{"id":67729,"date":"2021-07-14T00:00:00","date_gmt":"2021-07-14T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2021\/07\/14\/il-pd-ai-tempi-dello-sblocco-dei-licenziamenti\/"},"modified":"2021-07-14T00:00:00","modified_gmt":"2021-07-14T00:00:00","slug":"il-pd-ai-tempi-dello-sblocco-dei-licenziamenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2021\/07\/14\/il-pd-ai-tempi-dello-sblocco-dei-licenziamenti\/","title":{"rendered":"Il PD ai tempi dello sblocco dei licenziamenti"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/5863_download.jpeg\" alt=\"5863_download.jpeg\" \/><br \/>\n<br \/>Sul quotidiano &laquo;La Nazione&raquo; &egrave; apparsa un&#8217;arabescante intervista all&rsquo;ex presidente della Regione Toscana, nonch&eacute; ex ministro e parlamentare per il Partito Democratico, Vannino Chiti. <\/p>\n<p>L&rsquo;intervista prende le mosse dal licenziamento dei 422 operai della GKN nel fiorentino, ma pi&ugrave; che per il tenore delle domande del foglio della Monrif SPA (che pur rivelano al fondo un significativo turbamento della borghesia per le reazioni possibili e gi&agrave; in corso di strutturazione della classe operaia a seguito dello sblocco dei licenziamenti) &egrave; interessante, in ordine alle risposte che di seguito verranno citate, la figura dell&rsquo;intervistato. Fondamentale &egrave;, di fronte al ciclone epocale che ha gi&agrave; cominciato a risucchiare il proletariato, comprendere quanto nemiche siano le posizioni del PD, cio&egrave; del pi&ugrave; grande partito che ancora si pretende iscritto nella storia della sinistra pur essendo oggettivamente fuori anche dal ventaglio del riformismo &ldquo;di sinistra&rdquo;. Nelle parole del &#8220;Seneca&#8221; dem si preannuncia la linea cui il Partito Democratico si atterr&agrave; saldamente per tutto il corso di aggressioni padronali che incombe e gi&agrave; si abbatte sul proletariato. <\/p>\n<p>Se si dovesse prescegliere una figura che rappresenti inappuntabilmente la continuit&agrave; della politica liberale e antioperaia degli ultimi decenni, demolitrice dei diritti dei lavoratori e, con essi, della fiducia di massa verso la sinistra politica; se si dovesse trovare il prisma di tutte le ipocrisie, le imposture, i voltafaccia dell&#8217;illusionismo riformista dalla fondazione della Repubblica ad oggi; se si unissero i puntini della camaleontica catena di tradimenti verso la classe operaia, a partire dallo stalinista PCI di Togliatti per arrivare all&rsquo;odierno Partito Democratico passando per la svolta della Bolognina, ecco il tratto d&rsquo;unione disegnerebbe distintamente la serafica maschera del cattocomunista Vannino Chiti. <\/p>\n<p>Appassionato studioso e prolifico saggista circa il ruolo del cattolicesismo nel Partito Comunista, Chiti &egrave; stato nel PCI dal 1970 al 1991, anno della sua dissoluzione; dal 1991 al 1998 nel PDS; dal 1998 al 2007 nei DS; dal 2007 ad oggi nel PD. Negli anni in cui abbiamo visto pontefici abdicare e D&rsquo;Alema in minoranza, l&rsquo;imperturbabile Chiti &egrave; rimasto <em>semper fidelis<\/em> all&rsquo;Ordine. Simboli e colori per la fodera del pugnale sulla schiena dei lavoratori, ne ha cambiati per tutte le stagioni e i trenta denari li ha intascati nei coni pi&ugrave; disparati. Eppure il <em>&laquo;compagno tra i compagni&raquo;<\/em> &#8211; cos&igrave; lo ep&igrave;teta il primo quotidiano toscano &#8211; con la stoica impudenza dell&rsquo;accademia togliattiana sermoneggia: <em>&laquo;Bisogna ricostruire un progetto di societ&agrave;, un programma coerente con i valori dichiarati, battersi contro povert&agrave; e ingiustizie&raquo;<\/em>. <\/p>\n<p>N&eacute; &egrave; dato sapere all&rsquo;indirizzo di chi sarebbe da scagliare l&rsquo;accusa