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AL REFERENDUM VOTA NO

NO A BERLUSCONI IL 25 GIUGNO

NESSUNA INTESA CON BERLUSCONI DOPO IL REFERENDUM

RILANCIAMO LA LOTTA PER UN’AUTENTICA LEGGE PROPORZIONALE

PER IL DIRITTO DI RAPPRESENTANZA DEGLI INTERESSI AUTONOMI DEI LAVORATORI

CONTRO LA GOVERNABILITÀ DEL SISTEMA

Il movimento costitutivo del Partito Comunista dei Lavoratori si pronuncia per il NO alla riforma istituzionale di Berlusconi-Bossi-Fini e invita alla più ampia partecipazione a sostegno del NO in occasione del referendum del 25 giugno.

La riforma voluta da Berlusconi-Bossi-Fini ha come obiettivo l’ulteriore rafforzamento dei poteri del capo del governo e la cosiddetta “devoluzione” delle competenze ai governi regionali in fatto di sanità e istruzione. Sono obiettivi complementari: col primo si vuole un esecutivo sempre più autonomo e forte nella gestione delle politiche antipopolari; col secondo si vuole decentrare la gestione politica dei tagli alle spese sociali, delle privatizzazioni, della “deregolamentazione” contrattuale a tutto vantaggio sia del governo nazionale, sia dei governatori locali.

Questi obiettivi vanno combattuti e respinti . Più in generale va respinto il tentativo di Berlusconi di ottenere per via referendaria la rivincita politica sulle elezioni di aprile.

Ma la vittoria del NO , seppur necessaria, non è sufficiente a garantire gli interessi dei lavoratori sullo stesso terreno dei diritti democratici. Il centro liberale dell’Unione – già responsabile negli anni ‘90 della rottura a destra delle forme istituzionali della “prima repubblica”- va oggi rivendicando per il dopo referendum una intesa istituzionale con Berlusconi-Bossi-Fini.

Una intesa tutta interna ad una comune logica di fondo: rendere il governo più autonomo dal parlamento (premierato e “sfiducia costruttiva”); rendere il parlamento più autonomo dall’elettorato (riforma elettorale a doppio turno o soglia di sbarramento del 5 %); negoziare la “devoluzione” (già introdotta da centro-sinistra con la riforma dell’articolo quinto). E’ una logica che ripropone l’interesse della governabilità del sistema contro i principi più elementari della democrazia. E che proprio per questo si configura come possibile terreno di mercimonio con le destre, col sostegno della Confindustria e della grande stampa borghese, la cui unica preoccupazione è la stabilità e la forza dei governi antipopolari, di centro-sinistra o di centro-destra a scapito dell’opposizione di classe e dei suoi diritti di rappresentanza.

Il Movimento per il Partito Comunista dei Lavoratori si batte da subito contro questa prospettiva. E’ innanzi tutto una prospettiva che smobilita la campagna per il NO col rischio di pregiudicarne la vittoria, e che in ogni caso sacrifica questa eventuale vittoria ad un compromesso inaccettabile con Berlusconi. Ma soprattutto è una linea contraria agli interessi dei lavoratori. Dopo quindici anni di sbornie ideologiche all’insegna della governabilità e del maggioritario emerge una lezione chiara: i padroni sono più forti, i lavoratori più deboli. I lavoratoti, i movimenti di lotta non hanno nulla da guadagnare dalla maggiore stabilità dei governi avversari. Viceversa hanno tutto da guadagnare dall’esercizio autonomo della propria forza e della propria opposizione: l’unica che può strappare risultati concreti favorevoli ai lavoratori; l’unica che può aprire la via ad una alternativa di società. Per questo va respinta ogni subordinazione dei diritti democratici di rappresentanza ed in particolare dei diritti dell’opposizione di classe alla governabilità di centro-destra e centro-sinistra e ai loro programmi.

Facciamo dunque appello alle sinistre italiane (sinistra Ds-Prc-Pdc-Verdi) perché rifiutino di accodarsi al centro dell’Unione, a Prodi, Fassino, Rutelli, alle loro logiche istituzionali, ai loro propositi di compromesso con Berlusconi. Facciamo appello alle sinistre per una campagna unitaria del NO a Berlusconi, in autonomia dal centro dell’Unione, e per una propria piattaforma indipendente:

Per il ritorno alla legge elettorale proporzionale senza soglie di sbarramento: una testa,un voto con eguale diritto di rappresentanza.

Per il rifiuto di ogni sacrificio di diritti e poteri delle assemblee elettive a favore della stabilità dei governi, sia sul piano nazionale che locale: abrogazione di tutte le misure varate in questo senso a partire dal ’93.

Per la cancellazione della riforma dell’articolo quinto, varata dal centro-sinistra e salvaguardata dal centro-destra: contro ogni forma di “federalismo” liberista e antisolidale, funzionale alle politiche di stretta sociale contro i lavoratori e le masse del mezzogiorno.

Il movimento costitutivo per il Partito Comunista dei Lavoratori si batte per una autentica repubblica socialista dei lavoratori, fondata sulla loro autorganizzazione democratica, sulla loro forza, sul loro potere: sulla revocabilità permanente degli eletti, sull’abolizione dei privilegi degli eletti rispetto ai loro elettori.

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