{"id":67858,"date":"2022-01-21T00:00:00","date_gmt":"2022-01-21T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2022\/01\/21\/loperazione-truffa-di-rizzo-e-giannini\/"},"modified":"2022-01-21T00:00:00","modified_gmt":"2022-01-21T00:00:00","slug":"loperazione-truffa-di-rizzo-e-giannini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2022\/01\/21\/loperazione-truffa-di-rizzo-e-giannini\/","title":{"rendered":"L&#8217;operazione truffa di Rizzo e Giannini"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/6184_rizzogiannini.jpg\" alt=\"6184_rizzogiannini.jpg\" \/><br \/>\n<br \/>L&#8217;appello &ldquo;Ora l&#8217;unit&agrave;. Per il partito comunista in Italia&rdquo; &egrave; una truffa. Lo &egrave; sia dal punto di vista dell&#8217;evocazione unitaria che dei contenuti di merito. Infatti non &egrave; n&eacute; unitario n&eacute; comunista.<\/p>\n<p>Innanzitutto non &egrave; unitario, se non nella finzione retorica. Da un lato liscia il pelo alla domanda di un&#8217;indistinta unit&agrave; comunista di tanti compagni e compagne indirizzandola verso i partiti comunisti italiani, i loro gruppi dirigenti, i loro segretari. Come dire &ldquo;noi siamo per l&#8217;unificazione di tutti, chi non ci sta ne risponda&rdquo;. Dall&#8217;altro lato lo stesso appello afferma giustamente che l&#8217;unificazione &laquo;<em>pu&ograve; verosimilmente avvenire solo sulla base prioritaria ed essenziale di una forte affinit&agrave; ideologica e politico-teorica tra le parti<\/em>&raquo;. Un concetto ribadito in modo insistente nella lettera aperta di accompagnamento dell&#8217;appello, e nell&#8217;immediato commento di plauso di Marco Rizzo.<br \/>\n<br \/>Bene. Noi siamo d&#8217;accordo con questo concetto. Una unificazione senza una base programmatica comune sarebbe un pasticcio senza futuro. &Egrave; fallita con Rifondazione nonostante disponesse di un bacino di massa, a maggior ragione fallirebbe come operazione a freddo tra piccoli partiti. Ma se gli stessi primi firmatari dell&#8217;appello pongono come condizione dell&#8217;unificazione la &laquo;<em>forte affinit&agrave; ideologica e politico-teorica<\/em>&raquo; sono loro stessi a confessare che l&#8217;unificazione generale evocata dall&#8217;appello con toni retorici, solenni e struggenti, &egrave; solo una finzione penosa. L&#8217;unificazione proposta &egrave;, legittimamente, quella tra chi condivide le posizioni di Marco Rizzo e Fosco Giannini. Un&#8217;unificazione in casa propria. Auguri, ma cosa c&#8217;entrano gli altri?<\/p>\n<p>Ma soprattutto le posizioni di merito di Marco Rizzo e Fosco Giannini, poste a condizione dell&#8217;unit&agrave; dei comunisti, non hanno nulla a che vedere col comunismo.<br \/>\n<br \/>La sostanza dell&#8217;appello &egrave; la seguente: siccome il mondo cammina verso la guerra, occorre stringersi attorno alla Cina di Xi Jinping quale &laquo;<em>cardine del fronte antimperialista in progress<\/em>&raquo;, e attorno alla Russia di Putin &laquo;<em>avversario politicamente indomabile<\/em>&raquo; dell&#8217;imperialismo. Bisogna che si &laquo;<em>osteggi ogni equidistanza tra l&#8217;imperialismo USA e dei suoi alleati e la Repubblica Popolare Cinese<\/em>&raquo;. Va rivendicata l&#8217;uscita dell&#8217;Italia dalla NATO, dalla Unione Europea, dall&#8217;euro, per recuperare la sovranit&agrave; nazionale dell&#8217;Italia, oggi svenduta a Bruxelles e ridotta a un paese Quisling.<\/p>\n<p>&Egrave; una legittima posizione sciovinista. Quella contro cui nacque la Terza Internazionale comunista.<\/p>\n<p>1) Se il mondo cammina verso una possibile guerra occorre contrapporsi a tutti gli imperialismi nel nome della fraternizzazione internazionale degli operai. &ldquo;Il nemico &egrave; in casa nostra&rdquo; &egrave; la parola d&#8217;ordine essenziale. In casa nostra il nemico &egrave; innanzitutto l&#8217;imperialismo USA, gli imperialismi europei, e l&#8217;imperialismo italiano. Imperialismi dei quali vanno denunciati e sbugiardati gli interessi economici, militari, diplomatici, fautori di guerra, a partire dalla NATO. Ma la contrapposizione al nemico di casa nostra va fatta dall&#8217;angolo di visuale <em><strong>della nostra classe<\/strong><\/em> e di una prospettiva di rivoluzione, non dal versante <strong><em>degli imperialismi rivali<\/em><\/strong> e dei loro interessi.