{"id":67665,"date":"2021-04-21T00:00:00","date_gmt":"2021-04-21T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2021\/04\/21\/la-super-lega-e-la-morte-del-calcio\/"},"modified":"2021-04-21T00:00:00","modified_gmt":"2021-04-21T00:00:00","slug":"la-super-lega-e-la-morte-del-calcio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2021\/04\/21\/la-super-lega-e-la-morte-del-calcio\/","title":{"rendered":"La Super Lega e la morte del calcio"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/5790_SL7.jpg\" alt=\"5790_SL7.jpg\" \/><br \/>\n<br \/>Iniziamo con un&rsquo;ovviet&agrave;, un&rsquo;equazione, se &egrave; consentito. Calcio moderno &egrave; capitale. Non che prima di ora, negli scorsi decenni, non vi tendesse: <a href=\"..\/files\/index.php?obj=NEWS&amp;oid=6707\">lo abbiamo gi&agrave; scritto<\/a>, d&rsquo;altra parte. Tuttavia la nuova notizia, al momento gi&agrave; vecchia per il repentino naufragio, della Super Lega (o Super League) pu&ograve; essere assunta a paradigma di somiglianza. La nuova lega internazionale riservata a chi se lo pu&ograve; permettere, a chi ha i soldi per poterlo fare, imprime ancora di pi&ugrave; l&rsquo;acceleratore su una trasformazione globale del sistema calcistico internazionale. Roboanti, sebbene cave, le parole della dirigenza della Federazione internazionale: &laquo;le societ&agrave; organizzatrici la Super Lega si chiamano automaticamente fuori dal sistema FIFA&raquo;. Addirittura Mario Draghi ha rilasciato una dichiarazione a riguardo: &laquo;Il governo segue con attenzione il dibattito intorno al progetto della Superlega calcio e sostiene con determinazione le posizioni delle autorit&agrave; calcistiche italiane ed europee per preservare le competizioni nazionali, i valori meritocratici e la funzione sociale dello sport&raquo;. Quali siano i valori meritocratici dietro a speculazioni finanziarie o a bilanci perennemente in perdita delle squadre italiane, non ci &egrave; dato saperlo. Per fortuna ci &egrave; rimasta l&rsquo;ironia. &Egrave; interessante, semmai, vedere qual &egrave; stata la reazione del capitalismo occidentale di fronte ad un&rsquo;operazione evidentemente transnazionale e che coinvolge alcuni tra i pi&ugrave; grandi club calcistici, alcuni con consistenti gruppi finanziari alle spalle. Tanto per fare un esempio e per chiarire il peso specifico della questione: la societ&agrave; Venezia FC, recentemente ceduta dallo statunitense Joe Tacopina, &egrave; stata rilevata dal connazionale Duncan Niederauer, gi&agrave; pezzo grosso della finanza della Grande Mela (presidente e amministratore delegato della borsa di New York), componente del G100, gi&agrave; nel board di Goldman Sachs.<br \/>\n<br \/>E stiamo parlando di una realt&agrave; di media classifica di Serie B. <\/p>\n<p>La nuova Super Lega riguarder&agrave; solo pochi grandi club, in buona misura, tra quelli europei che ottengono soldi dalle competizioni per poterli reinvestire e far s&igrave; che possano disputare nuovamente quegli stessi tornei internazionali. I club locali devono accontentarsi delle briciole e, qualora dovessero balzare agli onori delle cronache per prestazioni sopra le righe o posizionamenti al di l&agrave; delle proprie capacit&agrave;, i loro migliori giocatori verrebbero inevitabilmente acquistati da altre squadre. <\/p>\n<p>Un ciclo senza fine, un serpente che si morde la coda rigenerandosi: le grandi squadre vincono le competizioni, prendono soldi, acquistano nomi blasonati pagandoli una fortuna, tornano a vincere quei tornei nazionali, si proiettano verso una dimensione quasi eterea della loro popolarit&agrave; e via dicendo. Tutto, chiaramente, al netto dei debiti che producono le societ&agrave; anno dopo anno. Il calcio italiano, poi, quello &ldquo;che conta&rdquo;, &egrave; preda di continue speculazioni edilizie e finanziarie in cui sembra avvilupparsi ogni giorno di pi&ugrave;, senza realmente uscirne. Ogni presidente che si avvicenda sullo scranno pi&ugrave; alto di una societ&agrave; calcistica, indipendentemente dalla nazionalit&agrave; di appartenenza, ritiene opportuno investire all&rsquo;interno del <em>brand<\/em> della squadra, rilanciandone l&rsquo;immagine e per farlo &ndash; come prima cosa &ndash; deve iniziare a sondare il terreno per la costruzione del nuovo stadio. Progetti i quali, nella stragrande maggioranza delle ipotesi, o rappresentano interessi che travalicano il mondo del calcio, oppure sono estremamente connessi alla persona rappresentante la societ&agrave; sportiva in quel preciso momento.<br \/>\n<br \/>I cambiamenti sportivi sono pochi, stanti cos&igrave; le cose, l&rsquo;immutabilit&agrave; &egrave; servita: l&rsquo;inanit&agrave; &egrave; quel che resta dell&rsquo;estrema finanziarizzazione del calcio. Semmai dovessero verificarsi cambiamenti, impiegherebbero pi&ugrave; di qualche decennio. O comunque non sarebbero in meglio, quanto piuttosto in peggio. La vicenda dell&rsquo;organizzazione <a href=\"..\/files\/index.php?obj=NEWS&amp;oid=6888\">qatarina del mondiale<\/a> lo rappresenta pienamente. <\/p>\n<p>La Super Lega fa cadere ogni maschera all&rsquo;impalcatura che regge il sistema calcistico transnazionale. Il sistema UEFA pretendeva di essere &ldquo;giusto&rdquo; e corretto nei confronti di tutti, quando sappiamo bene che non &egrave; cos&igrave;, anche alla luce di quanto detto sopra. Nessuno parte alla pari e lo squilibrio &egrave; servito. Intendiamoci: il calcio &egrave; anche questo, vedere le squadre meno blasonate gareggiare contro i grandi nomi e &ndash; magari &ndash; vincere. Non staremo qui a citare degli episodi, tuttavia basti pensare alla vittoria della Coppa delle Coppe dell&rsquo;FC Magdeburgo nel 1974 (Germania est, in cui il calcio era dilettantistico per legge) sulle squadre europee occidentali, tra cui il Milan di Giovanni Trapattoni, sconfitto in finale. La mossa che si vuole tentare, ad ogni modo, &egrave; quella di estromettere ogni altra societ&agrave; che non possa permettersi la nuova SL. Da una parte il paradiso, dall&rsquo;altra un colpo di fucile nell&rsquo;orecchio. Non basta chiudere gli occhi per tre volte: il divario si acuir&agrave; sempre di pi&ugrave;.<\/p>\n<p>Il sistema della Super Lega non solo &egrave; stato messo in piedi da squadre-aziende proiettate ai risultati di borsa anzich&eacute; a quelli sul campo, ma la struttura posta in essere &egrave; semplicemente realizzata per fare ancora pi&ugrave; soldi. D&rsquo;altra parte, marxisticamente parlando, la concentrazione di monopoli &egrave; una tendenza naturale del capitalismo (e che i liberal d&rsquo;accatto fanno finta di criticare per dare una parvenza di dignit&agrave; alle loro tesi).<\/p>\n<p><strong>E IL DILETTANTISMO?<\/strong> <\/p>\n<p>Le squadre e i campionati dilettantistici, in Italia, rimarranno tali. O meglio, si continuer&agrave; a far finta che, ad esempio, la Serie D si stia sempre pi&ugrave; professionalizzando, a cui vi partecipano squadre realizzate appositamente per vincere e il cui sistema di superamento della categoria non consente un reale passaggio organico dallo status di &ldquo;dilettante&rdquo; a &ldquo;professionista&rdquo;. Un esempio recente &egrave; quello dello Sporting Bellinzago. &Egrave; pi&ugrave; facile ricercare e ritrovare, all&rsquo;interno dei &ldquo;vasi comunicanti&rdquo; fra Serie C e quarta serie, casi di fallimenti, malversazioni, rinascite dopo crisi e acquisizioni di titoli ad hoc, come avvenuto per le defunte societ&agrave; denominate &ldquo;Lupa&rdquo; (dalla Lupa Castelli Romani alla Lupa Roma, passando per la &ldquo;Lupa Racing&rdquo;, ibrido pontino-castellano di una societ&agrave; di eccellenza che rileva il titolo a seguito del fallimento della prima squadra nominata afferente ai canidi-lupini).