{"id":67750,"date":"2021-08-25T00:00:00","date_gmt":"2021-08-25T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2021\/08\/25\/acerbo-e-lo-strano-omaggio-a-trotsky\/"},"modified":"2021-08-25T00:00:00","modified_gmt":"2021-08-25T00:00:00","slug":"acerbo-e-lo-strano-omaggio-a-trotsky","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2021\/08\/25\/acerbo-e-lo-strano-omaggio-a-trotsky\/","title":{"rendered":"Acerbo e lo strano omaggio a Trotsky"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/5890_maurizio-acerbo.jpg\" alt=\"5890_maurizio-acerbo.jpg\" \/><br \/>\nA 81 anni dal colpo di picozza che lo port&ograve; per sempre nei verdi pascoli, <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/acerbomaurizio\/posts\/4208612325885439\">Maurizio Acerbo sulla sua pagina Fb<\/a>, ha reso &ldquo;omaggio&rdquo; a Trotsky, facendogli la grazia di includerlo tra i comunisti: <em>&laquo;continuare a cancellarne la figura accanto a Lenin come facevano nell&#8217;URSS &egrave; una falsificazione reazionaria e stupida&raquo;<\/em>. Il progresso della verit&agrave; si ferma alla <em>Storia della Rivoluzione russa<\/em> scritta da Trotsky, che Acerbo ritiene &ldquo;imprescindibile&rdquo;; tutto il resto evidentemente lo &egrave; meno. Poco male: ottant&rsquo;anni per uno solo dei suoi libri, significa dai tre ai cinque millenni per incamerare <em>l&rsquo;opera omnia<\/em>. Animo compagni, verso il 7000 d.C., tutti i comunisti, compresi gli stalinisti, avranno superato il socialismo in un solo paese e saranno pronti per la rivoluzione permanente&#8230; <\/p>\n<p>Non &egrave; facile scrivere queste righe, perch&eacute; la maggior parte della &ldquo;compagneria&rdquo; &egrave; ridotta a un consesso da oratorio, vede la discussione come polemica e come fumo negli occhi, non come necessario approfondimento critico, in breve non va pi&ugrave; in l&agrave; del &ldquo;volemmose bbene&rdquo; uniti attorno alla bandiera rossa. Privi di vera passione politica, sembrano pi&ugrave; compagni da ospizio che da partito. Non vorrei ferire pi&ugrave; di tanto la sensibilit&agrave; di compagni con un percorso diverso dal mio, cercher&ograve; di farlo quindi con pi&ugrave; tatto possibile, ma alcune puntualizzazioni al testo di Acerbo vanno fatte.<\/p>\n<p>Le parole di Acerbo a me non sembrano tanto progressiste. Lo stalinismo ha messo al bando il trotskismo, cancellandolo dalla storia, Acerbo lo riammette purch&eacute; resti ai margini, tollerato come minoranza sostanzialmente innocua. Il palcoscenico rosso resta sempre riservato e saldamente in mano agli eredi di Stalin, magari non ai suoi pi&ugrave; incalliti difensori come potrebbero essere i compagni dei Carc o del PMLI (oggi sul carro del talebani &ndash; sic!), ma ai pi&ugrave; illuminati, quelli appunto come lui capaci di autocritiche, per quanto molto parziali e reticenti. <\/p>\n<p>Le parole di Acerbo non mostrano un reale ripensamento rispetto ai danni prodotti dallo stalinismo, riflettono solo la debolezza complessiva del movimento stalinista che oggi non ha pi&ugrave; la forza di escludere fino all&rsquo;annientamento fisico compagni in aperta opposizione. L&rsquo;apparente recupero di Trotsky, &egrave; il retaggio della sconfitta storica subita dallo stalinismo. Anche se la storia nel 1989-91 ha dato scacco matto allo stalinismo, gli stalinisti sono ancora ben lontani dal ritirare per sempre i loro ultimi pezzi rimasti sulla scacchiera. Ed &egrave; proprio per questo che vanno ancora combattuti, per togliergli per sempre l&rsquo;egemonia tra i &ldquo;comunisti&rdquo;. Finch&eacute; saranno loro i comunisti pi&ugrave; accreditati, nuove cocenti sconfitte saranno dietro l&rsquo;angolo. <\/p>\n<p>Acerbo collega la morte di Trotsky, avvenuta il giorno dopo