{"id":68321,"date":"2024-02-01T00:00:00","date_gmt":"2024-02-01T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2024\/02\/01\/antisemitismo-antisionismo-e-destra\/"},"modified":"2024-02-01T00:00:00","modified_gmt":"2024-02-01T00:00:00","slug":"antisemitismo-antisionismo-e-destra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2024\/02\/01\/antisemitismo-antisionismo-e-destra\/","title":{"rendered":"Antisemitismo, antisionismo e destra"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/6793_211530605-890d61bb-7839-4d6c-aa8f-bd41998554ad.jpg\" alt=\"6793_211530605-890d61bb-7839-4d6c-aa8f-bd41998554ad.jpg\" \/><br \/>\n<br \/>Autunno 2023: l&rsquo;incedere storico fiammeggia davanti ai nostri occhi. Il conflitto israelo-palestinese fa un salto di qualit&agrave; dovuto all&rsquo;eccidio perpetrato dalle forze armate israeliane ai danni della popolazione di Gaza.<br \/>\n<br \/>Per caratteristiche, intensit&agrave;, accanimento e crudelt&agrave;, laddove alle bombe si aggiunge l&rsquo;assedio totale con la privazione di cibo acqua, farmaci e cure mediche, l&rsquo;entit&agrave; di questo massacro assurge allo stato di un vero e proprio genicidio.<\/p>\n<p>In modo assurdo il riflesso pavloviano delle cancellerie dei paesi imperialisti occidentali Usa e Ue offre immediatamente il proprio sostegno ad Israele nella sua azione criminale. Dicono di voler difendere l&rsquo;unico stato democratico del Medio Oriente, ma questo sostegno non &egrave; innocente. Piuttosto &egrave; indispensabile per tutelare i propri interessi geopolitici, strategici ed economici in una area cruciale per gli equilibri mondiali tra le potenze imperialiste di occidente e di Oriente.<\/p>\n<p>La propaganda israeliana pu&ograve; contare su potenti alleati capaci di controllare i principali mass media occidentali e con essa, almeno cos&igrave; si augurano, l&rsquo;opinione pubblica di questa parte di mondo.<br \/>\n<br \/>Qualcosa per&ograve; va storto.<\/p>\n<p>La realt&agrave; del genocidio va in onda sui canali dell&rsquo;informazione mondiale non occidentale e non ad essa subalterni e viene veicolata in maniera virale sui social. Questa realt&agrave; non pu&ograve;, cos&igrave;, essere nascosta o travisata.<br \/>\n<br \/>Esplode il pi&ugrave; grande movimento mondiale di sostegno ad un popolo storicamente oppresso dai tempi della guerra imperialistica americana contro il Vietnam.<\/p>\n<p>Nei paesi arabi, in Indonesia, in Suda America, in Canada, negli Usa centinaia di migliaia, soprattutto giovani scendono in piazza per sostenere la causa palestinese e chiedere il cessate il fuoco immediato.<br \/>\n<br \/>In Europa mobilitazioni imponenti si verificano nel Regno Unito e in Spagna.<\/p>\n<p>La Francia e la Germania sono attraversate da manifestazioni piene di tensione con le forze dell&rsquo;ordine.<\/p>\n<p><strong>LA REPRESSIONE DEI GOVERNI OCCIDENTALI CONTRO LE MOBILITAZIONI PRO-PALESTINA<\/strong><\/p>\n<p>Le autorit&agrave; francesi gi&agrave; dal 10 ottobre vietano le manifestazioni in solidariet&agrave; alla Palestina. Una misura completamente antidemocratica e tanto pi&ugrave; odiosa di fronte alla sacrosanta indignazione di fronte agli indiscriminati bombardamenti che stanno distruggendo Gaza e provocando stragi tra i civili, tra cui, numerosissimi, bambini e donne. La repubblica borghese, stato servo dell&rsquo;imperialismo francese, mostra i muscoli. Ma gli arresti e anche il divieto della sola esposizione della bandiera palestinese non fermano il moto spontaneo di solidariet&agrave;. Tanto che il giornale di destra Le Figaro, lancia una campagna isterica contro le compagne e i compagni dell&rsquo;NPA colpevoli di schierarsi con la resistenza palestinese ed invocare una nuova Intifada, chiedendone lo scioglimento.