Cosa c’entra il Pcl col trozchismo?
Cari compagni, condividiamo l’ordine del giorno dei compagni di Roma (che abbiamo scaricato dal sito romano del Pcl e che attacchiamo quì sotto) e invitiamo tutti i compagni di Partito Comunista dei Lavoratori a sottoscriverlo e a protestare contro il gruppo dirigente nazionale.
Cosa è questo Comitato di Rifondazione Quarta Internazionale? e chi sono questi militanti di Israele? Noi non siamo mai stati e non saremo mai trotzchisti (non abbiamo certo il mito di Stalin ma nemmeno crediamo alle fantasie sulla rivoluzione permanente che scoppia nello stesso momento in tutti i paesi del mondo e comunque i nazisti li ha fermati anche Stalin e il popolo russo)e non vogliamo che qualcuno scelga per noi.
Il Pcl è dei comunisti e basta, come dicono i quattro punti. Chiediamo che si apra subito una discussione in tutto il partito. Ci siamo iscritti da tempo al Pcl di Ferrando ma non veniamo mai consultati da nessuno. Chi decide al posto nostro? Perchè non si fanno assemblee?
Il Pcl può diventare un grande partito se non cadiamo in questi errori e nei settarismi delle varie chieste trotzichiste ecc.
Chiediamo a tutti i compagni che ricevono questa mail di girarla agli altri indirizzi che hanno di tutti i compagni. E speriamo che il compagno Ferrando ci voglia dare una risposta pubblica. Noi nel Pcl ci crediamo ancora.
Paolo e Lucia Rossetti (militanti di base del Pcl)
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ORDINE DEL GIORNO DELL’ASSEMBLEA DEGLI ISCRITTI DEL mPCL DI ROMA
Con questo intervento, indirizzato alle compagne ed ai compagni del Movimento per il PCL, intendiamo esprimere il nostro dissenso per il volantino distribuito – con il nome e il simbolo del Movimento – in occasione della manifestazione dello scorso 18 novembre in solidarietà con il popolo palestinese. Si tratta di un dissenso essenzialmente di metodo, ma non scevro da considerazioni di merito.
Non pensiamo sia accettabile ritrovarsi affiliati ad organizzazioni delle quali la maggior parte di noi non aveva nemmeno mai sentito parlare, delle quali non conosciamo la storia, l’indirizzo politico e nemmeno la consistenza. Per quanto possa apparire assurdo, è esattamente quello che è successo: leggendo quel volantino, abbiamo appreso non solo di riconoscerci pienamente in una dichiarazione del “Coordinamento per la Rifondazione della IV Internazionale” (organizzazione della quale la maggior parte di noi ignora financo l’esistenza), ma anche di essere “accanto ai sinceri antimperialisti e internazionalisti di tutto il mondo, in primo luoghi i compagni e compagne del CRQI. Tra essi pensiamo importante segnalare quelli di due paesi centrali per gli avvenimenti in Medio Oriente. E cioè la Tendenza “Rifondazione e Rivoluzione” della principale e più reazionaria potenza imperialista, gli USA, il padrino politico del sionismo, che costituisce il suo diretto strumento di oppressione; e il gruppo dei “Militanti per la rifondazione della IV Internazionale” in Palestina/Stato d’Israele”. Poiché non abbiamo la più pallida idea di chi siano, cosa pensino e cosa facciano i militanti della tendenza “Rifondazione e Rivoluzione” negli USA e meno che mai abbiamo conoscenza dei “Militanti per la rifondazione della IV Internazionale in Palestina/Stato di Israele”, ci chiediamo come sia stato possibile produrre e diffondere un simile testo senza la minima discussione, e questo aldilà della condivisione del messaggio politico del testo stesso.
Il comunicato – report sull’incontro internazionale di Beirut del mese scorso, ricevuto da alcuni compagni, non fa altro che confermare le nostre preoccupazioni, poiché afferma testualmente che nell’ambito di quell’incontro è stata “distribuita la dichiarazione firmata dalle sezioni del Comitato per la Rifondazione della Quarta internazionale di Italia, Grecia e Turchia per il ritiro delle truppe UNIFIL dal Libano”. Dunque, noi saremmo addirittura la “sezione italiana” di quel Comitato che – lo ripetiamo – per molti di noi è una sigla assolutamente sconosciuta!
