{"id":67659,"date":"2021-04-10T00:00:00","date_gmt":"2021-04-10T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2021\/04\/10\/la-centralit-della-questione-di-classe-nella-lotta-per-i-diritti-civili\/"},"modified":"2021-04-10T00:00:00","modified_gmt":"2021-04-10T00:00:00","slug":"la-centralit-della-questione-di-classe-nella-lotta-per-i-diritti-civili","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2021\/04\/10\/la-centralit-della-questione-di-classe-nella-lotta-per-i-diritti-civili\/","title":{"rendered":"La centralit&agrave; della questione di classe nella lotta per i diritti civili"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/5785_zurlo.jpg\" alt=\"5785_zurlo.jpg\" \/><br \/>\n<br \/>La comunit&agrave; LGBTQIA+ sta lentamente ottenendo la visibilit&agrave; che merita dopo secoli di invisibilit&agrave;. Negli ultimi decenni i movimenti per i diritti civili stanno conquistando sempre pi&ugrave; terreno e il numero delle conquiste e delle rivendicazioni cresce di anno in anno. La pandemia da Covid-19 ha segnato un brusco arresto di questo processo mettendo in luce le contraddizioni del sistema esistente, le aporie del movimento LGBTQIA+ e mostrando la fragilit&agrave; di gran parte dei risultati ottenuti fino ad ora. In Italia, il pi&ugrave; arretrato dei paesi dell&rsquo;Europa Occidentale sulla questione, la situazione dopo un intero anno di emergenza sembra essersi ulteriormente aggravata. Basta dare uno sguardo a qualche dato ufficiale per notare la gravit&agrave; della situazione.<\/p>\n<p>Nel 2020 ILGA Europe (International Lesbian and Gay Association Europe, NdA) segnala 138 crimini dettati da odio omobitransfobico avvenuti in Italia tra cui alcuni omicidi. Dato inquietante e purtroppo parziale visto che la maggior parte degli atti violenti e discriminatori avviene lontano dagli occhi e dalle orecchie di eventuali testimoni (soprattutto in ambiente domestico) e che la maggior parte delle vittime di violenza o discriminazione non denuncia i fatti alle associazioni LGBTQIA+ e tantomeno alle autorit&agrave; (i dati OSCAD disponibili per il 2019 riportano 107 casi, nello stesso anno ILGA Europe ne segnalava ben 187!). <\/p>\n<p>Soltanto nel periodo compreso tra febbraio e oggi sono state segnalate (soprattutto dalle associazioni LGBTQIA+ o dalle vittime stesse) almeno sette casi tra aggressioni fisiche, aggressioni verbali e altri atti determinati da odio omobitransfobico. La lista effettiva dei casi avvenuti dall&rsquo;inizio dell&rsquo;anno &egrave; probabilmente pi&ugrave; lunga. <\/p>\n<p>Passando velocemente in rassegna i fatti ci troviamo davanti un quadro desolante.<br \/>\n<br \/>Il 31 gennaio a Inverigo (Como) un gruppo di quindici ragazzi prende di mira un ragazzo omosessuale prima insultandolo e poi cercando di colpirlo a sassate.<br \/>\n<br \/>Il 26 febbraio alla stazione di Valle Aurelia a Roma l&rsquo;attivista di GayNet Jean Pierre Moreno, omosessuale e rifugiato LGBT di origine nicaraguense, e Alfredo Zenobio sono stati prima insultati e poi aggrediti fisicamente da un uomo dopo essersi baciati sulla banchina. Fortunatamente l&rsquo;attivista ha saputo reagire prontamente, difendendo se stesso e il partner e costringendo l&rsquo;aggressore a dileguarsi. Il video dell&rsquo;attacco, girato da un amico della coppia, &egrave; diventato virale e ha destato anche l&rsquo;attenzione della leader di Fratelli d&rsquo;Italia Giorgia Meloni che ha espresso una inaspettata quanto ipocrita condanna dell&rsquo;aggressione omofoba.<br \/>\n<br \/>Il 2 marzo a Brugherio (Monza e Brianza) l&rsquo;auto di Danilo Tota, organizzatore di eventi dichiaratamente omosessuale, viene ricoperta di sputi da un gruppo di ragazzi che poco prima aveva insultato ripetutamente il proprietario con epiteti omofobi.