{"id":67722,"date":"2021-07-03T00:00:00","date_gmt":"2021-07-03T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2021\/07\/03\/lo-stato-siamo-noi\/"},"modified":"2021-07-03T00:00:00","modified_gmt":"2021-07-03T00:00:00","slug":"lo-stato-siamo-noi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2021\/07\/03\/lo-stato-siamo-noi\/","title":{"rendered":"Lo Stato siamo noi"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/5853_polizia.jpg\" alt=\"5853_polizia.jpg\" \/><br \/>\n<br \/>L&#8217;ignobile pestaggio di centinaia di detenuti nel carcere di Santa Maria Capua Vetere richiama alcune considerazioni obbligate.<\/p>\n<p>Il fatto che l&#8217;ex ministro degli interni Matteo Salvini vada a solidarizzare con gli agenti della Guardia Penitenziaria arrestati perch&eacute; &laquo;<em>non hanno fatto nulla di male<\/em>&raquo; d&agrave; la misura dell&#8217;uomo, oltre che del segretario della Lega: non c&#8217;&egrave; da stupirsi per chi solidarizz&ograve; a suo tempo con i massacratori di Cucchi definendoli &ldquo;innocenti&rdquo; e &ldquo;vittime della campagna ideologica della sinistra&rdquo;. Per chi fa della divisa il proprio marchio di riconoscimento &egrave; normale. <\/p>\n<p>Piuttosto <strong>colpisce il commentario sorpreso e sdegnato della stampa borghese democratica, e dell&#8217;attuale ministra della giustizia<\/strong>: &laquo;<em>Tradita la Costituzione, voglio verificare ogni passaggio<\/em>&raquo;.<br \/>\n<br \/>Ma di che verifica c&#8217;&egrave; bisogno? Gli agenti erano indagati da un anno, perch&eacute; le telecamere, che forse gli agenti credevano spente, avevano ripreso la mattanza, e perch&eacute; le registrazioni, spesso cancellate, erano state acquisite dal magistrato di sorveglianza.<br \/>\n<br \/>Eppure per un anno gli agenti sono rimasti al loro posto con la copertura del Dipartimento dell&#8217;amministrazione penitenziaria. Anche perch&eacute; un anno fa (16 ottobre) l&#8217;allora ministro Bonafede &ndash; ossimoro ingrato &ndash; dichiarava solennemente in Parlamento che tutto si era svolto regolarmente nelle carceri italiane (Santa Maria Capua Vetere inclusa) nonostante gli scenari di guerra documentati dai media e le tante morti oscure tra i detenuti. &laquo;<em>Una doverosa operazione di ripristino della legalit&agrave;<\/em>&raquo;, dichiar&ograve; il Guardasigilli, col plauso corale del M5S e del PD, gli stessi che oggi fanno i sepolcri imbiancati dell&#8217;indignazione, gli stessi che assieme a Salvini sorreggono Draghi e la ministra Cartabia. Se la ministra &ldquo;vuole verificare ogni passaggio&rdquo; della vicenda interroghi prima di tutto chi le d&agrave; i voti in Parlamento.<\/p>\n<p>Per il resto <strong>&egrave; tutto terribilmente chiaro, nel suo orrore<\/strong>. Pestaggio pianificato di tutti i detenuti da parte del &ldquo;Gruppo di supporto agli interventi&rdquo;, la struttura militare di rinforzo chiamata dalle autorit&agrave; carcerarie. Partecipazione attiva e collettiva di tutti gli agenti al pestaggio e all&#8217;umiliazione dei detenuti &ndash; disabili inclusi &ndash; tra manganellate, calci, perquisizioni anali coi manganelli, strappo di barbe, privazione in giornata di cibo e acqua. Per i pestati proibizione delle cure mediche, del contatto coi familiari, del cambio di vestiti impregnati di sangue per una settimana, imposta dalla minaccia di altri pestaggi.<br \/>\n<br \/>C&#8217;&egrave; bisogno di aggiungere altro a questo spettacolo di vigliaccheria, disumanit&agrave;, ed impotenza?<\/p>\n<p>&ldquo;Non facciamo di tutta l&#8217;erba un fascio, distinguiamo le mele marce dal resto!&rdquo;, protesta il buonsenso democratico. Lo si &egrave; detto per la Diaz e Bolzaneto di vent&#8217;anni fa a Genova, come per Cucchi, Aldovrandi e mille altri. Lo si &egrave; detto per i carabinieri di Modena che torturavano e taglieggiavano i tossicodipendenti per gestire in proprio lo spaccio. Lo si dir&agrave; nei prossimi giorni quando troveranno conferma i pestaggi cileni consumati, a telecamere spente, nelle carceri di Ascoli e di Potenza. Come se l&#8217;eterno ripetersi di pratiche di violenza e tortura da parte dei corpi militari dello Stato non fosse sufficiente di per s&eacute; per porsi interrogativi di fondo e pi&ugrave; scomodi.