{"id":68030,"date":"2022-10-02T00:00:00","date_gmt":"2022-10-02T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2022\/10\/02\/materialismo-e-natura\/"},"modified":"2022-10-02T00:00:00","modified_gmt":"2022-10-02T00:00:00","slug":"materialismo-e-natura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2022\/10\/02\/materialismo-e-natura\/","title":{"rendered":"Materialismo e natura"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/6442_febiyan-z85gD0sTOQ0-unsplash.jpg\" alt=\"6442_febiyan-z85gD0sTOQ0-unsplash.jpg\" \/><br \/>\nPer alcuni la questione &egrave; lampante, per altri non &egrave; chiaro come l&#8217;economia politica materialista sottolinei quanto il modello di sviluppo in atto sia distruttivo dell&#8217;ambiente. Osservazione elementare &egrave; che siano le fabbriche a produrre l&#8217;inquinamento e che il capitalismo attui la sua preminenza sociale tramite il sistema di riproduzione industriale dei bisogni. Oltre questa inferenza, che mette sotto accusa il nostro stesso benessere, proveremo a dimostrare come il pensiero divergente di Marx ed Engels che ispira gli economisti &ldquo;alternativi&rdquo; gi&agrave; contenga la questione ambientale.<\/p>\n<p>Preliminarmente va ricordato che Marx prende le mosse dall&#8217;immensa mole letteraria della cosiddetta economia classica, la quale si distingue dall&#8217;economia in voga oggi nel porre il lavoro e non l&#8217;utilit&agrave; come fonte del valore. <\/p>\n<p>Tutti gli economisti che hanno scritto prima di Stuart Mill, padre dell&#8217;utilitarismo, e prima della codificazione matematica del principio dell&#8217;utilit&agrave; che d&agrave; la forma odierna alla scienza della scarsit&agrave;, convergono nel ritenere che la terra, oltre un certo livello di sfruttamento, non pu&ograve; pi&ugrave; dare frutti. La produttivit&agrave; del terreno ha un limite, sostiene la scuola economica classica. Marx afferma che anche l&#8217;industria ha un limite nella sua possibilit&agrave; di estrarre plus-valore sia alle materie prime che al lavoro e per questo si verifica <em>la legge tendenziale di caduta del profitto<\/em> (Marx, <em>Il Capitale III<\/em>, Roma 1970 p. 259-321).<\/p>\n<p>Alcuni autori &ldquo;eretici&rdquo;, come Piketty e Latouche, affermano che il limite della sostenibilit&agrave; &egrave; stato raggiunto. Piketty infatti argomenta che nonostante la rivoluzione globale non si sia ancora verificata Marx coglie la struttura profonda del capitalismo (<em>Il Capitale nel XXI secolo<\/em>, Milano 2013, p. 844-845) e anche lui articola i suoi studi intorno al dualismo capitale\/lavoro (ibidem, I e II legge fondamentale del capitalismo). Il progressivo e sperimentalmente verificato concentrarsi della ricchezza in capitali sempre pi&ugrave; grandi, a discapito dell&#8217;eguaglianza, era gi&agrave; stato infatti osservato da Marx quando denunciava la strutturalit&agrave; delle crisi periodiche al fine de <em>la conservazione e l&#8217;autovalorizzazione del valore-capitale, che si fonda sulla espropriazione e l&#8217;impoverimento della grande massa dei produttori<\/em> (<em>Il Capitale<\/em>, III, Roma 1970 p. 303). <\/p>\n<p>Latouche parla di limite in base sopratutto alla incompatibilit&agrave; fra un ulteriore sviluppo industriale e conservazione della vita perch&eacute; <em>una crescita infinita &egrave; incompatibile con un pianeta finito<\/em> (<em>La Scommessa della decrescita<\/em>, Milano 2009, p. 28). L&#8217;economia in auge oggi invece afferma che la produttivit&agrave; del lavoro &egrave; sempre aumentabile, indefinitamente, come se l&#8217;infinito fosse una variabile sensata in un&#8217;equazione; l&#8217;infinito, anche in matematica, ha senso solo come limite.