<br \/>\n<br \/>Il 14 marzo in un parco di Vicenza si consuma un vero e proprio atto di squadrismo omofobico. Il giovanissimo XXX XXX, studente medio e promessa del pattinaggio artistico nazionale, viene adescato da un coetaneo su Instagram e finisce vittima di un pestaggio (dodici contro uno) che fortunatamente non ha avuto conseguenze gravi.<br \/>\n<br \/>Il 18 marzo a Catania un controllo di polizia nei confronti di una sex worker trans di origine ecuadoregna diventa una mattanza con fermi arbitrari e manganellate (anche tra i passanti e gli abitanti del quartiere) oltre alla perquisizione non autorizzata in casa della sex worker durante la quale la madre di lei &egrave; oggetto di botte, minacce e insulti da parte degli agenti. La sex worker, che portava segni di percosse in viso e sul corpo, &egrave; stata condannata all&rsquo;obbligo di firma in direttissima per oltraggio, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale. Le associazioni locali denunciano la pi&ugrave; completa sospensione dei diritti democratici e la totale gratuit&agrave; e inutilit&agrave; della violenza poliziesca. Ovviamente la versione dei fatti narrata dalle vittime e dai testimoni &egrave; stata prontamente negata dal segretario provinciale del Sindacato Italiano Appartenenti Polizia (SIAP) e dai rappresentanti locali del Coordinamento per l&rsquo;Indipendenza Sindacale delle Forze di Polizia (COISP) che parlano invece di agenti aggrediti dalla sex worker e da sua madre (come risulterebbe nel rapporto dell&rsquo;operazione) e della necessit&agrave; del pugno duro per scongiurare una situazione di pericolo per i colleghi.<br \/>\n<br \/>Il 24 marzo in un parco di Voghera (Pavia) una giovane coppia lesbica viene aggredita verbalmente da una coppia di genitori per un bacio a stampo scambiato a poca distanza dall&rsquo;area giochi del parco. La prontezza di spirito delle ragazze riesce rapidamente ad indurre gli aggressori a ripiegare. Il 26 marzo ad Asti * youtuber e influencer Cruella viene aggredit* verbalmente, mentre siede sull&rsquo;altalena di un parco, da un uomo che * apostrofa violentemente e * costringe ad allontanarsi dall&rsquo;area accampando come scusa la presenza di alcuni bambini. Pi&ugrave; di qualcuno ha giustificato l&rsquo;azione dell&rsquo;uomo perch&eacute;, citando testualmente uno dei tanti commenti sui social, &ldquo;le altalene sono solo per i bambini&rdquo;.<br \/>\n<br \/>Nella notte tra il 27 e il 28 marzo l&rsquo;automobile di un ragazzo omosessuale di Perugia &egrave; stata danneggiata da ignoti che hanno rigato le fiancate del mezzo e inciso la frase &ldquo;sono gay&rdquo; sul cofano. <\/p>\n<p>Come se non bastasse in molte citt&agrave;, gi&agrave; dall&rsquo;estate 2020, vengono proposte mozioni contro l&rsquo;approvazione del DDL Zan &ndash; gi&agrave; approvato dalla Camera dei Deputati il 4 novembre 2020 con 265 favorevoli e 193 contrari; mossa preventiva messa in campo da Lega-FdI-FI contro una legge che rappresenta un ben misero avanzamento nella tutela e nel riconoscimento delle persone discriminate a causa del loro orientamento sessuale e della loro identit&agrave; ed espressione di genere. Tra le citt&agrave; che hanno approvato tali mozioni troviamo Pisa, Crotone, Potenza, Monfalcone (EDR di Gorizia) e Ladispoli (Roma Capitale). In questo campo la regione pi&ugrave; attiva sembra essere il Veneto: Verona &egrave; stata tra le prime ad approvare la mozione e ad oggi nella regione sono molti i comuni e le citt&agrave; ad aderire all&rsquo;iniziativa reazionaria (ultimi in ordine cronologico Bassano del Grappa nel vicentino e Fontaniva nel padovano). Nel frattempo la proposta di legge (definita &ldquo;liberticida&rdquo; dai suoi oppositori) subisce l&rsquo;ostruzionismo del senatore Andrea