{"id":67761,"date":"2021-09-12T00:00:00","date_gmt":"2021-09-12T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2021\/09\/12\/quando-il-proletariato-chiedeva-il-vaccino\/"},"modified":"2021-09-12T00:00:00","modified_gmt":"2021-09-12T00:00:00","slug":"quando-il-proletariato-chiedeva-il-vaccino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2021\/09\/12\/quando-il-proletariato-chiedeva-il-vaccino\/","title":{"rendered":"Quando il proletariato chiedeva il vaccino"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/5907_Colera-Napoli-1-768x403-1-1200x675.jpg\" alt=\"5907_Colera-Napoli-1-768x403-1-1200x675.jpg\" \/><br \/>\n<br \/>La spiegazione degli eventi e l&rsquo;insegnamento della storia si contraddistinguono, in questo periodo pandemico, non dalla qualit&agrave; delle fonti ma dalla quantit&agrave; delle fonti. Siti privi di qualsiasi fondamento scientifico proliferano distorcendo le notizie e la verit&agrave; sui vaccini anti-Covid. Pullulano frasi come &ldquo;vengono nascosti effetti collaterali e decessi post-vaccino&rdquo;, &ldquo;I vaccini anti-Covid sono sperimentali&rdquo;.<\/p>\n<p>In Italia l&rsquo;Agenzia Italiana per il farmaco (Aifa) pubblica periodicamente il resoconto con le segnalazioni di sospetti eventi avversi, e la realt&agrave; &egrave; che <em>&laquo;i vaccini autorizzati contro il Sars-Cov hanno effettuato tutti i passaggi della sperimentazione per ricevere l&rsquo;autorizzazione all&rsquo;immissione in commercio&raquo;<\/em>, non vi &egrave; stato nessun &ldquo;salto del turno&rdquo;. <\/p>\n<p>Il nozionismo in sostanza sta sostituendo a poco a poco lo spazio della comprensione dei grandi fenomeni storici. Anche le lotte sociali di classe vengono sostituite da paure e convinzioni medievali. Il Covid-19 non &egrave; solo una malattia fisica, ma in molti scuote e mobilita le paure pi&ugrave; irrazionali.<\/p>\n<p>Era il 1973 quando un&rsquo;epidemia di colera colp&igrave; l&rsquo;Italia. La propagazione del colera, rispetto alla diffusione del Covid-19, ebbe un processo geograficamente inverso. Il centro del contagio fu Napoli, una citt&agrave; del Sud. Tutto ebbe inizio nell&rsquo;agosto del &#8217;73, per la precisazione il 24 agosto, a Torre del Greco (dove Giacomo Leopardi mor&igrave; 1837 durante un&rsquo;altra epidemia di Colera), ove si segnalarono alcuni casi di gastroenterite acuta. <\/p>\n<p>Gi&agrave; il 20 agosto la ballerina inglese Linda Heyckeey mor&igrave; a causa del colera. Era pi&ugrave; di un sospetto. L&rsquo;ospedale Cotugno del capoluogo campano in pochi giorni assorb&igrave; molti pazienti, tutti affetti dagli stessi sintomi: diarrea, nausea e vomito. Il colera si diffuse, il batterio killer inizi&ograve; a preoccupare. La malattia viaggi&ograve; veloce per le vie della citt&agrave; e con essa, alla stessa intensit&agrave;, si diffusero la paura e il panico.<\/p>\n<p>Napoli aveva gi&agrave; avuto a che fare con il colera nel 1835, nel 1849, nel 1854, nel 1865, nel 1884 e nel 1893. I decessi furono migliaia, e migliaia di vittime &ndash; circa 16000 &ndash; il Vibrio cholerae (batterio responsabile del colera) li fece nella penultima epidemia del 1884. L&rsquo;incubo colera si stava riproponendo per l&rsquo;ennesima volta a Napoli. <\/p>\n<p>La Napoli degli anni &#8217;70 era una Napoli molto diversa da quella di oggi, non solo in senso strutturale ma anche sociale. Il tessuto sociale era strettamente pi&ugrave; connesso alla coscienza politica. L&rsquo;impatto del colera a Napoli negli anni &#8217;70, se paragonato ai numeri del Covid-19 odierni, fu sicuramente di lieve entit&agrave;, le morti (secondo le stime pi&ugrave; pessimiste) furono 24, con circa 1000 pazienti ricoverati. Altre regioni come la Puglia, la Sardegna o citt&agrave; come Roma, Firenze, Pescara, Bologna e Milano, contarono ammalati ma nessun aspetto drammatico per le statistiche.<\/p>\n<p>La ricerca delle cause della diffusione della malattia furono, almeno nella prima fase, complesse. Inizialmente infatti si ritenne che l&rsquo;epidemia fosse stata causata dal consumo di molluschi infetti dai vibrioni, in particolare cozze, che venivano ingerite anche crude. La cosa molto particolare e curiosa &egrave; che le vere responsabili della diffusione del batterio furono le cozze tunisine e non quelle nostrane, perch&eacute; i frutti di mare partenopei avevano un tale concentrato di colibatteri, a causa dell&#8217;inquinamento del mare, da impedire di sopravvivere allo stesso batterio del colera [1]. <\/p>\n<p>Fu il primo caso d&rsquo;inquinamento selettivo per il proliferare di batteri.