{"id":67574,"date":"2021-01-25T00:00:00","date_gmt":"2021-01-25T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2021\/01\/25\/una-classe-una-lotta\/"},"modified":"2021-01-25T00:00:00","modified_gmt":"2021-01-25T00:00:00","slug":"una-classe-una-lotta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2021\/01\/25\/una-classe-una-lotta\/","title":{"rendered":"Una classe, una lotta"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;intreccio fra crisi sanitaria, crisi economica, crisi sociale, alza obievamente il livello dello scontro di classe anche in Italia.<br \/>\n<br \/>Il nuovo stato maggiore di Confindustria punta apertamente a scardinare ci&ograve; che resta del contrao nazionale, chiede mano libera nella gesone della forza lavoro, rivendica il taglio ulteriore di diri eprestazioni sociali.<br \/>\n<br \/>Le organizzazioni professionali della piccola e media borghesia si muovono a tutela dei propri interessi corporavi, egemonizzando in qualche occasione seori popolari o sooproletari.<br \/>\n<br \/>Manca ad oggi una iniziava autonoma del movimento operaio a livello di massa capace di incidere sui rappor di forza complessivi e di entrare da un versante di classe nelle contraddizioni del blocco sociale avversario.<br \/>\n<br \/>La subordinazione delle direzioni sindacali al governo e il loro inseguimento del pao sociale col padronato contribuiscono in modo determinante a questo scenario negavo.<br \/>\n<br \/>Tuavia la situazione polica e sociale non &egrave; stabilizzata: la drammaca emergenza sanitaria a fronte dello sfascio della sanit&agrave; pubblica, la crisi vercale dei traspor, il fallimento della riapertura in sicurezza della scuola, producono una enorme insicurezza sociale ed un calo drasco di consenso del governo.<br \/>\n<br \/>Dal canto loro le destre reazionarie sovraniste, che pur preservano la propria forza, facano a ritrovare la sintonia col senso comune popolare sul terreno della pura opposizione al lockdown.<br \/>\n<br \/>In questo quadro l&#8217;accordo tra padronato e sindaca per prolungare il blocco dei licenziamen a fine marzo in cambio di una estensione della cassa integrazione gratuita per i padroni, assume un preciso significato: la classe dominante teme una precipitazione incontrollata delle dinamiche di conflio sociale dal versante del lavoro salariato, e cerca dunque di diluirle, ammorzzarle e soprauo frantumarle.<br \/>\n<br \/>Ricomporre l&#8217;unit&agrave; delle loe di resistenza sociale aorno ad una piaaforma generale ci pare allora l&#8217;esigenza prioritaria della fase auale.<br \/>\n<br \/>Non si traa di costruire buone relazioni diplomache tra piccoli sta maggiori senza esercito, ma di lavorare insieme, nella consapevolezza ognuno dei propri limi e nel rispeo dell&#8217;autonomia di ciascuno, alla ripresa di una opposizione di classe e di massa.<br \/>\n<br \/>Contribuire alla definizione di una piaaforma di classe unificante &egrave; un modo di agire in questa direzione.<br \/>\n<br \/>I temi che poniamo in questo breve documento sulla riduzione generale dell&#8217;orario di lavoro, la nazionalizzazione delle aziende che licenziano, la patrimoniale del 10% sul 10% pi&ugrave; ricco, non sono certo esausvi di una piaaforma di classe, ma vogliono indicare tre rivendicazioni a nostro avviso centrali per<br \/>\n<br \/>il rilancio di una iniziava indipendente del mondo del lavoro che sono parte delle rivendicazioni che<br \/>\n<br \/>furono alla base del &ldquo;coordinamento nazionale delle sinistre di opposizione&rdquo; nato il 7 Dicembre di un<br \/>\n<br \/>anno fa, e che oggi assumono nel quadro della grande crisi un&rsquo;aualit&agrave; ancor pi&ugrave; stringente.