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La strage della Thyssen-Krupp di Torino evidenzia la realtà dello sfruttamento capitalistico

La gravissima strage della Thyssen-Krupp di Torino, evidenzia ancora una volta la realtà dello sfruttamento capitalistico nel nostro paese. Si dovrebbero vergognare quegli ipocriti politici e commentatori che in questi decenni, a desta come a sinistra e a volte anche all'”estrema sinistra” hanno parlato assurdamente di “fine della classe operaia” o società “postindustriale”.

In realtà la classe operaia produttiva esiste come prima; continua col suo lavoro a produrre ricchezza, che gli viene estorta dai profitti in crescita esponenziale; soffre di uno sfruttamento ed una intensità di lavoro anche superiore al passato. In cambio riceve bassi salari, sempre più ridotti in termini reali, e paga i suoi sacrifici con migliaia di morti e centinaia di migliaia di feriti l’anno. E questo non solo nelle piccole aziende o nel lavoro precario , ma anche, come dimostra il caso della Thyssen-Krupp, nella grande industria.

Per combattere questa realtà, che i demagoghi ipocriti del centrosinistra e della sinistra governista denunciano a parole, ma nulla fanno per debbellare realmente, è necessario un programma anticapitalistico che implichi l’instaurazione generale di un vero controllo operaio su tutti gli aspetti della vita in fabbrica e la nazionalizzazione immediata senza indennizzo e sotto controllo dei lavoratori delle industrie di morte, obbiettivo che, come Partito Comunista dei Lavoratori, lanciamo oggi con forza rispetto alla Thyssen-Krupp.

Franco Grisolia (responsabile sindacale)

Marco Ferrando (portavoce nazionale)

movimento per il Partito Comunista dei Lavoratori

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