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LOTTARE, OCCUPARE, NAZIONALIZZARE

I fatti che si sono verificati a Roma ci mostrano ancora una volta, il vero volto del sistema in cui viviamo, un sistema, il capitalismo, che ci schiavizza, ci usa e poi ci butta via.

Come possiamo considerare questo sistema? CRIMINALE!

A causa delle loro politiche finanziarie milioni di persone, nel mondo, perdono il posto di lavoro, la Sardegna e l’Italia non fanno eccezione, nella nostra isola 30000 posti di lavoro persi nell’ultimo anno.

Il presidente di questa regione ride e stringe le mani agli operai, come se lui non fosse responsabile di questa situazione, il suo capo fa le battute e dice di risolvere le questioni con una telefonata, vedi caso Euroallumina.

La realtà e che siamo governati da un nano pelato, che altro non ha a cuore che i propri interessi personali della sua cricca e dei suoi lacchè, vedi Cappellacci. In tutto ciò mister B. non sta di certo pensando a noi operai, che perdiamo il posto di lavoro. Infatti da un lato non fa nulla per risolvere la crisi che si fa sempre più pesante, in particolar modo in Sardegna e nel Sulcis, dall’altro manda la polizia a picchiare gli operai che chiedono il pane, come se fossero dei criminali, operai che non chiedono altro che LAVORARE!

Il Partito Comunista dei Lavoratori condanna con forza i fatti di Roma e esprime la massima solidarietà e appoggio per la vostra lotta, ma insieme a questo vogliamo proporvi una via d’uscita da tutto ciò, con tre semplici parole d’ordine:

LOTTARE, OCCUPARE, NAZIONALIZZARE!!!

Proponiamo apertamente che:

1) La fabbrica venga occupata e tenuta sotto il controllo totale degli operai.

2) La creazione di una cassa di resistenza unitaria, sotto il controllo dei lavoratori.

3) Il coordinamento nazionale di tutti i lavoratori delle fabbriche in crisi, che hanno chiuso o che licenziano per organizzare le forme di lotta.

ALL’ATTACCO DURO DEI PADRONI RISPONDIAMO CON LOTTA DURA e OPERAIA

LOTTIAMO UNITI PER LA NAZIONALIZZAZIONE SOTTO CONTROLLO OPERAIO DELLE FABBRICHE CHE CHIUDONO O CHE LICENZIANO, A PARTIRE DA QUELLE DEL POLO INDUSTRIALE DEL SULCIS

LA FABBRICA NON E’ DEL PADRONE,

E’ DI CHI SI SPACCA LA SCHIENA OGNI GIORNO!

RIPRENDIAMOLA!!

Francesco Scano

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