Proviamo ad agire come un allenatore che cerca d’interpretare la partita prima che i giocatori scendano in campo. Potremmo non solo ridurre il danno ma, forse, anche gettare i presupposti per un bottino cospicuo. Il che, per il momento in cui viviamo, può esser già tanto. Credo, e non da adesso, che la continua rivisitazione strategico-politica di Fini, più che ideologica, lo porterà in tempi, non obbligatoriamente brevi, a distaccarsi dal PdL ed a dar vita ad un asse centrista con Casini e Rutelli con l’effetto di spingere Berlusconi, ed i suoi lacchè, più la Lega a destra, consegnando conseguentemente al PD lo spazio alla sua sinistra nella cosciente consapevolezza che l’inquinamento filo clericale che alloggia nell’area di Bersani, D’Alema, Bindi, Franceschini, non avrà i connotati sufficienti per qualificarsi quale reale e credibile forma oppositiva all’imperativo economicista, anche perché ne sono inquinati oltre ogni limite. Ma l’effetto che ci dovrebbe maggiormente interessare è quello relativo al bipolarismo che verrebbe automaticamente affossato.
Mi direte: e la sinistra? Appunto: tutta da costruire.
Lo spazio ideologico alternativo al capitalimperialismo rimarrebbe automaticamente sguarnito. Ed è in quest’area che dovremmo provare a collocare una dissidenza che, sapendo leggere dentro le difficoltà sociali, scopra e sappia adattare ai bisogni un programma che getti le proprie basi stilando prima di tutto uno statuto etico. Inutile dire che, in quanto movimento e non soggetto (inteso come persona), dovrà essere inequivocabilmente ateo, nella continua ricerca di coinvolgere, e non dico targare, tutta quella disgregazione che aleggia anche dentro i partitini di sinistra, troppo attenti alla pseudo dissidenza dei cristiani di base come di altri soggetti spiritualmente inquinati. Un movimento che sappia toccare tutti i cosiddetti cani sciolti, inarco-comunisti, indymedia, più numerosi e consapevoli di quanto si possa pensare. A tal proposito, da ex prc, mi sono inserito in un dibattito nel forum dentro il loro sito spostandone, almeno in parte, le tematiche ingessate dalla reverenzialità lideristica. Siccome poi la discussione che prendeva campo si ritrovava ristretta in un limite di parole che restavano nel gozzo, ho aperto un blog libero alla discussione (http://partigianooscar.blogspot.com) in cui chi ritiene utile il confronto può intervenire senza limitazioni. Per inciso, il tutto con il supporto qualificato, della mia compagna e di mio figlio. Le piazze, che una volta invadevamo anche spontaneamente, si sono spostate su internet. Non possiamo permettere che dopo le tv anche quest’etere venga invaso dal potere politico e clericale già prima che si inventino un qualche impedimento legislativo, magari con l’avallo dei sindacati confederali, come ci insegna la memoria dei lavoratori. A sinistra, in quest’ambito di comunicazione, non esiste niente che consenta a chiunque d’interloquire, di dialogare senza limiti. La gente ha tante cose da dire ma non ha la possibilità di confrontarsi. Quando mai potrà aggregarsi? Per concludere: perché vi mando queste mie esternazioni?
Perché ritengo che allargare le discussioni sia più utile e proficuo che non una sommatoria di segretari di partito.
Valerio Burroni
Valerio Burroni
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