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L’espulsione di Franco Turigliatto dal PRC è un gesto vergognoso

Con l’espulsione di Franco Turigliatto il governismo senza alcun principio del Partito della Rifondazione “comunista” raggiunge un nuovo livello di bassezza politica , in continuità con quanto realizzato un anno fa contro di noi.

Lo stesso partito che era pronto a non far partire il governo Prodi , se non fosse stata concessa la poltrona di presidente della Camera a Fausto Bertinotti, oggi considera indegno di appartenenza chi ha rifiutato, con una semplice non partecipazione al voto, di continuare a sostenere la politica di guerra (per di più riconfermando -a nostro avviso con un grave errore- il sostegno al governo nell’ultima fiducia).

Secondo i dirigenti bertinottiani questo costituisce un crimine, mentre votare a favore di missioni militari, tickets, sacrifici, regali miliardari ai padroni e flessibilità rientra nel rispetto del “mandato dei movimenti”.

Da segnalare il voto determinante a favore dell’espulsione dell’area dell’Ernesto (Grassi), che segna così la sua compiuta e definitiva capitolazione politica al bertinottismo. Rispettando le tradizioni di famiglia , contro gli oppositori di sinistra neosocialdemocratici e neostalinisti si uniscono.

Esprimiamo la nostra solidarietà e amicizia a Franco Turigliatto.

Crediamo evidente che anche questo ultimo avvenimento confermi che non c’è più posto per i militanti di sinistra onesti nel PRC e che si tratti finalmente di costruire un nuovo partito anticapitalista e antimperialista, realmente comunista.

Marco Ferrando, Franco Grisolia (Movimento per il Partito Comunista dei Lavoratori)

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