“Visto che le sinistre sono fuori dal Parlamento, è necessario costituire, a partire dalle lotte, un Parlamento delle sinistre, a base operaia e popolare, da
contrapporre al governo Berlusconi e al suo Parlamento addomesticato. Se la Lega Nord inventò il Parlamento della Padania come simulazione di un contropotere secessionista, perché il movimento operaio non potrebbe dar vita a un proprio parlamento, come espressione reale di un’alternativa di sistema?”: è la proposta di Marco Ferrando, del Partito comunista dei lavoratori (Pcl) “formalizzata sul quotidiano Il Manifesto. E che attende risposte”.
“Un parlamento popolare eletto direttamente dal popolo della sinistra, a partire dalle fabbriche, dai luoghi di lavoro, dal territorio, con delegati permanentemente revocabili e privi di ogni privilegio, con un criterio di rappresentanza interamente proporzionale tra le diverse posizioni, organizzazioni e partiti – spiega Ferrando – potrebbe rappresentare la sede democratica di organizzazione di un’opposizione unitaria e di massa contro il governo delle destre e l’attuale parlamentarismo; e un punto di riferimento prezioso per settori sociali oggi sfiduciati e passivi”.
“E’ una proposta che ha una sola implicazione – conclude – la rottura definitiva, per l’oggi e per il domani, col Pd di Veltroni e D’Alema”. (ANSA).
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