l&rsquo;attentato, il 21 Agosto del 1940, all&rsquo;invasione della Cecoslovacchia, avvenuta 28 anni dopo negli stessi giorni. Per lui questi due eventi sono qualcosa di nefasto anche nel campo degli stalinisti, perch&eacute; per anni non si &egrave; potuto ammetterli tra i crimini. <\/p>\n<p>Sorvolo sugli stalinisti definiti sempre comunisti per assioma, in ogni caso per ammettere i loro crimini, Acerbo ha bisogno della testimonianza di Vidali, uno degli stalinisti pi&ugrave; sporchi e velenosi, il quale aveva solo tentato, fallendolo, il colpo che poi riusc&igrave; a Mercader. Come capita spesso, fatta la frittata, questi zelanti e ignobili servi come Vidali, hanno un mezzo rimorso, cos&igrave; fuori tempo massimo si fanno venire dei dubbi. &Egrave; cos&igrave; che un assassino, a fine carriera, ci tiene a far sapere nelle sue memorie che forse ha sbagliato, che Trotsky era <em>&laquo;un grande uomo [e] un onesto rivoluzionario&raquo;<\/em> (e gli stalinisti come lui, se la logica ha senso, sono evidentemente dei piccoli uomini e dei rivoluzionari disonesti, cio&egrave; dei controrivoluzionari), che Rosa Luxemburg aveva ragione a volere il socialismo con la democrazia e che il Pcus si sarebbe rigenerato se solo <em>&laquo;si fosse lasciata proseguire liberamente la grande esperienza della Primavera di Praga, del 1968, se la si fosse intesa come un segnale positivo per tutto il mondo socialista&raquo;.<\/em><\/p>\n<p>Colpisce che per riabilitare Trotsky, si debba sempre scartabellare tra le virgole dell&rsquo;archivio interminabile del marciume stalinista. Non sarebbe pi&ugrave; logico e proficuo, per una reale comprensione, citare uno di noi, ad esempio Pietro Tresso? E a che serve l&rsquo;autocritica se poi si esalta Aragon piuttosto che Breton, perch&eacute; a differenza di quest&rsquo;ultimo aveva rotto con Trotsky? Non serve considerare &ldquo;imprescindibile&rdquo; Trotsky se tanto poi si dimostra di continuare a non condividerlo per niente.<\/p>\n<p>Colpisce soprattutto che un criminale come Vidali venga esaltato rispetto agli <em>&laquo;stalinisti da tastiera&raquo;<\/em> di oggi, i cui &ldquo;crimini&rdquo; evidentemente non vanno pi&ugrave; in l&agrave; di qualche scemenza sul &ldquo;faccialibro&rdquo;. Vidali &egrave; tosto per Acerbo perch&eacute; ha combattuto sul serio Trotsky. Combattere davvero Trotsky &egrave; quindi combatterlo fisicamente. Provare a combatterlo mettendone in discussione le tesi, che in fondo &egrave; molto pi&ugrave; difficile ed &egrave; il vero motivo della sopravvivenza di noi trotskisti, &egrave; qualcosa da irridere e disprezzare. Ne segue che &egrave; da disprezzare anche Marx che combatte con tutte le forze intellettuali Proudhon, ma non si &egrave; mai sognato di fargli la pelle. In fondo, siamo sempre fermi all&rsquo;eterno odio per la teoria di tutti gli stalinisti e delle mediocrit&agrave; intellettuali incapaci di un qualunque pensiero preciso e rigoroso.<\/p>\n<p>A me pare del tutto evidente che uno stalinista da tastiera sia di gran lunga preferibile a un assassino che riversa le sue colpe su un taccuino anzich&eacute; su una confessione in un verbale d&rsquo;arresto. Perch&eacute; dall&rsquo;autocritica di chi non ha pagato nulla per i suoi crimini, non pu&ograve; venire nessuna vera redenzione; una riflessione reale pu&ograve; invece venire da chi non li ha commessi perch&eacute; non ha mai raggiunto i livelli di fanatismo di un Vidali, fermandosi per fortuna alla tastiera di un computer. <\/p>\n<p>Se Acerbo invece di citare i Vidali, i Longo, i Dubcek, gli Hobsbawn eccetera, vale a dire gli infiniti satelliti dell&rsquo;arcipelago Stalin, provasse a confrontarsi davvero col pensiero di Trotsky o dei suoi seguaci, forse riuscirebbe a fare qualche reale passo in avanti. Cos&igrave; non andr&agrave; mai pi&ugrave; in l&agrave; delle mezze verit&agrave;.