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SOLIDARIETA’ AI PENDOLARI DEL SUD

La vicenda dei pendolari del Sud che si vedono improvvisamente chiedere un biglietto più che triplicato dopo che per sei mesi gli Enti Responsabili del problema avevano lasciato a bagnomaria la questione è emblematica .

Dalla TAV, all’emergenza rifiuti,alla base di Vicenza l’elenco dei blocchi non è breve nè eccezionale. I cittadini vedono la politica come una via lunga tortuosa e inconcludente.

La vicenda è iniziata domenica 24 giugno a Salerno e a Napoli,la partenza dell’830 è ritardata per permettere ai controllori delle Ferrovie di rintracciare chi era senza biglietto.E a questo punto è scoppiata la protesta.Una mattinata da dimenticare, conclusa con un drappello di poliziotti in assetto antisommossa impegnati a controllare i passeggeri dell’Espresso Salerno-Milano e a identificare chi non aveva il biglietto o lo aveva pagato fino a Roma.

Fino a qualche mese fa una convenzione fra Regione Campania e Trenitalia permetteva di viaggiare a 15 euro(invece dei quaranta previsti dalle tariffe)ma è stata annullata e non è stata rinnovata.

I lavoratori pendolari che prima spendevano tale cifra , ora per tornare a casa dovrebbero spendere più di settanta(trecento euro al mese)con stipendi che si aggirano sui 980 più l’affitto da pagare e la famiglia da sostenere.

La gestione delle Ferrovie con sistema privatistico e quindi con logiche di mercato dimostra come i presunti vantaggi derivanti dalle privatizzazioni non esistono e che tale sistema è contro i lavoratori(quelli più deboli) quelli che devono spostarsi per lavoro perchè nel loro paese il lavoro non c’è.Per questo è indispensabile tornare alla gestione pubblica delle Ferrovie dello Stato. Il Pcl Abruzzo esprime solidarietà ai pendolari napoletani e chiede l’immediato ripristino della convenzione tra la Regione Campania e Trenitalia.

Chiara Di Stanislao

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