<\/p>\n<p>Le autorit&agrave;, dunque, adottarono diverse misure di anticontagio: iperclorinarono le acque dell&rsquo;acquedotto municipale, bloccarono la vendita dei frutti di mare e il consumo nei ristoranti e nelle trattorie, e in concomitanza attivarono una raccolta di massa straordinaria di rifiuti, sanificarono strade ed effettuarono controlli a tappeto.<\/p>\n<p>La situazione era seria, era necessario reagire, tanto pi&ugrave; che, come tutte le questioni sociali, restavano sacche di convinzioni medioevali, populiste e parafasciste che facevano resistenza. Ieri come oggi avevamo la destra retrograda (i no vax odierni) in prima linea, i soliti sprezzanti del pericolo (negazionisti dell&rsquo;epidemia) che pensarono bene di farsi riprendere mentre ingurgitavano cozze crude. Oppure si doveva fare i conti con l&rsquo;incoscienza nazionalpopolare dei giovani, come quella degli &#8220;scugnizzi&#8221; che dopo essersi vaccinati si gettavano nelle inquinate acque di Via Caracciolo [2].<\/p>\n<p>La presenza del Colera a Napoli, in pochi giorni, divenne un fatto ufficiale. I media sottolineavano il dato. <em>Il Mattino<\/em> il 28 agosto ufficializzava la presenza dell&rsquo;epidemia. Gli anziani del posto avevano ancora vivo il ricordo di cosa aveva fatto il colera nel 1910, pochi decenni prima (111 decessi). Il 29 agosto, il <em>Corriere<\/em> titolava: <em>&laquo;Paura del colera&raquo;<\/em>. Il giorno dopo: <em>&laquo;Contagiati anche i bimbi&raquo;<\/em>. <\/p>\n<p>Era necessario reagire, ma mancavano le dosi. In citt&agrave;, il siero anticolerico contava poco pi&ugrave; di 17000 dosi [3]; la popolazione iniziava ad accusare il colpo e la non chiarezza sull&rsquo;origine della diffusione del batterio metteva Napoli in ginocchio. I napoletani, oltre a subire la malattia, per la paura si trovano sigillati in casa senza poter consumare nulla, dal pesce all&rsquo;acqua alla frutta. Il disagio cresceva, e aumentava anche il livello di coscienza di classe. Il popolo scese in piazza al grido di &ldquo;vogliamo il vaccino!&rdquo;. Napoli reclam&ograve; il vaccino. Era la classe operaia, la povera gente dalla grande Napoli che stava reagendo.<\/p>\n<p>Nelle foto in bianco e nero di allora ci sono uomini, donne e bambini che protestano perch&eacute; vogliono difendersi da quel nemico che evoca terrore e lutti. Proprio come dovrebbe essere oggi per il Covid-19, la gente di Napoli ancor meno di cinquant&rsquo;anni fa lottava per aver un vaccino, per poter essere libera, per poter mandare i figli a scuola, per uscire e tornare alla normalit&agrave;. <\/p>\n<p>Ai giorni nostri, con un nemico molto pi&ugrave; letale e cattivo, le cronache e le immagini in bianco e nero di quella estate napoletana del 1973 ci consegnano una grande esperienza positiva, l&rsquo;esempio di come il popolo debba rispondere.<\/p>\n<p>Si creano dunque a Napoli i primi centri vaccinali, uno dei primissimi fu alla Casa del popolo di Ponticelli (un&rsquo;iniziativa promossa da alcuni militanti del PCI), e in poco tempo la vaccinazione cambia passo. Il 3 settembre il <em>Corriere d&rsquo;Informazione<\/em> parla di circa 800000 napoletani vaccinati, e l&rsquo;obiettivo del milione sembra vicinissimo; &ldquo;prima di sera&rdquo;, aggiunge, &ldquo;potrebbero arrivare a sfiorare il milione&rdquo;, ma lo cosa che pi&ugrave; colpisce &egrave;, come afferma il Corriere: <em>&laquo;in citt&agrave; si nota un clima molto pi&ugrave; sereno&raquo;<\/em>. <\/p>\n<p>Per rendere possibile la campagna di immunizzazione, in citt&agrave; erano stati allestiti decine di centri dove il vaccino poteva essere somministrato. Al 3 di settembre ne risultavano attivi <em>&laquo;44 nella sola Napoli&raquo;<\/em>. Un aiuto importante, per dovere di cronaca, fu dato dalle truppe NATO presenti in Campania, dotate di &#8220;siringhe a pistola&#8221; capaci di somministrare le dosi in tempi molto rapidi. Questi strumenti erano quelli che utilizzavano per le loro truppe in Vietnam.<\/p>\n<p>Quello che dobbiamo valutare con molta attenzione oggi &egrave; quello che ci ha insegnato questa vicenda. A Napoli ci fu una grande partecipazione della popolazione alle proteste per ottenere il vaccino. Con grande tenacia e pazienza, i partenopei ottennero il vaccino, mostrando piena fiducia nella scienza, nell&rsquo;immunizzazione e nei vaccini. <\/p>\n<p>La storia, come spesso accade, non solo tende a ripetersi, ma purtroppo, come diceva un grande, insegna ma non ha allievi. Nel caso del Covid, purtroppo, ha subito un ulteriore affronto ed &egrave; stata ribaltata.