{"id":68284,"date":"2023-11-23T00:00:00","date_gmt":"2023-11-23T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2023\/11\/23\/da-uno-sciopero-rituale-a-un-vero-sciopero-generale\/"},"modified":"2023-11-23T00:00:00","modified_gmt":"2023-11-23T00:00:00","slug":"da-uno-sciopero-rituale-a-un-vero-sciopero-generale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2023\/11\/23\/da-uno-sciopero-rituale-a-un-vero-sciopero-generale\/","title":{"rendered":"Da uno sciopero rituale a un vero sciopero generale!"},"content":{"rendered":"<p>Testo del volantino che stiamo distribuendo durante le giornate di mobilitazione di CGIL e UIL<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/3090_EEK_SYNT.jpg\" alt=\"3090_EEK_SYNT.jpg\" \/><br \/>\n<strong>&laquo;Sciopero, sciopero generale!&raquo; era questo il grido di battaglia<\/strong> di lavoratori e lavoratrici emerso nella grande piazza di Roma del 7 Ottobre, quando la Cgil ha radunato circa 200&amp;#729;000 persone come propedeutica a un&rsquo;eventuale mobilitazione, preceduta a sua volta da una specie di referendum interno tra gli iscritti per validare la linea scelta da Landini.<\/p>\n<p><strong>Oggi &egrave; lo stesso diritto di sciopero ad essere messo in discussione<\/strong>. Dagli scranni del governo il ministro Salvini ha tuonato ed il garante ha disposto che lo sciopero generale del 17 non era pienamente autorizzato. Questo attacco avrebbe dovuto cambiare la natura della mobilitazione se Landini non si fosse piegato riducendola a 4 ore nei trasporti. Al contrario andava rivendicata la cancellazione della legge 146\/1990 in quanto legge antisindacale, purtroppo avallata per tanto tempo dalle burocrazie sindacali e tante volte usata contro il sindacalismo di classe. Va rivendicata unitariamente all&rsquo;abolizione della stessa &ldquo;commissione di garanzia&rdquo;, di fatto agenzia del governo. Tutte le organizzazioni del sindacalismo di classe dovrebbero unire le proprie forze allo sciopero, sulle base delle proprie piattaforme, attorno alla difesa di questo diritto andando verso il pi&ugrave; ampio fronte unico di classe e di massa contro il governo e il padronato. La massima unit&agrave; e al tempo stesso la massima radicalit&agrave;.<\/p>\n<p><strong>Non &egrave; difficile immaginare che quei lavoratori<\/strong>, con sciopero generale, non avessero in mente esattamente la mobilitazione rituale a cui la burocrazia Cgil ci ha ormai abituato. Da un paio d&rsquo;anni &egrave; all&rsquo;insegna dell&rsquo;unit&agrave; con la UIL, stante l&rsquo;impossibilit&agrave; di unire la Cisl persino per simili rituali.<\/p>\n<p><strong>La Cgil arriva a questo appuntamento senza un bilancio<\/strong> dell&rsquo;analoga mobilitazione dell&rsquo;anno scorso. Allora scioperammo il 12 Dicembre, dopo l&rsquo;apertura di Landini al Governo Meloni &ldquo;senza pregiudiziali&rdquo;. Oggi la mobilitazione &egrave; anticipata di circa un mese. Come allora, la forza gi&agrave; non dirompente, per l&rsquo;impostazione data dalle burocrazie sindacali, viene diluita ulteriormente dividendo lavoratrici e lavoratori: il 17 infatti hanno scioperato le regioni del Centro, oltre a tutto il comparto del pubblico, dei trasporti e della conoscenza; il 20 scioperer&agrave; la Sicilia, il 24 il Nord, il 27 la Sardegna, infine il 1&deg; Dicembre tutto il Sud chiuder&agrave; la mobilitazione.