<br \/>\n<br \/>In alcuni casi si traa di rivendicazioni che gi&agrave; appartengono a circui unitari dell&#8217;avanguardia (in<br \/>\n<br \/>parcolare alle esperienze posive del Pao d&#8217;azione per il fronte unico ancapitalista ed alla<br \/>\n<br \/>piaaforma dell&#8217;Assemblea nazionale dei lavoratori e lavoratrici combavi tenutasi a Bologna il 27<br \/>\n<br \/>Seembre) in altri casi, come sulle nazionalizzazioni, vogliono favorire una riflessione comune e un<br \/>\n<br \/>confronto, nella modalit&agrave; pi&ugrave; aperta, estranea ad ogni pregiudizio.<br \/>\n<br \/>In ogni caso, su ognuno di ques temi e\/o sul loro insieme, proponiamo di costruire, nelle forme oggi<br \/>\n<br \/>possibili, una campagna nazionale comune, ricercando il pi&ugrave; vasto fronte unitario d&rsquo;azione.<\/p>\n<p>Lavorare meno, lavorare tu: 30 ore pagate 40<\/p>\n<p>La condizione del lavoro nel nostro Paese &egrave; precipitata, sia sul piano quantavo che qualitavo:<br \/>\n<br \/>emblemaco il dato relavo al tasso di disoccupazione generale, aestatosi aorno al 10%, e quello<br \/>\n<br \/>giovanile in parcolare, aestatosi aorno al 40%.<br \/>\n<br \/>La precariet&agrave; dilagante, che pone non solo una pesante ipoteca sul futuro delle giovani generazioni, ma<br \/>\n<br \/>colpisce i diri contrauali di tu, schiaccia i salari verso il basso, molplica le mor sul lavoro, cos&igrave;<br \/>\n<br \/>come il fenomeno delle scatole cinesi delle cooperave nei servizi, nella logisca, nell&rsquo;industria, etc.<br \/>\n<br \/>sono una drammaca fotografia dell&rsquo;arretramento sociale.<br \/>\n<br \/>Questa situazione &egrave; maturata negli ulmi trent&rsquo;anni soo il peso delle poliche dominan: poliche<br \/>\n<br \/>portate avan da tu i governi che si sono succedu alla guida del Paese in omaggio agli interessi del<br \/>\n<br \/>padronato, ai diktat della cosiddea Troika, all&rsquo;austerit&agrave;.<br \/>\n<br \/>Il paccheo Treu (1997), la legge Biagi (2003), i provvedimen Mon\/ Fornero (2011\/2013), il Jobs Act<br \/>\n<br \/>(2014), sono tue facce di questa stessa medaglia: &egrave; una situazione che colloca da tempo la condizioni<br \/>\n<br \/>del lavoro in Italia tra le pi&ugrave; degradate d&rsquo;Europa, in un contesto internazionale che ha marginalizzato il<br \/>\n<br \/>capitalismo italiano nell&rsquo;ambito del processo di globalizzazione sospinto dalla concentrazione del capitale<br \/>\n<br \/>finanziario, ove lo Stato ha assecondato i processi di riorganizzazione capitalisca a supporto del profio<br \/>\n<br \/>e della sua massimizzazione.<br \/>\n<br \/>Oggi la nuova grande recessione innescata dalla pandemia, assieme all&rsquo;offensiva frontale di Confindustria<br \/>\n<br \/>contro il movimento operaio, minacciano una nuova onda d&rsquo;urto devastante contro le condizioni dei<br \/>\n<br \/>lavoratori.<br \/>\n<br \/>Lo smart working serve al padronato per risparmiare su mense e traspor, allungare l&rsquo;orario reale di<br \/>\n<br \/>lavoro di milioni di salaria, estendere nuove forme di lavoro a como, nel mentre sospinge<br \/>\n<br \/>l&rsquo;atomizzazione individuale e peggiora in parcolare la condizione delle lavoratrici, gravate dal direo<br \/>\n<br \/>sovrapporsi di lavoro salariato e di cura.<br \/>\n<br \/>Parallelamente la spietata compezione mondiale accelera ed estende l&rsquo;applicazione delle nuove<br \/>\n<br \/>tecnologie (intelligenza arficiale e roboca) nell&rsquo;industria, nella logisca, nei servizi, minacciando su<br \/>\n<br \/>scala mondiale decine di milioni di pos di lavoro (400 secondo le sme pi&ugrave; pessimische).