Ostellari (Lega), presidente della Commissione Giustizia del Senato della Repubblica, che la ritiene &ldquo;divisiva&rdquo; ed &egrave; arrivato a proporre come possibile relatore il &ldquo;compagno&rdquo; di partito Simone Pillon, noto omofobo e misogino. Le dichiarazioni di Ostellari hanno causato un acceso scontro mediatico tra le forze politiche e sociali favorevoli all&rsquo;approvazione della legge e le altre forze in seno al governo. <\/p>\n<p>Tutto questo accade negli stessi giorni (notizia del 16 marzo) in cui una certa fetta del movimento LGBTQIA+ (e anche del movimento femminista) giubila perch&eacute; Amazon ha rimosso dalla sua offerta tutti i libri che descrivono la condizione delle persone trans come patologica. Questa notizia &egrave; arrivata ad eclissare in parte l&rsquo;annuncio del primo sciopero nazionale di Amazon, lanciato dai sindacati confederali, contro le condizioni di lavoro servili e le nuove richieste dell&rsquo;azienda del miliardario Bezos e di Assoespressi per il rinnovo del CCNL della logistica. <\/p>\n<p>Niente di sorprendente, purtroppo. Da un lato il capitalismo affonda le sue radici nel pieno dominio dei corpi &ndash; per fini produttivi e riproduttivi &ndash; e utilizza a questo scopo mezzi patriarcali, eteronormativi e binari che &ndash; apparsi contemporaneamente con la propriet&agrave; privata &ndash; avevano permesso di stabilire come uniche forme &ldquo;naturali&rdquo; il dominio del maschile sul femminile e la famiglia come unit&agrave; sociale e produttiva minima con la &ldquo;logica&rdquo; conseguenza di elevare al grado di dogma il binarismo di genere e l&rsquo;eterosessualit&agrave;. Ci&ograve; comporta un controllo serrato nei riguardi della sessualit&agrave; dei soggetti e legittima la negazione e la repressione di ogni soggettivit&agrave; non conforme al modello prestabilito.<\/p>\n<p>Questo conduce ad un&rsquo;unica ovvia conclusione. L&rsquo;omo-lesbo-bi-transfobia, la misoginia, il sessismo, l&rsquo;abilismo, la xenofobia e il razzismo non sono &ndash; come sostiene qualcuno &ndash; errori, sbavature o note stonate, causate da improvvise ricadute nell&rsquo;incivilt&agrave; e nell&rsquo;ignoranza, all&rsquo;interno della perfetta partitura del capitalismo e dello stato di diritto liberale. Sono, invece, la pi&ugrave; chiara ed elementare conseguenza di un sistema di relazioni sociali basato sulla propriet&agrave; privata dei mezzi di produzione e sullo sfruttamento di esseri umani e risorse, ovvero una delle caratteristiche strutturali del capitalismo. <\/p>\n<p>La repressione dell&rsquo;alterit&agrave; pu&ograve; assumere forme molteplici come ci raccontano gli esempi tratti dalla cronaca. Tutte sono correlate con l&rsquo;attuale sistema di sfruttamento e con le sue componenti culturali ed educative. La societ&agrave; capitalista ed eteropatriarcale ha praticamente naturalizzato costruzioni sociali e culturali astratte conformi alle necessit&agrave; del pensiero e del potere borghese dando loro una materialit&agrave; granitica e una valenza univoca e universalistica sulla base della quale ogni soggetto viene educato e abituato ad intendere l&rsquo;attuale sistema delle oppressioni di classe e di genere come &ldquo;normale&rdquo; e moralmente &ldquo;giusto&rdquo;. Tra le conseguenze di questa egemonia vi &egrave; il compimento e la giustificazione di atti repressivi individuali o collettivi contro coloro che vengono percepiti o agiscono come &ldquo;fuori norma&rdquo;. La diffusione di idee propriamente dette reazionarie &ndash; cio&egrave; che accettano, introiettano e condividono l&rsquo;odierno sistema di dominio e oppressione e sono disposti ad agire per difenderlo e sostenerlo &ndash; soprattutto tra le soggettivit&agrave; oppresse &egrave; una delle armi