{"id":67937,"date":"2022-05-14T00:00:00","date_gmt":"2022-05-14T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2022\/05\/14\/ucraina-imperialismo-questione-nazionale-la-difficile-strada-della-rivoluzione\/"},"modified":"2022-05-14T00:00:00","modified_gmt":"2022-05-14T00:00:00","slug":"ucraina-imperialismo-questione-nazionale-la-difficile-strada-della-rivoluzione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2022\/05\/14\/ucraina-imperialismo-questione-nazionale-la-difficile-strada-della-rivoluzione\/","title":{"rendered":"Ucraina, imperialismo, questione nazionale. La difficile strada della rivoluzione"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/6272_putin.jpg\" alt=\"6272_putin.jpg\" \/><br \/>\n<br \/>&Egrave; in corso una tragica guerra: morte, devastazione, mentre ancora la pandemia si aggira minacciosa in uno scenario in cui dominano macerie non solo materiali.<\/p>\n<p>Decenni di miserie politiche e intellettuali producono un letargo profondo, uno smarrimento abissale della coscienza delle classi subalterne e del movimento dei lavoratori. Di fronte alla guerra e nella stessa guerra si sviluppa una devastante aberrazione per la quale la Russia post-sovietica si configura come l&rsquo;ultimo disperato argine che si oppone alla tracotanza del capitalismo. Quanto &egrave; profonda la crisi in cui &egrave; impastoiato il movimento operaio, che vittima di decenni di scientifica diseducazione, tradisce l&rsquo;insegnamento fondamentale di Marx, cio&egrave; quello di guardare la realt&agrave; con gli occhi del materialismo storico.<\/p>\n<p>&Egrave; ormai da tempo che la Russia post-sovietica &egrave; diventata un paese in cui la restaurazione del capitalismo &egrave; guidata da una cricca di magnati di un regime corrotto e affamatore, avido di ricchezze materiali, supportato da una subcultura politica reazionaria e sciovinista che, del resto, era sottotraccia nello scellerato dominio staliniano.<br \/>\n<br \/>Certo, dalla &ldquo;altra parte&rdquo; c&rsquo;&egrave; il &ldquo;popolo del progresso&rdquo;, guidato dai d&egrave;moni statunitensi, e strumentalizzando questo spettro mostruoso si costruisce un&#8217;aberrante cultura politica che chiama il popolo del progresso a mobilitarsi in difesa di Putin.<br \/>\n<br \/>&Egrave; un popolo abbrutito da una profonda miseria intellettuale, &egrave; un popolo subalterno e passivo che di volta in volta ha condiviso tutte le scelleratezze politico-ideologiche con cui dalla crisalide di una burocrazia in via di liquidazione si sviluppava la mostruosa farfalla di una nuova borghesia prepotente.<\/p>\n<p>Dunque tutti dietro, dapprima, al rinnovamento della Perestroika, alla liquidazione dei vecchi apparati pseudocomunisti (come il PCI togliattiano), per poi trovarsi come vassalli intellettuali del miserabile regime putiniano.<br \/>\n<br \/>&Egrave; un esercito di microbi intellettuali costituito da una miriade di orfanelli di Stalin che, disabituati a pensare in proprio, non possono vivere senza un&rsquo;icona da venerare. &Egrave; l&rsquo;ultima edizione della miseria dell&rsquo;italiano medio e dei suoi riferimenti politico-intellettuali. Il marxismo non ha nulla da spartire con questo scempio, anzi il marxismo si candida con forza a contrastare e a sconfiggere questo incubo mostruoso, questa &ldquo;nuova&rdquo; ideologia che stravolge i connotati della realt&agrave;. &Egrave; un impasto di castronerie vecchie e nuove, &egrave; la conferma di quello che Engels e Labriola hanno visto circa la sopravvivenza di fantasmi culturali che danno vita a innumerevoli immagini del mondo della sovrastruttura che persistono illusoriamente anche dopo la scomparsa delle loro basi materiali.<\/p>\n<p>In ogni caso, la difesa irrazionale dell&rsquo;indifendibile Putin finisce con il ridare una specie di legittimazione ai banditi della NATO, facendoli apparire come il baluardo della difesa dei popoli aggrediti dalla malefica Russia e facendo ingrossare le file della stessa NATO con nuove pedine (Svezia e Finlandia) e dando modo all&rsquo;industria bellica occidentale di saccheggiare le tasche dei lavoratori con il 2% del PIL destinato al riarmo.<br \/>\n<br \/>Che politica lungimirante! Che strabiliante strategia leninista!