<\/p>\n<p>Anche in Germania le manifestazioni sono tutte vietate, si susseguono arresti di attivisti filopalestinesi. In questo Paese il governo socialdemocratico si &egrave; schierato immediatamente e senza incertezze con Israele, condendo la sua complicit&agrave; con una forma particolarmente nauseante di ipocrisia: il presunto senso di colpa per l&rsquo;immane sterminio pianificato delle persone di origine ebraiche durante la II guerra mondiale il cui prezzo per&ograve; sarebbero chiamati a pagarlo&hellip;i palestinesi!<\/p>\n<p>&Egrave; una scusa, &egrave; evidente! In realt&agrave; il governo tedesco come quello francese e quello italiano difendono i propri interessi imperialistici nell&rsquo;area medio Orientale, in alleanza, nella fattispecie con l&rsquo;imperialismo americano.<br \/>\n<br \/>La costante sia in Francia che in Germania &egrave; l&rsquo;attacco ideologico che accompagna quello repressivo. Praticamente tutte le manifestazioni o anche solo le espressioni di contrasto ai massacri israeliani e all&rsquo;invasione di Gaza e della Cisgiordania vengono bollate come complici di Hamas e antisemite.<\/p>\n<p>Hamas, &egrave; a tutti gli effetti una importante organizzazione combattente della resistenza palestinese di natura piccolo borghese e ideologia islamista reazionaria. Un&rsquo;organizzazione che i marxisti rivoluzionari all&rsquo;interno, e nel pieno e incondizionato sostegno alla resistenza armata palestinese, devono combattere politicamente. Tuttavia, a meno di bollare come tale tutta la Resistenza palestinese, non pu&ograve; essere considerata un&rsquo;organizzazione terroristica ed essere cos&igrave; privata di ogni diritto di guerra.<\/p>\n<p>Tanto pi&ugrave; i civili palestinesi non possono essere bersaglio di bombardamenti e di attacchi da parte delle forze armaste israeliane perch&eacute; contengono, presuntamente o meno, i propri combattenti.<\/p>\n<p>Se c&rsquo;&egrave; una guerra di invasione tra Israele e la Palestina, quest&rsquo;ultima ha il diritto di difendersi armi in pugno e cacciare l&rsquo;invasore. E il popolo palestinese ha tutto il diritto di sostenere la resistenza come meglio pu&ograve; e crede.<br \/>\n<br \/>Ma l&rsquo;accusa pi&ugrave; velenosa agli attivisti pro-Palestina &egrave; quella di antisemitismo su cui torneremo.<\/p>\n<p><strong>L&rsquo;APPOGGIO AL SIONISMO DA PARTE DELLA DESTRA EUROPEA<\/strong><\/p>\n<p>L&rsquo;appoggio di Israele travalica i confini dei maggiori gruppi del parlamento europeo. Sia il Partito Popolare Europeo che il Partito Socialista Europeo hanno fin da subito sostenuto il governo israeliano e la sua rappresaglia sulla popolazione civile di Gaza, manifestando solo qualche timido distinguo secondario di fronte ai pi&ugrave; efferati massacri, dimostrando uno schieramento trasversale filosionista.<\/p>\n<p>Ma i confini di tale schieramento sono andati oltre i confini del moderatismo politico. La destra europea, anche quella estrema ha confermato una volta di pi&ugrave; la propria ricollocazione ideologia al fianco dello stato di Israele, nell&rsquo;interesse complessivo delle potenze imperialiste europee e americana.<\/p>\n<p>I pi&ugrave; grandi partiti, da Rassemblement National di Le Pen al AFD in Germania che la compongono hanno partecipato alla canea filosionista e repressiva nei confronti delle manifestazioni al fianco della lotta palestinese nei rispettivi paesi.<\/p>\n<p>Non diversamente hanno agito la Lega e Fratelli d&rsquo;Italia nel governo italiano. Gli ambienti intellettuali liberali tendono considerare questa una evoluzione positiva della destra che avrebbe lasciato le sponde di un antisemitismo malcelato. In realt&agrave; questa presunzione si basa sull&rsquo;equivoco tra antisemitismo e antisionismo. Se la destra si &egrave; pi&ugrave; o meno sbottonata la camicia dell&rsquo;antisemitismo &egrave; solo perch&eacute;, chiamata a reali o potenziali responsabilit&agrave; di governo, si &egrave; assunta in pieno l&rsquo;onere di rappresentare gli interessi imperialistici occidentali che