<\/p>\n<p><strong>LA LEZIONE DEL CALCIO POPOLARE IN ITALIA<\/strong><\/p>\n<p>Per qualche anno in Italia si &egrave; assistito al fiorire del calcio popolare, tanto nelle piccole quanto nelle grandi realt&agrave; urbane. Parliamo di strutture alternative rispetto alla gestione aziendale delle societ&agrave;, dunque di &ldquo;azionariato popolare&rdquo; in cui i tifosi sono anche sostenitori e soggetti attivi nella partecipazione della vita di quella squadra. Trattasi di impostazioni, al momento, per natura stessa dilettantistica e non professionista o semi-pro. Tuttavia, i costi per far fronte a dei campionati federali (Figc) rappresentano un muro (spesso invalicabile) per le realt&agrave; che tentano di imbarcarsi nella Terza, Seconda e Prima Categoria. A Roma &ndash; per quel che riguarda il calcio a 11 maschile &#8211; resistono l&rsquo;Atletico San Lorenzo, che ha dato poco festeggiato i 10 anni di et&agrave; e la Borgata Gordiani. Terminate, purtroppo, le esperienze di Ardita (ex Ardita San Paolo) e Spartak Lidense (Ostia-Centro Giano). In Italia resistono esempi concreti di &ldquo;altro&rdquo; calcio come il Centro Storico Lebowski (Toscana), Polisportiva Gagarin (Abruzzo), Ideale Bari (Puglia), La Resistente (Liguria), Brutium Cosenza (Calabria) e altre realt&agrave; per cui ci scusiamo fin da ora di non aver citato. Tutte al di sotto dei campionati di Eccellenza ma opportunamente raccontate dal sito &ldquo;sportpeople.net&rdquo; che segue da vicino ogni sviluppo nelle curve, dalle curve e dello sport popolare. Per il calcio femminile, sebbene realt&agrave; di calcio a 5 solamente capitolina, qui ci limitiamo a citare l&rsquo;esperienza della CCCP1987 in serie C. Non foss&rsquo;altro per evidenti affinit&agrave; onomastiche. <\/p>\n<p><strong>IL CALCIO &Egrave; &ndash; SEMPRE &ndash; QUESTIONE DI CLASSE<\/strong><\/p>\n<p>Pur tuttavia, sono molte le realt&agrave; che hanno chiuso i battenti negli anni: in molte citt&agrave; si &egrave; assistito alla nascita e alla morte di ASD di calcio popolare. Una volta tentata la strada, i costi iniziavano ad essere esorbitanti, la partecipazione calava, la questione dei campi e dell&rsquo;affitto degli stessi pesava sul magro bilancio di una societ&agrave; realmente dilettantistica militante in Seconda o Terza Categoria. <\/p>\n<p>Rimane valida l&rsquo;esperienza di ogni realt&agrave; che ha provato &ndash; e in alcuni casi sta riuscendo &ndash; a vivere all&rsquo;interno del sistema federale per testimoniare l&rsquo;esistenza di un altro calcio, fondato su partecipazione, inclusivit&agrave;, antifascismo e antirazzismo, nonostante qualsiasi difficolt&agrave;. Di fronte alla recrudescenza e al tentativo sempre pi&ugrave; evidente di poche societ&agrave; iperquotate di far valere la loro posizione finanziaria di fronte al movimento calcistico di tutto il mondo, c&rsquo;&egrave; da incoraggiare la ripartenza e rinascita di ogni societ&agrave; che decider&agrave; di andare in totale controtendenza, per il bene delle loro comunit&agrave; di appartenenza e in nome di uno sport del tutto diverso. E se oggi la Super Lega sembra essersi sgretolata al primo assalto, prepariamoci, perch&eacute; non sar&agrave; l&rsquo;ultimo&#8230;<\/p>\n<p>Marco Piccinelli<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Iniziamo con un&rsquo;ovviet&agrave;, un&rsquo;equazione, se &egrave; consentito. Calcio moderno &egrave; capitale. 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