Una legge elettorale assurda, grottesca, vessatoria verso i partiti minori, è stata aggirata in tutta Italia dai partiti dominanti che l’hanno imposta, col metodo tradizionale dell’inganno. Il caso Formigoni è solo la punta di un iceberg trasversale. Come tutti sanno.
Non si possono dunque sanare le singole “irregolarità” di grandi partiti in Lombardia e in Lazio – quale che sia la “soluzione” adottata- lasciando intatto il quadro generale di abuso e di arbitrio. Lo dimostrano peraltro i numerosi ricorsi, da parte dei più diversi soggetti, in molte situazioni: dall’Umbria al Piemonte sino alla Calabria, dove il caos interpretativo sulla legge elettorale è totale.
Ciò che oltretutto moltiplica le stesse possibilità di annullamento delle elezioni in diverse regioni. Per questo riteniamo che vi sia una sola via d’uscita corretta dalla situazione che si è determinata: il rinvio generale di un mese delle elezioni regionali, con una nuova normativa elettorale, per consentire un quadro di democrazia, di certezza e di trasparenza. In ogni caso il PCL si appellerà in tutte le sedi contro ogni eventuale soluzione “ad listam” che lasciasse inalterato il regime generale dell’ipocrisia.
Partito Comunista dei Lavoratori
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