vedono nell&rsquo;entit&agrave; israeliana e nel suo armamento un baluardo insostituibile in Medio Oriente. <\/p>\n<p>La connessione tra la natura reazionaria del sionismo e la destra europea si fa pi&ugrave; intima trovando fertile terreno comune nell&rsquo;ideologia suprematista bianca e filoccidentale di entrambi i movimenti e nel razzismo nazionalista, pi&ugrave; esplicito in Israele, come medesimo alimento di campagne antiarabe e islamofobe che fanno presa purtroppo sia nel proletariato israeliano che in quello europeo percorso a sua volta d tensioni xenofobe nei confronti del proletariato migrante.<\/p>\n<p><strong>L&rsquo;ISLAMOFOBIA CRESCENTE IN EUROPA<\/strong><\/p>\n<p>I ripetuti interventi militari in Medio Oriente (Iraq, Siria,) e nei paesi mussulmani dell&rsquo;asia (Afghanistan) e del nord Africa (Libia) da parte dell&rsquo;imperialismo americano e d delle coalizioni a geometria variabile degli imperialismi europei, con il loro corollario di &ldquo;scontro di civilt&agrave;&rdquo; e guerra al terrorismo, hanno rinfocolato nell&rsquo;opinione pubblica americana ed europea un forte sentimento islamofobo. In Europa, in particolare, questa forma specifica di pregiudizio razziale si &egrave; connessa alla xenofobia crescente nei confronti dei migranti, in gran parte provenienti da paesi mussulmani.<\/p>\n<p>Seppure sottostimati e non rappresentativi dell&rsquo;entit&agrave; del fenomeno, perch&eacute; significativamente non esistono procedure corrette presso le forze dell&rsquo;orine per rilevarli segnalarli e registrarli, gli incidenti di carattere islamofobo e razzista nei confronti dei mussulmani e dei migranti sospettati di esserlo sono in forte aumento negli ultimi anni. <\/p>\n<p>A titolo esemplificativo nel Regno Unito nel decennio dai rilevamenti delle forze di polizia i crimini di odio e a sfondo razziale nei confronti della popolazione ritenuta di fede islamica sono cresciuti di oltre il 50%.<br \/>\n<br \/>In Germania il recente studio sulle propensioni autoritarie della popolazione riporta che oltre il 70% della popolazione concorda sul fatto che dovrebbe essere vietata l&rsquo;immigrazione musulmana e che quasi l&rsquo;80% si sente estraneo a causa della presenza musulmana.<\/p>\n<p>Tuttavia, non stiamo parlando di un fenomeno che riguardi esclusivamente le fasce popolari. Secondo il rapporto <strong><a href=\"https:\/\/islamophobiareport.com\/en\/\">European Islamophobia Report<\/a><\/strong> &ndash; 2022 episodi riconducibili al pregiudizio antiislamico si riscontrano anche nel mondo della politica, dei media e delle istituzioni. A tal proposito il rapporto denuncia che, nonostante le raccomandazioni delle Nazioni Unite, la ministra dell&rsquo;Integrazione del governo austriaco abbia organizzato il convegno sul contrasto alla segregazione e all&rsquo;estremismo a cui hanno partecipato undici paesi europei e il cui intento &egrave; stato quello di &ldquo;esportare la sua battaglia contro la cosiddetta politica Islam&rdquo;. <\/p>\n<p>Tra gli alleati del governo austriaco in questa poco nobile &ldquo;battaglia &ldquo;si pone con fervore crescente la Francia di Macron ormai sulla strada della repressione della popolazione musulmana del suo paese, contro la quale ha condotto un&rsquo;ostruzione sistematica che ha comportato il controllo di circa 2000 istituzioni musulmane, 118 chiusure e il sequestro di oltre 10 M di euro nel solo periodo tra il gennaio e l&rsquo;agosto del 2022. Nel campo dell&rsquo;educazione il governo francese ha portato avanti, sotto le mentite spoglie del Piano Laicit&agrave; politiche di controllo del corpo delle donne musulmane.