{"id":67573,"date":"2021-01-27T00:00:00","date_gmt":"2021-01-27T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2021\/01\/27\/giorno-della-memoria-perch-tante-amnesie\/"},"modified":"2021-01-27T00:00:00","modified_gmt":"2021-01-27T00:00:00","slug":"giorno-della-memoria-perch-tante-amnesie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2021\/01\/27\/giorno-della-memoria-perch-tante-amnesie\/","title":{"rendered":"Giorno della memoria: perch&eacute; tante amnesie?"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/5683_Il-giorno-della-memoria-sempre.jpg\" alt=\"5683_Il-giorno-della-memoria-sempre.jpg\" \/><br \/>\n<br \/>Nel 2000 una legge dello Stato italiano istituiva la &ldquo;Giornata Della Memoria&rdquo; da celebrarsi il 27 gennaio, ricorrenza della liberazione dei prigionieri sopravvissuti nel campo di sterminio di Auschwitz.<br \/>\n<br \/>In questa ricorrenza i mezzi di comunicazione di massa hanno usato, negli scorsi anni, espressioni del tipo: &ldquo;27 gennaio 1945: cadono i cancelli di Auschwitz&rdquo; oppure: &ldquo;I cancelli di Auschwitz sono stati aperti dagli alleati&#8221;, cio&egrave; dagli inglesi, statunitensi e francesi. E ancora, americano &egrave; il carro armato del tanto osannato film &#8220;La vita &egrave; bella&#8221; di Benigni, premio Oscar 1999.<\/p>\n<p>Al contrario la testimonianza di Primo Levi, sopravvissuto di quel campo, che descrive cos&igrave; l&rsquo;arrivo dei liberatori:<br \/>\n<br \/><em>&laquo;&hellip; La prima pattuglia russa giunse in vista del campo verso il mezzogiorno del 27 gennaio del 1945. [&hellip;]. Erano quattro giovani soldati a cavallo, che procedevano guardinghi, coi mitragliatori imbracciati, lungo la strada che limitava il campo. [&hellip;] Quattro uomini armati, ma non armati contro di noi, quattro messaggeri di pace, dai visi rozzi e puerili sotto i pesanti caschi di pelo. Non salutavano, non sorridevano; apparivano oppressi, oltre che da piet&agrave;, da un confuso ritegno, che sigillava le loro bocche, e avvinceva i loro occhi allo scenario funereo. Era la stessa vergogna a noi ben nota [&hellip;]: la vergogna che i tedeschi non conobbero, quella che il giusto prova davanti alla colpa commessa da altrui, e gli rimorde che esista, che sia stata introdotta irrevocabilmente nel mondo delle cose che esistono&hellip;&raquo;<\/em>.<\/p>\n<p>Recuperata cos&igrave; la memoria, in seguito si &egrave; ammesso che, s&igrave;, ad Auschwitz erano arrivati i russi.<br \/>\n<br \/>Ma perch&eacute; tante amnesie? Perch&eacute;, proprio nel giorno della memoria, fare torto a quei giovani soldati?<br \/>\n<br \/>Perch&eacute; altrimenti si sarebbe dovuto riconoscere nel loro sgomento, nel loro incolpevole senso di vergogna, il simbolo che Auschwitz assumeva davanti al loro sguardo attonito: il crinale, l&rsquo;invalicabile confine tra due opposte concezioni del mondo che venivano a contatto. Da una parte la concezione del mondo basata sull&rsquo;ideologia fascista dell&rsquo;odio e del razzismo, sulla perversa ideologia revanscista della conquista delle terre altrui, attraverso l&rsquo;eliminazione o la riduzione in schiavit&ugrave; delle popolazioni considerate inferiori, in nome di un osceno culto della superiorit&agrave; di una razza eletta. Dall&rsquo;altra la concezione del mondo basata sugli ideali del comunismo, sulla fratellanza tra gli uomini, sull&rsquo;abolizione dello sfruttamento dell&rsquo;uomo sull&rsquo;uomo, sulla sostituzione della schiavit&ugrave; del lavoro salariato con la libera associazione dei produttori.<\/p>\n<p>Di quei giovani soldati dell&rsquo;Armata rossa, lanciati nell&rsquo;offensiva vittoriosa attraverso l&rsquo;Europa dell&rsquo;est, che li avrebbe portati fino a Berlino ad issare la rossa bandiera non si vuole parlare, perch&eacute; altrimenti bisognerebbe ricordare il prezzo di quella vittoria: oltre 20 milioni di morti, circa la met&agrave; dei quali civili e prigionieri di guerra uccisi e torturati dai nazisti nei territori sovietici occupati e pi&ugrave; di 40 milioni di feriti e mutilati. I nazisti distrussero 1710 citt&agrave; e cittadine, oltre 70.000 paesi e villaggi, 32 mila imprese industriali, 98 mila kolchoz, 1876 sovchoz. Fecero saltare 65 mila chilometri di linee ferroviarie, danneggiarono o portarono via 16 mila locomotive e 428 mila vagoni.