{"id":67760,"date":"2021-09-10T00:00:00","date_gmt":"2021-09-10T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2021\/09\/10\/alitalia-ita-gravissimo-attacco-a-lavoratori-e-lavoratrici\/"},"modified":"2021-09-10T00:00:00","modified_gmt":"2021-09-10T00:00:00","slug":"alitalia-ita-gravissimo-attacco-a-lavoratori-e-lavoratrici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2021\/09\/10\/alitalia-ita-gravissimo-attacco-a-lavoratori-e-lavoratrici\/","title":{"rendered":"Alitalia\/ITA, gravissimo attacco a lavoratori e lavoratrici"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/5906_ita_alitalia.jpg\" alt=\"5906_ita_alitalia.jpg\" \/><br \/>\n<br \/>Il trasporto aereo sta conoscendo in tutto il mondo un enorme processo di ristrutturazione legato alla crisi del settore, precipitata dalla pandemia. Naturalmente a scapito dei salariati. In Italia <strong>la danza attorno al cadavere di Alitalia, in amministrazione straordinaria, sta producendo l&#8217;attacco pi&ugrave; grave<\/strong>. Una compagnia di bandiera saccheggiata negli anni e decenni da azionisti avventurieri e manager lestofanti, col concorso di tutti i governi, &egrave; in crisi terminale. I commissari da tempo incaricati della sua liquidazione, a garanzia dei creditori, sono alla fine dell&#8217;opera. Ma con qualche complicazione imprevista.<\/p>\n<p>La UE, pressata dalle compagnie concorrenti, chiede ad Alitalia di restituire i 900 milioni di prestito ponte a suo tempo effettuato, in quanto &ldquo;aiuto di Stato&rdquo;, ci&ograve; che oggi determinerebbe il fallimento formale di Alitalia.<br \/>\n<br \/>Ma se Alitalia va in fallimento, come possono i commissari straordinari che la gestiscono cedere i gioielli aziendali alla nuova compagnia subentrante (ITA, Italia Trasporto Aereo), e per di pi&ugrave; garantire le banche creditrici? Da qui una duplice operazione. Da un lato il governo chiede formalmente alla UE di sospendere temporaneamente la richiesta di restituzione del prestito. Dall&#8217;altro lo stesso governo garantisce la UE che in omaggio alla libera concorrenza la nuova compagnia, controllata dal Tesoro, sar&agrave; in discontinuit&agrave; con la vecchia. In altri termini, garantisce che non si tratta di una nazionalizzazione, pi&ugrave; o meno mascherata.<\/p>\n<p>La discontinuit&agrave; annunciata si concretizza nel fatto che ITA, la nuova compagnia, assumerebbe solo 2800 lavoratori, sui quasi 11000 dipendenti attuali di Alitalia. Per di pi&ugrave; i 2800 non sono necessariamente tra i lavoratori uscenti, perch&eacute; verrebbero riassunti sul libero mercato. Gli uscenti che volessero provare ad essere riassunti dovrebbero fare tutta la trafila della presentazione del curriculum, partendo da zero. &Egrave; la concorrenza, bellezza, quella tra i salariati. <\/p>\n<p>Non &egrave; tutto. I 2800 &ldquo;fortunati&rdquo; verrebbero assunti non col contratto nazionale ma con un contratto aziendale che prevede tagli del 30% sui salari di tutte le figure professionali. E per gli altri 8000 lavoratori che rimangono a spasso? Nessuno di loro si illuda di poter godere del &ldquo;privilegio&rdquo; di una cassa integrazione lunga come i licenziati del 2008. Al massimo, se va bene, un anno di cassa integrazione, e un po&#8217; di formazione, per candidarsi sul mercato a futura memoria. ITA dichiara che ne potrebbe riassumere qualcuno entro il 2025, ma solo se il mercato lo consentir&agrave;.