<\/p>\n<p>In Olanda le recenti elezioni politiche hanno visto trionfare il partito populista di destra di Geert Wilders che ha fatto dell&rsquo;anti-islamismo uno dei suoi campi di battaglia prioritari. La polizia tedesca dal canto suo percorsa da crescenti fibrillazioni naziste come ormai si &egrave; evidenziato da molti anni anche se per lo pi&ugrave; silenziata dai rapporti ufficiali del governo, si &egrave; resa responsabile di numerosi atti persecutorie illegali a sfondo razziale. Ovviamente molti di questi eventi hanno colpito la popolazione musulmana.<\/p>\n<p>L&rsquo;Italia ha ora un governo le cui componenti principali sono partiti i cui esponenti hanno fatto in pi&ugrave; occasioni campagna elettorale contro l&rsquo;islamismo e per il divieto e la chiusura delle moschee. Tanto che la sindaca leghista di Monfalcone si &egrave; sentita in diritto di condurre una la propria battaglia per la chiusura di ben due moschee, il divieto del burkini in spiaggia per le musulmane e del velo per le bambine a scuola.<\/p>\n<p>In conclusione l&rsquo;islamofobia non &egrave; solamente riconducibile ad un pregiudizio che serpeggia nella popolazione a dispetto dei pi&ugrave; elementari principi difesi dagli stati democratici europei, come accade per le altre forme di razzismo, tra i quali sicuramente va annoverato l&rsquo;antisemitismo, ma contamina anche partiti ed esponenti di governo, media pubblici e privati e le istituzioni al massimo livello rappresentando cos&igrave; una sorta di armamento ideologico lelle politiche interne ed internazionali delle potenze imperialiste occidentali.<\/p>\n<p><strong>ANTISEMITISMO: ALIBI E REALT&Agrave;<\/strong><\/p>\n<p>Anche gli episodi di antisemitismo sono in crescita, soprattutto in Germania ed in Italia dove la tradizione antisemita, dovuta probabilmente al lascito dei regimi totalitari del passato, nazismo e fascismo, &egrave; pi&ugrave; radicata Secondo <em>l&rsquo;Osservatorio Antisemitismo<\/em> i casi in Italia sono quasi decuplicati nel decennio 2023-2023 passando da circa 50 a oltre 400.<\/p>\n<p>Il problema &egrave; reale, perch&eacute; mostra che in maniera crescente un settore della popolazione pu&ograve; essere potenzialmente attratto da suggestioni politiche razziste come l&rsquo;antisemitismo, non escludendone altre come abbiamo visto, discriminatorie nei confronti di stranieri, migranti, islamici e persone di diverso colore della pelle.<br \/>\n<br \/>Tuttavia, rispetto all&rsquo;islamofobia, il problema dell&rsquo;antisemitismo si differenzia perch&eacute; nella quasi pressoch&eacute; totalit&agrave; dei casi esso non solo non riceve alcun incoraggiamento politico-istituzionale o sui media generalisti, come accade invece per la prima, ad esclusione di relativamente piccole e poco influenti frange dell&rsquo;estrema destra fascista e nazista e dei loro strumenti di propaganda, ma viene attivamente combattuto da essi.<\/p>\n<p>In parole povere la percezione pubblica ad ogni livello, da quello popolare a quello politico, istituzionale e dei mass media sembra essere significativamente molto pi&ugrave; adeguata rispetto all&rsquo;islamofobia.<\/p>\n<p>Facendo ancora riferimento ai dati riportati dall&rsquo;osservatori grande parte degli episodi citati sono insulti molto spesso veicolati dai social media come Istagram e Facebook, mentre gli episodi violenti per fortuna sono in numero ridotto. Inoltre, spesso tra le segnalazioni riportate alcune sono evidentemente viziate da un pregiudizio ideologico che riduce l&rsquo;obbiettivit&agrave; del dato. Ad esempio, viene riportato tra i casi quello di un &ldquo;Giornale studentesco di un istituto superiore milanese scritto da studenti ma sotto supervisione e responsabilit&agrave; dei docenti, pubblica un articolo che, in modo semplicistico e denso di pregiudizi ideologici, ricostruisce e spiega le radici dell&rsquo;attuale conflitto tra Hamas ed Israele. <em>Il testo &egrave; una specie di scolastica dell&rsquo;antisionismo che, manicheamente, pone Israele sul banco dei colpevoli ed i palestinesi su quello delle vittime<\/em>. (corsivo mio)<\/p>\n<p>L&rsquo;analisi &egrave; attraversata da un approccio filo Hamas e fa trasparire l&rsquo;idea che lo Stato ebraico sia illegittimo.