<\/p>\n<p>Di questo non si vuole parlare, altrimenti si darebbe la misura dell&rsquo;ammirazione nei confronti dell&rsquo;epica resistenza delle citt&agrave; assediate e della controffensiva dell&rsquo;Armata Rossa che prese le mosse dalla liberazione di Stalingrado (2 febbraio 1943), ammirazione espressa anche dai nemici storici della societ&agrave; socialista: dallo stesso Churchill (che a suo tempo aveva esortato a &ldquo;soffocare il comunismo ancora nella culla&rdquo;), dal re Giorgio di Gran Bretagna che don&ograve; a Stalingrado una &ldquo;Spada d&rsquo;Onore&rdquo; e dal presidente degli Stati Uniti, Roosevelt, che consegn&ograve; un &ldquo;diploma d&rsquo;onore&rdquo; agli eroici difensori della citt&agrave;, divenuta simbolo della riscossa contro il nazismo.<\/p>\n<p>Di questo non si vuole parlare perch&eacute; bisognerebbe soprattutto ricordare che la sconfitta dei nazisti a Stalingrado incoraggi&ograve; la resistenza dei partigiani nei territori europei occupati e ridiede speranza ai popoli oppressi dal nazismo.<\/p>\n<p>Di tutto questo non si vuole parlare. Perch&eacute; altrimenti bisognerebbe ricordare che le attuali correnti revisioniste e reazionarie che vanno dalla critica alla &ldquo;retorica&rdquo; della Resistenza alla sua denigrazione, dalla comprensione per i &ldquo;ragazzi di Sal&ograve;&rdquo; alla condanna per l&rsquo;esposizione del cadavere di Mussolini e dei suoi gerarchi a piazzale Loreto, non sono nuove, che la denigrazione e la criminalizzazione della Resistenza sono cominciate molto tempo addietro, dallo scioglimento delle formazioni partigiane, dall&rsquo;esautorazione del CLN, dalla restaurazione del potere dei monopoli capitalisti e delle forze politiche che li rappresentano.<\/p>\n<p>Per tutto questo, se &egrave; giusto ribadire la parola d&rsquo;ordine: &ldquo;Ora e sempre Resistenza&rdquo;, se da un lato dobbiamo stroncare i rigurgiti nazi-fascisti, occorre essere coscienti che il nazismo e il fascismo non sono che la forma pi&ugrave; estrema dell&rsquo;ordinamento degli Stati capitalisti; occorre essere coscienti che resistenza oggi significa lotta antimperialista.<\/p>\n<p>Nel nostro paese e in Europa significa lottare contro le forme dell&rsquo;oppressione e dello sfruttamento capitalista, per il diritto al lavoro, alla casa, all&rsquo;istruzione, alla salute, per la difesa delle libert&agrave; fondamentali.<\/p>\n<p>Significa lottare contro tutte le guerre imperialiste, significa schierarsi con determinazione a fianco di tutti i popoli che lottano per la loro indipendenza e la loro liberazione. E significa naturalmente non dimenticare che molti eroi dell&#8217;armata rossa, tornarono nella &#8220;patria del socialismo&#8221; solo per finire da vincitori nei gulag di Stalin. Ma questa storia della degenerazione burocratica dello stato sovietico che si intreccia con la sconfitta del nazi-fascismo, nulla toglie ai meriti di un popolo e alla sua eroica lotta contro l&#8217;invasore.<\/p>\n<p>Vincenzo Sardiello<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel 2000 una legge dello Stato italiano istituiva la &ldquo;Giornata Della Memoria&rdquo; da celebrarsi il 27 gennaio, ricorrenza della liberazione dei prigionieri sopravvissuti nel campo&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[46],"tags":[],"class_list":["post-67573","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-interventi","entry","simple"],"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/67573","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=67573"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/67573\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=67573"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=67573"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=67573"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}