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; direction: ltr; line-height: 1px; font-size: medium; background-image: initial; background-position: initial; background-size: initial; background-repeat: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial;\"><strong><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Candara, serif;\">NOTE<\/span><\/span><\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"western\" style=\"margin-bottom: 0.28cm; direction: ltr; line-height: 15.84px; font-family: Calibri, serif; font-size: 11pt;\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Candara, serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">1) <\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Candara, serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">approfondimenti <strong><span style=\"color: #000080;\"><a style=\"color: #0563c1;\" href=\"https:\/\/storienapoli.it\/2020\/03\/16\/colera-1973-quando-usa-salvarono-napoli\/#:~:text=Alla%20fine%20la%20versione%20pi%C3%B9,del%20vibrione)%20provenienti%20dalla%20Tunisia.&amp;text=La%20cosa%20paradossale%20era%20che,allo%20stesso%20vibrione%20del%20colera%E2%80%9D\"><span style=\"color: #000080;\">a questo link<\/span><\/a><\/span><\/strong>.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" style=\"margin-bottom: 0.28cm; direction: ltr; line-height: 15.84px; font-family: Calibri, serif; font-size: 11pt;\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Candara, serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">2<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Candara, serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">) <span style=\"color: #000080;\"><strong><a style=\"color: #0563c1;\" href=\"https:\/\/corrieredelmezzogiorno.corriere.it\/napoli\/notizie\/arte_e_cultura\/2013\/26-agosto-2013\/quando-colera-sbarco-napoli-nascosto-cozze-tunisine-2222758517665.shtml\"><span style=\"color: #000080;\">Corriere del mezzogiorno<\/span><\/a><\/strong><\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" style=\"margin-bottom: 0.28cm; direction: ltr; line-height: 15.84px; font-family: Calibri, serif; font-size: 11pt;\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Candara, serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">3) <\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000080;\"><strong><a style=\"color: #0563c1;\" href=\"https:\/\/www.corriere.it\/cronache\/21_gennaio_06\/cosi-napoli-1973-si-vaccinarono-900mila-persone-cinque-giorni-tra-polemiche-cronaca-giornali-dell-epoca-cae60f22-4f63-11eb-9394-990bd512afa6.shtml\"><span style=\"font-family: Candara, serif; color: #000080;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Corriere della Sera<\/span><\/span><\/a><\/strong><\/span><\/p>\n<p><\/p>\n<p class=\"western\" style=\"margin-bottom: 0.28cm; direction: ltr; line-height: 15.84px; font-family: Calibri, serif; font-size: 11pt;\">\n<p class=\"western\" style=\"margin-bottom: 0.28cm; direction: ltr; line-height: 15.84px; font-family: Calibri, serif; font-size: 11pt;\"><strong><span style=\"color: #0563c1;\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Candara, serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">ALTRE FONTI<\/span><\/span><\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"western\" style=\"margin-bottom: 0.28cm; direction: ltr; line-height: 15.84px; font-family: Calibri, serif; font-size: 11pt;\"><span style=\"color: #000080;\"><strong><span style=\"text-decoration: underline;\"><a style=\"color: #0563c1; text-decoration: underline;\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Epidemia_di_colera_in_Italia_del_1973\"><span style=\"color: #000080; text-decoration: underline;\"><span style=\"color: #000000; text-decoration: underline;\">L&rsquo;epidemia di colera a Napoli<\/span><\/span><\/a><\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" style=\"margin-bottom: 0.28cm; direction: ltr; line-height: 15.84px; font-family: Calibri, serif; font-size: 11pt;\"><span style=\"color: #000080;\"><strong><span style=\"text-decoration: underline;\"><a style=\"color: #0563c1; text-decoration: underline;\" href=\"https:\/\/www.treccani.it\/magazine\/atlante\/cultura\/La_lezione_dell_epidemia_di_colera_del_1973.html\"><span style=\"color: #000080; text-decoration: underline;\"><span style=\"color: #000000; text-decoration: underline;\">La lezione dell&rsquo;epidemia del colera<\/span><\/span><\/a><\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" style=\"margin-bottom: 0.28cm; direction: ltr; line-height: 15.84px; font-family: Calibri, serif; font-size: 11pt;\">\n<p>Eugenio Gemmo<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La spiegazione degli eventi e l&rsquo;insegnamento della storia si contraddistinguono, in questo periodo pandemico, non dalla qualit&agrave; 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