Il problema di metodo è evidente, ed a questo proposito non possiamo dire nulla di diverso da questo: facciamo in modo che simili errori non si ripetano. Aggiungiamo che i contenuti della circolare del Comitato Esecutivo del 17.12 confermano le nostre preoccupazioni. Innanzitutto, è paradossale che il Comitato Esecutivo sia intervenuto verso la sezione romana ancora prima che la sezione romana stessa producesse un suo intervento, e dunque ci chiediamo: su quali elementi i compagni del Comitato Esecutivo hanno basato le loro considerazioni? Voci riferite da qualcuno? Chiacchierate in libertà? Non sarebbe stato più corretto attendere il risultato della discussione dei compagni e delle compagne di Roma, che – non a caso – hanno deciso di sottoporre questo documento all’assemblea degli iscritti prima di diffonderlo?
In secondo luogo, Statuto alla mano, non si capisce a quale titolo un organismo meramente esecutivo e senza nessuna funzione politica intervenga (preventivamente, perdipiù!) in merito ad un dibattito squisitamente politico, come quello che intendiamo sollecitare con il presente documento. Anche qui, il problema di metodo è evidente, e pazienza se qualcuno ritiene “bizzarro” il fatto che i compagni di Roma lo facciano notare.
Il problema di merito, poi, è tutto da affrontare, e la circolare del Comitato Esecutivo lo conferma ulteriormente. Abbiamo scelto di partecipare ad un processo di organizzazione che si fonda su ben definiti punti politici, i quali costituiscono il minimo comune denominatore per compagne e compagni con alle spalle percorsi e storie diversi, accomunati dalla condivisione di quei punti e dalla volontà di costruire un partito comunista. Il costituendo Partito Comunista dei Lavoratori sarà dunque una nuova formazione politica, risultato del dibattito promosso e portato avanti dal movimento costitutivo.
Al processo di costruzione stanno partecipando compagne e compagni con identità e provenienze differenti, molti dei quali assolutamente estranei (ed anche francamente poco interessati) alle vicende di correnti e sottocorrenti del PRC indicate nella circolare del Comitato Esecutivo. Dunque, accogliamo di buon grado l’invito a non nascondersi dietro un dito: non si può sostenere che non vi sono automatismi fra la costruzione del PCL e la sua collocazione in un’organizzazione internazionale e, contemporaneamente, sostenere che questa collocazione è un fatto oggettivo. Sarebbe profondamente scorretto avviare un dibattito il cui esito sia predeterminato: in questo caso, non si tratterebbe di un dibattito, ma di una farsa.
Un dato di elementare buon senso: in questo contesto, non sono possibili forzature ideologiche e/o settarismi da parte di nessuno. Abbiamo bisogno dell’esatto contrario, e cioè di un processo di dibattito e di discussione aperto e dialetticamente intrecciato con la crescita organizzativa, senza quei diktat calati dall’alto che hanno segnato – per molti di noi – gli ultimi anni di militanza nel Partito della Rifondazione Comunista. Per tutti i motivi qui sommariamente accennati, dunque, riteniamo sbagliato limitare la discussione ad un confronto fra la sezione romana del Movimento e il Comitato Esecutivo. Riteniamo, invece, importante che in tutte le sedi del Movimento venga avviato il dibattito sui rapporti internazionali, anche attraverso la discussione di tesi e documenti, naturalmente senza “veti” precostituiti. Un dibattito che necessariamente accompagnerà la crescita del Movimento stesso e che, non differentemente da altre questioni non meno rilevanti, ci auguriamo franco, aperto e politicamente produttivo. Sarà poi il Coordinamento Nazionale a farsi carico – con i tempi ed i modi conseguenti al dibattito di base – dell’elaborazione politica della sintesi del dibattito stesso.
Il dibattito orizzontale che auspichiamo sarà parte del dibattito più generale sull’attualità politica e i compiti che attendono i Comunisti in questo momento terribile: dalle controriforme su lavoro e pensioni alle nuove privatizzazioni, dai progetti antidemocratici in materia di legge elettorale alle prossime, vicinissime, scadenze amministrative. Siamo tutti impegnati in un compito estremamente difficile: cerchiamo di non renderlo ancora più complicato con le nostre stesse mani.
Roma, 19.12.2006
Approvato a larga maggioranza
Paolo e Lucia Rossetti
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