra vecchia. Sinistra Anticapitalista (Sa) &egrave; indignata. Borghesia e stampa la tirano in ballo. L&rsquo;attuale crisi del governo Conte richiama alla memoria quella del secondo governo Prodi. Allora fu Mastella a mandare a casa il &ldquo;Mortadella&rdquo;. Tuttavia, nell&rsquo;immaginario di sinistra e della stampa un tanto al chilo, il traditore fu Turigliatto, nume tutelare, oggi come allora, di Sinistra Anticapitalista (allora Sinistra Critica). Perci&ograve; i paralleli tra Renzi e Turigliatto si sprecano a tal punto che Sa ha sentito il bisogno di difendere il suo ex Senatore addirittura con una dichiarazione: &ldquo;<span style=\"color: #ff0000;\"><a href=\"https:\/\/anticapitalista.org\/2021\/01\/18\/noi-e-loro\/\"><span style=\"color: #ff0000;\">Noi e loro<\/span><\/a><\/span>&rdquo;.<\/p>\n<p>Secondo Sa i fatti smentiscono questi paralleli. Renzi &egrave; in sostanza preda della sua megalomania e in cerca di rivalsa dopo la sconfitta al referendum. In breve, la crisi di governo &egrave; solo figlia dei suoi giochi di potere e dei suoi calcoli politici, per altro <span style=\"color: #ff0000;\"><a href=\"..\/files\/index.php?obj=NEWS&amp;oid=6846\"><span style=\"color: #ff0000;\">non del tutto campati in aria<\/span><\/a><\/span>.<\/p>\n<p>Profondamente diverso pare il caso di Turigliatto. Addirittura, per Sa, la differenza sta nell&rsquo;etica. Ah, che disgrazia le questioni di etica! Gratta gratta e ci trovi sempre il profitto, una morale superiore praticamente mai&hellip;<\/p>\n<p>Tuttavia, mentre la stampa borghese descrive Turigliatto tutto sommato per quello che ha fatto, Sa ce lo racconta ancora una volta avvolto nella sua favola preferita: la favola immaginaria di &#8220;Turigliatto l&#8217;oppositore&#8221;. <\/p>\n<p>Se ad esempio per <span style=\"color: #ff0000;\"><a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/in-edicola\/articoli\/2020\/10\/22\/renzi-e-calenda-emuli-di-rossi-e-turigliatto\/5975246\/\"><span style=\"color: #ff0000;\">Padellaro<\/span><\/a><\/span> del Fatto, Turigliatto ai tempi di Prodi era tra coloro che <em>&laquo;a mezzogiorno votavano con la maggioranza mentre all&rsquo;imbrunire gli manifestavano contro&raquo;<\/em>, il che &egrave; sostanzialmente vero, solo un po&rsquo; generoso (Turigliatto, a quei tempi, di manifestazioni contrarie ne ha fatte pochine, in compenso ha <span style=\"color: #ff0000;\"><a href=\"..\/files\/index.php?obj=NEWS&amp;oid=5803\"><span style=\"color: #ff0000;\">votato 23 volte a favore<\/span><\/a><\/span> e per il resto per lo pi&ugrave; si &egrave; astenuto), nel racconto favoloso di Sa Turigliatto &egrave; il paladino degli oppressi e del movimento pacifista, l&rsquo;unico fedele in parlamento al programma di Rifondazione Comunista.<\/p>\n<p>La spiegazione &egrave; un capolavoro di triste comicit&agrave;. La favola narra che ai tempi di Prodi, ci fu in parlamento un programma di Rifondazione sostenuto praticamente dal solo Turigliatto (e da Cannav&ograve; e Malabarba, gli altri rappresentanti di Sinistra Critica), mentre tutto il resto del partito sosteneva il governo. Nella realt&agrave; ci fu il programma del centro-sinistra capitanato da Prodi e sostenuto da Rifondazione. La maggioranza di Rifondazione di cui parla Sa, aveva al suo interno varie opposizioni: un&rsquo;opposizione vera, quella di cui facevamo parte, raccolta attorno a &ldquo;Progetto Comunista&rdquo;, e un&rsquo;opposizione di &ldquo;Sua Maest&agrave;&rdquo;, quella di cui faceva parte l&rsquo;allora Sinistra Critica che per centrismo, avendo visto nelle giravolte di Bertinotti chiss&agrave; quale preludio a svolte rivoluzionarie del partito, fin&igrave; per sostenere a giorni alterni la sua politica collaborazionista. Nel comunicato Turigliatto appare come un oppositore strenuo alla linea di Bertinotti, ma fu una fedele stampella che lo sostenne praticamente in tutti i momenti decisivi.