<\/p>\n<p>Infatti, non &egrave; credibile il tentativo di riabilitare Trotsky, quando dietro tale operazione si cela la solita volont&agrave; di assolvere gli stalinisti con la penosa giustificazione che fossero milioni. &Egrave; vero, milioni furono i sedicenti comunisti che seguirono baffone perch&eacute; pensavano <em>&laquo;che fossero fondate le accuse contro il fondatore dell&#8217;Armata Rossa&raquo;<\/em>. Ma perch&eacute; ricordare sempre e solo questi? Accanto ai milioni di stalinisti c&rsquo;eravamo noi trotskisti che pensavamo proprio l&rsquo;opposto. Non eravamo milioni, eravamo molto meno, ma non eravamo pochi. Eravamo migliaia. E tanti, anche se meno di noi, erano gli estremisti come Bordiga. Se si voleva essere contro Stalin, si aveva in fondo ampia scelta, compresa quella di Gramsci in solitaria, in carcere. Milioni di persone non la fecero preferendo allinearsi al gran capo, ma milioni rispetto a migliaia non depongono a favore dei primi. Non si capisce infatti perch&eacute; debbano essere prese a modello milioni di pecore cieche, anzich&eacute; le poche aquile che ci hanno visto benissimo. <\/p>\n<p>E se citiamo gli animali, non &egrave; per cattiveria, ma per ricordare che anche in quella allegoria letteraria di Orwell, <em>La fattoria degli animali<\/em>, i maiali che si sentono pi&ugrave; uguali degli altri sono quelli pi&ugrave; stupidi e ciechi e sono molti di pi&ugrave; rispetto all&rsquo;unico intelligente, quello a quattrocchi, che viene cacciato proprio per questo suo acume.<\/p>\n<p>Per Acerbo i comunisti da prendere in considerazione sono quelli pi&ugrave; criminali che non sono mai andati pi&ugrave; in l&agrave; del belato di un gregge, quelli che non hanno mai avuto la voglia di provare a fare i pastori che ragionano con la propria testa. Troppa la fatica intellettuale.<\/p>\n<p>Purtroppo per Acerbo, un branco di pecore rosse resta sempre un branco di pecore. &Egrave; difficile che apra davvero gli occhi nel 1968 come pensa lui. Chi &egrave; fermo alla &#8220;Storia della Rivoluzione russa&#8221; non pu&ograve; capirlo, ma se solo si sforzasse di andare avanti lo afferrerebbe. Trotsky scrisse il suo capolavoro mentre cercava di raddrizzare il partito bolscevico, riteneva cio&egrave; possibile negli anni &rsquo;20 quello che una talpa come Vidali sperava ancora nel 1968. Fu l&rsquo;ascesa di Hitler nel &lsquo;33, senza un minimo di contrasto da parte degli stalinisti, a fargli ritenere, prove materiali alla mano, che fossero necessari dei partiti comunisti nuovi e una nuova Internazionale, la Quarta. Da allora per Trotsky e per il marxismo, lo stalinismo &egrave; irriformabile e va abbattuto. L&rsquo;idea quindi di rigenerazione tramite Primavera di Praga &egrave; solo un pio desiderio di chi ha sostituito l&rsquo;analisi materialista col sentimentalismo a posteriori del suo buon senso. Difatti, nessuna rigenerazione &egrave; avvenuta. Ne avverr&agrave; perch&eacute; non &egrave; questione di riflessioni del pensiero critico, ma di interessi materiali. Qualunque rivoluzione, a Praga come dappertutto, &egrave; nell&rsquo;interesse del proletariato; la cricca che stava al Cremlino e chi gli andava dietro aveva un interesse diametralmente opposto, controrivoluzionario, come dimostra tutta la loro storia. Non potevano progredire assieme. La crescita dell&rsquo;una comportava la morte per l&rsquo;altro. Ecco perch&eacute; &egrave; impossibile la rigenerazione pensata da Vidali. Se fosse possibile rigenerare lo stalinismo, persino quello all&rsquo;acqua di rose rimasto in Acerbo, non servirebbe il movimento trotskista e noi potremmo tranquillamente tornarcene in Rifondazione.