pi&ugrave; potenti (ed imprevedibili) a disposizione della borghesia per conservare il potere. Nei fatti il sistema capitalista ed eteropatriarcale &egrave; sempre il mandante unico e il principale protettore de* autor* di queste azioni anche quando, per mezzo delle sue istituzioni, se ne dissocia o punisce le condotte ritenute &ldquo;eccessive&rdquo;, cio&egrave; quelle che rischiano di compromettere l&rsquo;equilibrio delle forze in campo causando la rottura dello status quo precedente ai fatti. <\/p>\n<p>Dall&rsquo;altro lato il capitalismo stesso riconosce la necessit&agrave; di preservare condizioni favorevoli alla propria sopravvivenza e riesce a vedere il potenziale economico che pu&ograve; derivare dalla normalizzazione e dal recupero di istanze progressive o di movimenti ed individui precedentemente esclusi e oppressi dalle logiche di mercato e perci&ograve; potenzialmente pericolosi. L&rsquo;emergere, a seguito di lunghi cicli di lotte, di numerose soggettivit&agrave; fino a prima completamente emarginate per motivi razziali, sessuali e omobitransfobici ha portato allo sviluppo di precise agende istituzionali atte a ricondurre &ndash; con la collaborazione di determinati settori dei movimenti &ndash; alla completa compatibilit&agrave; tra le richieste delle soggettivit&agrave; in ascesa e il regime classista e borghese. <\/p>\n<p>Ma non &egrave; necessario essere de* marxist* rivoluzionar* per notare che le condizioni di vita delle minoranze oppresse non possono realmente cambiare attraverso il dibattimento parlamentare, l&rsquo;inclusivit&agrave; delle istituzioni (le stesse che poi arrestano, picchiano, minacciano e uccidono ad ogni pi&egrave; sospinto), il cosiddetto &ldquo;empowerment&rdquo; de* lavorator* nelle aziende private e qualche moderata e parziale concessione di diritti (quali possono essere, per rimanere in Italia, il DDL Cirinn&agrave; o il DDL Zan). <\/p>\n<p>Infatti noi ci manteniamo equamente lontani dalle pericolose sirene del riformismo e del liberalismo &#8211; che tentano di mantenere un&rsquo;aura di rispettabilit&agrave; con vuote promesse e piccole riforme dell&rsquo;assetto giuridico mentre sono complici e artefici dello sfruttamento e dell&rsquo;impoverimento che colpisce equamente tutt* * sfruttat*. Ovviamente con questo non intendiamo sposare la tesi &ndash; tanto amata in alcuni partiti e movimenti sedicenti comunisti e marxisti &ndash; di una contrapposizione tra diritti civili e diritti sociali, dell&rsquo;inconciliabilit&agrave; tra una sinistra &ldquo;fucsia&rdquo; o &ldquo;arcobaleno&rdquo; e una &ldquo;vera&rdquo; sinistra fatta di operai maschi, bianchi e eterosessuali. Pertanto rigettiamo l&rsquo;ipocrisia riduzionistica dello stalinismo che dimostra su questi temi la propria natura controrivoluzionaria con una purezza a dir poco cristallina. <\/p>\n<p>Siamo ben consapevoli di come le lotte per l&rsquo;acquisizione di diritti democratici (siano essi sociali o civili non &egrave; discriminante) siano momenti fondamentali per l&rsquo;avanzamento del livello di consapevolezza delle soggettivit&agrave; sfruttate ed oppresse, ma esse non devono essere il fine ultimo, bens&igrave; una fase intermedia utile ad ottenere maggiore visibilit&agrave; e maggiore concentrazione attorno alle parole d&rsquo;ordine della rivoluzione sociale e della liberazione di tali soggettivit&agrave;. <\/p>\n<p>Questo non perch&eacute; riteniamo esista una sola ed unica forma d&rsquo;oppressione uguale per tutt* * oppress* in ogni angolo del mondo, in ogni epoca e in ogni cultura. Siamo assolutamente consapevoli della natura molteplice, intersecante e differenziata delle forme d&rsquo;oppressione e della loro tendenza ad evolversi nel corso del tempo e a cambiare nello spazio. Per&ograve;, correndo il