<\/p>\n<p><em>E ogni progresso dell&rsquo;agricoltura capitalistica costituisce un progresso non solo nell&rsquo;arte di rapinare l&rsquo;operaio, ma anche nell&rsquo;arte di rapinare il suolo; ogni progresso nell&rsquo;accrescimento della sua fertilit&agrave; per un dato periodo di tempo, costituisce insieme un progresso della rovina delle fonti durevoli di questa fertilit&agrave;.<\/em> (Marx, <em>Il Capitale I<\/em>, Roma 1970, p. 552). <\/p>\n<p>L&#8217;agricoltura industriale distrugge il suolo. L&#8217;ipotesi che la coesistenza umana alteri l&#8217;ambiente nell&#8217;attuale modello di sviluppo &egrave; infatti una costante del pensiero economico materialista. Il problema del dualismo uomo\/natura &egrave; esplicito anche in Engels: <em>l&#8217;animale si limita ad usufruire della natura esterna e apporta ad essa modificazioni solo con la sua presenza; l&#8217;uomo la rende utilizzabile per i suoi scopi modificandola: la domina (&hellip;) Non aduliamoci troppo tuttavia per la nostra vittoria umana sulla natura. La natura si vendica di ogni nostra vittoria<\/em> (Engels, <em>Dialettica della Natura<\/em>, Roma 1971, p. 192). Lo sfruttamento delle risorse ha come conseguenza la desolazione del paesaggio (ibidem). <\/p>\n<p><em>E il lavoro dell&#8217;uomo diventa fonte di valori d&#8217;uso, e quindi anche di ricchezze, in quanto l&#8217;uomo entra preventivamente in rapporto, come proprietario, con la natura, fonte prima di tutti i mezzi e oggetti di lavoro, e la tratta come cosa che gli appartiene<\/em>. (Marx, <em>Critica al Programma di Gotha<\/em>). Il problema del dualismo uomo\/natura nel materialismo &egrave; attestato come rivolta anti-religiosa di matrice scettica (se non atea), come ribellione alla cultura giudaico-cristiana ed alla sua concezione schiavista del lavoro come condanna, con la conseguente strumentalizzazione borghese, che d&agrave; al lavoro una <em>forza creatrice soprannaturale<\/em> (ibidem). In ultima analisi in queste pagine si propone la seguente proporzione, che potrebbe anche leggersi come proporzione continua:<\/p>\n<p>CAPITALE : LAVORO VIVO = UMANIT&Agrave; : NATURA<\/p>\n<p>Il problema dei bisogni indotti e la denuncia dell&#8217;isolamento reciproco connaturato alla nostra coesistenza sono ulteriori prove dell&#8217;ecologismo insito nel socialismo. Se desideriamo un mondo in cui la cura per gli altri, la solidariet&agrave; e il valore non riducibile a P.I.L. del benessere (Latouche, <em>Breve Storia della decrescita<\/em>, Milano 2021, p. 55-57) siano pi&ugrave; importanti dell&#8217;adorazione quasi religiosa della ricchezza, cerchiamo un sistema economico in cui non sia vero che <em>i rapporti sociali fra le persone nei loro lavori appaiono in ogni modo come loro rapporti personali, e non sono travestiti da rapporti sociali fra le cose, fra i prodotti del lavoro<\/em> (Marx, <em>Il Capitale I<\/em>, Roma 1970, p. 109). La riduzione dell&#8217;uomo a numero, ad ingranaggio, a semplice agente economico condannato alla massimizzazione dei suoi guadagni e quindi al rapporto strumentale sia con il prossimo che con le risorse naturali &egrave; conseguenza, dunque, della mercificazione descritta puntualmente dal materialismo nella sua declinazione economica.