per non averlo mai fatto in anni di politiche padronali e oggi stesso, visto che a parlare &egrave; l&rsquo;uomo del governo secolare e visto che al governo si trova proprio il sempiterno partito di Chiti. <\/p>\n<p><em>&laquo;Sulla Toscana &#8211;<\/em> prosegue con ineffabile gesuitismo &#8211; <em>come su altri territori, in Italia, in Europa, nel mondo, si abbatte la logica di una visione che non guarda all&#8217;impresa, alle produzioni, ai lavoratori ma ai soli interessi finanziari. Si perde quella funzione sociale della propriet&agrave;, che non solo &egrave; scritta nella nostra Costituzione, ma &egrave; ci&ograve; che fonda e giustifica il compromesso tra capitalismo e lavoro&raquo;<\/em>.<\/p>\n<p>Per il Vangelo Secondo Chiti il problema non sta nei padroni e nel costituzionalissimo diritto alla propriet&agrave; privata dei mezzi di produzione che li legittima oggi, li ha legittimati ieri, li legittimer&agrave; domani a vendere i siti e\/o fuggire in caccia di pi&ugrave; ridenti lidi, cio&egrave; regioni con un minor peso fiscale a carico dei capitalisti. Chiaro che no; quale scismatica apostasia potrebbe portar mai a una simile conclusione? &Egrave; evidente invece che, in primis, la propriet&agrave; privata abbia una &laquo;funzione sociale&raquo; (algebra rispetto alla quale non solo Marx ma il pi&ugrave; ubriaco dei semiologi trasalisce) che, ahinoi, sta progressivamente smarrendo, senza che il cardinale di partito si degni tuttavia di responsabilizzare &#8211; fosse anche vera, nel mondo alla rovescia, tale tesi &#8211; il governo che questa privatizzazione della gi&agrave; privata propriet&agrave; potrebbe impedire mentre invece assistiamo, a distanza nemmeno di cinque giorni, alla seconda fabbrica che chiude i battenti dopo la Giannetti Ruote in Brianza. Ci&ograve;, per tenerci al solo periodo del dopo-sblocco. E, conseguentemente con la sua partigianeria per il sistema privato che avrebbe una utilit&agrave; sociale, il progressista del regresso postula che la frattura non &egrave; da rinvenire tra i lavoratori, i salariati, gli espropriati della loro produzione di valore da una parte e dall&rsquo;altra i loro espropriatori, i capitalisti, i pionieri del massimo profitto; ma, con tutta evidenza, l&#8217;unico conflitto che sussiste &egrave; tra questi ultimi e le banche. I capitalisti industriali, i buoni, contro i capitalisti finanziari, i cattivi. <\/p>\n<p>La teologia cattolica era sorda nell&rsquo;identificare religione e clero; cos&igrave; &egrave; sorda la teologia capitalistica nell&rsquo;immedesimare capitalisti e capitale. Chiti potr&agrave; vedere coi suoi occhi che l&rsquo;industriale della GKN &egrave; il medesimo che compartecipa delle azioni di Borsa del fondo bancario al quale l&rsquo;ha alienata, potr&agrave; studiare per anni come la speculazione finanziaria non &egrave; che la superfetazione della speculazione sulla produzione, che capitale industriale e capitale finanziario sono due facce di un&rsquo;unica medaglia &#8211; del capitalismo appunto &#8211; ma non lo confesser&agrave;. Cos&igrave; si ricorre, contro ogni evidenza storica e logica, materiale e teorica, al protestantesimo capitalista che da tempo va contrabbandando le sue tesi economiche presso circoli liberali, sciovinisti di sinistra e di destra e perfino fascisti con canali di diffusione di stampa nazionale, televisione, web. <\/p>\n<p>Che Chiti mente sapendo di mentire lo si evince dalle farisaiche recriminazioni che muove al suo partito: <em>&laquo;Il PD spesso, e nelle campagne elettorali, visita le imprese, i candidati si fotografano con imprenditori e manager e magari dimenticano di incontrare i consigli di fabbrica. Noi dovremmo essere il partito del mondo del