rischio di ripetere quanto abbiamo gi&agrave; detto in precedenza, riconosciamo la natura singolare della causa delle varie forme d&rsquo;oppressione, ovvero il modo in cui esse sono state foggiate nel processo di sfruttamento e divisione storica del lavoro salariato per ottenere plusvalore. Questo non significa appunto ridurre tutto al &ldquo;classismo&rdquo; negando l&rsquo;importanza (o l&rsquo;esistenza) di altre forme d&rsquo;oppressione, ma prendere atto del fatto che &#8211; in una societ&agrave; fondata sull&rsquo;accumulo di capitale e sulla divisione in classi &ndash; la questione di classe &egrave; inevitabilmente centrale e svolge un ruolo niente affatto trascurabile nelle battaglie per i diritti civili.  <\/p>\n<p>L&rsquo;ingresso sulla scena sociale di larghe fette di popolazione prima invisibili ha portato anche alla nascita di fenomeni di marketing &ndash; per ricollegarci al nostro tema intendiamo <em>pinkwashing<\/em> e <em>rainbow washing<\/em> &ndash; attraverso i quali il mercato trasforma le nuove soggettivit&agrave; entrate in scena in pletore di nuov* sfruttat* e di nuov* consumator* potenziali, spesso appropriandosi di parole d&rsquo;ordine progressive o di atti dichiaratamente ribelli per farne innocui slogan pubblicitari o semplici prodotti. In anni recenti, in tutto il mondo, il fenomeno ha assunto una rilevanza molto ampia ottenendo anche l&rsquo;attenzione del mondo accademico e causando frizioni all&rsquo;interno dei movimenti LGBTQIA+ e femminista (e anche negli universi variegati dell&rsquo;antirazzismo e dell&rsquo;ambientalismo) tra coloro che guardano favorevolmente a tali iniziative in quanto cenni di progresso (&ldquo;per i liberali la libert&agrave; &egrave; in ultima analisi la stessa cosa che il mercato&rdquo;, per citare Trotsky)  e coloro che, con la giusta dose di disincanto, denunciano l&rsquo;incoerenza e l&rsquo;insignificanza di tali iniziative, smascherandone la natura esclusivamente consumistica e mettendo in luce come molte delle aziende impegnate in queste manovre siano anche le prime in fatto di sfruttamento, repressione sindacale, sospensione dei diritti de* lavorator* e spesso anche in discriminazione (!), inquinamento e estrattivismo (con buona pace delle dichiarazioni dei loro uffici di pubbliche relazioni, dei loro agenti pubblicitari e dei governi da cui ricevono supporto). <\/p>\n<p>Ad oggi, purtroppo, non &egrave; ancora giunto il momento di fare un bilancio definitivo di questo periodo straordinario e risulta molto difficile delineare con chiarezza gli scenari che affronteremo nei prossimi mesi. Non possiamo esimerci dall&rsquo;esporre comunque la necessit&agrave; di sostenere con tutti i mezzi a nostra disposizione la comunit&agrave; e il movimento LGBTQIA+ nelle sue lotte coerentemente con il nostro impegno anticapitalista e rivoluzionario. Dobbiamo altres&igrave; contribuire a portare ad un nuovo livello la conflittualit&agrave; del movimento stesso contribuendo a riportare al suo interno la centralit&agrave; delle istanze anticapitaliste e anticlericali, spingendo per la fine dei compromessi con la borghesia e i suoi partiti (come il PD) e di una nuova unit&agrave; tra tutti i movimenti per i diritti civili e il movimento operaio. Solo cos&igrave;, infatti, &egrave; possibile arrivare  all&rsquo;unica vera forma di liberazione da ogni tipo di oppressione e sfruttamento, cio&egrave; quella che passa per l&rsquo;abbattimento del capitalismo e l&rsquo;instaurazione del governo de* lavorator* e di tutt* * oppress*.<\/p>\n<p>Achlys Nakta<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La comunit&agrave; LGBTQIA+ sta lentamente ottenendo la visibilit&agrave; che merita dopo secoli di invisibilit&agrave;. 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