<br \/>\n<br \/>I proge europei del Recovery Fund, nel mentre caricano sulle spalle dei salaria dei diversi paesi una<br \/>\n<br \/>nuova mole di debito pubblico, saranno in larga misura indirizza a supporto di queste nuove<br \/>\n<br \/>organizzazioni del lavoro.<br \/>\n<br \/>L&rsquo;Italia sar&agrave; in questo senso una linea di fronera: &egrave; necessario voltare pagina.<br \/>\n<br \/>La crisi capitalisca e sanitaria non la devono pagare i lavoratori, ma le classi capitalische, il progresso<br \/>\n<br \/>tecnologico non pu&ograve; e non deve essere scaricato sui salaria a vantaggio dei profi, il lavoro che c&rsquo;&egrave; va<br \/>\n<br \/>riparto fra tu perch&eacute; nessuno ne sia privato.<br \/>\n<br \/>Serve una riduzione generalizzata dell&rsquo;orario di lavoro a parit&agrave; di retribuzione.<br \/>\n<br \/>Nel nostro Paese, come noto, l&rsquo;orario semanale di lavoro, araverso le loe della met&agrave; degli anni 70, &egrave;<br \/>\n<br \/>passato dalle 48 alle 40 ore, e da allora, nonostante alcuni processi di riduzione contraata che lo hanno<br \/>\n<br \/>portato in determinate realt&agrave; aorno alle 38 ore, in gran parte subordinandolo a forme di marcata<br \/>\n<br \/>flessibilit&agrave;, sul piano generale nulla &egrave; cambiato.<br \/>\n<br \/>Serve affermare le 30 ore come orario massimo di lavoro semanale, il tema di una drasca riduzione<br \/>\n<br \/>dell&rsquo;orario di lavoro, sullo sfondo della grande crisi, sta riemergendo nel dibato pubblico su scala<br \/>\n<br \/>europea, nel sindacato metalmeccanico tedesco, in seori di sinistra della stessa socialdemocrazia,<br \/>\n<br \/>persino in ambien liberal progressis, ma spesso &egrave; una rivendicazione che viene distorta in chiave<br \/>\n<br \/>compromissoria alla ricerca di un benestare padronale (riduzioni corrisponden del salario, in parte<br \/>\n<br \/>compensate da integrazioni pubbliche, controparte in termini di produvit&agrave; ed organizzazione<br \/>\n<br \/>flessibile del lavoro).<br \/>\n<br \/>La nostra rivendicazione della riduzione drasca dell&rsquo;orario di lavoro non rispea le compabilit&agrave; del<br \/>\n<br \/>capitalismo in crisi, ma risponde unicamente all&rsquo;interesse generale del movimento operaio.<br \/>\n<br \/>Se la grande crisi e le nuove tecnologie abbaono il tempo di lavoro necessario, occorre una riparzione<br \/>\n<br \/>generale del lavoro tra occupa e disoccupa, con una drasca riduzione dell&rsquo;orario a parit&agrave; di<br \/>\n<br \/>retribuzione: trenta ore pagate quaranta.<br \/>\n<br \/>Questa rivendicazione pu&ograve; e deve assumere in prospeva una portata internazionale, innanzituo<br \/>\n<br \/>connentale, nella migliore tradizione del movimento dei lavoratori.<br \/>\n<br \/>Parallelamente vanno cancellate tue le leggi che hanno portato alla precarizzazione dei rappor di<br \/>\n<br \/>lavoro, serve riscrivere il dirio del lavoro affermando la centralit&agrave; del tempo indeterminato, cancellando<br \/>\n<br \/>la piaga dei contra a termine, del lavoro interinale o a chiamata.<br \/>\n<br \/>Va smantellato l&rsquo;auale sistema delle cooperave, quasi ovunque strumento di supersfruamento, ed i<br \/>\n<br \/>lavoratori delle stesse vanno internalizza, cos&igrave; come i lavoratori precari devono essere regolarizza.