Di fronte a un DPEF che annuncia l’attacco a previdenza, sanità, enti locali, e che imbarazza persino le burocrazie sindacali, il PRC e il suo ministro Ferrero hanno rinunciato a un voto contrario, limitandosi ad una timida astensione. Questa è la vera clamorosa notizia, commentata positivamente da Prodi e da Sole 24 ore : non lo “strappo” del PRC, ma la rinuncia a ogni strappo persino di fronte all’annuncio di “lacrime e sangue”. La verità è che dietro il velo sibillino di un pudico distinguo, il PRC dà purtroppo un segnale di disponibilità a negoziare su una finanziaria antipopolare di 35 miliardi, pur di non farsi scaricare dal governo. E per questo cerca la copertura di una corresponsabilità sindacale nella concertazione della finanziaria.
Il movimento costitutivo del Partito Comunista dei Lavoratori avanza a tutte le sinistre (PRC, PDCI, Verdi, Sinistra DS ) e ai sindacati una proposta opposta : quella della piena autonomia da un governo padronale e di una grande mobilitazione unitaria attorno a un programma di lotta indipendente, costruito insieme ai lavoratori. Sono vent’anni che si concertano sacrifici con i governi “amici”. Ora basta. Ora tra Padoa Schioppa e i lavoratori, i sindacati e le sinistre devono scegliere. Non possono stare coi piedi in due scarpe. Né possono nascondersi a lungo sotto la coperta dell’ astensione.
MARCO FERRANDO (movimento per il Partito Comunista dei Lavoratori)
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