<\/p>\n<p><strong>Davvero poco per impensierire il Governo Meloni<\/strong> che infatti fa strame di salari e diritti nella legge di stabilit&agrave;: i 41 anni di lavoro per la pensione sbandierati da Salvini, vengono rimandati con quota che da &ldquo;100&rdquo; o &ldquo;101&rdquo;, &egrave; gi&agrave; diventata &ldquo;103&rdquo; con relativo taglio dell&rsquo;assegno del 15%; opzione donna diventa opzione sempre pi&ugrave; vecchia da 60 a 61 anni, cos&igrave; come l&rsquo;ape sociale allungata di 5 mesi. <strong>&Egrave; davvero poco anche per lo scopo recondito delle burocrazie sindacali: riconquistare tavolo e riconoscimento dalla controparte.<\/strong> <\/p>\n<p><strong>&ldquo;Non ci sono soldi&rdquo; &egrave; la cantilena di Governo e giornali borghesi<\/strong>. Intendono per i lavoratori, perch&eacute; per banche e padroni ce ne sono sempre di pi&ugrave;, a cominciare dai 100 miliardi meno rischiosi che la borghesia incassa: quelli sul debito pubblico che lei ha creato per sostenere i suoi numerosi crack, scaricandoli sulle tasche dei salariati. <\/p>\n<p><strong>Ci sono poi 12 miliardi<\/strong>, da qui al 2032 (780 milioni nel 2024), per il famoso <strong>&ldquo;Ponte sullo Stretto&rdquo;<\/strong> che Salvini, per propaganda, vanta come acquisito ma che acquisito non &egrave; visto che nella legge finanziaria non &egrave; ben precisato dove andranno questi soldi. Ma in fondo che importa alla borghesia? Purch&eacute; siano <strong>12 miliardi di ponti d&rsquo;oro<\/strong> che finiscano sempre tutti nelle sue tasche. <\/p>\n<p><strong>Non poteva mancare l&rsquo;aiuto alla sanit&agrave; privata<\/strong>, beneficiata di altri due miliardi. Tagliati invece i fondi ai disabili dopo aver gi&agrave; manomesso e ridimensionato il reddito di cittadinanza per &ldquo;amore&rdquo; degli immigrati da mandare allo sbaraglio e gratis nei campi di raccolta di pomodori eccetera.<\/p>\n<p><strong>Lo sciopero, rispetto all&rsquo;anno scorso<\/strong>, arriva in un momento di rallentamento del capitalismo italiano. Dopo il rimbalzo post-covid, l&rsquo;economia italiana ed europea torna, a livelli diversi, in sostanziale stagnazione. In molte imprese lo sciopero potrebbe essere salutato come un alleggerimento di costi. E tuttavia fuori dall&rsquo;Italia, abbiamo visto grandi mobilitazioni, dalla Francia agli Usa negli stabilimenti dell&rsquo;auto. Solo la Cgil, tra le grandi burocrazie sindacali, non ha mutato di una virgola la sua strategia. Inoltre, l&rsquo;anno scorso, lo scenario di guerra, era concentrato sull&rsquo;aggressione della Russia all&rsquo;Ucraina, oggi abbiamo anche<strong> la vergogna dell&rsquo;invasione di Gaza<\/strong>, ultimo scampolo di territorio palestinese non ancora occupato dai sionisti di Israele: la borghesia si sa, &egrave; contro le invasioni a seconda della bisogna. Insomma, motivazioni per scioperi ben pi&ugrave; radicali di questo, Landini ne aveva a bizzeffe. Ma ha preferito comunque di correre il rischio che passi come una meteora come quello dell&rsquo;anno scorso, bruciando cos&igrave; quel po&rsquo; di capitale di fiducia accumulato il 7 Ottobre.<\/p>\n<p><strong>Per noi questo sciopero deve essere impugnato dalla base<\/strong> dei lavoratori e delle lavoratrici, scavalcando il muro di una burocrazia che dimostra per l&rsquo;ennesima volta di essere difficilmente riformabile. La lotta attualmente disarticolata, deve essere unificata e spinta a un livello superiore, proseguendo fino a piegare il governo. Quel governo che non si limita ad attaccare salari e pensioni ma vuole togliere a milioni di salariati il diritto a scioperare. &Egrave; gi&agrave; successo varie volte nella storia del movimento operaio. E se in Francia recentemente hanno scavalcato le burocrazie, pu&ograve; succedere anche qui. Ci vuole una piattaforma adeguata, non delle generiche rivendicazioni come quelle espresse nel volantino di Cgil-Uil.