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Capitale Azionario e Capitale Monetario. Parte 1

Il 25%, 33 1/3% del capitale monetario è oggi capitale eccedente, capitale morto. Non assorbito dal mercato.

Dunque Draghi lamentava nel 2007 salari e stipendi troppo bassi. La banca, quando non si intreccia col capitale azionario, cioè quando il suo interesse è in conflitto con il capitale azionario si fa portavoce, per bocca del centro sinistra, di ammortizzatori sociali e aumenti di salari, stipendi e pensioni, cioè di Socialdemocrazia; poi si allea, in base a congiunture economico-politiche con gli azionisti, e scalza dal governo il centro sinistra. Soprattutto se, all’interno del plusvalore, i rapporti di forza sono nettamente favorevoli al capitale azionario.

Il 2005-2006 porta in luce il conflitto tra la Finanza Azionaria (centro Destra) e Finanza Bancaria (centro sinistra) nel senso che la prima pretende la pubblicazione trimestrale, mensile dei conti, la presenza di revisori di conti nel consiglio d’amministrazione, scontrandosi con i tradizionali blocchi burocratici composti dai comitati esecutivi delle Banche. La finanza azionaria cerca sempre di pilotare l’opinione pubblica con operazioni di pulizia al fine di liberalizzare il credito (liberalizzazione ratificata dal capro espiatorio Fazio sotto il precedente governo Berlusconi, cioè sotto il governo del Capitale Azionario, fondi pensione e dei gruppi assicurativi). Ipocrita palla solenne è dunque che i governi europei, e nel nostro caso quello italiano, non siano stati, a partire dal 2001, responsabili della crisi avendo ratificato politiche economiche a favore della finanza azionaria. Quella definita come economia virtuale.

Il tentativo azionario generale è quello di sottrarre alla Banca quote all’interno del plusvalore nazionale e internazionale dietro la bandiera civile degli alti tassi di interesse.

Le banche sotto la presenza degli azionisti dovrebbero terminare i loro legami col pubblico settore e con le sue quote versate al settore burocratico statale. Per le banche l’aspetto preponderante di questo conflitto, più o meno passato, più o meno temporaneo o manifesto, è il capitale monetario eccedente.

La massa di denaro immessa nel mercato è direttamente proporzionale alla somma dei prezzi e inversamente proporzionale al numero di giri di una data somma di valore, cioè alla sua velocità di circolazione. La crescita di tale massa è indice non di benessere economico bensì di malanno capitalistico, della sua crisi finanziaria, a cui si cerca di rimediare con iniezioni di liquidità aurifere e cartacee, con “una fonte latente d’afflusso del denaro, la quale scorre nei periodi delle tempeste sociali” (Karl Marx), per coprire buchi e debiti a causa della sovrapproduzione di merci dovuta alle contrazioni di salari e stipendi. Dunque la banca sa bene cosa sia la sovrapproduzione.

Ne “ Il capitale Libro I ”, la massa di denaro è calcolata così:

Massa di denaro = Somma dei prezzi / numero di giri di monete di egual nome

Mutui difficili da pagare, pagati in ritardo, ed ora con la crisi si è dimostrato che erano impossibili da pagare. Mancata corresponsione alle banche degli interessi attivi di credito che vantano verso terzi, in particolare verso il ceto medio.

Sia di 10 MLD la somma dei prezzi di date merci, racchiusa entro un dato periodo di tempo. Sia equivalente a € 51.500 il valore medio di un’abitazione. E che questo valore passi di mano per quattro volte. La massa di denaro sarà

Massa di denaro = € 10.000.000.000 / € 51.500 x 4 giri ;

Massa di denaro = € 10.000.000.000/ € 206.000 = € 48.543,68.

Se i prezzi delle merci risultavano doppi con l’avvento dell’euro, allora deduciamo che il valore del denaro, in qualità di segno dell’oro, denominazione del valore dell’oro, si era dimezzato in quanto raddoppiava la quantità di moneta-oro necessaria all’acquisto della stessa quantità merci.

“Se la massa di cedole rappresenta, p. es., per ogni cedola due once d’oro invece di una, di fatto una lira sterlina diventa la denominazione in denaro, diremo p. es., di un ottavo d’oncia, invece che di un quarto d’oncia. L’effetto è lo stesso che se si fosse alterato l’oro, nella sua funzione di misura dei prezzi. Gli stessi valori quindi che prima si esprimevano nel prezzo di una lira sterlina, si esprimono ora nel prezzo di due lire sterline”. (Karl Marx, Il capitale Libro I).

Raddoppiamo la somma dei prezzi di date merci di un dato periodo a

20 MLD. Con un valore medio dell’abitazione che passa ora a € 103.000.

Se la velocità di circolazione si riduce del 20% a causa della contrazione di 1/5 della massa salariale (2006), i giri di tale valore saranno 3 1/5 e non più 4

Massa di denaro = € 20.000.000.000 / € 103.000 x 3,2 giri ;

Massa di denaro = € 20.000.000.000 / € 329.600 = € 60.679,61

La massa di denaro, dai € 48.543,68 , aumenta del 25%, cioè l’inflazione si attesta al 25%.

Se invece la velocità di circolazione si riduce del 25% , cioè da 4 giri a 3, la massa, sarà aumentata del 33 1/3 % rispetto ai € 48.543,68.

Massa di denaro = € 20.000.000.000 / 103.000 x 3 giri

Massa di denaro = € 20.000.000.000 / 309.000 = € 64.724,91

I rapporti economici tra banche e ceto medio – all’insegna del credito pubblico che si alimenta di titoli di stato e di ammortizzatori sociali – compongono la leva politica del centro sinistra contro la selvaggia liberalizzazione del credito che, per bocca dei paladini azionari, si oppone alle trattenute pubbliche sui titoli di stato e quindi i bot vengono sostituiti dai bond, ai titoli di stato si oppongono le azioni, le assicurazioni contro i rischi sul lavoro vengono sottratte all’introito pubblico sui salari e affidate alle assicurazioni private, la trattenuta sindacale viene sostituita dalla trattenuta azionaria. La borghesia industriale dal canto suo, alleata della Banca nel 2006, di cui già conosceva l’inesorabile sovrapproduzione delle proprie merci sul suolo nazionale, decretò la vittoria del Governo Prodi. Alleata al capitale azionario dal 2007, ne decretò la caduta nel 2008.

Il capitale azionario nel 2001 e nel 2007 con ricette aziendali interne (partecipazione agli utili d’azienda, prestiti finanziari agevolati dietro cessione di 1/5 del salario, e fondi pensionistici integrativi), ha comprato i voti della classe operaia. Ai tempi di “Mani Pulite” preparò la strada per demolire, in sposo all’industria, il vecchio capitale bancocratico e la crosta burocratica dello Stato italiano, per sostituirvi una sua crosta politica più lurida ancora: consona alla natura reale e cristallina dei rapporti e del modo di produzione capitalistici.

Francesco Lupinacci

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