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Ennesimi sputacchi della Banda di Cremona

Puntuali come un orologio svizzero e originali come il vischio a Natale, giungono gradite le calzanti e sferzanti critiche della Banda di Cremona, sempre attenta a non lasciarsi sfuggire occasione per mettere in guardia il mondo intero da quell’accolita controrivoluzionaria che è in realtà il PCL.

Abbiamo dedicato, inutilmente, fin troppo tempo e spazio a Ricci e ai suoi compagni di merende (vedi “A proposito del PdAC: fenomenologia di una setta”), e se torniamo per una volta a farlo è solo per indicare gli errori di lettura e di analisi (vogliamo definirli bonariamente così) ai quali conduce la loro noiosissima e inconsistente polemica nei nostri confronti. D’altronde, la coazione nevrotica all’assalto al PCL dev’essere la fatale e inaggirabile condanna della loro triste sclerosi politica.

Sull’ultima risoluta risoluzione del CN della Banda di Cremona, infatti, continua la solita e ormai ridicola solfa sul PCL sempre più a destra, sempre più riformista, sempre più lasso, sempre più fumoso. Niente di nuovo sotto il sole, insomma. Se non che, questa volta, la partecipazione del PCL al Comitato No Debito diventa, manco a dirlo, l’ennesima prova provata del tradimento imminente, se non già consumato, da parte del “partito di Ferrando”. Seguono vomitevoli e non inedite insinuazioni su “distacchi” e “poltroncine” (da parte di chi è mirabilmente e meritoriamente riuscito a farsi sbattere fuori da tutti i sindacati in giro per il Paese).

Ora, poco importa, a Ricci e company, che il Comitato No Debito, lungi dall’essere un partito o cartello elettorale (non c’è nessun “programma” né “piattaforma”), è semplicemente l’unica vera esperienza pratica di fronte unico d’azione che si sia verificata a livello nazionale negli ultimi anni, pur con tutti i suoi limiti e le sue debolezze.

Poco importa che se oggi in Italia la parola d’ordine del non pagamento del debito è all’ordine del giorno di non insignificanti lotte di interi movimenti e settori di avanguardia del mondo del lavoro, questo lo si deve principalmente, se non quasi esclusivamente, al Comitato No Debito, e non certo alla fantomatica campagna della sezione italiana della LIT, della quale francamente non si è accorto nessuno.

Poco importa se la presenza del PCL nel Comitato No Debito ha come fine esattamente l’avanzamento e la chiarificazione di posizioni coerentemente rivoluzionarie, le uniche conseguenti alla reale portata anticapitalista del non pagamento del debito.

Alla Banda di Cremona tutto questo importa poco. L’importante è continuare imperterriti e isolati a sputacchiare su tutto ciò che hanno intorno, senza badare troppo al fatto che è davvero difficile che gli sputacchi controvento riescano mai a centrare il bersaglio.

Sergio Leone

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