<\/p>\n<p>Come spesso accade a comunicati di tal fatta, per aggiustare un passato tutt&rsquo;altro che limpido, si finisce per rimuoverlo. Nel comunicato di Sa sono le politiche, prima di Renzi e poi di Conte, ad aver prodotto il disastro sociale attuale e ad aver aperto la strada alle destre. Il disastro sociale &egrave; cio&egrave; post-datato. La continuit&agrave; dei governi Renzi e Conte &egrave; indubbia, ma prosegue una linea che all&rsquo;indietro arriva ben oltre i governi Berlusconi e Prodi, primo e secondo. Fosse stato solo per gli ultimi due governi, Renzi e Conte, la destra di Salvini e Meloni non sarebbe mai arrivata quasi al 40%. Un buon 20%, a occhio e croce, glielo ha regalato il centro-sinistra e chi lo ha sostenuto, non per errore, ma per scelta deliberata e reiterata.<\/p>\n<p>A dispetto di quel che scrive Sa, nel parallelo con Renzi, &egrave; Turigliatto a uscire male. Per la stampa borghese sono simili in quanto traditori che mettono a repentaglio il governo, per Sa sono eticamente diversi perch&eacute; uno al servizio del capitale e l&rsquo;altro al servizio del proletariato. Per noi che usiamo il criterio di classe le cose non stanno affatto in questa maniera.<\/p>\n<p>Esiste indubbiamente una differenza tecnica importante tra Renzi e Turigliatto: Italia Viva nel governo Conte ha fior di Ministri, Sinistra Critica allora non arriv&ograve; a tanto perch&eacute; non ha mai avuto quel tipo di ambizione, e questo &egrave; giusto riconoscerglielo. Tuttavia, per la lotta di classe &egrave; un particolare che non riveste importanza decisiva. Per la lotta di classe, decisivo, &egrave; appunto a favore di quale classe usi la forza che hai, poca o tanta che sia. Da questo punto di vista, Renzi sar&agrave; anche un traditore del Governo Conte, ma l&rsquo;appoggiava prima in nome del Capitale, lo sfiducia oggi nello stesso nome. Forse qualche padrone pu&ograve; non approvarlo, ma la classe borghese nel suo insieme non potr&agrave; mai rinfacciargli un solo capello torto, un solo centesimo, fosse pure di elemosina, regalato al proletariato e prelevato dalle sue tasche. Per la morale borghese, cio&egrave; per il suo interesse, Renzi sar&agrave; sempre degnissima e fidata persona. Non per niente, all&rsquo;apice della sua carriera, la borghesia l&rsquo;ha sostenuto in pompa magna affidandogli il governo del suo stato.<\/p>\n<p>E Turigliatto? Turigliatto di etico non ha nulla. Sosteneva da rappresentante del proletariato il governo Prodi dell&rsquo;imperialismo italiano, e ha continuato a sostenerlo coi famosi &ldquo;<span style=\"color: #ff0000;\"><a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/2007\/02\/sezioni\/politica\/governo-battuto-2\/i-dodici-punti-di-prodi\/i-dodici-punti-di-prodi.html\"><span style=\"color: #ff0000;\">dodici punti<\/span><\/a><\/span>&rdquo; con cui Prodi si reinsedi&ograve; dopo il suo &ldquo;tradimento&rdquo; (in quella &#8220;splendida dozzina&#8221; troviamo missioni di guerra in Afghanistan, Tav, tagli alla spesa pubblica, sanit&agrave; <em>in primis<\/em>, nonch&eacute; la consueta sforbiciata alle pensioni che nessun governo di destra, di sinistra o di centro s&#8217;&egrave; fatto mancare).<\/p>\n<p>Renzi non ha mai tradito la sua classe di riferimento, Turigliatto non solo l&#8217;ha fatto spesso, ma non ha nemmeno imparato l&rsquo;unica cosa che si pu&ograve; imparare anche da un losco figuro come Renzi: stare interamente da una parte sola. <\/p>\n<p>Dal punto di vista di classe &ndash; ed ognuno si capisce ha la sua &ndash; Renzi &egrave; eticamente a posto tanto quanto Turigliatto non lo &egrave;. Non c&rsquo;&egrave; niente di etico n&eacute; di morale, infatti, in chi si fa eleggere in parlamento in difesa del proletariato, per poi spiumare vivi i lavoratori in difesa del capitale. <\/p>\n<p>Il fatto ci appare cos&igrave; immorale e ripugnante perch&eacute; oltre al danno di ieri, i lavoratori ancora oggi devono sorbirsi la beffa della narrazione tossica che trasforma il Turigliatto di governo, l&#8217;unico esistito, nel fantasma del Turigliatto d&rsquo;opposizione che nessuno ha mai visto.