<\/p>\n<p><strong>Qual &egrave; la natura reale dei &ldquo;corpi di pubblica sicurezza&rdquo;, in tutte le loro articolazioni? Santa Maria Capua Vetere &egrave;, nella sua brutalit&agrave;, un caso di scuola<\/strong>. La mattanza &egrave; stata compiuta collettivamente, senza eccezioni. Gli indagati sono solo una parte degli agenti coinvolti, quelli di cui &egrave; stata possibile l&#8217;identificazione. Le testimonianze parlano del pieno coinvolgimento dei comandi.<br \/>\n<br \/><strong>La retorica delle &ldquo;male marce&rdquo; va allora esattamente rovesciata: perch&eacute; nessuna mela buona si &egrave; messa di mezzo, ha rifiutato i pestaggi, ha denunciato i responsabili?<\/strong> Il punto &egrave; esattamente questo. Nei corpi repressivi non conta la coscienza di qualche singolo, ma lo spirito di squadra, la cultura della forza, l&#8217;obbedienza gerarchica al comando, la reciproca omert&agrave; e copertura come codice d&#8217;onore. Quella cultura che magari inneggia sui social alle prodezze della polizia di Bolsonaro e che fa di Salvini &ldquo;Il Capitano&rdquo; della Polizia.<br \/>\n<br \/>Chi si dissocia, a maggior ragione chi denuncia, &egrave; l&#8217;&ldquo;infame&rdquo;, come nella malavita. &Egrave; la ragione per cui &ldquo;casi&rdquo; come quelli in questione sono solo la punta dell&#8217;iceberg di ci&ograve; che realmente avviene in tante strutture carcerarie o questure, ai danni di soggetti deboli, marginali, ricattabili, spesso oggetto di pubblica esecrazione, e per questo maggiormente indifesi. &Egrave; il mondo sommerso della delinquenza dello Stato, infinitamente pi&ugrave; ampio di ci&ograve; che inquadrano le telecamere di sorveglianza.<\/p>\n<p>&ldquo;Ma la Costituzione&#8230;&rdquo;. <strong>La Costituzione &egrave; un pezzo di carta, la vita reale &egrave; un&#8217;altra cosa<\/strong>. La Costituzione di De Gasperi e Togliatti, al pari di tante costituzioni borghesi, prevede formalmente il diritto al lavoro, alla casa, alle cure, persino l&#8217;uguaglianza, oltre che il rispetto della dignit&agrave; di ogni persona. La vita reale della societ&agrave; borghese si fonda invece sullo sfruttamento e l&#8217;oppressione della maggioranza della societ&agrave; da parte di una piccola minoranza, che si regge sull&#8217;uso della forza. La Costituzione formale che declama i diritti serve a nascondere la costituzione reale della societ&agrave; che li calpesta. La democrazia borghese nasconde, da sempre, la dittatura dei capitalisti.<\/p>\n<p>&ldquo;Applichiamo la Costituzione&#8230;&rdquo;. Ma per &ldquo;applicare i principi della Costituzione&rdquo; &egrave; necessario rovesciare quella societ&agrave; capitalista che la stessa Costituzione tutela, quello Stato borghese che la stessa Costituzione sorregge. Lo Stato &egrave; fondamentalmente un corpo di uomini in armi al servizio della classe sociale dominante, come scriveva Engels. <strong>La forza dello Stato &egrave; superiore alla sua legge formale, perch&eacute; la sua legge reale &egrave; la forza, anche nella Repubblica pi&ugrave; democratica<\/strong>.<br \/>\n<br \/>&ldquo;Lo Stato siamo noi!&rdquo; gridavano gli agenti nel mentre massacravano i detenuti di Santa Maria Capua Vetere. Purtroppo &egrave; la realt&agrave;. Senza spezzare l&#8217;apparato burocratico e militare dello Stato, senza sciogliere i corpi repressivi, senza rovesciare la forza organizzata della borghesia, nessuna alternativa sociale &egrave; possibile. <strong>Solo una rivoluzione pu&ograve; cambiare le cose. Solo il potere dei lavoratori pu&ograve; realizzare una democrazia vera<\/strong>.<\/p>\n<p>Partito Comunista dei Lavoratori<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;ignobile pestaggio di centinaia di detenuti nel carcere di Santa Maria Capua Vetere richiama alcune considerazioni obbligate. 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