<\/p>\n<p>In realt&agrave; tutto fa pensare che ITA sia solo una tappa dell&#8217;operazione. Come il governo Draghi ha gi&agrave; fatto intendere, non c&#8217;&egrave; alcuna volont&agrave; di tenere a lungo una compagnia controllata dal Tesoro. L&#8217;obiettivo &egrave; quello di ricollocare la nuova ITA sul mercato per nuovi compratori pescecani. Lufthansa si &egrave; candidata da tempo a rilevare le spoglie di Alitalia. La sua unica richiesta &egrave; quella dello spezzatino per poter comprare ci&ograve; che le conviene e mollare il resto. &Egrave; esattamente quanto sta facendo il governo assieme ai commissari straordinari: separazione della cessione dei 52 aerei dalla cessione del marchio; esternalizzazione annunciata dei servizi aereo portuali; una deroga governativa nel decreto infrastrutture all&#8217;obbligo di accollarsi i dipendenti da parte di una azienda che acquisisce un ramo d&#8217;azienda da un&#8217;amministrazione straordinaria. <strong>ITA &egrave; dunque il nuovo boccone appetibile per il mercato capitalistico dell&#8217;aviazione europea<\/strong>. Il taglio dei posti di lavoro, le condizioni contrattuali umilianti dei pochi lavoratori assunti, sono l&#8217;offerta di mercato di ITA con la copertura del Tesoro. L&#8217;ex manager FIAT Alfredo Altavilla a capo di ITA &egrave; l&#8217;uomo perfetto per l&#8217;operazione: applica al trasporto aereo la logica di Marchionne.<\/p>\n<p>Su questo terreno non c&#8217;&egrave; nulla da trattare. Persino le burocrazie sindacali che per lungo tempo hanno coperto un negoziato a perdere sono state costrette (per il momento) ad alzarsi dal tavolo. Ma non &egrave; sufficiente un gesto episodico e formale. &Egrave; necessario che tutte le organizzazioni di classe del settore uniscano le proprie forze a difesa di tutti i posti di lavoro e dei diritti sindacali minacciati. &Egrave; ci&ograve; che propone giustamente CUB Alitalia, sin dal 2008 l&#8217;organizzazione pi&ugrave; coerente e determinata della categoria.<\/p>\n<p>ITA ha annunciato per il 15 ottobre il proprio decollo? Sarebbe bene informarla che alle condizioni poste per quella data non ci sar&agrave; alcun decollo. Come i lavoratori possono occupare una fabbrica, cos&igrave; possono occupare le piste.<\/p>\n<p>C&#8217;&egrave; bisogno al tempo stesso di <strong>una lotta generale di tutti i lavoratori e le lavoratrici del trasporto aereo di tutte le compagnie. Basta con la concorrenza al ribasso tra le compagnie sulla pelle dei lavoratori!<\/strong> L&#8217;intero trasporto aereo va nazionalizzato sotto il controllo dei lavoratori, a tutela dei posti di lavoro e della dignit&agrave; di ognuno. Il trasporto &egrave; un servizio pubblico e deve essere posto sotto controllo pubblico, tutto. E devono essere i lavoratori a controllare direttamente la gestione del trasporto, sulla base di un piano nazionale, contro mazzette, ruberie, sprechi, clientelismi.<\/p>\n<p>Occorre inoltre gettare un ponte verso tutte le altre vertenze a difesa del lavoro, a partire da GKN e Whirlpool, per una piattaforma di lotta comune contro i licenziamenti.<br \/>\n<br \/>Gi&ugrave; le mani dal lavoro! Nazionalizzazione senza indennizzo e sotto controllo operaio di tutte le aziende che licenziano! No a privatizzazioni mascherate!<\/p>\n<p>&Egrave; il tema di una petizione nazionale oggi promossa da avanguardie di lotta di diverse aziende in crisi, e di diversa appartenenza sindacale. Il PCL, assieme ad altri soggetti, sostiene convintamente questa petizione. La manifestazione nazionale di sabato 18 settembre a Firenze sar&agrave; un&#8217;occasione di sviluppo importante di questa campagna unitaria, nell&#8217;interesse dell&#8217;intero mondo del lavoro.<\/p>\n<p>Partito Comunista dei Lavoratori<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il trasporto aereo sta conoscendo in tutto il mondo un enorme processo di ristrutturazione legato alla crisi del settore, precipitata dalla pandemia. 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