<\/p>\n<p>Che cosa &egrave; allora morale per noi? Per noi <em>&laquo;&egrave; morale soltanto ci&ograve; che prepara il rovesciamento totale e definitivo della bestialit&agrave; capitalista, e nient&rsquo;altro. La salvezza della rivoluzione: ecco la legge suprema!&raquo;.<\/em> [1]<\/p>\n<p>Grazie a Rifondazione, a Turigliatto e a Sinistra Anticapitalista, il rovesciamento rivoluzionario si &egrave; allontanato, perch&eacute; invece di avvicinarlo hanno preferito preparare l&#8217;avvento di Berlusconi. E i governi Monti, Renzi, Conte eccetera sono solo le conseguenze che ancora oggi paghiamo. <\/p>\n<p>Non sono, perci&ograve;, cose di quindici anni fa, come ci sentiamo ancora oggi ripetere. Purtroppo sono cose talmente attuali e avveniristiche che rischiamo di commentarle anche tra altri quindici anni. Non solo perch&eacute; alla mistificazione di ieri, segue senza speranza di redenzione la mistificazione di oggi, ma perch&eacute; la chiusura non lascia spazio a dubbi.<\/p>\n<p>Per cosa si batte oggi Sa dopo l&rsquo;esperienza non elaborata del governo Prodi? Per &laquo;un&rsquo;alternativa democratica&raquo;. L&#8217;alternativa democratica &egrave; il linguaggio fumoso, ipocrita e &#8220;stalinoide&#8221; con cui il PCI di Berlinguer presentava il compromesso storico. Non male, a poche ore dai cent&rsquo;anni dalla nascita del PcdI, riciclare il linguaggio dei peggiori traditori della nostra causa. <\/p>\n<p>Il compromesso storico era appunto un&#8217;alternativa democratica di un governo di centro-sinistra. Noi non ci battiamo per un&rsquo;alternativa democratica, ma per un&rsquo;alternativa rivoluzionaria. La prima, infatti, chiede un <em>&laquo;forte intervento dello stato che rilanci la sanit&agrave; pubblica per affrontare l&rsquo;epidemia, garantendo a tutti il diritto alla salute, per la difesa della scuola pubblica e dei servizi sociali, per garantire un reddito a tutti quelli che ne sono privi, per garantire l&rsquo;occupazione attraverso la riduzione dell&rsquo;orario a parit&agrave; di salario&raquo;<\/em>. La seconda chiede un forte intervento della lotta di classe che strappi allo stato borghese quel che Sa vuol fargli rilanciare. Sembrano cose simili, penser&agrave; il militante superficiale, ma sono due cose diverse e fin opposte, cos&igrave; opposte come sono opposti il programma fuori tempo massimo di John Maynard Keynes (ch&eacute; a quello si riduce il rilancio di Sa) e quello sempre attuale di Karl Marx. <\/p>\n<p>La differenza &egrave; abissale. Ed &egrave; la differenza che passa tra chi vuole illudere i lavoratori che possano ottenere qualcosa dallo stato borghese, magari con Sa in un futuro governo di centro-sinistra capitanato dal Prodi <em>ter,<\/em> e chi le illusioni gliele vuole togliere tutte dicendo loro la semplice verit&agrave;: nessun governo, nemmeno uno di centro-sinistra porter&agrave; mai nulla ai lavoratori, perch&eacute; solo un governo dei lavoratori pu&ograve; farlo. Non un governo qualunque, ma un governo dei lavoratori nato sulle rovine dello stato borghese, e quindi anche sulle macerie delle alternative democratiche dei governi borghesi di centro-sinistra riformista.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">Nota<\/span><\/p>\n<p>[1] Lev Trotsky: <a href=\"https:\/\/www.marxists.org\/italiano\/trotsky\/1939\/6\/moralisti.htm\">moralisti e sicofanti contro il marxismo<\/a>  (1939).<\/p>\n<p>Lorenzo Mortara<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Anno nuovo, estrema sinistra vecchia. Sinistra Anticapitalista (Sa) &egrave; indignata. Borghesia e stampa la tirano in ballo. 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