<br \/>\n<br \/>A pari lavoro pari diri di salario, malaa, ferie, diri contrauali in generale: questa rivendicazione<br \/>\n<br \/>non solo risponde ai bisogni elementari di milioni di giovani (e meno giovani) priva per anni e decenni<br \/>\n<br \/>della possibilit&agrave; di vivere dignitosamente, ma mira a unire aorno ad un comune interesse l&rsquo;intera<br \/>\n<br \/>classe dei lavoratori salaria, impedendo oltretuo che la drasca riduzione dell&rsquo;orario di lavoro possa<br \/>\n<br \/>essere aggirata col ricorso al lavoro irregolare, privo di tutele.<br \/>\n<br \/>Inoltre &egrave; necessario rivendicare un grande piano di nuova occupazione per opere sociali di pubblica<br \/>\n<br \/>ulit&agrave;: ad esempio riasseo idrogeologico del territorio, recupero, bonifica e valorizzazione del<br \/>\n<br \/>patrimonio edilizio e culturale esistente, ricostruzione della rete di presidi sanitari territoriali,<br \/>\n<br \/>risanamento del patrimonio edilizio scolasco, riparazione e potenziamento della rete infrastruurale,<br \/>\n<br \/>estensione capillare degli asili nido, sviluppo del trasporto pubblico, urbano e ferroviario, etc.<br \/>\n<br \/>Questo piano di opere sociali risponde a necessit&agrave; fondamentali, tanto pi&ugrave; importan nel periodo della<br \/>\n<br \/>pandemia, a parre dalle condizioni del Meridione e delle Isole.<br \/>\n<br \/>Esso potrebbe dare lavoro stabile a milioni di disoccupa, italiani e\/o migran.<br \/>\n<br \/>Si traa di organizzare territorio per territorio una ricognizione capillare delle opere sociali necessarie, a<br \/>\n<br \/>parre dai seori saccheggia negli ulmi 30 dai tagli del capitale finanziario e di ricomporre aorno ad<br \/>\n<br \/>essi una nuova leva del lavoro, riprisnando il collocamento pubblico.<br \/>\n<br \/>Lavorare meno e lavorare tu, meglio, &egrave; possibile oltre che necessario!<\/p>\n<p>Per la nazionalizzazione delle aziende che licenziano, delocalizzano, inquinano.<\/p>\n<p>La riparzione generale del lavoro esistente &egrave; inseparabile dalla difesa dei pos di lavoro dentro i<br \/>\n<br \/>processi di ristruurazione e di crisi, al di l&agrave; dell&rsquo;auale blocco dei licenziamen.<br \/>\n<br \/>Da anni media e padroni sono riusci a far prevalere l&rsquo;idea che il pubblico sia incapace di gesre<br \/>\n<br \/>l&rsquo;economia e che solo i priva possano garanre lavoro e sviluppo, cos&igrave; sono sta svendu ai capitalis<br \/>\n<br \/>seori enormi dell&rsquo;economia e sono sta regala a loro decine di miliardi di euro con connui<br \/>\n<br \/>finanziamen, sgravi fiscali e contribuvi, sostenendo che cos&igrave; si sarebbe creata nuova occupazione:<br \/>\n<br \/>niente di pi&ugrave; falso.<br \/>\n<br \/>Il risultato sono tre milioni di disoccupa, altri tre milioni che hanno rinunciato anche solo a cercare un<br \/>\n<br \/>lavoro che non si trova, la precariet&agrave; dilagante e connue ristruurazioni industriali che buano per<br \/>\n<br \/>strada cennaia di migliaia di lavoratori rubando il futuro alle loro famiglie, ed &egrave; solo l&rsquo;anpasto di ci&ograve;<br \/>\n<br \/>che si va preparando quando cesser&agrave; il blocco dei licenziamen (l&rsquo;annuncio di un milione di licenziamen<br \/>\n<br \/>da parte di Carlo Bonomi &egrave; la sma ufficiale della valanga in arrivo).<br \/>\n<br \/>Oggi, con la nuova grande crisi capitalisca innescata dal Covid, i par di governo, che sino a ieri<br \/>\n<br \/>teorizzavano il liberismo, mimano forme diverse di intervento pubblico nell&rsquo;economia, anche araverso<br \/>\n<br \/>le partecipazioni azionarie della Cassa Deposi e Pres o di Invitalia, ma &egrave; solo una operazione di<br \/>\n<br \/>socializzazione delle perdite: lo Stato entra con proprie &ldquo;partecipate&rdquo; per risanare l&rsquo;azienda, sorreggere<br \/>\n<br \/>gli azionis priva, vendere infine a nuovi acquiren il proprio paccheo azionario.