<\/p>\n<p>Non solo le recenti contorsioni del campismo ostacolano la costruzione di un soggetto rivoluzionario e classista nell&rsquo;Occidente capitalistico; il loro arroccamento attorno alle macerie del post-stalinismo consegna milioni di giovani al deserto dell&rsquo;antipolitica, all&rsquo;attrazione delle varianti molteplici e perfide della cultura politica delle classi dominanti. Che vergogna e che squallore miserevole!<\/p>\n<p>E in pi&ugrave;, tra le molteplici implicazioni di questo mostruoso obbrobrio, c&rsquo;&egrave; la riproposizione di posizioni che Lenin e i bolscevichi avevano ridicolizzato. Tra esse non &egrave; secondaria la questione posta dalla presenza di precise identit&agrave; nazionali, linguistiche e, pi&ugrave; in generale, la cui sopravvivenza era minacciata dall&rsquo;ordine mondiale costituito dalle potenze coloniali. Su questo terreno i leninisti hanno saputo considerare dialetticamente il nazionalismo dei potenti rispetto a quello dei popoli oppressi.<br \/>\n<br \/>Era una cosa, ad esempio, il panslavismo reazionario dello zarismo che si proponeva come punto di riferimento di tutti i popoli slavi che voleva assoggettare prepotentemente (come avvenne con polacchi e ucraini) al dominio di Santa Madre Russia.<br \/>\n<br \/>Era un&rsquo;altra cosa, sempre all&rsquo;interno del mondo slavo, la rivendicazione di polacchi e ucraini del riconoscimento pieno della loro identit&agrave;.<br \/>\n<br \/>Quando Putin parla dell&rsquo;errore compiuto da Lenin nell&rsquo;inventare l&rsquo;Ucraina non solo dimostra un&rsquo;abissale ignoranza della storia, ma, in pi&ugrave;, finisce per consegnare la direzione e la gestione dei movimenti di liberazione nazionale all&#8217;egemonia del campo reazionario e delle classi egemoni che si trovano in quelle realt&agrave;!<\/p>\n<p>E ancor di pi&ugrave;, il putinismo riesuma un vecchio obbrobrio della cultura politica ottocentesca, quello dell&rsquo;identit&agrave; stato-nazione che configura lo stesso stato come un micidiale Leviatano che assoggetta ogni elemento di diversit&agrave; ai detentori del potere politico e li incardina alle sue coordinate culturali.<\/p>\n<p>&ldquo;L&rsquo;invenzione dell&rsquo;Ucraina&rdquo; non fu dunque un tragico errore di Lenin, come proclamano e conclamano Vladimir Putin, ieri ufficiale del KGB, la sua marionetta cesaropapista del patriarca di Mosca Cirillo, universalmente noto per la sua omofobia, e il farneticante Lavrov, autore di gravi dichiarazioni antisemite (&#8220;Zelensky ebreo come Hitler&#8221;).<\/p>\n<p>La nascita del grande impero russo avvenne attraverso una lunga serie di sopraffazioni e violenze e lacerazioni. Come quella perpetuata dai progrom antisemiti, come quella costituita dalla resistenza dei cosacchi ucraini di Pugaciov e di Mezzappa, come quella rappresentata dalla cancellazione dello Stato polacco, al cui popolo furono imposte lingue, personale amministrativo e ogni sorta di mortificazione.<br \/>\n<br \/>Proprio in Polonia lo zarismo fu duramente contrastato dalla &ldquo;lega bianca&rdquo; di Czartoryski e, ancor pi&ugrave; in senso progressivo, dalla lega rossa di Lelelev, che si batteva non solo per riconquistare l&rsquo;indipendenza nazionale ma per una chiara laicizzazione dello stato e una significativa riforma operaia, i cui sostenitori costretti all&rsquo;esilio dallo zar, emigrarono soprattutto in Francia per essere poi tra i protagonisti dei moti del 1848.<\/p>\n<p>&Egrave; un quadro molto diverso da quello artatamente costruito da Putin per giustificare la &ldquo;denazificazione dell&rsquo;Ucraina&rdquo;. Lo stesso Putin, del resto, mentre si produce in queste orribili ciance, non pronuncia neppure una mezza sillaba sul patto Molotov-Ribbentrop, sulla nuova spartizione della Polonia, sul rafforzamento del nazismo che ne consegu&igrave;, sull&rsquo;eccidio di migliaia di comunisti e comuniste, tra cui diversi italiani e italiane portati al macello da questo stesso scellerato patto.<\/p>\n<p>Oggi molte coscienze si rivolgono a Putin come un nuovo redentore della storia. Sono soltanto anime morte, che per&ograve; non meritano alcuna compassione. La loro ignoranza e la loro ignavia devono essere duramente contrastate e definitivamente sconfitte. Esse sono la spaventosa figliolanza di una orripilante egemonia culturale post-stalinista.<\/p>\n<p>La rinuncia al materialismo storico &egrave; una selva oscura popolata da alberi di specie diverse, e non solo del nazionalismo post-staliniano. Ci si pu&ograve; imbattere in altre mostruosit&agrave;.