&rdquo;<br \/>\n<br \/>Ora a prescindere dalla conoscenza esatta dei fatti e qui evidente l&rsquo;intento dell&rsquo;Osservatorio di equivocare tra antisionismo, ossia la legittima contrapposizione ad un&rsquo;ideologia politico-religiosa fortemente sospetta di suprematismo e razzismo nei confronti della popolazione araba di Palestina, e l&rsquo;antisemitismo, cio&egrave; il razzismo soprattutto europeo occidentale che giustific&ograve; la persecuzione fino allo sterminio degli ebrei. Questa sovrapposizione impropria viene invece data per scontata dai redattori dell&rsquo;Osservatorio. Tuttavia, questo equivoco &egrave; tutt&rsquo;altro che innocente ma piuttosto serve a stigmatizzare la solidariet&agrave; alla Palestina nell&rsquo;opinione pubblica e ad alimentare politiche repressive nei confronti del grande movimento mondiale a sostegno della lotta del popolo palestinese.<\/p>\n<p>Il contenuto di un&rsquo;altra segnalazione di un presunto episodio di antisemitismo riguarda l&rsquo;attacco politico alla grande manifestazione del 28 ottobre svolatasi Roma in sostegno della causa palestinese e contro il genocidio di Gaza. Le parole del breve articolo &ldquo;Slogan e parole di odio al corteo pro-Palestina svoltosi ieri a Roma, con circa ventimila partecipanti giunti da tutta Italia. &ldquo;Israele terrorista&rdquo;, &ldquo;Israele assassino&rdquo;, &ldquo;Israele criminale&rdquo;, sono alcuni dei cori che si sono levati dal cuore della manifestazione.&rdquo; tendono immancabilmente a confondere la contestazione radicale dello Stato di Israele e della sua politica di occupazione militare della Palestina con il pregiudizio antisemita ed antiebraico. Ci&ograve; che appare, per&ograve;, pi&ugrave; grave &egrave; che questo voluto e del tutto ideologico fraintendimento viene utilizzato come una clava per attaccare le manifestazioni pro-Palestina e chiederne la repressione.<\/p>\n<p>Purtroppo, una conferma indiretta di questo atteggiamento deriva dal comportamento delle autorit&agrave; che rappresentano la comunit&agrave; ebraica italiana, le quali mentre sono giustamente solerti nel porre all&rsquo;evidenza pubblica ogni minimo segnale di antisemitismo non hanno trovato tempo in questi due mesi di esprimere neanche una parola di compianto per le vittime civili di gaza, soprattutto donne e bambini.<\/p>\n<p>Sul terreno della sovrapposizione abusiva tra antisemitismo e antisionismo le organizzazioni ebraiche sioniste si riuniscono con i governi delle principali potenze imperialiste europee, come Francia e Germania, a tutela dei loro interessi geopolitici. &Egrave; l&rsquo;alibi ideologico con cui attaccare e cercare di fiaccare il grande movimento al fianco della lotta palestinese ed il sostegno crescente che riceve dall&rsquo;opinione pubblica. Un alibi spesso smascherato da vasti settori ebraici che partecipano attivamente al movimento contro il sionismo, come si &egrave; visto soprattutto negli USA.<\/p>\n<p><strong>LA POSIZIONE STORICA DEL TROTSKISMO CONSEGUENTE RIGUARDO AL CONFLITTO ISRAELO-PALESTINESE<\/strong><\/p>\n<p>L&rsquo;alibi della lotta antisemitismo deve essere respinto al mittente. Nel sostegno ad un&rsquo;occupazione militare da parte di uno stato colonialista non si ritrova una goccia del contrasto di qualsiasi discriminazione contro popoli e settori oppressi della societ&agrave;. Tanto pi&ugrave; nei confronti del popolo ebraico.<\/p>\n<p>Da questo punto di vista l&rsquo;identificazione del popolo ebraico, dei suoi intimi interessi con la &ldquo;difesa&rdquo; dello stato israeliano &egrave; totalmente abusiva, oggi, quando le forze armate israeliane stanno compiendo lo sterminio della popolazione di Gaza e stanno terrorizzando i cittadini della Cisgiordania, quanto ieri.