{"id":68219,"date":"2023-09-23T00:00:00","date_gmt":"2023-09-23T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2023\/09\/23\/una-vita-contro-gli-operai\/"},"modified":"2023-09-23T00:00:00","modified_gmt":"2023-09-23T00:00:00","slug":"una-vita-contro-gli-operai","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2023\/09\/23\/una-vita-contro-gli-operai\/","title":{"rendered":"Una vita contro gli operai"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/6689_napolitano_morte.jpg\" alt=\"6689_napolitano_morte.jpg\" \/><br \/>\n<br \/>In queste ore la memoria di Giorgio Napolitano &egrave; omaggiata a reti unificate. Non &egrave; un caso.<br \/>\n<br \/>La sua biografia riassume storia e deriva della sinistra italiana tra prima e seconda Repubblica. Dallo stalinismo al liberalismo borghese. La massima coerenza nel trasformismo. La massima coerenza contro gli operai.<\/p>\n<p>Da dirigente stalinista del Partito Comunista Italiano, promosso nel Comitato Centrale col fatidico VIII Congresso (1956) si guadagn&ograve; i galloni dorati di Togliatti partecipando attivamente al plauso dei carri armati di Mosca contro gli operai ungheresi. Un bagno di sangue che Napolitano, appena trentunenne, salut&ograve; come &laquo;<em>difesa del socialismo<\/em>&raquo; e &laquo;<em>contributo decisivo alla pace mondiale<\/em>&raquo;. <\/p>\n<p>Negli anni &#8217;60, responsabile del PCI per il Mezzogiorno al posto del vecchio Li Causi, e pupillo prediletto di Giorgio Amendola, inaugur&ograve; la propria carriera nell&#8217;ala destra della burocrazia PCI, quella che chiedeva una politica di apertura al governo del centrosinistra, e in particolare al partito socialista, in funzione di una promozione istituzionale del PCI. Fu il celebre congresso del 1966, con la dialettica interna all&#8217;apparato stalinista tra la posizione movimentista di Ingrao e la destra amendoliana. L&#8217;ambizione di Napolitano era quella di succedere a Luigi Longo quale segretario del partito. Ma la sua posizione di confine nella dialettica d&#8217;apparato non gioc&ograve; a suo favore. La nomina di Berlinguer fu per lui uno smacco che si appunt&ograve; al dito.<\/p>\n<p>Negli anni &#8217;70, aperti dall&#8217;autunno caldo e conclusi con l&#8217;unit&agrave; nazionale, Napolitano gioc&ograve; un ruolo importante. Al fianco dell&#8217;anziano Giorgio Amendola combin&ograve; la massima diffidenza verso le lotte dei lavoratori e &ldquo;il ribellismo del &#8217;68&rdquo; con la massima postura governista.<br \/>\n<br \/>L&#8217;allentamento delle relazioni del PCI con Mosca sancito dal &laquo;<em>franco dissenso<\/em>&raquo; sull&#8217;invasione della Cecoslovacchia (agosto 1968) e al tempo stesso, e soprattutto, l&#8217;ascesa di massa che attraversava il paese spinsero i settori decisivi della borghesia italiana (Carli, Agnelli, La Malfa) ad aprire al PCI per una sua corresponsabilizzazione di governo. Era l&#8217;unica via per fermare la classe operaia e ricondurla all&#8217;ovile. Napolitano fu un uomo di punta dell&#8217;operazione. Attivo sostenitore del compromesso storico di Berlinguer, in omaggio alla tradizione togliattiana del dopoguerra, Napolitano fu il principale elaboratore della politica di austerit&agrave; e sacrifici che accompagn&ograve; la politica dei governi di unit&agrave; nazionale tra il 1976 e il 1978 (prima manomissione della scala mobile, apertura alle privatizzazioni, esaltazione della produttivit&agrave;&#8230;). Il &#8220;Piano a medio termine&#8221; del PCI, che razionalizz&ograve; l&#8217;austerit&agrave;, fu scritto da Giorgio Napolitano, quale responsabile economico del partito.<br \/>\n<br \/>Ma il suo ruolo e scopo principale da allora divenne un altro: quello di legittimare il PCI quale partito di governo presso la diplomazia dell&#8217;imperialismo USA. Napolitano fu il primo dirigente del PCI ospitato a Washington. Kissinger, appena reduce dal golpe fascista di Pinochet, chiam&ograve; Napolitano &laquo;<em>il mio comunista preferito<\/em>&raquo; (1978). Una onorificenza meritata.<\/p>\n<p>Negli anni &#8217;80, gli anni del declino del PCI, Napolitano fu il capofila della cosiddetta ala migliorista del partito, il settore della burocrazia maggiormente legato alle amministrazioni locali, quello pi&ugrave; aperto verso le socialdemocrazie europee e in Italia verso il PSI di Bettino Craxi.<br \/>\n<br \/>Quando il governo Craxi var&ograve; il decreto di San Valentino del 1984 contro la scala mobile, costringendo Berlinguer a replicare col referendum per tutelare il peso negoziale del PCI, Napolitano capeggi&ograve; l&#8217;ala della burocrazia pi&ugrave; refrattaria a ogni forma di conflitto col PSI. Ebbe dalla sua anche Luciano Lama, che si alline&ograve; a Berlinguer solo per disciplina. Dopo la morte di Berlinguer, quando si apr&igrave; nella burocrazia la lotta per la successione, Napolitano punt&ograve; a rilanciare una propria candidatura, ma la sua posizione di confine nell&#8217;apparato ancora una volta gli precluse quello sbocco, aprendo la via prima a Natta e poi a Occhetto.