<\/p>\n<p><strong>Una simile piattaforma pu&ograve; essere varata solo da un&rsquo;assemblea di delegati<\/strong> che prenda in mano la situazione sulla base di rivendicazioni radicali e precise, adatte a ribaltare la situazione di profondo arretramento della classe lavoratrice:<\/p>\n<p><strong>Riduzione immediata a 30-32 ore<\/strong> di lavoro con aumento di almeno 400 euro per tutti; 12 euro minimo all&rsquo;ora; eliminazione dell&rsquo;indice ipca, una sorta di indice truffa che tiene conto solo di quel che vogliono i padroni, per il rinnovo dei contratti nazionali; unificazione dei contratti nazionali in un unico contratto dell&rsquo;Industria, un unico contratto del pubblico e uno dei servizi; eliminazione di tutte leggi precarizzanti; eliminazione delle leggi anti-sciopero; controllo operaio sulle condizioni di lavoro e sulla sicurezza; apertura dei libri contabili, gli unici che possano certificare davvero i profitti (certamente pi&ugrave; alti di quelli gi&agrave; stratosferici sbandierati, nonostante la recessione); <strong>patrimoniale del 10% sul 10% pi&ugrave; ricco<\/strong> per finanziare sanit&agrave;, scuola e servizi al collasso; <strong>soppressione delle spese militari imperialiste<\/strong> e dei debiti verso le banche per la nazionalizzazione del credito. <\/p>\n<p><strong>Una simile piattaforma va rivolta immediatamente al sindacalismo di base<\/strong> e a tutto l&rsquo;arcipelago delle forze antagoniste, per un fronte unico pi&ugrave; largo possibile, l&rsquo;unico che possa opporre alla forza di governo e padroni, una forza eguale e contraria in grado di piegarli. Per sostenere una simile prova di forza, lunga e prolungata, vanno allestite, come una volta, casse di resistenza adatte allo scopo.<\/p>\n<p><strong>A chi ci dice che &egrave; utopia la nostra proposta<\/strong>, noi diciamo che &egrave; utopia sperare di ottenere qualcosa con scioperi cos&igrave; telefonati. &Egrave; quello che la Storia recente non fa che riconfermarci. &Egrave; vero per&ograve; che la crisi senza fine in cui si sta avvitando il capitalismo, chiude ogni spazio ai riformisti di tutte le razze. Ma &egrave; un problema loro, non dei lavoratori. Se il capitalismo non &egrave; pi&ugrave; nemmeno in grado di garantire le briciole ai salariati, perisca e governino i lavoratori. E possono farlo solo attraverso il loro partito rivoluzionario. Senza sono condannati alla sconfitta. &Egrave; la prospettiva rivoluzionaria con cui oggi sosteniamo la mobilitazione. <em><strong>Non ti resta che unirti a noi se sei un&rsquo;avanguardia: stai col nostro partito, il partito della rivoluzione socialista, l&rsquo;unica in grado di cambiare davvero le cose.<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Partito Comunista dei Lavoratori<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Testo del volantino che stiamo distribuendo durante le giornate di mobilitazione di CGIL e UIL &laquo;Sciopero, sciopero generale!&raquo; era questo il grido di battaglia di&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[14],"tags":[],"class_list":["post-68284","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-prima-pagina","entry","simple"],"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/68284","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=68284"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/68284\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=68284"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=68284"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=68284"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}