Il fatto che il Prc e le sinistre di governo si apprestino a votare il protocollo del 23 luglio è un fatto enorme: un atto di clamorosa rottura con il no della classe operaia delle grandi fabbriche con decine di migliaia di attivisti sindacali, con il corpo della manifestazione del 20 ottobre; ed anche una sconfessione di fatto della Fiom ed un’umiliazione pubblica delle stesse sinistre. Dopo aver rivendicato ai quattro venti ‘la lotta alla precarieta” e ‘il risarcimento sociale’ Giordano e Diliberto si apprestano a votare la salvaguardia della legge 30 e l’aumento dell’eta’ pensionabile, alla coda di Dini e del padronato. La ‘cosa rossa’ è rossa di vergogna. E’ difficile immaginare una capitolazione più clamorosa. tanto piu’ dopo la cancellazione annunciata degli emendamenti approvati in commissione lavoro, che servivano ad edulcorare l’amaro boccone agli occhi della base. Ora migliaia di militanti ed iscritti di Prc e Pdci sono posti di fronte alla realta’ di partiti disposti a perdere la faccia e a votare le peggiori misure anti-operaie pur di salvare il governo Prodi, i propri ministeri, la presidenza della Camera. Il fatto che il presidente della Camera si faccia garante, in queste ore, della resa del Prc e’ tristemente emblematico. Ci auguriamo allora che i migliori militanti delle sinistre traggano da questa esperienza la naturale conseguenza: rompere con Prc e Pdci e raccogliersi attorno al Partito Comunista dei Lavoratori”.
Esecutivo nazionale mcPCL
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