<\/p>\n<p>Fu solo negli anni &#8217;90 che Napolitano cominci&ograve; finalmente ad andare all&#8217;incasso dei meriti acquisiti in precedenza presso la borghesia italiana (e non solo italiana).<br \/>\n<br \/>In prima fila nello scioglimento del PCI alla Bolognina, dopo la caduta del Muro di Berlino, Napolitano incroci&ograve; il crollo della prima Repubblica e l&#8217;avvio della seconda.<br \/>\n<br \/>Eletto Presidente della Camera nel 1992, fu sufficientemente abile per evitare di restare sotto le macerie del craxismo e al tempo stesso sufficientemente spregiudicato per puntare in prima persona a ruoli di governo.<br \/>\n<br \/>Quando nacque il primo governo Berlusconi, nel 1994, intervenne in Parlamento per censurare ogni opposizione pregiudiziale. Berlusconi and&ograve; platealmente a stringergli la mano. Napolitano divenne il primo ministro degli Interni di estrazione PCI, nel governo di Romano Prodi (1996-1998), quello che con i voti della Rifondazione di Bertinotti, Ferrero, Rizzo, var&ograve; il lavoro interinale e il record delle privatizzazioni in Europa. Da ministro degli interni di scuola Pecchioli, Napolitano contribu&igrave; col varo di una legge che per la prima volta istituiva la detenzione amministrativa dei migranti (legge Turco-Napolitano), la legge antesignana dei futuri CPR. Una legge infame. Erano gli anni del tentato blocco navale contro l&#8217;&rdquo;invasione&rdquo; degli albanesi, quello con cui nel 1997 si speron&ograve; e affond&ograve; nel mare d&#8217;Otranto un barcone con pi&ugrave; di cento migranti. Un crimine impunito. Il ministro degli Interni Napolitano gest&igrave; e copr&igrave; l&#8217;operazione, e la sua cancellazione successiva dalla memoria nazionale della sinistra.<\/p>\n<p>Ma la carriera di Napolitano nella sua seconda vita era appena iniziata. Nel 2006, forte del suo prestigio, venne nominato Presidente della Repubblica. Da Presidente della Repubblica collabor&ograve; prima col secondo governo di Romano Prodi tra il 2006 e il 2008 (quello che col voto di Rifondazione detass&ograve; i profitti passando l&#8217;IRES dal 34% al 27,5%), poi col terzo governo Berlusconi (2008-2011), di cui copr&igrave; per &ldquo;responsabilit&agrave; istituzionale&rdquo; tutta la legislazione ad personam, le leggi contro il lavoro, la controriforma Gelmini contro la scuola pubblica, firmando e controfirmando tutte le peggiori schifezze.<br \/>\n<br \/>Quando nel 2011 precipit&ograve; la crisi della maggioranza che sorreggeva Berlusconi, cerc&ograve; di fare l&#8217;impossibile per cercare di garantirgli la sopravvivenza. Lo moll&ograve; solo sotto la pressione del capitale finanziario nazionale e internazionale con lo spread a 575 punti. Ma invece di convocare le elezioni, patrocin&ograve; il governo di unit&agrave; nazionale di Mario Monti e la sua politica di lacrime e sangue contro i salariati, a partire dalla famigerata legge Fornero. Una politica sostenuta dal PD e consentita dalla CGIL &ndash; con la pubblica benedizione di Napolitano &ndash; che spian&ograve; la strada all&#8217;ondata populista tra i salariati.<br \/>\n<br \/>Rieletto nel 2013 per mancanza di alternative, Napolitano sospinse il tentativo di riforma reazionaria delle istituzioni con un esplicito appello al Parlamento italiano nel nome della governabilit&agrave;. Fu Matteo Renzi a raccogliere il mandato di Napolitano. La sua gestione personalistica dell&#8217;operazione la condann&ograve;, com&#8217;&egrave; noto, alla rovina. Napolitano fu abile ancora una volta a sottrarsi alle macerie di quel renzismo che aveva sospinto, e poi a concludere la propria carriera con un ritiro onorato.<\/p>\n<p>Napolitano uomo delle istituzioni? Certamente. Un servitore fedele dello Stato borghese in tutte le vite che ha attraversato. Sempre dall&#8217;altra parte della barricata di classe. Sempre contro i lavoratori.<br \/>\n<br \/>La borghesia giustamente lo acclama, col coro unanime di tutti i partiti. Landini ha parlato in queste ore, vergognosamente, di &laquo;<em>uno di quei padri di cui possiamo sempre andare fieri<\/em>&raquo; (testuale). A noi allora il compito di ricostruire tra i lavoratori la memoria vera di un loro ostinato avversario.<\/p>\n<p>Partito Comunista dei Lavoratori<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In queste ore la memoria di Giorgio Napolitano &egrave; omaggiata a reti unificate. Non &egrave; un caso. La sua biografia riassume storia e deriva della&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[14],"tags":[],"class_list":["post-68219","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-prima-pagina","entry","simple"],"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/68219","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=68219"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/68219\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=68219"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=68219"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=68219"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}