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NO AGLI IMBROGLI DI PRODI SULLE PENSIONI

I quotidiani in data odierna segnalano la soddisfazione delle grandi organizzazioni sindacali e dei partiti della sinistra di governo per le dichiarazioni del presidente del consiglio Prodi rispetto alle modifiche sul terreno pensionistico. Si tratta in realtà della preparazione di un nuovo imbroglio a danno dei lavoratori. Iniziali dichiarazioni moderate servono solo a mascherare un nuovo affondo negativo. E´ stato così per la finanziaria, inizialmente presentata come positiva da Epifani, Bertinotti, Giordano e Ferrero e il cui contenuto reale è apparso poi così evidente da portare ai sacrosanti fischi dei lavoratori di Mirafiori. Se ogni modifica che allunga la vita lavorativa (anche con incentivi) è in sé negativa, in particolare rispetto alle possibilità dei giovani, e preparatoria di ulteriori allungamenti futuri; il peggio è rappresentato dalla riaffermata ipotesi di modifica dei coefficienti di calcolo. Già nella riforma Dini, oltre al gravissimo passaggio al calcolo contributivo su tutta la vita lavorativa, l´altro strumento surrettiziamente usato per il taglio drastico delle pensioni è stato il complesso riferimento al coefficiente di calcolo che equivaleva al passaggio dal riferimento al 2% del salario all´1,75 %, con cioè una riduzione netta del 15%, solo per questa via, delle pensioni.

Oggi si vuole rifare la stessa operazione. Il Partito Comunista dei Lavoratori, che intende lanciare da gennaio una petizione popolare dal titolo Giù le mani da pensioni e TFR , invita alla massima mobilitazione possibile contro tale nuovo furto annunciato del governo e farà tutto mil possibile, in primo luogo con i suoi delegati e militanti sindacali, per realizzarla.

Marco Ferrando, portavoce; Franco Grisolia, responsabile sindacale

Partito Comunista dei Lavoratori

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