<\/p>\n<p>Se Acerbo non ci crede perch&eacute; magari non si fida di noi, pu&ograve; sempre fidarsi dei suoi lettori. Tra i commenti, infatti, qualcuno gli fa notare quanto fosse stata finta la redenzione del PCI di allora, schierato cos&igrave; tanto con la Primavera di Praga, da espellere quelli che poi avrebbero fondato il giornale <em>Il Manifesto<\/em>. Acerbo replica in burocratese, citando la violazione del centralismo democratico di Rossanda e compagni. Ma &egrave; ben strana una violazione del centralismo democratico quando si sostengono le stesse tesi di appoggio alla Primavera di Praga. <\/p>\n<p>La verit&agrave; &egrave; che Rossana e Magri, pur senza mai arrivare a una comprensione materialista, furono sinceramente dalla parte della Primavera di Praga, lo &ldquo;strappetto&rdquo; del PCI da Mosca fu invece sostanzialmente ipocrita e strumentale. Come ha ricordato Leonardo Gori [1], il PCI di Longo <em>&laquo;si guard&ograve; bene dall&rsquo;organizzare anche la bench&eacute; minima manifestazione di protesta, n&eacute; si pronunci&ograve; mai per il diritto all&rsquo;autodifesa da parte della popolazione cecoslovacca&raquo;<\/em>, tanto che il comunicato ufficiale, oltre al dissenso per l&rsquo;invasione, in pieno stile cerchiobottista, ribadiva <em>&laquo;il fraterno e schietto rapporto che unisce i comunisti italiani all&rsquo;Unione Sovietica e al PCUS&raquo;.<\/em><\/p>\n<p>Nel 1968, l&rsquo;URSS, in piena era Breznev e in piena stagnazione, stava avviandosi al suo ultimo, penoso capitolo. Era debole e al tramonto. Anche il PCI era sempre pi&ugrave; addentro ai gangli della democrazia borghese. Di l&igrave; a qualche anno, il &#8220;compromesso storico&#8221; di Berlinguer avrebbe reso sempre pi&ugrave; esplicita questa brama di potere. Lo &ldquo;strappetto&rdquo; del PCI non &egrave; un sostegno alla Primavera di Praga, ma ai suoi desideri borghesi pi&ugrave; nascosti. &Egrave; uno dei primi segnali del passaggio completo all&rsquo;altra parte della barricata che avverr&agrave; poi col PD. La riprova &egrave; la strumentalizzazione ulteriore di Rosa Luxemburg, la cui democrazia nel socialismo non era certo un&rsquo;apertura al partitismo borghese vagheggiato da Vidali, cio&egrave; alla dittatura del capitale, ma l&rsquo;esatto opposto, lo sterminio di tutti i partiti borghesi e della loro stalla parlamentare democratica, con l&rsquo;allargamento in loro sostituzione della democrazia proletaria, vale a dire dei consigli operai e dei loro partiti sulla base della propriet&agrave; collettiva e statale dei mezzi di produzione. Era lo sviluppo integrale e pi&ugrave; completo possibile della dittatura del proletariato.<\/p>\n<p>Due cose affatto diverse e opposte. Speriamo prima o poi lo si capisca per sempre. <\/p>\n<p><strong>NOTA<\/strong><\/p>\n<p>1 &ndash; Leonardo Gori, &#8220;Praga 1968 socialismo e libert&agrave;&#8221; &#8211; Prospettiva Edizioni 2001 -)<\/p>\n<p>Lorenzo Mortara<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A 81 anni dal colpo di picozza che lo port&ograve; per sempre nei verdi pascoli, Maurizio Acerbo sulla sua pagina Fb, ha reso &ldquo;omaggio&rdquo; a&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[46],"tags":[],"class_list":["post-67750","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-interventi","entry","simple"],"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/67750","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=67750"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/67750\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=67750"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=67750"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=67750"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}