<\/p>\n<p><em>&laquo;I bundisti [membri del Bund, partito socialista ebraico cui appartenevano la maggioranza dei combattenti dell&rsquo;insurrezione del ghetto, nda] non aspettavano il Messia, n&eacute; pensavano di emigrare in Palestina. Pensavano che la Polonia fosse il loro paese e combattevano per una Polonia giusta e socialista, in cui ogni nazionalit&agrave; avrebbe avuto la propria autonomia culturale, e in cui i diritti delle minoranze sarebbero stati garantiti&raquo;. <\/em>(Marek Edelman, comandante militare del ghetto di Varsavia. Socialista antisionista. Sostenitore dei diritti del popolo palestinese). Sono le parole dell&rsquo;eroico comandante ebreo dell&rsquo;insurrezione del ghetto di Varsavia contro l&rsquo;occupazione nazista che nel 1943 cerc&ograve; disperatamente di anticipare la liberazione della citt&agrave; e di risparmiare la vita a decine di migliaia di propri connazionali.<\/p>\n<p>Edelman fu cinicamente avversato dal sionismo di destra che lo iscrisse tra i &ldquo;nemici&rdquo; di Israele per il suo appoggio ai partigiani palestinesi. La sua vita eroica fu dunque sempre un esempio inconfutabile di antisionismo antirazzista in lotta senza quartiere contro l&rsquo;antisemitismo.<\/p>\n<p>La tradizione politica da cui proviene il PCL incarn&ograve; e prosegu&igrave; lungo lo stesso solco contro ogni forma di razzismo e perci&ograve; contro il sionismo. Gi&agrave; nel 1939 i trotskisti palestinesi (di origine sia araba che ebraica) dichiaravano <em>&laquo;la loro intera solidariet&agrave; con il movimento nazionalista arabo.<\/p>\n<p><\/em><br \/>\n<br \/><em>Nel suo numero di novembre-dicembre 1947, Quatri&eacute;me Internationale, organo del Comitato Esecutivo Internazionale, riassumeva cos&igrave; le posizioni dell&rsquo;Internazionale: &ldquo;La posizione della Quarta Internazionale di fronte al problema palestinese resta chiara e netta come in passato. Essa sar&agrave; all&rsquo;avanguardia della lotta contro la spartizione, per una Palestina unita e indipendente, nella quale le masse determineranno sovranamente la loro sorte attraverso l&rsquo;elezione di un&rsquo;Assemblea costituente&raquo;<\/em><\/p>\n<p>Il Congresso mondiale della <em>Quarta Internazionale<\/em> riunitosi nell&rsquo;aprile del 1948 riassumeva le posizioni complessive del nostro movimento in questi termini: <em>&laquo;Negli Stati arabi del Medio e del Vicino Oriente e in Africa del Nord le sezioni e gruppi della Quarta Internazionale sono a favore dell&rsquo;unificazione dei Paesi arabi in federazioni di repubbliche arabe libere. Queste sezioni lottano per l&rsquo;eliminazione dell&rsquo;imperialismo &ndash; britannico e francese &ndash; contro l&rsquo;intervento imperialista degli USA, contro i proprietari terrieri complici degli imperialisti, contro il loro strumento: la Lega araba; per delle Assemblee costituenti e per la pi&ugrave; larga democrazia&raquo; &hellip; &laquo;In ci&ograve; che concerne particolarmente la Palestina, la Quarta Internazionale respinge come utopica e reazionaria la soluzione &ldquo;sionista&rdquo; alla questione ebraica; dichiara che il ripudio totale del sionismo &egrave; la condizione sine qua non per una fusione delle lotte degli operai ebrei con le lotte emancipatrici, sociali e nazionali dei lavoratori arabi&raquo;<\/em>. Il contrasto dell&rsquo;antisemitismo, cos&igrave; come di ogni forma di razzismo e pertanto del sionismo &egrave; una naturale conseguenza dell&rsquo;antimperialismo della Quarta internazionale di Trotsky. <\/p>\n<p>Anche su questo terreno i marxisti rivoluzionari condussero sempre una battaglia senza quartiere nei confronti delle ideologie borghesi, conservatrici e liberali, e quelle maggioritarie, al tempo, nel movimento operaio: la socialdemocrazia e lo stalinismo entrambi favorevoli alla nascita dello stato di Israele, uno stato borghese, eretto sul sangue del popolo palestinese e protetto dall&rsquo;imperialismo USA.