{"id":67909,"date":"2022-03-31T00:00:00","date_gmt":"2022-03-31T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2022\/03\/31\/le-donne-combattenti-nei-giorni-della-grande-rivoluzione-dottobre\/"},"modified":"2022-03-31T00:00:00","modified_gmt":"2022-03-31T00:00:00","slug":"le-donne-combattenti-nei-giorni-della-grande-rivoluzione-dottobre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2022\/03\/31\/le-donne-combattenti-nei-giorni-della-grande-rivoluzione-dottobre\/","title":{"rendered":"Le donne combattenti nei giorni della Grande Rivoluzione d&#8217;ottobre"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/6245_kollontaj2.jpg\" alt=\"6245_kollontaj2.jpg\" \/><br \/>\n<br \/>Le donne che presero parte alla Grande Rivoluzione d&#8217;ottobre &#8211; chi erano? Individui isolati? No, erano un&rsquo;armata; decine, centinaia di migliaia di eroine senza nome che, marciando fianco a fianco con gli operai e i contadini dietro la Bandiera Rossa e lo slogan dei Soviet, passarono sulle rovine della teocrazia zarista verso un nuovo futuro&#8230;<\/p>\n<p>Se si guarda al passato, le si pu&ograve; vedere, queste masse di eroine senza nome che l&#8217;ottobre convogli&ograve; mentre si trovavano a vivere nelle citt&agrave; affamate, nei villaggi impoveriti e depredati dalla guerra&#8230; Un foulard in testa (molto raramente, ancora, un fazzoletto rosso), una gonna consunta, una giacca invernale rattoppata&#8230; Giovani e vecchie, operaie e mogli di soldati, contadine e casalinghe tra i poveri della citt&agrave;. Pi&ugrave; raramente, molto pi&ugrave; raramente a quei tempi, impiegate e professioniste, donne colte e istruite. Ma c&#8217;erano anche donne dell&#8217;intellighenzia tra coloro che portarono la Bandiera Rossa alla vittoria d&#8217;ottobre: insegnanti, impiegate, giovani studentesse delle scuole superiori e delle universit&agrave;, donne medico. Marciarono gioiosamente, disinteressatamente, con determinazione. Andavano ovunque le mandassero. Al fronte? Indossavano un berretto da soldato e diventavano combattenti dell&#8217;Armata Rossa. Se indossavano le fasce rosse al braccio, allora correvano alle stazioni di pronto soccorso per aiutare il fronte rosso come avvenne contro Kerenskij a Gatchina. Lavoravano nelle comunicazioni dell&#8217;esercito e lo facevano allegramente, mosse dalla convinzione che qualcosa di epocale stava accadendo, e che siamo tutti piccoli ingranaggi dell&#8217;unica classe della rivoluzione.<\/p>\n<p>Nei villaggi, le contadine (i loro mariti erano stati mandati al fronte) prendevano la terra ai proprietari terrieri e cacciavano l&#8217;aristocrazia dai nidi in cui si erano appollaiati per secoli.<\/p>\n<p>Quando si ricordano gli eventi di Ottobre, va sottolineato che non si videro individualit&agrave;, ma masse. Masse senza numero come onde di esseri umani. Ma ovunque si guardava si vedevano donne alle riunioni, ai raduni, alle manifestazioni.<\/p>\n<p>Non sapevano ancora bene cosa volevano esattamente, per cosa lottavano, ma sapevano una cosa: non avrebbero sopportato pi&ugrave; la guerra. N&eacute; avevano intenzione di sopportare i proprietari terrieri e i ricchi&#8230; Nell&#8217;anno 1917, il grande oceano dell&#8217;umanit&agrave; si agitava e ondeggiava e gran parte di questo oceano era composto da donne&#8230;<\/p>\n<p>Un giorno lo storico scriver&agrave; delle gesta di queste eroine senza nome della rivoluzione che morirono al fronte, furono fucilate dai bianchi [le armate bianche, ndr] e sopportarono le innumerevoli privazioni dei primi anni dopo la rivoluzione, ma che continuarono a portare in alto la bandiera rossa del potere sovietico e del comunismo.<\/p>\n<p>&Egrave; a queste eroine senza nome, che morirono per conquistare una nuova vita per il popolo lavoratore durante la Grande Rivoluzione d&#8217;ottobre, che la giovane repubblica si inchina ora in segno di riconoscimento mentre i suoi giovani, contenti ed entusiasti, si accingono a costruire le basi del socialismo.<\/p>\n<p>Tuttavia, da questo mare di teste di donne con sciarpe e berretti emergono inevitabilmente le figure di coloro alle quali lo storico dedicher&agrave; particolare attenzione quando, tra molti anni, scriver&agrave; della Grande Rivoluzione d&#8217;ottobre e del suo leader: Lenin.