<br \/>\n<br \/>Per il futuro dei lavoratori non cambia nulla, infa, per rendere appebile la &ldquo;nuova&rdquo; azienda agli occhi<br \/>\n<br \/>del mercato, l&rsquo;azionista pubblico alleggerisce pos di lavoro e diri esaamente come gli azionis<br \/>\n<br \/>priva (gi&agrave; peraltro beneficia da 67 miliardi di erogazioni pubbliche, diree o indiree, nel solo 2020, e<br \/>\n<br \/>in aesa di un&rsquo;altra pioggia di sostegni assistenziali da parte dell&rsquo;Unione Europea per gli anni che<br \/>\n<br \/>verranno).<br \/>\n<br \/>E&rsquo; inacceabile che cennaia di migliaia di lavoratori siano in balia di azionis senza scrupoli, interessa<br \/>\n<br \/>esclusivamente alla massimizzazione del profio, che ogni passaggio di propriet&agrave; compor la riduzione<br \/>\n<br \/>dei pos di lavoro, che la forza lavoro sia ridoa a merce che si compra e si gea a seconda delle<br \/>\n<br \/>dinamiche di mercato.<br \/>\n<br \/>Cos&igrave; come &egrave; assurdo che al profio sia consento non solo di sfruare il lavoro ma anche di colpire la<br \/>\n<br \/>salute e la vita stessa dei lavoratori, come ha mostrato tragicamente l&rsquo;intera esperienza Covid.<br \/>\n<br \/>&Egrave; inacceabile che le aziende possano devastare l&rsquo;ambiente e poi cavarsela come nulla fosse, ma &egrave;<br \/>\n<br \/>anche perdente, dal punto di vista sindacale, credere di poter difendere i pos di lavoro fabbrica per<br \/>\n<br \/>fabbrica, senza un movimento di loa unitario di tu i lavoratori, del tuo falso ed illusorio l&rsquo;obievo<br \/>\n<br \/>e la speranza dell&rsquo;arrivo di un nuovo padrone, presunto salvatore, poich&eacute; se questo arriva, si prende<br \/>\n<br \/>tecnologie e marchi, promee e se ne va, qualche volta, al massimo, ulizza per un breve periodo una<br \/>\n<br \/>piccola parte della manodopera in condizioni di maggiore sfruamento.<br \/>\n<br \/>Per i dipenden di queste aziende prima c&rsquo;&egrave; il calvario di una cassa integrazione (ormai drascamente<br \/>\n<br \/>ridoa nella durata dalle norme del Jobs Act) e poi il precipizio nel misero sussidio di disoccupazione,<br \/>\n<br \/>anch&rsquo;esso ridoo all&rsquo;osso.<br \/>\n<br \/>I casi Whirpool, Ilva, Embraco, Bekaert, Mercatone Uno, Conad, Alitalia, Unicredit, Autostrade per<br \/>\n<br \/>l&rsquo;Italia, sono tu, in forme diverse, scandali sociali inacceabili, e con essi cennaia e migliaia di altre<br \/>\n<br \/>aziende e vertenze.<br \/>\n<br \/>&Egrave; necessaria una svolta: se un&rsquo;azienda licenzia va nazionalizzata, a tutela del lavoro, se inquina, la<br \/>\n<br \/>nazionalizzazione &egrave; la premessa di una riconversione della produzione e del risanamento dell&rsquo;ambiente,<br \/>\n<br \/>a tutela sia del lavoro che della salute, se il concessionario sacrifica la sicurezza in nome del profio, la<br \/>\n<br \/>concessione va rirata e la gesone va nazionalizzata.<br \/>\n<br \/>In tu i casi la nazionalizzazione deve avvenire soo il controllo dei lavoratori stessi e non c&rsquo;&egrave; bisogno di<br \/>\n<br \/>alcun indennizzo per i grandi azionis dopo tu i miliardi che hanno ricevuto gratuitamente dallo Stato,<br \/>\n<br \/>cio&egrave; dalle tasse dei lavoratori: tale rivendicazione ha una valenza internazionale, non a caso &egrave; una<br \/>\n<br \/>rivendicazione avanzata da seori di avanguardia della classe lavoratrice in diversi paesi, anche in<br \/>\n<br \/>Europa (Francia, Germania, Spagna).