lavoro, anzi dei lavori&raquo;<\/em>. Chi nutrisse del feticismo per la logica formale sarebbe autorizzato a chiedersi per quale ragione, vista la perorata utilit&agrave; sociale degli imprenditori, &egrave; sbagliato che il partito dell&rsquo;utilit&agrave; sociale, degli interessi dei lavoratori quale Chiti pretende che il PD sia, sia per l&#8217;appunto amico degli imprenditori e non disdegni di esibirlo. Ma noi della logica formale ce ne facciamo poco e la contraddizione di questa uscita con le dichiarazioni di sopra non ci confondono, al contrario ci danno ulteriormente ragione.<\/p>\n<p>Quando si dice che la stampa borghese favorisce la narrativa borghese non &egrave; un estremismo ideologico. &Egrave; dimostrato in domande come: <em>&laquo;L&#8217;impresa fa e disfa specialmente se si tratta di multinazionali che non hanno radici sul territorio. Dove sono le istituzioni? Che possono fare?&raquo;<\/em>. Con quel <em>&laquo;specialmente se si tratta di multinazionali che non hanno radici sul territorio&raquo;<\/em> questa si rivela come la domanda combinata che fa esattamente il gioco dell&rsquo;intervistato. Chiti afferma la tesi che assolve dai propri crimini gli industriali, scarica ogni responsabilit&agrave; sull&rsquo;inafferrabile nebulosa della finanza extraterritoriale, extranazionale, addirittura extracontinentale (<em>&laquo;Occorre una visione internazionale, non solo europea&raquo;<\/em>, <em>&laquo;Sono temi non confinabili pi&ugrave; nei soli Stati nazionali, come nel vecchio compromesso socialdemocratico&raquo;<\/em>, ecc. Andremo a chiedere ai seleniti se per caso la colpa del capitalismo l&rsquo;hanno loro) per concludere che le <em>&laquo;politiche di distribuzione dei vantaggi della globalizzazione sui ceti popolari&raquo;<\/em> sono responsabilit&agrave; internazionale e sottintendere che, sul luogo e sul momento dato, un governo italiano e finanche europeo nulla pu&ograve;. Che la GKN delocalizzi a ridosso del G20 non imbarazza le ricette di Chiti. Chiliasmo della libert&agrave;! Messianesimo dell&rsquo;uguaglianza! Millenarismo dell&rsquo;ecologia! Le tre reliquie che Chiti riesuma alla frase: <em>&laquo;Mi dica tre cose di sinistra&raquo;<\/em>. I termini in cui il giornalista formula la domanda ratificano la visione di Chiti e la pongono a base di partenza per ogni soluzione che ormai si raref&agrave; nella metafisica pura. <\/p>\n<p><em>&laquo;Un compromesso<\/em> &#8211; quello tra capitale e lavoro scritto nella costituzione, insiste il &ldquo;saggio&rdquo; &#8211; <em>da aggiornare e riformare profondamente, non da archiviare a vantaggio di chi ora si sente pi&ugrave; forte. Ci&ograve; provocher&agrave; tensioni sociali che non giovano alla ripresa economica, dopo crisi e pandemia. La Gkn &egrave; entrata in coma quando a rilevarla qualche anno fa &egrave; stato un Fondo finanziario&raquo;<\/em>.<\/p>\n<p>Se da aggiornare fosse invece il sistema che ha espresso questo compromesso da sempre assurdo sancito dalla Costituzione di De Gasperi e Togliatti? Se ad aggiornarlo fosse proprio quell&rsquo;esplosione della tensione sociale da parte dei pi&ugrave; deboli invece di illuderli senza neanche pi&ugrave; le carte per farlo? Se tre anni fa la GKN fosse stata s&igrave; acquisita dalla Melrose Industries, ma per volont&agrave; degli stessi padroni dello stabilimento che il fondo britannico ingozz&ograve; per la bellezza di 11 miliardi di dollari? <\/p>\n<p>Se nella parabola di Chiti, infine, i cattivi sono cattivi ma fossero cattivi anche quelli che, per giustificare ogni pilatismo del governo, egli prova a presentare come i buoni? Risulterebbe che i buoni si trovano da tutt&rsquo;altra parte, la parte sociale che &egrave; il vero tab&ugrave;, il pi&ugrave; grande rimosso di ogni narrativa dominante nel ventunesimo secolo: <em>la classe lavoratrice<\/em>.