{"id":68120,"date":"2023-03-04T00:00:00","date_gmt":"2023-03-04T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2023\/03\/04\/inchiesta-covid-in-val-seriana-la-responsabilit-di-quattromila-morti\/"},"modified":"2023-03-04T00:00:00","modified_gmt":"2023-03-04T00:00:00","slug":"inchiesta-covid-in-val-seriana-la-responsabilit-di-quattromila-morti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2023\/03\/04\/inchiesta-covid-in-val-seriana-la-responsabilit-di-quattromila-morti\/","title":{"rendered":"Inchiesta covid in Val Seriana. La responsabilit&agrave; di quattromila morti"},"content":{"rendered":"<p>Gli avvisi di garanzia a Conte, Fontana e Speranza sulla mancata zona rossa in Val Seriana confermano clamorosamente la denuncia formulata a suo tempo dal PCL<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/6557_zonarossa.jpg\" alt=\"6557_zonarossa.jpg\" \/><br \/>\n<br \/>Il 9 aprile 2020 il Partito Comunista dei Lavoratori, tramite il proprio portavoce nazionale Marco Ferrando, <a href=\"https:\/\/www.pclavoratori.it\/files\/index.php?obj=NEWS&amp;oid=6472\">chiese formalmente<\/a> alle Procure di Bergamo, Brescia, Milano, Roma, di aprire una inchiesta sulla mancata applicazione della zona rossa in Val Seriana, a partire dai comuni di Alzano e Nembro, denunciando apertamente le responsabilit&agrave; politiche del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, del Presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, del Ministro della salute Roberto Speranza.<\/p>\n<p>Oggi gli avvisi di garanzia inviati dalla Procura di Bergamo a Conte, Fontana, Speranza, confermano esattamente il contenuto della nostra denuncia<\/p>\n<p>Si tratt&ograve; della denuncia di un crimine. Commesso a dispetto delle indicazioni delle autorit&agrave; sanitarie e sotto la pressione pubblica di Confindustria nazionale, lombarda e in particolare bergamasca, che non voleva n&eacute; interrompere n&eacute; disturbare il normale corso della produzione &ldquo;<em>Bergamo is running<\/em>&rdquo;  recitava lo spot propagandistico degli industriali locali. In altre parole nessun lockdown, avanti con la produzione a tutto volume. Il (proprio) profitto vale pi&ugrave; della vita (degli altri).<\/p>\n<p>Non si tratt&ograve; solamente di posizioni pubbliche, ma anche di pressioni dirette sul governo nazionale e lombardo. A fine febbraio la pandemia era ormai esplosa nella valle. Il 26 febbraio era stato accertato che il contagio in Val Seriana procedeva con la stessa eccezionale rapidit&agrave; riscontrata nei comuni del lodigiano, dove si era realizzata (con ottimi risultati) la zona rossa integrale con completo lockdown (Codogno). Gi&agrave; il 27 febbraio sarebbe stato possibile predisporre la zona rossa anche in Val Seriana. Non a caso centinaia di agenti venivano dispiegati all&#8217;imbocco della bassa valle pronti a cinturare l&#8217;area con venti check point. Ma qui irrompono le pressioni contrarie. <\/p>\n<p>Proprio il 27 febbraio il presidente della Lombardia Fontana, in totale contrasto coi dati sanitari disponibili, chiedeva formalmente al governo nazionale di soprassedere &laquo;<em>non segnalando alcuna criticit&agrave; relativa alla diffusione del contagio nei comuni della Val Seriana<\/em>&raquo; (testuale). Il governo nazionale a sua volta prendeva tempo. Il 2 marzo in un incontro col Comitato tecnico scientifico, il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte rivendicava la massima parsimonia su nuove zone rosse dichiarando che queste comporterebbero &laquo;<em>un costo sociale, politico, non solo economico, molto alto<\/em>&raquo;. Evidentemente il capo del governo non voleva entrare in collisione n&eacute; con la presidenza della Regione Lombardia n&eacute; soprattutto con Confindustria. Passavano cos&igrave; nuovi drammatici giorni senza che alcuna misura venisse presa. Intanto il contagio dilagava. Il 3 marzo il Comitato tecnico scientifico (CTS) proponeva di istituire in valle la zona rossa. Il 5 marzo, in un contesto ormai fuori controllo, e sotto la pressione del CTS, il ministro Speranza in veste di proponente firmava il decreto per chiudere Alzano e Nembro. Ma il Presidente del Consiglio si rifiut&ograve; di emanarlo. Ed anzi revoc&ograve; la presenza degli agenti virtualmente interessati alla sua applicazione. L&#8217;8 marzo una forma molto parziale di lockdown in Lombardia, senza fermo delle attivit&agrave; produttive, fu lo schermo dietro cui Conte copr&igrave; il proprio rifiuto della zona rossa in Val Seriana. Confindustria nazionale e lombarda dichiararono la propria soddisfazione mentre la valanga del contagio e delle morti in valle raggiungeva ormai la pi&ugrave; alta intensit&agrave; registrata al mondo.<\/p>\n<p>Il risultato di questo crimine &egrave; misurato dai dati. Secondo le proiezioni fornite dagli epidemiologici pi&ugrave; accreditati, se fosse stata applicata la zona rossa in valle il 27 febbraio, quando era possibile e doverosa, sarebbero state salvate 4148 vite. Se fosse stata applicata il 3 marzo sarebbero stati evitati 2659 decessi. Il Presidente del Consiglio, il Ministro della salute, il Presidente  della Lombardia, si sono resi responsabili complessivamente di oltre quattromila morti evitabili. &Egrave; un fatto. Il padronato &egrave; stato il mandante del crimine, il (suo) governo un docile esecutore.<\/p>\n<p>I parenti delle vittime chiedono giustizia. Ne hanno diritto. E con loro ne hanno diritto milioni di lavoratori e di lavoratrici. Seguiremo l&#8217;iter giudiziario iniziato, e al quale abbiamo in qualche modo contribuito. Ma senza dimenticare in un solo momento che &egrave; il capitalismo in ultima analisi la vera associazione a delinquere, e che la vera giustizia vi sar&agrave; solo quando sar&agrave; rovesciato. <\/p>\n<p>Solo una rivoluzione pu&ograve; presentare il conto. Solo una rivoluzione pu&ograve; cambiare le cose.<\/p>\n<p>Partito Comunista dei Lavoratori<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli avvisi di garanzia a Conte, Fontana e Speranza sulla mancata zona rossa in Val Seriana confermano clamorosamente la denuncia formulata a suo tempo dal&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[14],"tags":[],"class_list":["post-68120","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-prima-pagina","entry","simple"],"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/68120","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=68120"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/68120\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=68120"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=68120"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=68120"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}