<br \/>\n<br \/>C&rsquo;&egrave; infatti chi parla di una &ldquo;guerra per interposta nazione&rdquo;, vedendo il conflitto esclusivamente come uno scontro tra la Russia e gli USA, USA di cui l&rsquo;Ucraina sarebbe solo un&rsquo;amorfa pedina.<br \/>\n<br \/>C&rsquo;&egrave; dunque chi parla del conflitto come di uno scontro esclusivamente interimperialistico e rimuove la presenza delle questioni nazionali nell&rsquo;epoca tardo-imperialistica. L&rsquo;errore non &egrave; nuovo: esso presuppone la presenza di un mondo globalizzato in cui l&rsquo;elemento della struttura annienta ogni molecola delle specificit&agrave; culturali, e in genere la rilevanza delle identit&agrave; nazionali. &Egrave; un errore figlio in certo qual modo di un determinismo acritico; &egrave; la manifestazione di una concezione della storia che idealizzando la totalit&agrave; dell&rsquo;elemento materiale si trasforma, paradossalmente, nell&rsquo;ideologizzazione della struttura stessa. &Egrave;, in altri termini, la sepoltura che cancella ogni elemento di soggettivit&agrave;, senza per&ograve; spiegare il motivo per il quale la forza delle classi oppresse non trascresce immediatamente in un nuovo potere rivoluzionario.<\/p>\n<p>Tutti questi feticci ideologici ostacolano la costruzione di una risposta rivoluzionaria di cui c&rsquo;&egrave; una chiara necessit&agrave;. &Egrave; un quadro in cui l&rsquo;avanguardia internazionale del movimento operaio deve preparare una via d&rsquo;uscita complessa. Essa non pu&ograve; ignorare i dati strutturali della crisi, ma al tempo stesso non pu&ograve; rimuovere le sedimentazioni e le anomalie ideologiche che gravano sulle coscienze di masse enormi e impediscono al proletariato mondiale di diventare classe dirigente; di produrre egemonia culturale e, al tempo stesso, forza di governo.<\/p>\n<p>I marxisti rivoluzionari non possono ricorrere a semplificazioni e imboccare scorciatoie che portano a baratri. Certo le loro forze sono oggi inadeguate alla drammaticit&agrave; delle questioni. Lo sciocco settarismo ideologico e l&rsquo;animosit&agrave; che, ad esempio, in Italia circonda l&rsquo;eredit&agrave; del marxismo rivoluzionario di Antonio Gramsci rivendicata con lucido orgoglio dal PCL, &egrave; la chiara manifestazione di una cieca volont&agrave; di autoannientamento che infesta ampi settori dell&rsquo;estrema sinistra.<br \/>\n<br \/>Di fronte a queste miopie tragicomiche, siamo fieri di richiamare la coraggiosa battaglia condotta dai compagni del Partito Operaio Rivoluzionario Russo. Contro la repressione putiniana e la presenza di un clima politico-culturale reazionario, questi nostri compagni denunciano la natura reale del conflitto, la responsabilit&agrave; dell&rsquo;imperialismo russo, il peso devastante degli sciovinismi russo e ucraino; si battono per il rovesciamento rivoluzionario dei governi di Mosca e di Kiev e dell&rsquo;ordine mondiale imposto dalle borghesie europee e americane. Vedono nel proletariato ucraino la sola forza che pu&ograve; liberare in senso progressivo la stessa Ucraina dal nazionalismo e, allo stesso tempo, invitano i lavoratori e le lavoratrici della Russia a scioperare contro la guerra.<\/p>\n<p>Nello stesso momento in cui siamo sconcertati dalle elucubrazioni di folti manipoli di teorici del nulla che pullulano vicino a noi e contro di noi, siamo fieri e orgogliosi di essere a fianco dei rivoluzionari russi che ripuliscono le bandiere rosse di Lenin e le fanno sventolare nei tormenti di una tempesta che rischia di spazzare via ogni traccia di civilt&agrave;.<br \/>\n<br \/>&Egrave; la bandiera dell&rsquo;ordine nuovo socialista, oggi pi&ugrave; che mai necessario in tutto il mondo.<\/p>\n<p>Pino SIclari<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&Egrave; in corso una tragica guerra: morte, devastazione, mentre ancora la pandemia si aggira minacciosa in uno scenario in cui dominano macerie non solo materiali.&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[14],"tags":[],"class_list":["post-67937","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-prima-pagina","entry","simple"],"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/67937","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=67937"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/67937\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=67937"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=67937"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=67937"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}