La decisione del Prc di votare la 23/ma fiducia al governo PRodi sul protocollo del 23 luglio, segna la bancarotta definitiva di quel partito.
Come si può riconoscere il profilo confindustriale del governo che si è sostenuto per un anno e mezzo, e parallelamente rinnovargli la fiducia? altro che rispetto del ‘vincolo sociale’ del Prc, come dichiara Franco Giordano!
Votando l’accordo di luglio il Prc tradisce esattamente il mandato sociale dei lavoratori delle grandi fabbriche, della Fiom, della sua stessa base. E sceglie di sostenere contro di essi il governo di Confindustria, riducendosi a tappeto di Prodi.
La verità è che il Prc è impiccato all’albero del Governo Prodi con tre solidi nodi scorsoi: la difesa ad ogni costo della presidenza della Camera; la volontà di salvaguardare la speranza di una possibile futura intesa col Pd
di Veltroni in prossime elezioni politiche; la difesa della ‘Cosa rossa’ come sinistra di governo. Per questo l’ennesima minaccia di futuri sfracelli, ha la stessa credibilità delle 22 minacce precedenti, risoltesi ogni volta nella fiducia al governo. Il congresso fondativo del Partito comunista dei lavoratori, fra il 3 e il 6 gennaio, offrirà a nuove migliaia di militanti del Prc una via d’uscita dalla gabbia del centrosinistra e della Cosa rossa: per costruire insieme una sinistra che non tradisca.
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