<br \/>\n<br \/>La Cina &egrave; oggi una potenza imperialista che saccheggia buona parte dell&#8217;Africa, usa l&#8217;arma del debito come strumento di dominio su altre nazioni, contende palmo a palmo all&#8217;imperialismo d&#8217;occidente il controllo delle zone di influenza, esercita sfruttamento sui salariati di casa propria cui nega spesso i diritti sindacali pi&ugrave; elementari. Lo stesso vale, in forma diversa e pi&ugrave; limitata, per la Russia. Perch&eacute; allora i lavoratori italiani, europei, americani, che giustamente vanno chiamati a denunciare i propri governi e i propri sfruttatori, dovrebbero sostenere l&#8217;imperialismo cinese? E perch&eacute; dovremmo chiamare gli operai cinesi e russi a solidarizzare coi propri governi e i propri imperialismi nella spartizione delle zone di influenza?<br \/>\n<br \/>L&#8217;appello di Rizzo e Giannini oltretutto non solo sostiene l&#8217;imperialismo cinese ma addirittura lo presenta come &ldquo;cardine del fronte antimperialista&rdquo;. Quindi, se le parole hanno un senso, come guida e faro del proletariato mondiale. &Egrave; una posizione delirante, in ogni caso antiproletaria e anticomunista.<\/p>\n<p>2) L&#8217;Italia non &egrave; affatto un &ldquo;paese Quisling&rdquo;, cio&egrave; una colonia o semicolonia degli USA e di Bruxelles. <em><strong>&Egrave; un paese imperialista<\/strong><\/em>, seconda potenza industriale d&#8217;Europa, in concorrenza con l&#8217;imperialismo tedesco per l&#8217;egemonia nei Balcani, impegnato a contendere alla Francia l&#8217;egemonia in Nord Africa, interessato a pattuire con la Francia una penetrazione economica in Africa. Certo, dobbiamo rivendicare la rottura dell&#8217;Italia con la NATO e con l&#8217;Unione Europea imperialistica, ma dal versante degli interessi della nostra classe, in solidariet&agrave; con i lavoratori tedeschi, francesi, americani, per una comune prospettiva internazionale anticapitalista e socialista. Viceversa, contrastare la NATO e la UE nel nome della sovranit&agrave; mutilata dell&#8217;Italia, cio&egrave; dell&#8217;imperialismo italiano, significa lisciare il pelo alle destre reazionarie e alla loro retorica nazionalista. &ldquo;Via dalla NATO, dalla UE, dall&#8217;euro&rdquo; <em><strong>senza altre specificazioni<\/strong><\/em> &egrave; oggi formalmente uno slogan anche di Forza Nuova e CasaPound. &Egrave; un fatto. Non diciamo ovviamente che &ldquo;allora Rizzo &egrave; fascista&rdquo;. Diciamo che le sue posizioni lisciano il pelo alla destra, la quale spesso ricambia con toni affettuosi. &Egrave; la filosofia del rossobrunismo, cara a Diego Fusaro, quella del superamento del vecchio confine tra destra e sinistra, quella che contrappone i diritti sociali ai diritti civili&#8230; Appunto le posizioni di Rizzo. Cosa c&#8217;entrano i comunisti con tutto questo?<\/p>\n<p>Colpisce che in un appello che si offre come fondamento dell&#8217;unit&agrave; comunista non vi sia alcun cenno alla prospettiva socialista, n&eacute; ad un programma d&#8217;azione anticapitalista, n&eacute; a un bilancio dei decenni passati.<br \/>\n<br \/>Le uniche misure della borghesia italiana che vengono denunciate sono quelle prese dai governi degli ultimi anni, dall&#8217;articolo 18 in su. Nulla invece sulle responsabilit&agrave; determinanti dei governi di centrosinistra che Marco Rizzo e Fosco Giannini hanno appoggiato. Quei governi che hanno realizzato il lavoro interinale, il record delle privatizzazioni in Europa, il bombardamento su Belgrado, la detassazione dei profitti di industrie e banche, il finanziamento delle missioni militari in Afghanistan. Su tutto questo un pietoso silenzio, e non &egrave; un caso. L&#8217;unificazione attorno a Rizzo e Giannini non pu&ograve; che rimuovere pudicamente le responsabilit&agrave; di entrambi. Anche in fatto di sostegno alla NATO.<\/p>\n<p>In conclusione. L&#8217;unit&agrave; dei comunisti &egrave; buona e giusta, ma pu&ograve; avere un futuro solo se avviene in un partito comunista, quindi attorno ai principi del marxismo rivoluzionario: l&#8217;indipendenza di classe da ogni governo borghese e da ogni imperialismo; una prospettiva socialista internazionale; la riconduzione degli obiettivi immediati di lotta ad una prospettiva di rivoluzione. Erano i fondamenti su cui venne fondato il Partito Comunista d&#8217;Italia nel 1921, il partito diretto da Bordiga, Gramsci, Tresso. Il partito distrutto politicamente dal PCI per mano di Stalin,Togliatti, Secchia.<br \/>\n<br \/>Il PCL &egrave; interessato a ricostruire il PCd&#8217;I, Marco Rizzo a riesumare il PCI. Non pu&ograve; esserci confusione tra due prospettive tra loro incompatibili. Da un lato i comunisti, dall&#8217;altro gli stalinisti.<\/p>\n<p>Partito Comunista dei Lavoratori<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;appello &ldquo;Ora l&#8217;unit&agrave;. Per il partito comunista in Italia&rdquo; &egrave; una truffa. 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