<br \/>\n<br \/>Il primo passo per costruire una risposta della classe lavoratrice &egrave; una grande assemblea dei delega dei<br \/>\n<br \/>lavoratori di tue le aziende che sono coinvolte nei processi di ristruurazione, di licenziamento e di<br \/>\n<br \/>chiusura per decidere un percorso di mobilitazione comune e definire una piaaforma rivendicava che<br \/>\n<br \/>difenda tu i pos di lavoro.<br \/>\n<br \/>I nuovi grandi processi di ristruurazione sospin dalla recessione mondiale e finanzia dai fondi<br \/>\n<br \/>europei (Recovery Fund) colpiranno innanzituo il lavoro: ben 45 milioni di salaria europei, oggi<br \/>\n<br \/>sostenu da forme diverse di cassa integrazione, sono minaccia di licenziamento con l&rsquo;esaurimento di<br \/>\n<br \/>questa.<br \/>\n<br \/>Le grandi aziende mulnazionali del connente, pur se nutrite di soldi pubblici, saranno alla testa<br \/>\n<br \/>dell&rsquo;offensiva europea contro il lavoro, la rivendicazione della loro nazionalizzazione pu&ograve; favorire<br \/>\n<br \/>un&rsquo;azione internazionale del movimento operaio europeo, anche sul terreno sindacale.<\/p>\n<p>Per una patrimoniale ordinaria e straordinaria.<\/p>\n<p>Il sistema fiscale in Italia, e non solo, connua a gravare in larga misura sul lavoro dipendente e sui<br \/>\n<br \/>pensiona, che insieme reggono sulle proprie spalle l&rsquo;80% del carico delle tasse.<br \/>\n<br \/>Negli ulmi quarant&rsquo;anni, in parcolare, si sono ridoe vercalmente le aliquote massime sui reddi<br \/>\n<br \/>al (dal 72% al 43%) e il tasso di progressivit&agrave; del prelievo fiscale, a tuo danno dei lavoratori.<br \/>\n<br \/>Parallelamente si sono abbaute le imposte sui profi: l&rsquo;Ires &egrave; passata dal 34,5% del 2006 al 22% di<br \/>\n<br \/>oggi ed &egrave; prossima a una riduzione ulteriore, l&rsquo;Irap &egrave; stata dimezzata con l&rsquo;obievo esplicito di<br \/>\n<br \/>cancellarla su direa pressione di Confindustria.<br \/>\n<br \/>Non si traa di una tendenza esclusivamente nazionale, poich&eacute; nel quadro della grande crisi<br \/>\n<br \/>capitalisca la riduzione della tassazione sul capitale &egrave; una delle voci della compezione mondiale,<br \/>\n<br \/>anche all&rsquo;interno della &ldquo;fraterna&rdquo; Unione Europea, uno degli strumen prescel per contendersi gli<br \/>\n<br \/>invesmen esteri e contrastare la diminuzione del saggio di profio.<br \/>\n<br \/>Questa situazione generale, in Italia, &egrave; ulteriormente aggravata dall&rsquo;assenza di una vera patrimoniale<br \/>\n<br \/>sulle ricchezze, cio&egrave; sui grandi patrimoni mobiliari e immobiliari, che ammontano complessivamente a<br \/>\n<br \/>10.000 miliardi.<br \/>\n<br \/>Tu i da disponibili ci parlano della sua concentrazione piramidale nelle mani di una piccola<br \/>\n<br \/>minoranza della societ&agrave;: la distribuzione del patrimonio &egrave; ancor pi&ugrave; diseguale della distribuzione del<br \/>\n<br \/>reddito.<br \/>\n<br \/>Le poche tasse patrimoniali esisten, come quelle sulle abitazioni (Ici poi Imu) sono state soppresse sulla<br \/>\n<br \/>prima casa indipendentemente dal valore della stessa, e dunque a vantaggio dei ricchi, ed enormi<br \/>\n<br \/>concentrazioni proprietarie immobiliari sfuggono al censimento e al fisco.<br \/>\n<br \/>La ricchezza finanziaria varca frequentemente i confini grazie ad operazioni bancarie, nel quadro della<br \/>\n<br \/>libera circolazione dei capitali, per lo pi&ugrave; rifugiandosi nei mille paradisi fiscali disponibili nella stessa<br \/>\n<br \/>Europa (Olanda, Gran Bretagna, Lussemburgo in primis): il caso FCA &egrave; al riguardo un caso di scuola.