{"id":67661,"date":"2021-04-14T00:00:00","date_gmt":"2021-04-14T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2021\/04\/14\/contro-la-repressione-solidariet-di-classe\/"},"modified":"2021-04-14T00:00:00","modified_gmt":"2021-04-14T00:00:00","slug":"contro-la-repressione-solidariet-di-classe","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2021\/04\/14\/contro-la-repressione-solidariet-di-classe\/","title":{"rendered":"Contro la repressione solidariet&agrave; di classe"},"content":{"rendered":"<p>ArcelorMittal, Fedex, Texprint, portuali di Genova&#8230; si moltiplicano le misure repressive padronali e giudiziarie. &Egrave; necessario un fronte comune contro il nemico comune<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/5786_arce.jpg\" alt=\"5786_arce.jpg\" \/><br \/>\n<br \/>Il licenziamento da parte di ArcelorMittal di un lavoratore di USB responsabile di aver pubblicato un post su Facebook che invitava a seguire la fiction sull&#8217;inquinamento a Taranto &egrave; un atto inqualificabile e infame. Un atto di vera e propria cancellazione della libert&agrave; di opinione di un operaio, in aperta violazione di ogni diritto costituzionale. La &ldquo;giusta causa&rdquo; evocata dall&#8217;azienda al riguardo significa solo che l&#8217;azienda pretende mano libera e impunit&agrave; per qualsiasi abuso sui propri dipendenti, gi&agrave; colpiti all&#8217;interno della fabbrica da un clima di intimidazioni, punizioni, terrore. Che si aggiunge alle minacce ai posti di lavoro e alla salute degli operai.<\/p>\n<p>Il caso Mittal tuttavia non &egrave; solo. A Piacenza la procura ha attivato nelle settimane scorse procedimenti giudiziari e addirittura arresti, poi revocati, verso decine di lavoratori e lavoratrici di SICobas, protagonisti di una importante vertenza a difesa del proprio lavoro contro la chiusura del hub locale di Fedex. Il &ldquo;reato&rdquo; contestato &egrave; quello di aver picchettato i cancelli e di aver resistito in forma passiva all&#8217;intervento di sgombero della polizia. La Procura ha semplicemente applicato i decreti Salvini in quelle clausole antioperaie che criminalizzano i picchetti e che sono rimaste intatte nell&#8217;indifferenza di tanti &ldquo;progressisti&rdquo;. Naturalmente i mandanti della procura sono i padroni di Fedex e le organizzazioni confindustriali territoriali che vogliono sgombrare il campo da una presenza sindacale scomoda.<\/p>\n<p>A Prato l&#8217;azienda cinese Texprint licenzia via Whatsapp i lavoratori pachistani che scioperano contro lo sfruttamento inumano cui sono sottoposti (12 ore di lavoro per 7 giorni) e per avere il contratto di categoria, mentre il sindacato SICobas al quale sono iscritti finisce sotto inchiesta su iniziativa della Digos per aver violato il coprifuoco sanitario nell&#8217;organizzazione dei picchetti dopo essere stato colpito da multe da salasso. Chi lotta per un normale contratto a norma di legge finisce alla sbarra, mentre chi tiene gli operai in condizioni di schiavit&ugrave; ha la polizia al suo servizio.<\/p>\n<p>A Genova la procura ha chiesto il rinvio a giudizio di decine di lavoratori portuali, organizzati nel Collettivo Autonomo dei Lavoratori del Porto e oggi aderenti a USB, accusati di aver bloccato l&#8217;attracco di navi cariche d&#8217;armi destinate all&#8217;Arabia Saudita. Una forma di azione politica che appartiene alla storia dei lavoratori portuali, tanto pi&ugrave; in una citt&agrave; come Genova, e che oggi diventa &ldquo;sovversiva&rdquo; e illegale. In questo caso i mandanti sono gli armatori e i terminalisti che vogliono avere mani libere in porto, e la stampa borghese che li sostiene. La procura si muove a rimorchio.<\/p>\n<p>Si potrebbero citare altre decine e centinaia di casi analoghi, che magari non emergono alle pubbliche cronache ma che tuttavia danno la misura del clima che monta. E che soprattutto prefigurano il livello di scontro che pu&ograve; aprirsi su scala nazionale, anche sul terreno giudiziario, in occasione dell&#8217;annunciato sblocco dei licenziamenti a giugno.<\/p>\n<p>Di fronte a tutto questo &egrave; tanto pi&ugrave; necessaria l&#8217;azione unitaria e solidale di tutte le organizzazioni della sinistra di classe, sindacale e politica, al di l&agrave; di ogni steccato di appartenenza. La parola d&#8217;ordine &ldquo;se toccano uno toccano tutti&rdquo;, che &egrave; riecheggiata in decine di lotte d&#8217;avanguardia, deve rappresentare un vincolo di coerenza unitaria per tutti. Nella difesa degli operai dalla repressione padronale e\/o giudiziaria non possono esserci disimpegni o pure logiche d&#8217;organizzazione, per cui ogni soggetto si limita a difendere i propri lavoratori colpiti e si disinteressa degli altri.<br \/>\n<br \/>La frammentazione dell&#8217;azione di classe &egrave; gi&agrave; di per s&eacute; disastrosa, ma sul terreno della difesa dalla repressione rischia di diventare qualcosa di peggio: un fattore di oggettivo incoraggiamento a padroni e procure.<\/p>\n<p>Per queste ragioni non solo dichiariamo il nostro impegno e sostegno incondizionato a ogni lavoratore colpito da misure arbitrarie e repressive e ad ogni lotta promossa a sua difesa, quale che sia l&#8217;organizzazione promotrice, ma chiediamo a tutte le organizzazioni di classe di fare fronte comune contro un avversario comune, facendo di ogni lotta la propria lotta.<\/p>\n<p>Coordinamento nazionale delle sinistre di opposizione (Comunisti in Movimento, Fronte Popolare, La Citt&agrave; Futura, Partito Comunista Italiano, Partito Comunista dei Lavoratori, Partito Marxista-Leninista Italiano)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ArcelorMittal, Fedex, Texprint, portuali di Genova&#8230; si moltiplicano le misure repressive padronali e giudiziarie. &Egrave; necessario un fronte comune contro il nemico comune Il licenziamento&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[14],"tags":[],"class_list":["post-67661","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-prima-pagina","entry","simple"],"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/67661","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=67661"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/67661\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=67661"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=67661"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=67661"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}