<\/p>\n<p><strong>PER UNA PALESTINA LIBERA, DEMOCRATICA LAICA E SOCIALISTA<\/strong><\/p>\n<p>Il PCL, rivendica pienamente questa grande tradizione politica. Per questo sviluppa una polemica anche nei confronti di partiti nazionali e internazionali della sinistra comunista di varia ascendenza comprese alcune organizzazioni trotskiste che rifiutano sostanzialmente l&rsquo;appoggio incondizionato alla resistenza palestinese.<\/p>\n<p>Il PCL combatte nella sinistra tutte le posizioni che in nome del pacifismo o del carattere democratico di Israele in definitiva mettono sullo stesso piano oppressi ed oppressori con vari stratagemmi: da quello di un&rsquo;agognata pace nonostante l&rsquo;oppressione violenta che subisce il popolo palestinese a quella della demonizzazione di Hamas e della resistenza palestinese in nome del presunto diritto di Israele a difendersi, o tutt&rsquo;al pi&ugrave; collocandosi in una ambigua posizione di disfattismo bilaterale, in sostanza una diserzione.<\/p>\n<p>Il PCL non riconosce affatto questo diritto giudicandolo solamente l&rsquo;abuso di un regime coloniale sorretto dagli USA e dagli imperialismi europei, e, in una diversa misura, persino dagli imperialismi loro rivali quali quello russo e cinese. Al contrario auspica e persegue la distruzione rivoluzionario dello stato sionista.<\/p>\n<p>I marxisti rivoluzionari non riconoscono gli accordi di Oslo e ritengono del tutto irrealistica la proposta dei due stati per due popoli, oggi ridotta ad una foglia di fico per i governi delle potenze imperialiste e i partiti filo-imperialisti che appoggiano Israele e cos&igrave; favoriscono il massacro della popolazione palestinese. Per questo denunciano con forza tutte le forze della sinistra che vi fanno riferimento. <\/p>\n<p>Si pongono incondizionatamente al fianco della resistenza armata palestinese contro l&rsquo;occupazione israeliana, con il fine della liberazione della Palestina e di tutto il suo territorio storico, ossia quello precedente al piano di spartizione del novembre del 1947 voluto dalle Nazioni Unite.<\/p>\n<p>Questo appoggio incondizionato al movimento partigiano palestinese non significa alcun sostegno alla sua direzione politica, detenuta soprattutto dall&rsquo;alla militare di Hamas che considerano un&rsquo;organizzazione fondamentalista islamica di natura reazionaria.<\/p>\n<p>Combattono il fine politico della costituzione di una repubblica islamica perseguito dalle organizzazioni islamiste a capo della resistenza palestinese, perch&eacute; lo considerano un obbiettivo reazionario, oppressivo nei confronti delle minoranze e delle donne e destinato solamente a svendere la libert&agrave; del popolo palestinese agli interessi dei regimi arabo-islamici e di altre potenze imperialiste come Russia e Cina.<\/p>\n<p>Contrappongono a questo proposito il fine della costruzione di una Palestina, libera laica e socialista, l&rsquo;unica che possa garantire la piena emancipazione del popolo palestinese e la tutela dei diritti di tutte le minoranze a cominciare da quella ebraica. Allo stesso tempo sono ben consapevoli che lo sviluppo socialista della Palestina &egrave; impossibile se non nel quadro della pi&ugrave; grande rivoluzione araba e socialista del Medioriente che si ponga il fine di distruggere tutti i regimi islamisti reazionari, e di sconfiggere tutte le potenze imperialiste che opprimono il popolo arabo con la costruzione di una Federazione socialista di tutto il Medioriente.<\/p>\n<p>Il PCL, pertanto, &egrave; impegnato giornalmente nella promozione e nella partecipazione ad ogni forma di iniziativa in solidariet&agrave; con la lotta del popolo palestinese e con l&rsquo;enorme movimento che si &egrave; sviluppato in tutto il mondo a suo sostegno<\/p>\n<p>Federico Bacchiocchi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Autunno 2023: l&rsquo;incedere storico fiammeggia davanti ai nostri occhi. 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