<\/p>\n<p>Ma &egrave; tutta l&rsquo;intervista ad aprirsi nel solco del surrealismo, il colpo di teatro in seguito al quale &egrave; poi tutto in discesa contenuto nell&rsquo;appello: <em>&laquo;Il governo Draghi deve intervenire e mettere in campo il suo peso politico, essere dalla parte dei lavoratori e del territorio&raquo;<\/em>.<\/p>\n<p>L&rsquo;identico governo che, con lo sblocco dei licenziamenti, ha appena armato la mano del criminale, che il suo peso politico lo ha messo in campo proprio a favore dei carnefici, dovrebbe essere chi interviene in difesa delle vittime. Le dichiarazioni a carattere sociale di Chiti e Landini in questi giorni sono xilografie demoniache viventi, di quelle con la faccia nel deretano. Il PD vive in una sorta di carnevale classisticamente capovolto: imbastisce un mondo sottosopra apotropaico solo per i padroni.<\/p>\n<p>Chiti, appassionato di cattolicesimo, conoscer&agrave; la fine del mentitore e traditore per eccellenza, Giuda Iscariota. Il Nuovo Testamento racconta che l&rsquo;apostolo, pentito per aver venduto &#8220;il sangue innocente&#8221;, gett&ograve; ai piedi dei sommi sacerdoti le trenta monete, dichiar&ograve; la sua colpa al tempio e and&ograve; a impiccarsi. <\/p>\n<p>Ma il personaggio di Giuda non &egrave; storico come gran parte dei testi che ne ospitano l&rsquo;episodio. Nella assai meno nobile realt&agrave; materiale, pu&ograve; toccare i livelli di abiezione pi&ugrave; profondi solo chi &egrave; integralmente e irreversibilmente marcio. E tali soggetti non confesseranno da soli, non restituiranno il prezzo del tradimento, non commetteranno alcun redentivo suicidio politico. Al contrario andranno sempre pi&ugrave; in fondo, come dei perpetui Dorian Gray orbati di finale. La catarsi pu&ograve; venire solo da una forza esterna. Per questo il Partito Democratico non pu&ograve; e non deve passare pi&ugrave; per l&#8217;equivoco progressista; per questo &egrave; da identificare nella spettroscopia della politica come destra finanziaria accanto alla destra populista del M5S e della destra radicale e fascista di Lega e Fratelli d&rsquo;Italia; per questo la logica del <em>&laquo;meno peggio&raquo;<\/em>, del voto di sinistra utile per il PD &egrave; priva di ogni logica ed &egrave; ogni giorno pi&ugrave; urgente tornare a dare contributo, partecipazione, militanza alla sinistra di classe, alla sinistra rivoluzionaria, alla sinistra bolscevica. Quella che i Chiti, come nel corso stesso dell&rsquo;intervista in esame, dileggiano malgrado sia ai minimi storici perch&eacute; ancora al solo pensarla, sapendo a quale destino li condannerebbe il ritorno di un suo trionfo, tremano di terrore.<\/p>\n<p>Nella storia del movimento operaio, le crisi spargono lacrime e sangue, ma fanno anche da carburante per il disgelo delle illusioni, per il rilancio della lotta, per la fine della ritirata.<\/p>\n<p>Il Partito Comunista dei Lavoratori si impegner&agrave; affinch&eacute; questa duplice crisi, la crisi sanitaria dentro la crisi economica, dispieghi tutte le energie operaie imbrigliate e represse da generazioni, ma ogni giorno pi&ugrave; capaci di fare nell&rsquo;inferno di questo mondo il paradiso che altrimenti nessun dio, nessun governo, nessun capitalista industriale o finanziario regaler&agrave; mai.<\/p>\n<p>Salvo Lo Galbo<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sul quotidiano &laquo;La Nazione&raquo; &egrave; apparsa un&#8217;arabescante intervista all&rsquo;ex presidente della Regione Toscana, nonch&eacute; ex ministro e parlamentare per il Partito Democratico, Vannino Chiti. 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