<\/p>\n<p>La prima figura che emerge &egrave; quella della fedele compagna di Lenin: Nade\u017eda Konstantinovna Krupskaja, con il suo semplice vestito grigio e che si sforzava sempre di rimanere sullo sfondo. Scivolava inosservata in una riunione e si metteva dietro una colonna, ma guardava e sentiva tutto, osservando tutto ci&ograve; che accadeva in modo da poter poi dare un resoconto completo a Vladimir Il&#8217;ic, che avrebbe aggiunto i suoi commenti appropriati e illuminato con un&#8217;idea sensata, adatta e utile.<\/p>\n<p>In quei giorni Nade\u017eda Konstantinovna non parl&ograve; alle numerose e burrascose riunioni in cui il popolo discuteva sulla grande questione: i sovietici avrebbero conquistato il potere o no? Ma lavor&ograve; instancabilmente come braccio destro di Vladimir Il&#8217;ic, facendo di tanto in tanto un breve ma significativo commento alle riunioni del partito. Nei momenti di maggiore difficolt&agrave; e pericolo, quando molti compagni pi&ugrave; forti si persero d&#8217;animo e cedettero al dubbio, Nade\u017eda Konstantinovna a rimase sempre la stessa, totalmente convinta della giustezza della causa e della sua sicura vittoria. Irradiava dall&rsquo;alto tanto la sua fede incrollabile e questa fermezza di spirito, nascosta dietro a una rara modestia, aveva sempre un effetto rassicurante su tutti coloro che entravano in contatto con la compagna del grande leader della Rivoluzione d&#8217;ottobre.<\/p>\n<p>Un&#8217;altra figura emerge: quella di un&#8217;altra fedele compagna di Vladimir Il&#8217;ic, compagna d&#8217;armi nei difficili anni del lavoro clandestino, segretaria del Comitato Centrale del Partito: Yelena Dmitriyevna Stasova. Una fronte alta e chiara con una rara precisione e un&#8217;eccezionale capacit&agrave; lavorativa si accompagnavano a una innata dote nell&rsquo;&#8221;individuare&#8221; sempre la persona giusta per un determinato compito. La sua figura alta e statuaria poteva essere vista prima al Soviet al palazzo Tavrichesky, poi alla casa della Kshesinskaya e infine allo Smolny. Nelle sue mani teneva un taccuino, mentre intorno a lei premevano i compagni del fronte, gli operai, le guardie rosse, le lavoratrici, i membri del partito e dei soviet, cercando una risposta o un ordine rapido e chiaro.<\/p>\n<p>La Stasova aveva la responsabilit&agrave; di molte questioni importanti, ma se un compagno si trovava in difficolt&agrave; in quei giorni tempestosi, lei rispondeva sempre, a volte fornendo una risposta breve e che poteva apparire sbrigativa, ma facendo lei stessa tutto quello che poteva per aiutarlo. Era sommersa dal lavoro e sempre al suo posto. Sempre al suo posto, ma senza mai spingersi in prima fila, alla ribalta. Non le piaceva essere al centro dell&#8217;attenzione. La sua preoccupazione non era per s&eacute; stessa, ma per la causa.<\/p>\n<p>Per la nobile e grande causa del comunismo, per la quale Yelena Stasova ha sofferto l&#8217;esilio e l&#8217;imprigionamento nelle carceri zariste, lasciandola con la salute a pezzi&#8230; In nome della causa era come la selce, dura come l&#8217;acciaio. Ma alle sofferenze dei suoi compagni mostrava una sensibilit&agrave; e una reattivit&agrave; che si trovano solo in una donna dal cuore caldo e nobile.<\/p>\n<p>Klavdiya Nikolayeva era una lavoratrice di origini molto umili. Si era unita ai bolscevichi gi&agrave; nel 1908, negli anni della reazione e aveva sopportato l&#8217;esilio e il carcere&#8230; Nel 1917 torn&ograve; a Leningrado e divenne il cuore della prima rivista per donne lavoratrici: Kommunistka. Era ancora giovane, piena di agitazione e di impazienza. Essa teneva fermamente alla bandiera e dichiarava coraggiosamente che le operaie, le mogli dei soldati e le contadine dovevano essere attirate nel partito. &ldquo;Al lavoro, donne! Alla difesa dei Soviet e del comunismo!&rdquo; era una delle sue frasi pi&ugrave; ricorrenti.