<\/p>\n<p>Il superfluo di cui si nutre la crescita &egrave; il braccio secolare della dittatura della ricchezza: perch&eacute; la nostra coesistenza in forma di societ&agrave; di massa porta a isolarci gli uni dagli altri, visto che si dispiega in una ricchezza adorata come feticcio che &egrave; veicolo di ogni relazione (ibidem p. 103), mentre la merce <em>vedette<\/em> (Debord, <em>La societ&agrave; dello spettacolo<\/em>, Milano 1997, p. 79-80) ci illude di gettare un ponte sulla solitudine cui siamo costretti. <em>Le persone si riconoscono nelle loro merci; trovano la loro anima nella loro automobile, nel giradischi ad alta fedelt&agrave;, nella casa a due livelli, nell&#8217;attrezzatura della cucina. Lo stesso meccanismo che lega l&#8217;individuo alla sua societ&agrave; &egrave; mutato, e il controllo sociale &egrave; radicato nei nuovi bisogni che esso ha prodotto<\/em> (Marcuse, <em>L&#8217;uomo a una dimensione<\/em>, Torino 1967 p. 29).<\/p>\n<p>Il problema della diseguaglianza &egrave; quindi il problema della crisi climatica perch&eacute; il modo in cui la ricchezza si polarizza nel dualismo capitale\/lavoro &egrave; lo stesso in cui si manifesta il dualismo uomo\/natura. La distruzione della natura &egrave; da Marx e da Engels denunciata parlando dell&#8217;agricoltura industriale. Il meccanismo in cui la concentrazione delle ricchezze si manifesta &egrave; l&#8217;aumento delle diseguaglianze; il modo in cui si attua la concentrazione &egrave; la meccanizzazione del lavoro, il prevalere del lavoro morto sul lavoro vivo, della macchina sull&#8217;uomo, del capitale sul lavoro. La chiave per comprendere la nostra coesistenza <em>&egrave; il feticismo della merce<\/em> che si manifesta nella mercificazione di ogni aspetto della vita umana. <\/p>\n<p>Il riscaldamento globale non si era ancora verificato durante il XIX secolo, non era ancora stata formulata l&#8217;ipotesi di Lovelock che l&#8217;umanit&agrave; fosse una febbre passeggera di Gaia, il pianeta vivente. Marx per&ograve; paragonava industria ed agricoltura moderne, indicando il loro comune denominatore nell&#8217;esaurimento delle risorse: <em>il sistema industriale della campagna succhia l&#8217;energia anche degli operai, e l&#8217;industria e il commercio, dal canto loro, procurano all&#8217;agricoltura i mezzi per depauperare la terra<\/em> (<em>Il Capitale III,<\/em> Roma 1970, p. 926). <\/p>\n<p>La ricerca di un nuovo modello di sviluppo non pu&ograve; prescindere da un&#8217;analisi oggettiva delle condizioni ambientali, ma potrebbe ricorrere ad un sistema che, invece di giustificare la realt&agrave; come il pensiero unico, la critichi. L&#8217;economia politica alternativa saprebbe evidenziare metodologicamente non solo dove il plus-valore estratto al lavoratore sia eccessivo, essendo ci&ograve; inevitabile, ma anche quando, nelle parole di Latouche, si intacchi il <em>capitale naturale<\/em> (<em>Breve storia della decrescita<\/em>, Torino 2021, p. 29). <\/p>\n<p><em>La cascata, al pari della terra in generale, al pari di ogni forza naturale, non ha un valore<\/em> (<em>Il Capitale III<\/em>, Roma 1970, p. 749); purtroppo alle risorse naturali pu&ograve; anche essere attribuito un valore di scambio ma, semplicemente, questo &egrave; un sopruso.<\/p>\n<p>PCL Lucca &amp; Versilia<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per alcuni la questione &egrave; lampante, per altri non &egrave; chiaro come l&#8217;economia politica materialista sottolinei quanto il modello di sviluppo in atto sia distruttivo&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[46],"tags":[],"class_list":["post-68030","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-interventi","entry","simple"],"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/68030","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=68030"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/68030\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=68030"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=68030"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=68030"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}