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FERRANDO: UN PROGRAMMA PER UN GOVERNO DEI LAVORATORI

Il Partito comunista dei lavoratori

ha presentato questa mattina a Roma il proprio programma

elettorale. ”Un programma socialista per un governo dei

lavoratori” e’ la parola d’ordine.

”Per 15 anni – spiega Marco Ferrando – si sono

alternati al governo il partito del capitalista Berlusconi e il

partito delle grandi imprese e delle banche, oggi Pd: e’ ora che

governino i lavoratori per liberare la societa’ italiana dal

dominio del profitto”.

Il Pcl rivendica innanzitutto un aumento generale dei

salari di 300 euro netti, l’assunzione a tempo indeterminato di

tutti i lavoratori oggi precari, un salario minimo garantito di

1.300 euro, un salario sociale per i disoccupati di 1.000 euro,

il ritorno della previdenza pubblica a ripartizione: il tutto

finanziato dall’abbattimento delle spese militari, dalla

tassazione progressiva dei grandi profitti e patrimoni, dalla

cancellazione dei privilegi clericali.

Parallelamente il Pcl rivendica, in prospettiva, misure

anticapitalistiche radicali: quali l’esproprio delle aziende

responsabili di morti bianche, a partire dalla Tyssen; la

cancellazione dei debiti dei lavoratori verso le banche usuraie,

con la nazionalizzazione di queste ultime; la corresponsione ai

deputati di uno stipendio non superiore ai 2.000 euro.

Si propone quindi ”l’abolizione di tutte le leggi di

precarizzazione del lavoro, dal pacchetto Treu alla legge

Maroni, a partire dall’assunzione a tempo indeterminato di tutti

i lavoratori oggi precari: per porre fine alla ricattabilita’

sociale di milioni di giovani, all’insicurezza cronica del

lavoro e della vita di un’intera generazione”.”Il ritorno

all’assunzione pubblica a chiamata numerica: sotto il controllo

dei lavoratori, per abolire clientelismo e ricattabilita’

L’abrogazione delle controriforme pensionistiche degli ultimi 15

anni, a favore del ritorno della previdenza pubblica a

ripartizione: consentendo a milioni di giovani di godere un

domani di una pensione decente, vincolata all’ultimo stipendio e

sottratta al ricatto dei fondi pensione”.

Roma, 1 marzo 2008

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