<\/p>\n<p>Parlava alle riunioni, ancora nervosa e insicura di s&eacute; stessa, ma riusciva ad attirare gli altri e a farsi seguire. Era una di quelle che portava sulle spalle tutte le difficolt&agrave; per preparare la strada all&#8217;ampio coinvolgimento di massa delle donne nella rivoluzione, una di quelle che combatteva su due fronti &#8211; per i Soviet e il comunismo, e allo stesso tempo per l&#8217;emancipazione delle donne. I nomi di Klavdiya Nikolayeva e Konkordiya Samoilova, che mor&igrave; da rivoluzionaria nel 1921 (di colera), sono indissolubilmente legati ai primi e pi&ugrave; difficili passi del movimento delle donne lavoratrici, soprattutto a Leningrado. Konkordiya Samoilova era una lavoratrice nel partito di impareggiabile altruismo, un&#8217;oratrice fine e convincente che sapeva come conquistare il cuore delle lavoratrici. Coloro che hanno lavorato al suo fianco ricorderanno a lungo Konkordiya Samoilova. Essa era schietta nei modi, semplice nel vestire, esigente nell&#8217;esecuzione delle decisioni, severa sia con se stessa che con gli altri.<\/p>\n<p>Inoltre, colpisce in modo particolare la figura gentile e affascinante di Inessa Armand, che fu incaricata di un lavoro di partito molto importante in preparazione della Rivoluzione d&#8217;ottobre e che in seguito contribu&igrave; con molte idee creative ai compiti svolti dalle donne. Con tutta la sua femminilit&agrave; e gentilezza di modi, Inessa Armand era incrollabile nelle sue convinzioni e capace di difendere ci&ograve; che credeva giusto, anche di fronte a avversari temibili. Dopo la rivoluzione, Inessa Armand si dedic&ograve; all&#8217;organizzazione dell&#8217;ampio movimento delle donne lavoratrici, tra cui &egrave; necessario menzionare la creazione della conferenza delle delegate.<\/p>\n<p>Un lavoro enorme &egrave; stato compiuto da Varvara Nikolaevna Yakovleva durante i giorni difficili e decisivi della Rivoluzione d&#8217;ottobre a Mosca. Sul campo di battaglia delle barricate ha mostrato una fermezza degna di un capo di partito&#8230; Molti compagni dissero allora che la sua risoluzione e il suo incrollabile coraggio diedero forza ai vacillanti e ispirarono coloro che si erano persi d&#8217;animo. &ldquo;Avanti!&rdquo;, alla vittoria.<\/p>\n<p>Quando si ricordano le donne che presero parte alla Grande Rivoluzione d&#8217;ottobre, sempre pi&ugrave; nomi e volti emergono come per magia dalla memoria. Potremmo non onorare oggi la memoria di Vera Slutskaya, che lavor&ograve; disinteressatamente nella preparazione della rivoluzione e che fu uccisa dai cosacchi sul primo fronte rosso vicino a Pietrogrado. <\/p>\n<p>Potremmo dimenticare Yevgenia Bosh, con il suo temperamento focoso, sempre desiderosa di battaglia? Anche lei mor&igrave; da rivoluzionaria.<\/p>\n<p>Potremmo omettere di menzionare qui due nomi strettamente legati alla vita e all&#8217;attivit&agrave; di Lenin: le sue due sorelle e compagne d&#8217;armi Anna Ilyinichna Yelizarova e Maria Ilyinichna Ulyanova?<\/p>\n<p>&#8230;E la compagna Varya, delle officine ferroviarie di Mosca, sempre vivace, sempre di corsa? E Fyodorova, l&#8217;operaia tessile di Leningrado, con il suo viso piacevole e sorridente e la sua audacia quando si trattava di combettere sulle barricate?<\/p>\n<p>&Egrave; impossibile elencarle tutte, quante rimangono senza nome? Le eroine della Rivoluzione d&#8217;ottobre erano un intero esercito e anche se i loro nomi possono essere dimenticati, il loro altruismo vive nella vittoria stessa di quella rivoluzione e in tutte le conquiste e i risultati di cui godono ora le donne lavoratrici nell&#8217;Unione Sovietica.<\/p>\n<p>&Egrave; un fatto chiaro e indiscutibile che, senza la partecipazione delle donne, la Rivoluzione d&#8217;ottobre non avrebbe potuto portare la Bandiera Rossa alla vittoria. Gloria alle lavoratrici che hanno marciato sotto la Bandiera Rossa durante la Rivoluzione d&#8217;ottobre. Gloria alla Rivoluzione d&#8217;ottobre che ha liberato le donne!<\/p>\n<p>da: <em>Zhenskyzhurnal<\/em> (Il giornale delle donne), n. 11, novembre 1927, pp. 2-3.<\/p>\n<p>(traduzione di P.A.L.)<\/p>\n<p>Alexandra Kollontaj<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le donne che presero parte alla Grande Rivoluzione d&#8217;ottobre &#8211; chi erano? Individui isolati? 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