Con la legge 247/07 il Riscatto della Laurea è diventato più conveniente ed è svincolato dall’inizio dell’attività lavorativa.
Fra i benefici:
a) deducibilità dal reddito dei versamenti, se a pagare è l’interessato;
b) detraibilità, al 19%, dei versamenti se a pagare è il genitore che ha il carico fiscale del beneficiario.
A conti fatti, fruendo della massima rateazione ( 120 mesi ), per un neolaureato i contributi sarebbero € 1822 all’anno.
Il reddito a cui si esce dal carico fiscale è € 2842 ( anacronisticamente fermo da oltre un decennio, nell’indifferenza generale..ripeto 2842 euro all’anno !! ), superando il quale, anche di un solo euro, il genitore perde la possibilità di detrarre e il figlio, comunque, non ne ha benefici per la cosiddetta incapienza.
E’ ben comprensibile come, nelle attuali condizioni, tra precarietà, stagionalità, intermittenza, ecc.. “l’incapienza” tende a reiterarsi per diversi anni con la conseguenza che il cosiddetto beneficio si traduce in una clamorosa beffa!
Che sia giunto il momento per rivedere il limite di reddito per le persone a carico?
Che sia il caso di porre rimedio a questa situazione?
Grazie per l’attenzione e la disponibilità
Fiducioso in una Vs positiva risposta
Adriano Morganella
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