<br \/>\n<br \/>Peraltro i diversi sistemi di evasione fiscale prevenva sono terreno di pascolo di tan studi legali al<br \/>\n<br \/>servizio di grandi aziende e speculatori: ad esempio gli invesmen nei beni rifugio, come tali immuni<br \/>\n<br \/>dal fisco (oro, diaman, orologi, automobili, etc.) sono una delle diverse forme dell&rsquo;evasione capitalisca<br \/>\n<br \/>del patrimonio, cui si aggiunge l&rsquo;evasione fiscale illegale legata al supersfruamento del lavoro nero<br \/>\n<br \/>(spesso immigrato), parcolarmente concentrata nell&rsquo;edilizia, nel commercio, nell&rsquo;agricoltura, nonch&eacute;<br \/>\n<br \/>quella legata al capitalismo criminale e\/o usuraio oggi gonfiato ulteriormente dalla crisi in corso.<br \/>\n<br \/>Infine le enormi propriet&agrave; immobiliari della Chiesa, che godono com&rsquo;&egrave; noto di un traamento fiscale<br \/>\n<br \/>che definire &ldquo;privilegiato&rdquo; &egrave; puro eufemismo.<br \/>\n<br \/>La risultante di tu ques processi &egrave;:<br \/>\n<br \/>1) La crescita dell&rsquo;indebitamento pubblico dello Stato col capitale finanziario ( ci&ograve; che non entra dal<br \/>\n<br \/>fisco lo prendi a presto dalle banche, innanzituo italiane) col relavo pagamento medio di 60\/80<br \/>\n<br \/>miliardi di soli interessi in un anno, ed il nuovo indebitamento europeo (Recovery Fund e Mes)<br \/>\n<br \/>seguono, in forme diverse, la stessa logica.<br \/>\n<br \/>2) Il taglio dello stato sociale (pensioni, sanit&agrave; e scuola pubblica innanzituo) con le conseguenze<br \/>\n<br \/>tragiche che ne conseguono (privazzazione crescente delle prestazioni, sostuzione del welfare<br \/>\n<br \/>universale con quello aziendale, aumento dei cos per prestazioni sempre pi&ugrave; degradate, blocco dei<br \/>\n<br \/>contra nel pubblico impiego, etc.).<br \/>\n<br \/>Questa situazione complessiva &egrave; intollerabile.<br \/>\n<br \/>Occorre baersi per la progressivit&agrave; del sistema fiscale in generale, reddi inclusi, abolendo le flat tax<br \/>\n<br \/>oggi esisten, perch&eacute; non ha alcun senso che la tassa sui profi (Ires) o quella sulle rendite finanziarie,<br \/>\n<br \/>sia la stessa per chi incassa dividendi di borsa miliardari e chi incassa diecimila euro.<br \/>\n<br \/>Occorre baersi per una patrimoniale progressiva sulle grandi ricchezze immobiliari e finanziarie, una<br \/>\n<br \/>patrimoniale ordinaria sopra un milione di patrimonio familiare, una patrimoniale straordinaria sui<br \/>\n<br \/>grandi patrimoni superiori ai cinque milioni.<br \/>\n<br \/>La sola patrimoniale straordinaria di un 10% sui grandi patrimoni libererebbe almeno 400 miliardi da<br \/>\n<br \/>invesre nella sanit&agrave; (il solo adeguamento delle terapie intensive, ossia mezzi, personale, locali,<br \/>\n<br \/>richiederebbe una spesa di quasi 13 miliardi) nell&rsquo;istruzione ( secondo i da della fondazione Agnelli e<br \/>\n<br \/>dell&rsquo;Associazione Nazionale Presidi il solo risanamento edilizio e sismico degli edifici scolasci<br \/>\n<br \/>richiederebbe l&rsquo;invesmento di 250 miliardi) ossia verso invesmen necessari ed urgen.<br \/>\n<br \/>Queste spese non debbono essere caricate sul debito pubblico e messe sul conto dei salaria, possono<br \/>\n<br \/>e debbono essere sostenute in forma progressiva solo a parre da una vera patrimoniale sulle grandi<br \/>\n<br \/>fortune.<\/p>\n<p>Coordinamento nazionale delle sinistre di opposizione<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;intreccio fra crisi sanitaria, crisi economica, crisi sociale, alza obievamente il livello dello scontro di classe anche in Italia. 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